Colle Sud del Varco del Paradiso da est per La Savina e lo Spaccaturo Alto
Little Fish Trek
La relazione del libro è utilissima per capire, dalla sella boschiva dello Spaccaturo Alto, il fondamentale inizio in discesa verso il Vallone della Savina.
Poi dà altre indicazioni che fanno capire cosa ci si può aspettare, ma sul campo si vede che – dopo l’inizio obbligato – ci sono più alternative possibili da seguire.
Nella parte che precede il canalino finale sono andato a ricollegarmi, per un breve tratto, alle tracce di salita della precedente escursione di cui al link → Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari.
Infine, dal Colle Sud del Varco del Paradiso ho chiuso con un “anello semplice” per il Varco della Pettinessa e il Valico di Acqua Fredda.
A szerző tippje
Ovviamente si tratta di un’attrezzatura non ufficiale e non garantita dal CAI o da altri enti, e bisogna verificarne ogni volta lo stato, prevedendo di dover rinunciare al finale di salita se qualcosa non fosse a posto.
In caso di problemi, se non si vuole tornare indietro del tutto si può eventualmente deviare verso l’Accellica Nord seguendo il sopra citato itinerario di cui al link → Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari.
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Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Picentini, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici sui Monti Picentini.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.
Portare tutta l’attrezzatura necessaria.
Hasznos linkek és ötletek
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 5 settembre 2025, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
Nella relazione che segue con il termine “guida” mi riferisco sempre a «APPENNINO MERIDIONALE» di Luigi Ferranti della collana «GUIDA DEI MONTI D’ITALIA» a cura del Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano.
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Dal Valico delle Croci di Acerno alla sella boschiva dello Spaccaturo Alto
Dal parcheggio al Valico delle Croci di Acerno si imbocca la stradina del CAI 105 e si prosegue fino al bivio con il CAI 190 “Sentiero del Paradiso”.
Poi lungo il CAI 190 “Sentiero del Paradiso” si sale a La Savina rimanendo sempre nel bosco fino agli ultimi metri.
Oggi, con il verde di base ben ricresciuto, serviva più attenzione del solito ai segnavia perché la traccia CAI non era molto più evidente di tutte le altre tracce secondarie che si incontrano.
Da La Savina si prosegue in saliscendi sulla costa del CAI 190, a tratti sopra il crinale e a tratti poco sotto lato sud-est.
Anche se con modesti dislivelli non si può andar veloci perché il sentiero è tortuoso.
Poco dopo un caratteristico arco naturale di roccia si arriva, a quota 1350 circa, alla sella boschiva dello Spaccaturo Alto.
Il CAI 190 “Sentiero del Paradiso” continua a risalire il crinale, e per questa escursione bisogna abbandonarlo qui per traversare la sella e scendere verso il Vallone della Savina che in questa parte alta dovrebbe assumere il nome di Vallone Za’Chela.
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Dalla sella boschiva dello Spaccaturo Alto al Colle Sud del Varco del Paradiso
Premessa: in tutto questo settore dell’escursione il GPS soffre di rimbalzi di segnale, e bisogna fare più affidamento sull’osservazione del territorio.
La guida inizia scrivendo: «Ci si abbassa c. 100 m lungo una ripida traccia percorsa dai cinghiali, per poi traversare a mezza costa verso il vallone che scende dal Varco del Paradiso».
Dalla sella boschiva, dopo i primi metri quasi piatti, si piega a destra dove effettivamente emerge una traccia di cinghiali che scende molto ripidamente nell’unico passaggio tra gli iniziali salti dirupati.
Poi, con qualche spostamento a sinistra, ho continuato sulla traccia più discontinua che passa in mezzo a roccette più basse e – con attenzione ma senza particolari problemi – sono arrivato su un largo e non difficile fianco boschivo.
In tutto ho perso circa 70 metri di dislivello con un po’ più di 100 metri lineari di camminata con i vari zig-zag.
Ora la guida scrive: «Oltrepassati alcuni alberi di tasso, si risale direttamente il fondo del colatoio a sinistra del Ninno, superando dei piccoli salti di roccia. Si sale poi a destra lungo ripide pareti erbose …».
Io l’ho fatta un po’ diversa anche perché, in vari punti, ci sono molti piccoli gruppi di alberi di tasso sotto piante di più alto fusto che non sono del tutto coprenti, e non è facile capire a cosa fa riferimento la guida (la cui relazione è del 2009 e, nel frattempo, possono essere variate alcune situazioni).
Ho iniziato a traversare in salita dolcissima su una traccia sempre di cinghiali che si allontana dalla fascia rocciosa di sinistra che sale in diagonale più ripida.
Dopo un tratto, dove questa prima traccia tende a perdersi, sono risalito verso la base della fascia rocciosa – qui ho trovato un altro discreto camminamento in corrispondenza di un paio di piccole grotte il cui accesso era impedito proprio da un folto gruppetto di alberi di tasso.
Da qui c’è un traverso facile prima dell’impennata del pendio che dà forma alla sponda sinistra di salita (o destra idrografica) del colatoio a sinistra del Ninno citato in guida.
Questa sponda sinistra è veramente ripida e ho preferito andare all’attraversamento del canale per continuare la salita dall’altro lato dove ero già stato con l’escursione di cui al link → Accellica Nord per il Vallone della Savina e anello dalla Masseria Marinari.
Ho perso qualche metro di dislivello e ho trovato un facile “punto terroso di attraversamento” senza mai risalire il fondo del canale.
Dall’altro lato si continua in salita ripidina fino a una prima fascia di roccette che bisogna aggirare a sinistra direzione salita.
Qui si entra in un tratto con fondo più smosso e vari alberelli abbattuti che si saltano senza acrobazie, raggiungendo un ampio svasamento (quasi una conca) che porta sotto lo zoccolo roccioso alla base del Ninno.
Proprio alla base del Ninno ho ritrovato un sentierino marcato arrivando poco a sinistra dello sgrottamento di riferimento citato in guida.
Seguendo il sentierino verso sinistra si arriva ad attraversare la base dell’imbuto (imbuto è il termine utilizzato in guida) che scende dal Colle Sud del Varco del Paradiso.
Al margine sinistro direzione salita dell’imbuto si abbandona il sentierino che continua ancora per poco.
Dopo i primi passi su terra non compattissima c’è un tratto erboso più solido che riporta al centro del canale-imbuto sopra un salto … che è meglio dimenticare dopo averlo visto, perché si traversa sopra su fondo con un certo grado di instabilità.
Poi si va su a vista più o meno diritti fino al salto roccioso finale.
Un po’ alla volta ci si rende conto che è più ripido di quanto sembrava da sotto, e un po’ alla volta aumentano i punti con fondo poco stabile.
Io ho fatto una sola ansa verso sinistra per poi rientrare più o meno sotto la linea obbligatoria per trovare la catena finale di uscita – però è tutto da valutare di volta in volta.
Si arriva così – con “passi delicati” – sotto la catena finale di uscita che ha come “appendice inferiore” un breve cavetto metallico.
(Se qualcuno vuole prepararsi in qualche modo per un’assicurazione di risalita della catena non può farlo all’inizio del cavetto-catena – l’ultimo punto utile, a mio giudizio, è in uscita dal sentierino che attraversa sotto il canale-imbuto.)
Dal cavetto metallico – sfruttando lo sgancio rapido – con una sola mano ho tolto i ramponcini che stavo usando e li ho fissati al cinturone dello zaino e ho iniziato la risalita, che non è così verticale come sembra da sopra quando si visita il Colle Sud del Varco del Paradiso arrivando dal vicino Bivacco Valsavin.
Salendo c’è sempre qualche piccolo appoggio per le scarpe dove si riesce a far forza con le gambe scaricando le braccia, e rimanere eventualmente un po’ fermi senza essere in tensione.
Dunque, osservando bene i successivi appoggi prima di ogni movimento non è difficilissima come catena, ma è sempre molto-molto esposta sopra … una base di arrivo molto esposta.
Riposino e … pausa merenda 🍔😋 alla sosta di fissaggio della catena (con doppio fittone) sopra il Colle Sud del Varco del Paradiso.
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Chiusura escursione dal Colle Sud del Varco del Paradiso
Dal Colle Sud del Varco del Paradiso si scende in pochi metri al Bivacco Valsavin e si imbocca il «Sentiero del Ninno CAI 103B» nella direzione che va al Varco della Pettinessa: non difficile con un paio di cavi corrimano in tratti poco esposti.
Dal Varco della Pettinessa ho seguito il sentiero normale dell’Accellica Sud scendendo fino al Valico di Acqua Fredda, e poi discesa diretta per la Sorgente Acqua Freddillo (oggi senz’acqua) e la Sorgente Acqua Fredda (oggi con ottima portata d’acqua rinfrescante).
Infine immissione sulla stradina sterrata del CAI 105 per il rientro al parcheggio del Valico delle Croci di Acerno.
Megközelítés
Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Valico delle croci» (aggiornamento Dicembre 2025).
Parkolás
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
di Luigi Ferranti
CLUB ALPINO ITALIANO – TOURING CLUB ITALIANO
Collana GUIDA DEI MONTI D’ITALIA
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“Monti Picentini - Paradiso verde dell’Appennino Campano”
di Andrea Perciato e Pino Del Prete
ARCI POSTIGLIONE
A szerző által javasolt térképek:
“Parco Regionale dei Monti Picentini” 1:25.000 (4 Tavole con Libro dei Sentieri)
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CAI Sezione di Salerno - Associazione Pro Loco Acerno - Provincia di Salerno - Provincia di Avellino
“MONTI PICENTINI - COLLINE SALERNITANE” 1:30.000
Felszerelés
Se non si vuol portare un vero set da via ferrata, è comunque utile e consigliabile un “imbrago leggero” con cordini e moschettoni per assicurarsi nella risalita della catena finale in versante est del Colle Sud del Varco del Paradiso.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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