Crodèr Alti da Forcella Intrigós al Campìgol del Sass dei Gnèi
Little Fish Trek
Escursione molto tecnica che percorre un itinerario veramente selvaggio e da seguire con la massima attenzione.
Tra ometti e tagli di rami si può definire ben segnato, ma in vari punti serve comunque tanta attenzione per non finire fuori via: se si avanza anche per pochissimi minuti senza visualizzare riferimenti, c’è qualcosa che non va, ed è meglio fermarsi subito e ragionare.
La guida di riferimento che cito nella descrizione dell’itinerario è “Agneléze Erèra Pizzòcco”.
Descrizione ottima, con la piacevole sorpresa di giornata di un recentissimo taglio di mughi dove la guida segnala l’unico tratto senza traccia.
A mio giudizio, i Crodèr Alti si possono dividere in tre settori ben distinti:
- Salita, dall’uscita dal finale dei Crodèr Bassi, fino al settore di cornici
- Settore di cornici MOLTO ESPOSTE che termina all’inizio di una lunga discesa su ripido canalone
- Serie, un po’ complicata ma con indicazioni, di canali e canaletti vari per risalire verso la fine dei Crodèr Alti alla sella del Campìgol del Sass dei Gnèi presso il rudere del Casón de Piero Prano
A szerző tippje
Consiglio: ATTENZIONE a quello che scrivo qui sotto
Nel secondo settore dei Crodèr Alti sulle cornici, la guida Sommavilla-Bonetti segnala “due singoli passaggi molto delicati”, mentre la guida De Zordi indica “tre passaggi delicati strapiombanti”.
Dal mio punto di vista i passaggi sono due, perché un terzo che sta in mezzo si può evitare aggirandolo un metro sotto in forte esposizione ma su appoggi RELATIVAMENTE comodi.
Gli altri due forse non sono strapiombanti in senso assoluto: la “gobbetta di roccia” non sporge oltre la base dei piccoli appoggi per i piedi, ma se mani e piedi sono più o meno sulla stessa verticale il corpo è in fuori per assecondare la gobbetta rocciosa, e dunque si è appesi.
Non c’è da tenere con forza con le braccia, ma BISOGNA TENERE, e bisogna valutare le prese con grande sicurezza.
Il secondo passaggio mi è sembrato leggermente più impegnativo: non si vede subito la presa lontana per la mano sinistra, ma “palpando” si trova una “maniglietta solida”.
Fatti i due passaggi non è finita come attenzione anche se non c’è più nulla di paragonabile.
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Alcune delle foto pubblicate sono riprese in formato verticale per “ristrettezza e precarietà degli spazi fotografici” a disposizione.
In formato anteprima non si visualizzano bene, ed è meglio guardarsele nella modalità tutto schermo per capire bene l’aspetto di alcuni passaggi dei Crodèr Alti.
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nell’area del Gruppo del Cimónega, Destra Mis, Monte Pizzocco e Monte Tre Pietre si può far riferimento al link → Gruppo del Cimonega – Destra Mis – Monte Pizzocco e Tre Pietre.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Szintprofil megjelenítésePihenőpontok
Ricovero Casera Campo o Bivacco Casera Camp nell’alta Val BrentàzBiztonsági előírások
Evitare con neve, gelo o piogge recenti.
In qualche breve tratto di rocce aggettanti con esposizione poco o per nulla soleggiata, sarà inevitabile trovare un po’ umido o bagnato.
C’è anche qualche gocciolamento naturale che richiede attenzione sulle linee da seguire.
Da programmare solo con previsioni di buona visibilità alle quote interessate.
Controllare e serrare bene zaino e tutto il resto prima dei passaggi ultra-esposti più delicati.
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Per quanto riguarda l’orientamento, ribadisco: attenzione anche se, nel complesso, è tutto ben segnalato.
Qui sarebbe molto faticoso recuperare un errore, e bisogna essere lucidi dall’inizio alla fine, metro per metro … per tutti i metri.
Bisogna essere allenati nel riconoscere anche i tagli di rami.
Útleírás
Premessa
Questo itinerario è stato percorso il 27 giugno 2020, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
La guida a cui faccio riferimento in questa relazione è “Agneléze Erèra Pizzòcco Monti della Destra Mis” a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti.
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Avvicinamento all’inizio dei Crodèr Alti
Bisogna andare a Forcella Intrigós: quindi sentiero CAI 851.
Poi si scollina verso nord sempre sul CAI 851 fino al tornante di quota 1.500 circa che si trova nei pressi del Covolo dell’Ortiga.
Da questo tornante c’è la traccia di uscita dell’itinerario dei Crodèr Bassi che, in questo caso, si imbocca al contrario.
(Per l’itinerario dei Crodèr Bassi vedi il tracciato di → Monte Pizzocco dal Lago del Mis per Riva Ièrta e i Crodèr Bassi.)
L’imbocco al contrario si individua (in questa stagione con erba alta) osservando qualche iniziale taglio di rami, e poco dopo si trovano anche ometti.
Con tendenza leggera discesa si arriva all’attraversamento di un canale in un tratto un po’ scivoloso e si entra in un boschetto dopo aver risalito l’altra sponda.
Qui si abbandona la traccia (e i tagli di rami) dei Crodèr Bassi per salire verso destra, più o meno sulla massima pendenza, a fianco del canale appena attraversato.
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Dall’inizio dell’itinerario dei Crodèr Alti al settore di cornici
Dall’inizio, seguendo altri tagli di rami in salita, ci si alza per circa 35/40 metri di dislivello (secondo il mio GPS) fin sotto una fascia rocciosa.
ATTENZIONE: a un certo punto, i tagli di rami guidano proprio al bordo del canale dove c’è un sentierino che ci entra verso destra con evidente ometto in direzione di questa traccia: non so dove porta, ma NON È DA SEGUIRE per i Crodèr Alti.
Dalla fascia rocciosa si sale comodamente verso sinistra fino al doppiaggio di una costola che apre la vista su un fianco montuoso selvaggio e molto dirupato: una vera croda.
Qui c’è una spettacolare bancata rocciosa (un po’ incavata) che sale in diagonale: è la prosecuzione dell’itinerario.
La bancata si percorre senza vere difficoltà e, dove spiana poco prima di una strettoia, bisogna abbandonarla verso sinistra.
Il punto è in corrispondenza di un ometto tutto a sinistra sopra una mini-selletta, dopo che tutti gli ometti precedenti erano sul centro-destra.
La mini-selletta consente di scavalcare la costola di sinistra direzione salita che divide la bancata dal ripido canale che sta a fianco: si scende qualche metro in questo ripido canale (non molto ripido in questo inizio di testata) per piegare quasi subito a destra per altro canaletto in salita, inizialmente a fondo roccioso e poi su erba – ometti e tagli di rami certificano di stare nel posto giusto.
Dopo l’ultimo ometto si doppia in piano verso destra una costola e … iniziano le esposte ed adrenaliniche cornici dei Crodèr Alti.
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Percorrenza del settore centrale di cornici dei Crodèr Alti
Dal punto di ingresso al punto di uscita delle cornici sono circa 250 metri in linea d’aria diretta, ma quando si esce sembrerà di averne fatti ben di più.
Impossibile e senza senso descrivere questo tratto metro per metro: è tutto molto stretto e molto esposto.
È un saliscendi a brevi strappetti per superare-assecondare il fianco montuoso dirupato, attraverso costole e testate di canalini vari.
Ci sono vari tratti di fondo sporco di ghiaie e non esattamente stabile ma, per fortuna, non nei due passaggi ultra-esposti e (più o meno) strapiombanti citati nella prima scheda “SINTESI” dell’escursione.
I due passaggi critici sono nella prima metà.
De Zordi, nel suo libro, cita pure il passaggio di “due orridi burroni”: anche questi sono nella prima metà, ma sono “più orridi per la vista che per la tecnica”.
Molto impegnativo per davvero, ma non è finita.
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Dalla fine del settore centrale di cornici all’uscita dei Crodèr Alti sulla sella del Campìgol del Sass dei Gnèi presso il Casón de Piero Prano
Le cornici finiscono su un piccolo pulpito dove si svolta a destra in ripida discesa per un canalone.
Da qui in poi, pur se tutto ben indicato da segnali sul terreno, ci possono essere i maggiori problemi di orientamento.
Bisogna scendere per circa 90 metri di dislivello secondo la guida e anche secondo il mio altimetro a pressione – per quest’ultimo settore, mi sono regolato con l’altimetro a pressione per seguire i riferimenti di quota indicati dalla guida.
Dopo i primissimi metri un po’ più stretti il canalone si apre e, scendendo ancora, di fronte verso destra si notano tre spuntoni rocciosi con due canali – quello più a destra roccioso e quello di sinistra tipo ripida pala erbosa (che si divide in due sotto lo spuntone centrale): bisognerà salire parzialmente il canale di destra, e passare poi sulla pala erbosa di sinistra per completare la salita.
Più o meno a metà discesa canalone, c’è una costa divisoria: bisogna tenere la destra per la diramazione più stretta in direzione dei canali da salire dopo – qui non ho visto subito gli ometti in lontananza, ma c’è un ramo tagliato sulla sinistra all’ingresso della diramazione.
Prima di arrivare al fondo del canalone si risale e scende una breve “gobbetta” con ometto sopra.
Nel canale roccioso di destra da risalire parzialmente c’è il “solito schema segnaletico”: ometti sulla destra e si esce quando ce n’è uno tutto a sinistra sopra la costola divisoria con il canale a fianco.
Dallo scavalcamento della costola divisoria c’è una comoda traccia che porta verso la pala erbosa, che si risale seguendo numerosi tagli di rami, fra cui ne ho notati alcuni recenti con ancora la resina visibile sui monconi di alcuni rami.
Si arriva sotto uno sperone roccioso con tagli di rami visibili sia a sinistra che a destra – a destra anche un ometto, e a destra ho proseguito.
Qui la guida scrive: «… dalla forcella dello spuntone proseguire in quota verso est per una cinquantina di metri tra i mughi (nessuna traccia: auspicabile una pulizia di questo tratto) fino a ritrovare un’ottima tagliata …».
I lavori auspicati dalla guida, nel frattempo sono stati realizzati … e ALLA GRANDE!
Ora c’è un comodissimo corridoio di tagli recenti, largo (a tratti) anche un paio di metri: una vera autostrada.
Alla fine dei nuovi tagli, con discesetta, ci si immette su breve e facile cengia sotto fascia rocciosa, e poi con altra discesetta si attraversa uno stretto canalino per risalirne un altro (una specie di intaglio) di fronte e disposto quasi perpendicolarmente al punto di attraversamento (a prima vista in arrivo, non è chiarissimo dove andare, ma ci sono gli ometti).
Il canalino porta a doppiare un costone che immette alla base del largo e lungo canale di salita finale verso il Campìgol del Sass dei Gnèi.
Intanto bisogna attraversare da destra a sinistra la larga, irregolare e un po’ franosa base della conca in cui si entra: anche qui gli ometti aiutano per la linea migliore possibile, ma non è proprio banale.
Quando si è tutto a sinistra bisogna salire sopra il saltino roccioso di inizio, con ometto in vista sopra il saltino dall’altro lato.
Qui la guida scrive: «… si risalgono quindi i canali rocciosi, tenendo in salita il ramo di destra (ovest, ometti) con alcuni passi rocciosi (I, II)».
I primi metri di risalita sono in effetti abbastanza costanti sul I° grado con qualche passo di II°, fino a un ometto dove poi spiana.
La pendenza diventa comoda fino a un restringimento con, alcuni metri prima, un ometto appoggiato sul fianco sinistro che invita a salire e proseguire su un camminamento inclinato lateralmente sopra l’impluvio.
Ben presto si svolta a sinistra per altro ramo di canale (sempre con ometti) che in alto “va a sbattere” contro un salto insuperabile (segnalato anche questo in guida).
Il salto si evita salendo ancora verso sinistra fin sotto uno spigoletto roccioso con ometti in tutte e due le diramazioni create dallo spigoletto.
L’ometto di sinistra, con 3/4 metri di erba ripida, fa entrare nei mughi senza tagli ma non troppo fitti; l’ometto di destra (più lontano alla vista) manda su un traverso stile … cornici precedenti, che sembra poi entrare in un taglio di mughi (ma così a distanza non vedevo bene).
Ho preso verso sinistra, ho camminato pochi metri in salita nei mughi spostandoli senza troppa fatica, e alla fine ho ripiegato facilmente a destra per rientrare nel canale sopra il salto.
Ora tutto facile: fondo roccioso poco pendente che però punta troppo a destra rispetto alla sella di arrivo del Campìgol del Sass dei Gnèi – quindi dopo un po’ ho piegato a sinistra su facile pala erbosa e, con qualche curva libera, sono arrivato alla sella di fine dei Crodèr Alti.
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Rientro dal Campìgol del Sass dei Gnèi con prima parte per i Borài de la Rosàlia
Un bel rientro sarebbe con salita alla vetta del Sass dei Gnèi e giù ancora per Forcella Intrigós.
(Per questa variante vedi il tracciato di → Cresta Est del Pizzocco parte 2: da Le Forche a Forcella Intrigos.)
Però oggi sono arrivate alcune nuvole basse e non ne valeva la pena visto l’azzeramento dei panorami.
Quindi rientro seguendo il Sentiero Marrone dei Troi de Sospiroi.
È un sentiero con più varianti che scende sia dal Campìgol del Sass dei Gnèi che dal Monte Fornèl.
I segnavia, visto il nome, sono di color marrone, per lo più su paletti visto che si va per pala erbosa con poche pietre a terra (ci sono più ometti che segnavia).
Ho fatto i primi metri liberamente per poi agganciare una traccia e spostarmi, con tendenza sinistra, verso la variante che scende dal Monte Fornèl.
Più o meno a quota 1.400 si piega a destra per abbandonare i ripidi verdi e infilarsi nel bosco per ampio sentiero.
Da qui si arriva al bivio per Casera Campo: ancora breve tratto boschivo, facile attraversamento di un grande pendio prativo e continuazione in leggera salita boschiva fino a Casera Campo.
Dopo la casera, il sentiero prosegue nel bosco (perfettamente ripulito dagli schianti della Tempesta Vaia) ancora in leggera salita fino a doppiare un costone verso destra.
Subito dopo il doppiaggio c’è un bivio, e bisogna andare a sinistra in leggera discesa verso la fontanella visibile da quel punto.
Continuando su impronta di sentiero ben visibile si arriva all’immissione nel CAI 851 dell’andata.
Forcella Intrigòs
Ricovero Casera Campo o Bivacco Casera Camp nell’alta Val Brentàz
Megközelítés
Arrivati a San Gregorio nelle Alpi, seguire le indicazioni per “Roncoi” e “Rifugio Casera Ere”.
Poco dopo il piccolo centro abitato si svolta a sinistra (Via Monte Pizzocco) con indicazione anche per la Chiesa di San Felice.
Si avanza per circa 1 km, e c’è un’altra svolta a sinistra (con cartello bianco dei numeri civici di Roncoi di Dentro) e nuovamente indicazioni per la Chiesa di San Felice e il Rifugio Casera Ere.
A questo punto si prosegue fino alla curva sinistra della stradetta asfaltata dove, sulla destra, inizia il sentiero CAI 851.
Ancora poche decine di metri di asfalto, e c’è una stradetta che devia sulla destra della principale con indicazione (da grande tabella in legno) per il parcheggio del Rifugio Casera Ere.
Dopo poco più di un km di stradetta mista asfalto, sterrato e cemento, si arriva alla sbarra del divieto di transito.
Parkolás
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
“Agneléze Erèra Pizzòcco Monti della Destra Mis”
a cura di Pietro Sommavilla e Paolo Bonetti FONDAZIONE GIOVANNI ANGELINI CENTRO STUDI SULLA MONTAGNA
Ottima descrizione: è quella che ho seguito per completare i Crodèr Alti pur non conoscendone neanche un metro prima di partire.
Questa descrizione inizia a pag. 301 come itinerario “25.e” del Sass dei Gnèi per il versante settentrionale.
Ci sono pure alcune foto, da altro versante, con linea sovraimpressa di salita – in realtà non servono sul terreno per le svolte di dettaglio mentre si procede, ma danno un’utile idea del senso (e della spettacolarità) generale del percorso.
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“Sentieri e Viaz riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis 61 itinerari”
di Aldo de Zordi – Paolo Lovat – Ivan De Zordi – Renato Sperandio
EDIZIONI DBS
Nel caso specifico, in questa bella guida c’è una descrizione un po’ troppo sommaria.
A szerző által javasolt térképek:
Casa editrice TABACCO numero 023 "Alpi Feltrine Le Vette - Cimònega" 1:25.000
È indicato chiaramente in rosso il sentiero CAI 851.
C’è un tratteggio nero abbastanza preciso del Sentiero Marrone dei Troi de Sospiroi.
C’è un tratteggio nero preciso in parte per il collegamento tra il Sentiero Marrone dei Troi de Sospiroi e il sentiero CAI 851.
Non c’è alcuna indicazione per i Crodèr Alti.
A régióról szóló kiadványok:
Felszerelés
Normale dotazione escursionistica – bastoncini utili in avvicinamento e dopo la fine dei Crodèr Alti.
Tenere presente che saranno più le ore in cui i bastoncini rimarranno appesi allo zaino.
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Per quanto riguarda i due passaggi molto delicati sulle cornici, la guida Sommavilla-Bonetti indica che il primo è facilmente assicurabile grazie ai mughi mentre il secondo non è proteggibile (consigliata corda di 30 metri).
De Zordi indica genericamente la necessità di una corda di 20 metri.
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Caschetto obbligatorio lungo il tratto dei Crodèr Alti.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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