Anello del Vallone della Savina con Accellica Nord, Ninno e Accellica Sud
Little Fish Trek
Per praticità considero Vallone della Savina tutto il gran vallone fino alla testata del Varco del Paradiso, anche se nella parte alta sono utilizzate denominazioni diverse per le varie diramazioni.
La salita avviene in sinistra idrografica sulla costa divisoria con il Vallone della Neve.
Arrivati sotto la gran fascia rocciosa che regge la vetta dell’Accellica Nord abbiamo seguito un tracciato che evita gli inevitabili passi di arrampicata diretta finale.
L’arrampicata non è difficile se vista come itinerario alpinistico, ma per “rimanere con margine dentro i confini di un’escursione” (noi eravamo partiti solo con normale dotazione escursionistica) ci siano spostati verso la testata del Vallone della Neve e siamo arrivati all’Accellica Nord su pendio boschivo che nulla ha a che fare con l’alpinismo.
A seguire classica traversata dall’Accellica Nord alla Sud passando per Il Ninno.
Infine discesa per il CAI 190 (parzialmente attrezzato) fino all’elevazione di vetta La Savina, e poi fuoripista su tracce varie per chiudere l’anello in basso.
A szerző tippje
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La costa di sinistra idrografica del Vallone della Savina corrisponde a quella di destra idrografica del Vallone della Neve utilizzata nell’itinerario di cui al link → Anello del Vallone della Neve con Accellica Nord (dal km 38-I della SR 164).
Da questa costa iniziano o arrivano (a seconda se si va in salita o discesa) i raccordi più difficili.
Per fare un anello con meno difficoltà tecniche e di orientamento conviene – a mio giudizio – abbinare la discesa di questa escursione con la salita di quella sopra citata: in pratica un «Anello dei Valloni della Neve e della Savina» che evita del tutto il difficile ambiente della fascia rocciosa sommitale dell’Accellica Nord.
Se invece si cercano «esperienze selvagge» conviene affrontare le due escursioni separatamente.
Questa escursione è meno difficile e selvaggia di quella sopra citata che gira intorno al Vallone della Neve.
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Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Picentini, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici sui Monti Picentini.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.
Portare tutta l’attrezzatura necessaria.
Hasznos linkek és ötletek
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 27 agosto 2025, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
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Salita all’Accellica Nord lungo la costa divisoria tra il Vallone della Savina e il Vallone della Neve
Si inizia raggiungendo la Masseria Marinari lungo il ben noto CAI 104 che parte dal km 38-I della SR 164 tra Montella ed Acerno.
Subito dopo i ruderi della Masseria Marinari il CAI 104 attraversa il corso d’acqua che scende dal Vallone della Savina, e si prosegue iniziando ad aggirare la base della costa divisoria tra il Vallone della Savina e il Vallone della Neve.
Dopo circa 200 metri c’è un sentierino che si stacca dal CAI 104 ed inizia a risalire la costa divisoria: seguendolo, con qualche svolta, si raggiungono i ruderi della Masseria Gatta (con baracca esterna).
Poco dopo la Masseria Gatta conviene spostarsi verso destra per superare un fossato secondario ed arrivare sul filo della larga, in questa parte iniziale, costa tra il Vallone della Savina e il Vallone della Neve.
Si sale senza problemi su tracce quasi continue di cinghiali e si arriva a un cambio di pendenza, dove ci sono un paio di secche e ripide svolte e dove ci si appoggia con le mani.
Poi di nuovo su pendenze medie con qualche restringimento del crinale, ma mai a livello di quel che si può definire cresta.
A quota 1300 circa inizia un ripido più lungo: qui abbiamo abbandonato il filo del crinale per stare su un pendio svasato (quasi un largo vallone secondario) più a sinistra direzione salita.
Il fondo è terroso non tutto ben consolidato, ed abbiamo calzato i ramponcini da prato o forestali per seguire le esili tracce.
Il ripido si impenna ancora un po’ poco prima di una bassa fascia di roccette che abbiamo aggirato a sinistra con un paio di passi di quasi I° grado.
Infine sempre ben ripido fino alla base della gran fascia rocciosa che regge la vetta dell’Accellica Nord.
Qui le tracce si disperdono ed abbiamo provato ad arrivare fin sotto la fascia rocciosa dove di solito si generano dei camminamenti continui.
In questo caso non c’era nulla, anzi il fondo è più confuso proprio nei pressi della base della fascia rocciosa.
Si nota qualche cedimento della verticalità della fascia rocciosa, ma si inizia sempre con qualche passo che sicuramente arriva al II° grado pieno, e dopo pochi metri non si capisce come prosegue se si vuole salire diretti – oggi la vegetazione non lasciava intravedere la parte più alta della fascia rocciosa per poter valutarla tutta dal basso e scegliere la linea migliore (per chi non la conosce già come noi).
Noi abbiamo continuato piegando verso destra, con leggera discesa, fino al bordo della sponda che cala nel Vallone della Neve.
Più che «cala» direi che «precipita», perché da qui non si può proprio scendere diretti all’alveo del Vallone della Neve senza manovre di corda.
Seguendo un valloncello secondario (ripido ma con vari «arbusti di sicurezza») siamo scesi alcuni metri ritornando al bordo del Vallone della Neve, e da qui si notava – qualche decina di metri più in basso – una marcata traccia che lo attraversa in un punto con fondo terroso.
Abbiamo proseguito in discesa ripida (ritrovando qualche traccia di animali) fino all’altezza dell’attraversamento, entrando nell’alveo del Vallone della Neve con 4-5 metri di cornicetta esposta (passaggio più delicato dell’escursione).
L’attraversamento, in questo punto, del fondo del Vallone della Neve è sicuramente … con vista di profondità in basso sopra un salto … e serve attenzione anche con i ramponcini (in tutto si perdono un centinaio di metri di quota dal punto più alto raggiunto sotto la fascia rocciosa sommitale).
Poi si seguono le tracce continuando a traversare in diagonale prima dolce e poi aumentando un po’ di pendenza fino alla schiena della dorsale-costa di sinistra idrografica del Vallone della Neve.
Qui si svolta in direzione sud e si sale diretti (per poco più di 200 metri di dislivello) su medie pendenze non difficili fino ad incontrare il sentiero CAI (numerato sia 104 che 190 in questo tratto) circa 200 metri a nord-ovest della vetta dell’Accellica Nord.
Il punto di immissione di oggi nel sentiero CAI è nei pressi di quello della risalita della Rasula delle Murelle dall’opposto versante sud dell’Accellica – eventualmente vedi l’itinerario di cui al link → Accellica Nord per la Rasula delle Murelle, Il Ninno e Accellica Sud.
Oggi in vetta all’Accellica Nord mancava la ben nota Croce recentemente «sbullonata e fatta sparire» da ignoti.
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Dall’Accellica Nord al Ninno seguendo il CAI 103B Sentiero del Ninno
Dalla vetta dell’Accellica Nord si scende sulla cresta est per meno di 100 metri lineari fino alla tabella che segnala l’inizio della variante alla cresta e all’ex via ferrata per raggiungere Il Ninno.
Dalla piccola tabella si scende diretti a sud su ripidi prati e con tre paletti segnaletici con colori CAI molto ben piazzati per dare la direzione (che potrebbe non essere intuitiva) da seguire nel pendio.
Si arriva così all’emersione di un vero sentierino entrando in un boschetto e in breve si arriva sotto il Colle Nord del Varco del Paradiso.
Qui abbiamo ricalzato i ramponcini per salire i pochi metri su terreno smosso fino al valico sotto l’inizio della traccia finale per la vetta del Ninno.
Proseguendo dal Colle Nord del Varco del Paradiso si nota che sono stati rimossi i cavi dell’ex via ferrata lasciando gli anelli di fissaggio.
Si inizia dunque senza cavi su strappo bello ripido ma con qualche utile arbusto.
I cavi riprendono sull’unico breve saltino che, a mio giudizio, sarebbe assai delicato senza aiuti, e poi proseguono fino in vetta su più regolare (sempre molto ripido) pendio prativo.
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Dalla vetta del Ninno all’Accellica Sud passando per il Bivacco Valsavin
Tornati al Colle Nord del Varco del Paradiso abbiamo ripreso il CAI 103B Sentiero del Ninno che in breve porta sotto il gran ripido di salita su terreno smosso che raggiunge il Bivacco Valsavin.
Qui c’è una provvidenziale corda di aiuto tesa tra gli alberi e serve attenzione per non scaricare qualche sasso su chi sta sotto.
Dal Bivacco Valsavin si può fare la breve deviazione – ne vale la pena – fin sopra il Colle Sud del Varco del Paradiso.
Poi abbiamo continuato in direzione Accellica Sud seguendo la linea della via ferrata dismessa.
Quasi subito si trova un cavetto su una breve ripida diagonale che immette in un pendio con boschetto.
Il pendio RIPIDO si sale più o meno sulla massima pendenza seguendo un cavetto e una corda appaiati fin sotto la fascia rocciosa che sostiene la cresta.
Qui si svolta a sinistra trovando un altro cavo che accompagna in cresta passando sopra un fittone e una grappa metallica su facile saltino.
I cavi proseguono sulle prime roccette di cresta, fino a un passaggio – con cavo molto ben piazzato – che senza aiuti sarebbe un buon II° grado MOLTO esposto su roccia solida.
Poi la cresta spiana, si trova un settore con i cavi rimossi ma non difficile, e si arriva alla bandierina di vetta dell’Accellica Sud su comodo camminamento.
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Discesa di chiusura anello dall’Accellica Sud per La Savina
Dall’Accellica Sud si scende a nord-est lungo la prima mediamente ripida parte parzialmente attrezzata fino al valico-sella dello Spaccaturo Alto.
È un «sentiero lento» dove con un minimo di attenzione non si sbaglia, ma ci vuole il suo tempo.
Segnavia pochissimi e traccia a terra sempre presente con brevissime discontinuità.
Qualche secca svolta non è super intuitiva ma se si fanno 10 o 20 metri senza vedere nulla a terra bisogna farsi qualche domanda.
In parte si sta in campo aperto e in parte in bosco anche fitto, con cavi fissati su roccette e pure sugli alberi.
L’ultimo tratto assicurato a scendere è di «vera ferrata», e poco dopo si arriva al valico-sella dello Spaccaturo Alto.
Da qui all’elevazione della Savina (che ogni tanto compare alla vista) può sembrare tutto scorrevole, ma non lo è: il sentiero c’è sempre ma è ancora piuttosto tortuoso, con qualche gran bella visuale alle spalle sulle Accelliche.
Dal punto vetta La Savina, per chiudere l’anello, bisogna abbandonare il CAI 190 che scende verso Croci di Acerno.
Da qui abbiamo continuato liberamente, incontrando quasi sempre tracce di animali, in direzione più o meno nord fino alla mini-elevazione boschiva della Savinella.
Dalla Savinella si piega a nord-ovest sopra un crinale boschivo secondario – i primi metri sono un po’ confusi ma poi compare un ottimo sentierino (quasi sicuramente non è un sentierino solo di animali selvatici, ma un ex sentiero di pascolo per mucche e/o capre).
Questo crinale boschivo secondario termina sotto una bassa elevazione quotata 912 nelle cartine IGM, che dovrebbe «condividere il nome» con la Masseria (o Porcino) Marinari.
Dalla sella sotto l’elevazione di quota 912 si può piegare in discesa sia a sinistra che a destra.
Noi siano andati a destra perché è la via più breve per gli obiettivi di questa escursione.
Su tracce di nuovo discontinue – a volte larghe, a volte strettine e labili con pochi brevi tratti mancanti da intuire – si scende su pendenze tranquille fino a riportarsi a fianco del valloncello-alveo che scende a nord dalla Savinella, e ci si ricongiunge al CAI 104 con ultimo tratto di sentiero evidente.
Poco prima del parcheggio oggi … era d’obbligo una gran rinfrescata all’attraversamento del Fiume Calore❗😉
Megközelítés
Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Valico delle croci» che si trova poco a nord del punto esatto, oppure «Varo Della Spina» che si trova poco a sud (aggiornamento Dicembre 2025).
Parkolás
In alternativa si può parcheggiare a circa 300 metri verso Montella su uno slargo più comodo al lato della SR 164.
Koordináták
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di Luigi Ferranti
CLUB ALPINO ITALIANO – TOURING CLUB ITALIANO
Collana GUIDA DEI MONTI D’ITALIA
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“Monti Picentini - Paradiso verde dell’Appennino Campano”
di Andrea Perciato e Pino Del Prete
ARCI POSTIGLIONE
A szerző által javasolt térképek:
“Parco Regionale dei Monti Picentini” 1:25.000 (4 Tavole con Libro dei Sentieri)
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CAI Sezione di Salerno - Associazione Pro Loco Acerno - Provincia di Salerno - Provincia di Avellino
“MONTI PICENTINI - COLLINE SALERNITANE” 1:30.000
Felszerelés
Per sicurezza è meglio avere una corda e quant’altro necessario per organizzare delle assicurazioni se le condizioni del terreno – difficilmente prevedibili con esattezza – non fossero ottimali all’attraversamento del fondo del Vallone della Neve.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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