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Anello del Vallone della Neve con Accellica Nord (dal km 38-I della SR 164)

A tartalmat készítette:
Little Fish Trek
  • Attraversamento del Fiume Calore all'andata.
    Attraversamento del Fiume Calore all'andata.
    Fénykép: Little Fish Trek

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    Monti Picentini: Anello del Vallone della Neve con partenza dal km 38-I della SR 164 e passaggio per la vetta dell’Accellica Nord.
    nehéz
    Hossz 9,9 km
    9:00 óra
    1 140 m
    1 140 m
    1 660 m
    669 m
    Anello che gira intorno al Vallone della Neve sfruttando le due coste che lo delimitano in sinistra e destra idrografica.

    Le due coste possono essere valutate di difficoltà media in una scala escursionistica generale, e “quasi facile” per chi è abituato a camminare al di fuori dei sentieri ufficiali.

    Le difficoltà nascono nei tratti di raccordo per la vetta dell’Accellica Nord che devono aggirare da sotto la fascia rocciosa sommitale (escludendo di arrampicare o disarrampicare direttamente per rimanere all’interno dell’escursionismo).

    La costa di destra idrografica del Vallone della Neve corrisponde a quella di sinistra idrografica del Vallone della Savina già utilizzata nell’itinerario di cui al link → Anello del Vallone della Savina con Accellica Nord, Ninno e Accellica Sud.

    Da questa costa iniziano o arrivano (a seconda se si va in salita o discesa) i raccordi più difficili.

    A szerző tippje

    Per fare un anello con meno difficoltà tecniche e di orientamento conviene – a mio giudizio – abbinare la salita di questa escursione con la discesa di quella sopra citata: in pratica un «Anello dei Valloni della Neve e della Savina» che evita del tutto il difficile ambiente della fascia rocciosa sommitale dell’Accellica Nord.

    Se invece si cercano «esperienze selvagge» conviene affrontare le due escursioni separatamente.

    Questa escursione è più difficile e selvaggia di quella sopra citata che gira intorno al Vallone della Savina.

    ******************************

    Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Picentini, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici sui Monti Picentini.

    Nehézség
    T5II- nehéz
    Általános nehézség
    nehéz

    A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

    Élmény
    Táj
    Veszélyességi besorolás
    Legmagasabb pont
    Accellica Nord, 1 660 m
    Legalacsonyabb pont
    669 m
    Ajánlott időszak
    jan.
    febr.
    márc.
    ápr.
    máj.
    jún.
    júl.
    aug.
    szept.
    okt.
    nov.
    dec.
    Kitettség
    ÉKDNY

    Úttípusok

    Hossz
    9,9 km
    Szintprofil megjelenítése

    Biztonsági előírások

    Evitare con neve, ghiaccio e piogge recenti.

    Da fare solo con meteo sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.

    Portare tutta l’attrezzatura necessaria.

    Hasznos linkek és ötletek

    Ho indicato da Luglio a Ottobre come periodo consigliato per la percorrenza ma è possibile anche un po’ prima se non ci sono residui di neve (da accumuli di slavine) nei punti più difficili immediatamente sotto a nord dell’Accellica Nord.

    Útleírás

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il giorno 8 settembre 2025, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    ↓

    Salita all’Accellica Nord lungo la costa di sinistra idrografica del Vallone della Neve

    Si inizia raggiungendo la Masseria Marinari lungo il ben noto CAI 104 che parte dal km 38-I della SR 164 tra Montella ed Acerno.

    Subito dopo i ruderi della Masseria Marinari il CAI 104 attraversa il corso d’acqua che scende dal Vallone della Savina, e si prosegue aggirando la base della costa divisoria tra il Vallone della Savina e il Vallone della Neve arrivando all’attraversamento dell’alveo del Vallone della Neve.

    Il CAI 104 continua a prendere quota per aggirare la larghissima costa che bisogna risalire per l’anello da fare, e conviene seguirlo per poco più di 300 metri di camminamento fino a quando spiana brevemente prima di una discesetta.

    Qui abbiamo abbandonato il sentiero per iniziare la risalita della larga costa su facile pendio senza tracce evidenti.

    La pendenza rimane facile a lungo e dopo un po’ compaiono alternativamente varie discontinue tracce di mucche e di cinghiali che aiutano a salire.

    Si incontrano anche dei “veri sentierini” trasversali che probabilmente servono (o servivano) agli animali per cambiare area di pascolo o di abbeveramento.

    Ci sono un paio di brevi cambi di pendenza non troppo faticosi prima di un ripido con roccette che si aggira entrando in un vallone-conca terroso più a sinistra direzione salita: qui abbiamo calzato i ramponcini, non tanto per la sicurezza ma per faticare meno.

    Poi, seguendo l’andamento dei crinali secondari boschivi, abbiamo (come previsto) reincontrato le tracce finali di salita del già citato itinerario di cui al link → Anello del Vallone della Savina con Accellica Nord, Ninno e Accellica Sud.

    Infine, senza difficoltà, si sbuca sulla cresta sommitale immettendosi nel sentiero CAI (numerato sia 104 che 190 in questo tratto) circa 200 metri a nord-ovest della vetta dell’Accellica Nord.

    Il punto di immissione di oggi nel sentiero CAI è nei pressi di quello della risalita della Rasula delle Murelle dall’opposto versante sud dell’Accellica – eventualmente vedi link all’itinerario → Accellica Nord per la Rasula delle Murelle, Il Ninno e Accellica Sud.

    Oggi in vetta all’Accellica Nord mancava la ben nota Croce recentemente «sbullonata e fatta sparire» da ignoti.

    ↓

    Discesa dall’Accellica Nord fino alla testata della costa di destra idrografica del Vallone della Neve

    La prima parte di questa discesa segue (al contrario) le tracce dell’itinerario di cui al link → Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari.

    Dalla vetta dell’Accellica Nord si scende sulla cresta est per meno di 100 metri lineari incontrando la tabella che segnala l’inizio della variante alla cresta e all’ex via ferrata per raggiungere Il Ninno.

    Si continua, tralasciando la variante, sulla vecchia via di cresta scendendo per altri 150 metri circa lineari di camminata, con ripido finale che “deposita” sopra una selletta prima del semicerchio successivo del sentiero che conduce ai tratti rimanenti della via ferrata dismessa.

    Qui esce in cresta l’itinerario sopra citato e si inizia a percorrerlo al contrario.

    Sotto a nord-est della selletta c’è una fascia rocciosa secondaria che bisogna raggiungere alla base.

    Dunque, si inizia scendendo a sinistra nord-est, per poi piegare quasi subito verso destra rimanendo inizialmente poco dentro il bosco su tracce un po’ instabili (oppure per un tratto su più ripido pendio erboso in campo aperto).

    Raggiunta la base della fascia rocciosa secondaria si contorna scendendo fino ad arrivare quasi in testata del ripido canale che cala alla base dello zoccolo roccioso del Ninno.

    Qui si abbandona l’itinerario di cui al link → Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari, e si inverte completamente la direzione eseguendo un tornante sinistro.

    Appena invertita la direzione, si dovrebbe notare in basso a destra un gran bel arco naturale sospeso su un profondo infrequentabile canale.

    Da questo punto abbiamo notato una esile traccia di cinghiali che si infilava in mezzo a bassi arbusti.

    Superati gli arbusti si continua su bancatina inclinata (con alcuni passi esposti) fino a una spalla-costa da dove, con un iniziale breve ripido, si cala sotto una fascia rocciosa molto alta che sta sopra una vasta conca boschiva con terreno di base … di consistenza varia.

    Seguendo qualche altra esile traccia di animali si attraversa in decisa discesa diagonale tutta la conca, fino alla successiva spalla-costa.

    L’iniziale ripido di discesa verso il largo canale che segue è più incerto del precedente e abbiamo preferito organizzare la prima veloce assicurazione con la corda.

    Passata la testata del canale si prosegue un po’ a occhio mantenendo la quota fino a un successivo canale più stretto ma molto inciso, con sponde di entrata e di uscita non fattibili con buoni margini di sicurezza (e anche il fondo del canale stesso è molto pendente, friabile e scivoloso a una prima vista).

    Per superarlo siamo risaliti sulla ripidissima “costoletta” di sinistra direzione salita per circa 25 o 30 metri di dislivello organizzando due assicurazioni intermedie con gli alberi presenti.

    Prima della testata del canale (che … si presenta male) abbiamo attraversato in salitella diagonale su esilissima traccia con altra corda fissata dall’altro lato per il secondo che procede.

    A seguire qualche metro ben esposto su erbe con discreta tenuta fino a un molto ripido crinale-costa secondario di divisione con una serie successiva di canaletti e dirupi vari.

    ******************************

    Avanzando di poco oltre la testata di questo crinale-costa secondario ci si trova quasi sopra l’uscita sulla costa di destra idrografica del Vallone della Neve.

    Però a quel punto per scendere servirebbe una vera e lunga calata in doppia, mentre seguendo il crinale-costa secondario giusto «si scende in modalità più escursionistica» seppur con il consigliabile aiuto della corda.

    ******************************

    Dunque, dal crinale-costa secondario giusto siamo scesi direttamente con passi “quasi solidi” alternati ad altri meno solidi con l’aiuto degli alberi presenti (forse un 30 metri di dislivello), attraversando un piccolo fossato e fermandoci sopra un saltino di roccette di pochi metri.

    Queste roccette sono valutabili all’incirca di I°+, ed abbiamo preferito tirar fuori di nuovo la corda perché non si capiva bene quanto fossero solide in basso.

    Fatta questa mini calata, rimane l’ultima dentro uno scivoletto franoso con vari arbusti e vecchi rami trasversali che ostacolano un po’ il piazzamento della corda.

    Comunque, se il primo accompagna la corda per bene poi la si recupera senza problemi.

    Di fronte a quest’ultimo scivoletto franoso si trova un caratteristico enorme faggio schiantato, e si è arrivati alla testata della costa di destra idrografica del Vallone della Neve.

    ++++++++++

    Nota finale: tutti gli utilizzi della corda sono stati brevi e naturalmente sono soggettivi in rapporto alle condizioni del momento.

    Noi avevamo una corda di 30 metri più altro materiale per «vere manovre» più complesse se necessarie.

    Alla fine non abbiamo mai fatto delle vere calate in doppia classiche e la corda è stata piazzata e utilizzata solo come “semplice accompagnamento” per tenersi con le mani e per reggersi bene con i piedi.

    Abbiamo utilizzato molto i ramponcini forestali.

    A ognuno le sue valutazioni su come attrezzarsi per un’eventuale percorrenza.

    Credo che la regola n. 1 qui sia «valutare sempre bene ogni micro linea di avanzamento e non sbagliare mai direzione».

    La regola n.2 è «partire con margine di tempo per fare tutto con calma».

    ↓

    Chiusura anello scendendo per la costa di destra idrografica del Vallone della Neve

    Come scritto nella sceda «Sintesi» siamo scesi sulle tracce di salita dell’itinerario di cui al link → Anello del Vallone della Savina con Accellica Nord, Ninno e Accellica Sud.

    Questa costa di destra idrografica del Vallone della Neve presenta qualche cambio di pendenza in più rispetto alla costa di sinistra idrografica.

    I primi metri di discesa sono un po’ scivolosi perché lo strato di terriccio superficiale non è molto spesso e a volte si perde un po’ la presa delle scarpe sulle placchette sottostanti: niente di che con un minimo di attenzione.

    Poi ci si allontana un po’ verso destra dal crinale principale perché roccioso e poco camminabile, ma ci sono tracce di animali che guidano nel vallone-conca di aggiramento delle rocce.

    Rientrati sul filo del crinale si scende senza problemi di orientamento rallentando sui non difficili cambi di pendenza.

    Nella parte bassa noi abbiamo piegato a destra per andare verso i ruderi della Masseria Gatta.

    Bisogna sapere dov’è per arrivarci dall’alto perché non ci sono sentieri evidenti che la raggiungono, ma solo esili tracce di animali confuse in un’area di bassi arbusti.

    Comunque da qualche parte si esce sicuramente in basso anche senza passare per la Masseria Gatta.

    Da sotto i ruderi della masseria, dopo qualche metro confuso, inizia un sentiero ben marcato che conduce all’immissione finale nel CAI 104 per il rientro al parcheggio.

    Étel, ital
    tipp
    A környéken
    Legjobb partnerek
    Útpont
    Kezdőpont
    Végpont
    Legalacsonyabb pont
    Legmagasabb pont
    Előrejelzés
    Ma {low} -tól {high} -ig és {precipitation} {precipitation_type}
    {x} további megjelenítése
    Fénykép
    Videó
    Monte Accellica

    Megközelítés

    Bisogna andare al km 38-I della SR 164 che collega Acerno con Montella, sul versante che scende a Montella dal Valico delle Croci di Acerno, dove si trova la stradina di inizio del CAI 104.

    Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Valico delle croci» che si trova poco a nord del punto esatto, oppure «Varo Della Spina» che si trova poco a sud (aggiornamento Dicembre 2025).

    Parkolás

    All’imbocco della strada forestale di inizio del CAI 104 – al km 38-I della SR 164 – c’è posto per un paio d’auto se piazzate bene per non impedire le manovre ai mezzi che possono accedere alla strada forestale.

    In alternativa si può parcheggiare a circa 300 metri verso Montella su uno slargo più comodo al lato della SR 164.

    Koordináták

    DD
    40.798907, 15.023878
    DMS
    40°47'56.1"N 15°01'26.0"E
    UTM
    33T 502014 4516434
    w3w 
    ///durations.gullies.angle
    Navigáció Google Térképpel

    A szerző által ajánlott kiadványok:

    “APPENNINO MERIDIONALE”

    di Luigi Ferranti

    CLUB ALPINO ITALIANO – TOURING CLUB ITALIANO

    Collana GUIDA DEI MONTI D’ITALIA

    ******************************

    “Monti Picentini - Paradiso verde dell’Appennino Campano”

    di Andrea Perciato e Pino Del Prete

    ARCI POSTIGLIONE

    A szerző által javasolt térképek:

    CAI - Sezioni di Avellino e Salerno

    “Parco Regionale dei Monti Picentini” 1:25.000 (4 Tavole con Libro dei Sentieri)

    ******************************

    CAI Sezione di Salerno - Associazione Pro Loco Acerno - Provincia di Salerno - Provincia di Avellino

    “MONTI PICENTINI - COLLINE SALERNITANE” 1:30.000

    Felszerelés

    Normale dotazione escursionistica più ramponcini da prato o forestali.

    Corda e quant’altro necessario per organizzare delle assicurazioni sia di calata che su ripidi e traversi boschivi con base non sempre consistente.


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