Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari
Little Fish Trek
Ferranti descrive la salita diretta dalla Masseria Marinari fino al Colle Nord del Varco del Paradiso a lato del Ninno, superando un ultimo saltino roccioso friabile dove è segnalata la presenza di un “cordino di ferro” d’aiuto di installazione sconosciuta (eventualmente vedi link all’itinerario → Anello del Ninno-Varco del Paradiso, Accellica Sud e Timpone dell'Accellica).
In questa escursione, invece, arrivati sotto lo zoccolo roccioso alla base del Ninno si continua verso destra-nord aggirandolo completamente e ricollegandosi più in alto al tracciato del CAI 190 nella variante più vecchia della via ferrata ora in parte smantellata.
In questa relazione utilizzo il toponimo «Vallone della Savina» che è uno dei vari conosciuti (a seconda delle epoche) per tutto questo gran bel vallone.
Naturalmente, volendo fare (e potendo per chi ne ha le conoscenze) una ricostruzione storica più accurata si dovrebbero aggiungere altri toponimi per i molti punti secondari ma caratteristici di tutta l’area.
A szerző tippje
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Picentini, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici sui Monti Picentini.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.
Portare tutta l’attrezzatura necessaria.
Hasznos linkek és ötletek
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 29 luglio 2024, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
Nella relazione che segue con il termine “guida” mi riferisco sempre a «APPENNINO MERIDIONALE» di Luigi Ferranti della collana «GUIDA DEI MONTI D’ITALIA» a cura del Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano.
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Salita all’Accellica Nord risalendo il Vallone della Savina
Si inizia raggiungendo la Masseria Marinari lungo il ben noto CAI 104 che parte dal km 38-I della SR 164 tra Montella ed Acerno.
Subito dopo i ruderi della Masseria Marinari il CAI 104 attraversa il corso d’acqua che scende dal Vallone della Savina e prosegue alzandosi sul lato destro direzione salita per poi aggirare un costone e continuare nel gran vallone del Fiume Calore.
Qui si abbandona il CAI 104 e si continua per sentierino in bassa pendenza che sta sulla sinistra direzione salita (o destra idrografica) del corso d’acqua.
Il sentierino rimane ben evidente fino all’attraversamento del torrentello da sinistra a destra direzione salita, e passa sotto una grotta (indicata anche nelle cartine IGM) e una prima piccola e bassa costruzione realizzata per la captazione dell’acqua.
Poi si arriva a un’altra grande costruzione recintata con muri in cemento, si riattraversa il torrentello e si arriva in uno slargo con varia ramaglia che crea un po’ di confusione a terra e un faggio enorme che si stacca nella “quasi radura boschiva”.
Si riattraversa ancora da sinistra a destra direzione salita e si giunge in un’area di “vera archeologia industriale”.
Il camminamento prosegue letteralmente sopra un largo e lungo muro di contenimento, affronta qualche gradino di pietra di fattura umana, e poi una vera breve scaletta in cemento in mezzo a costruzioni varie.
Si entra così in una spianata boschiva quasi circolare, sbarrata in fondo da un salto verticale dell’alveo non superabile.
Qui bisogna aggirare il salto alzandosi a destra o sinistra sui ripidi fianchi del vallone: a sinistra ci sono i resti di un’ultima grande costruzione.
Ho scelto di salire a sinistra perché ho notato una traccia probabilmente di cinghiali, e se passano i cinghiali … dovrebbe (con attenzione) riuscirci anche un umano … 😉
Dopo un paio di passi delicati in uscita si entra in un fianco di dolce inclinazione dove ricompare un sentierino che scende facilmente nell’alveo oltre il gran salto insuperabile.
Da questo sentierino se ne vede un altro dall’altro lato del vallone che scende allo stesso punto.
Ora inizia il tratto più bello e rilassante: sono circa 700 metri di alveo quasi piatto e regolare come fondo di camminamento, in un bosco scenografico – ho visto un paio di segni rossi in vernice sui tronchi che immagino siano segni forestali o confinari.
Poi l’alveo si restringe e, dopo qualche roccetta semplicemente camminabile, iniziano i saltini dove per avanzare bisogna darsi da fare con dei brevi passaggi che arrivano anche al II° grado.
Nelle condizioni di oggi – roccia asciuttissima e “calda” – non c’erano problemi.
Però vari passaggi-appoggi-prese sono lisciati e contornati da terriccio-muschio, e se c’è anche un minimo di umidità in giro le cose possono complicarsi parecchio anche su passaggi brevi.
Qui ho “iniziato ad apprezzare” la corda che avevo nello zaino, che può essere fondamentale in discesa se non si riesce a completare la salita (oggi però è andato tutto bene e non ho dovuto usarla).
Dopo tre saltini “di stampo arrampicatorio” c’è un breve tratto piatto che porta sotto un saltino più alto e articolato.
A questo punto, sulla destra direzione salita, il pendio ha un “cedimento di verticalità” che – dall’inizio del restringimento di valle – era continua da tutti e due i lati.
Non sapendo come sarebbe proseguito l’alveo, e per evitare rientri in doppia in caso di impossibilità di proseguire, ho deciso di uscire a destra per il ripido piano inclinato a fondo terroso non sempre compatto.
Dunque, ho calzato i ramponcini forestali e sono salito tenendo una diagonale il più possibile regolare per aggirare completamente una linea di basse roccette: chiaramente salendo l’esposizione aumenta e non sono ammesse scivolate – con i ramponcini si può fare stando attenti, senza ramponcini è molto più dura.
Risalito il ripido inclinato si entra in un fianco boschivo di media pendenza: media riferita ai parametri di questo tipo di escursioni, perché “le gambe qui non vanno su da sole” e bisogna comunque spingere.
In questo fianco boschivo ho trovato una situazione per me sorprendente, perché oltre alle varie tracce di animali ho visto dei segmenti di camminamento troppo compatti e regolari che denotano sicuramente una frequentazione umana in passato.
Le varie tracce vanno e vengono come evidenza, e in qualche tratto sono collegate a tornantini che di solito, appunto, gli animali non fanno così bene.
Alcune tracce si allungano a sinistra per rientrare nell’alveo: ne ho provata una e ho visto il tipo di salti che ci sono in questa parte alta della risalita: salti non impossibili ma che cambiano il livello dell’escursione.
Per farla breve, “saltando” tra i vari discontinui camminamenti e con aumento finale di pendenza, sono arrivato sotto lo zoccolo roccioso alla base del Ninno, sopra il quale si accederebbe al Colle Nord del Varco del Paradiso (per andare al Colle Sud del Varco del Paradiso da quest’area eventualmente vedi link all’itinerario → Colle Sud del Varco del Paradiso da est per La Savina e lo Spaccaturo Alto).
Qui ho iniziato a traversare a destra seguendo la più classica delle tracce che si formano (quasi) sempre alla base delle fasce rocciose continue, senza cercare il passaggio con cavo di aiuto citato in guida da Ferranti.
La buona traccia termina sopra quella che sembra la testata di un ripido canale sbarrata in alto da un gran roccione.
In realtà il canale continua oltre il gran roccione che bisogna aggirare: a sinistra del roccione c’è un intaglio su rocce lisciate, e a destra ci sono delle roccette gradinate con 3-4 passi non continui di I° grado.
Aggirato il gran roccione a destra si entra nella continuazione del ripido canale, che al centro è su fondo terroso e poco stabile.
Però sulla sponda destra direzione salita (a sinistra c’è la fascia rocciosa) il fondo è più compatto e sono salito senza difficoltà con i ramponcini.
Si arriva così sotto una bella e caratteristica grotta, e si esce dalla testata del canale su nuova traccia-sentierino che esegue un arco verso destra.
La traccia-sentierino aggira una piccola costa e continua senza problemi sotto la fascia rocciosa, finita la quale entra in un fianco boschivo dove, non essendoci più percorso obbligato, perde di evidenza.
Però ora è facile e si sale in “diagonale libera” fino a scollinare sulla cresta sud-est dell’Accellica Nord, incontrando il tracciato del CAI 190 nella variante più vecchia della via ferrata ora in parte smantellata.
Il punto di immissione è sopra la parte dove ci sono o c’erano i cavi della via ferrata, e si sale in vetta senza problemi con qualche appoggio di mani sulle prime roccette.
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Chiusura dell’anello iniziato alla Masseria Marinari
Questa versione dell’escursione si chiude tutta su tracciati CAI standard dell’Accellica, seguendo al contrario quello di salita indicato fin dal parcheggio di partenza.
Dunque, si percorre prima il tratto di cresta comune tra il CAI 190 e il 104, e poi si scende al Varco di Colla Finestra.
Dal Varco di Colla Finestra si seguono i segnavia al centro del vallone fino a scendere nell’alveo del Fiume Calore.
Dopo un lungo e bel tratto in cui si sta a fianco e si traversa più volte l’alveo (oggi poca portata d’acqua) il CAI 104 si alza sulla destra e su fondo ora molto più regolare e veloce da camminare rientra alla Masseria Marinari.
Oggi primo rifornimento acqua possibile poco prima della Masseria Marinari all’attraversamento del Vallone della Neve.
Megközelítés
Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Valico delle croci» che si trova poco a nord del punto esatto, oppure «Varo Della Spina» che si trova poco a sud (aggiornamento Dicembre 2025).
Parkolás
In alternativa si può parcheggiare a circa 300 metri verso Montella su uno slargo più comodo al lato della SR 164.
Koordináták
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di Luigi Ferranti
CLUB ALPINO ITALIANO – TOURING CLUB ITALIANO
Collana GUIDA DEI MONTI D’ITALIA
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“Monti Picentini - Paradiso verde dell’Appennino Campano”
di Andrea Perciato e Pino Del Prete
ARCI POSTIGLIONE
A szerző által javasolt térképek:
“Parco Regionale dei Monti Picentini” 1:25.000 (4 Tavole con Libro dei Sentieri)
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CAI Sezione di Salerno - Associazione Pro Loco Acerno - Provincia di Salerno - Provincia di Avellino
“MONTI PICENTINI - COLLINE SALERNITANE” 1:30.000
Felszerelés
Per sicurezza è meglio avere una corda e quant’altro necessario per organizzare delle assicurazioni in caso di problemi di avanzamento se le condizioni del terreno – difficilmente prevedibili con esattezza – non fossero ottimali.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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