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Monte Faiatella, Cima di Mercori e Monte Cervati da Ruscio di Vallivona

A tartalmat készítette:
Little Fish Trek
  • Primi passi dall'area picnic in località Ruscio di Vallivona o Vallevona.
    Primi passi dall'area picnic in località Ruscio di Vallivona o Vallevona.
    Fénykép: Mario Briotto, Little Fish Trek

Számodra kiválasztott alternatív javaslatok

    Monti del Cilento: Ruscio di Vallivona, Monte Faiatella, Cima di Mercori (o Monte Mercori), La Nevera, Monte Cervati e rientro per il Vallone Fornillo.

    nehéz
    Hossz 15,7 km
    7:30 óra
    1 200 m
    1 200 m
    1 882 m
    1 432 m

    Escursione pianificata per salire in giornata le tre vette principali del Massiccio del Cervati contenendo km e dislivello.

    È un misto di sentieri CAI e sentierini-tracce di vario grado di visibilità.

    Nulla di difficile per escursionisti di media esperienza fino alla variante di discesa che abbiamo scelto per il Vallone Fornillo.

    Noi abbiamo percorso il fondo-impluvio del Vallone Fornillo fino al punto in cui da escursionistico sconfina nell’alpinismo con alcuni salti che “consigliano vivamente” una calata in corda doppia (senza considerare complicati aggiramenti sui ripidi fianchi boschivi).

    Fino a quel punto l’itinerario, a nostro giudizio, rimane equilibrato e si chiude infilandosi in una evidente e tranquilla traccia boschiva.

    La valutazione complessiva “difficile” nella scala Wikiloc è per questa prima bella parte di discesa del Vallone Fornillo, altrimenti l’itinerario si può definire “medio” con altre alternative di rientro dalla vetta del Monte Cervati.

    Nelle foto pubblicate si nota la “costante presenza” della nostra piccola “cockerina” che abbiamo dovuto un po’ aiutare nel Vallone Fornillo.

    Nessun problema ma, se si intende farsi accompagnare dal proprio “amico a 4 zampe”, deve essere comunque abituato a certi percorsi di montagna e a farsi aiutare nei modi giusti quando serve: diversamente nel Vallone Fornillo può diventare un fattore di pericolo.

    A szerző tippje

    Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.

    Nehézség
    T4 nehéz
    Általános nehézség
    nehéz

    A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

    Élmény
    Táj
    Legmagasabb pont
    1 882 m
    Legalacsonyabb pont
    1 432 m
    Ajánlott időszak
    jan.
    febr.
    márc.
    ápr.
    máj.
    jún.
    júl.
    aug.
    szept.
    okt.
    nov.
    dec.

    Úttípusok

    Szintprofil megjelenítése

    Biztonsági előírások

    Nel periodo invernale valutare bene la situazione della neve prima di decidere una percorrenza completa, ed essere pronti ad eventuali variazioni di itinerario per chiudere la giornata.

    Per essere abbastanza tranquilli non deve aver mai nevicato al di sotto della quota in testata del Vallone Fornillo, e più sopra deve esserci un deposito veramente sottile di neve.

    In ogni caso, se si prova comunque con le condizioni di cui sopra potrebbero esserci dei tratti ghiacciati o molto induriti da valutare con estrema attenzione.

    Hasznos linkek és ötletek

    Come periodo consigliato ho indicato da giugno a novembre, ma se non c’è neve (o poca solo verso la vetta) si può andare anche negli altri mesi.

    Giugno, comunque, può essere ancora un mese «critico» per il Vallone Fornillo.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (con aree limitrofe), si può far riferimento al link → Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni (con aree limitrofe).

    Útleírás

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il giorno 30 dicembre 2022, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    ↓

    Salite a Monte Faiatella, Cima di Mercori e Monte Cervati dall’area picnic in località Ruscio di Vallivona

    Dal tornante della strada carrozzabile del Cervati che attraversa l’area picnic in località Ruscio di Vallivona, si prende il sentiero in direzione sud-ovest che affianca la staccionata.

    Dopo un primo breve tratto senza segnavia ma intuitivo, i segnavia stile CAI conducono fino al valico boschivo dove si trovano le indicazioni per la discesa in Valle di Campolongo.

    Qui c’è una freccia che indica anche la direzione per la Cima di Mercori, e in direzione opposta a questa freccia si sale al Monte Faiatella senza alcuna indicazione.

    Si inizia su dorsale in media pendenza, si passa un tratto più in piano dove il bosco si apre con vista verso il Monte Cervati, e si arriva sotto il finale che è un po’ più ripido della parte iniziale.

    Qui ci sarebbe anche una traccia di camminamento univoca e più evidente: ho scritto “sarebbe” perché ne ho verificato l’esistenza in altra stagione, ma oggi (al 30 dicembre) c’era il classico tappeto di foglie che si trova d’inverno nelle faggete che ricopriva tutto.

    Comunque si può salire tranquillamente a occhio sfruttando altre discontinue tracce secondarie.

    Poco prima della vetta il bosco lascia spazio ad un’area prativa che permette qualche bella vista panoramica.

    Ritornati al valico per la Valle di Compolongo, si inizia la salita del primo facile tratto di dorsale verso Cima di Mercori.

    L’inizio è evidente e ben segnato in stile CAI (anche se non è riportato come sentiero CAI nelle cartine).

    Si passano un paio di insellature prative e poi segnavia e traccia a terra fanno deviare verso sinistra abbandonando il filo di dorsale.

    Dopo un tratto di traverso il sentiero quasi svanisce e si intuisce una prosecuzione ancora di traverso che inizia ad aggirare la Cima di Mercori.

    Qui abbiamo deciso di abbandonare la traccia perché eravamo proprio sotto la verticale sud di Cima di Mercori e volevamo raggiungerla nel modo più breve.

    Il pendio comunque non è difficile (è paragonabile al precedente del Monte Faiatella, solo più lungo) e ci siamo infilati in un paio di larghi valloncelli per spostarci nel finale ancora verso la schiena della dorsale che avevamo iniziato dal valico per la Valle di Compolongo.

    Senza vere difficoltà si arriva in vetta che non è completamente libera da vegetazione e che offre delle vedute parziali.

    Per capire bene come muoversi nell’area di Cima di Mercori bisogna considerare anche il percorso che sale dalla Valle dei Gigantini (vedi itinerario → Valle dei Gigantini - Cima di Mercori - Valle di Campolongo).

    Poi, per andare nel modo più diretto verso il Monte Cervati, bisogna scendere verso il valico Croce di Vallivona del Sentiero Italia che sale da Piaggine.

    È una discesa su tracce poco evidenti nella parte alta, che si notano molto di più salendo: se non si è mai saliti da questo lato il GPS qui aiuta (vedi anche itinerario → Monte Cervati e Cima di Mercori dal Sentiero del Maggiociondolo).

    Comunque, dall’ometto di vetta si entra nel bosco in direzione est-nord-est e poi si esegue un arco seguendo una poco pronunciata dorsale sempre dentro il bosco (qui si può anche scendere dentro un pianoro-avvallamento e risalire poi sulla bassa dorsale).

    Si esce così sopra un tratto prativo con qualche gradino di pietre che si segue verso sinistra per pochi metri fin sopra un altro tratto di bosco.

    Qui c’è una evidente traccia a sinistra che passa sopra il limite del bosco e sotto un salto di roccette: in pochi metri porta sopra un grande e ripido pendio prativo che è molto ben visibile dal Monte Cervati.

    Il pendio è ripido ma ben gradinato.

    Salendo si riescono a seguire delle esili tracce a zig-zag, ma in discesa non si notano bene e conviene andar giù a occhio sempre sul prato al limite del bosco.

    Dopo aver perso un centinaio di metri di dislivello o poco più si incrocia un largo sentiero che traversa la montagna e prosegue sia a destra che a sinistra.

    Per questa escursione si va a sinistra e, dopo aver attraversato il prato, ci si infila nel bosco per sbucare nel Sentiero Italia pochissimi metri sotto il valico Croce di Vallivona.

    Ora si scende in direzione Piaggine per poco più di 200 metri lineari fino alla deviazione ben segnalata per “Nevera - Santuario - Vetta Cervati”.

    Questo è il tratto probabilmente più noto di tutto il giro.

    Si segue il segnatissimo sentiero fino alla grava “La Nevera” con il suo deposito permanente di neve, e poi si continua (con stradetta finale) fino ai parcheggi prima del Santuario Madonna della Neve.

    All’arrivo sulla prima gran “dolina” sommitale non abbiamo deviato per il Santuario perché chiuso, e siamo andati diretti al cippo di vetta del Monte Cervati seguendo la solita direttrice non segnata ma ben intuitiva … se c’è buona visibilità come oggi.

    ↓

    Rientro dal Monte Cervati all’area picnic in località Ruscio di Vallivona passando per il Vallone Fornillo

    Come scritto all’inizio, ci sono varie alternative per mantenere il giro in una difficoltà media.

    Tra queste, si può ritornare verso il Santuario e infilarsi poi nel CAI 510, oppure fare un giro un po’ più largo (e con più dislivello) per la dorsale di Capo di Testa (vedi itinerario → Monte Faiatella e Monte Cervati dal ponte sul Vallone del Persico).

    Nella versione di oggi, dalla vetta del Monte Cervati si prosegue in direzione del sentiero invernale (sud-est).

    Il Vallone Fornillo è il primo che si incontra e che è delimitato subito dopo dalla dorsale di Capo di Testa.

    C’è un larghissimo imbuto che sta sopra la strettoia boscata di inizio del vallone vero e proprio.

    Quindi, si scende liberamente per il pendio misto erba-pietre puntando al “cannello dell’imbuto” fino al limite superiore del bosco dove si trova un praticello pianeggiante.

    All’ingresso nel bosco c’è una specie di “schiena divisoria” centrale che delimita due fossati-impluvi diversi che in pochi metri convergono nel fossato-impluvio principale definitivo.

    Conviene stare dentro quello di sinistra idrografica perché quello di destra porta su un saltino dove bisogna disarrampicare.

    In breve si arriva sopra un altro saltino di 3 metri circa dove bisogna per forza disarrampicare ma si rimane entro un I° grado o I°+ su buoni appoggi (qui abbiamo aiutato la nostra “ragazza a 4 zampe”).

    L’alternativa è l’aggiramento su fianco boschivo molto ripido, ma l’abbiamo scartata per il fondo duro ricoperto di foglie assai scivolose.

    Poi si prosegue abbastanza a lungo in ambiente suggestivo fino ad un altro saltino tra roccette non difficili in sé ma che nascondono delle insidie.

    ******************************

    Le insidie sono date – con nostra grande sorpresa – dalla presenza (sotto le foglie che stanno nell’impluvio) di “MICRO NEVERE” permanenti.

    Pure a quote così basse e con esposizione sud-ovest, il vallone è così profondo e stretto che ci sono delle buche tappate di neve e ghiaccio ricoperte di foglie, e serve un po’ di attenzione per non incastrarsi o scivolare: il mio consiglio è di cercare sempre di appoggiare i piedi sulle pietre perché non si può del tutto escludere qualche pericoloso sprofondamento.

    ******************************

    Il secondo saltino è un po’ più alto del primo e dello stesso livello di difficoltà, ma si può aggirare (e l’abbiamo fatto) seguendo una breve traccia sul fianco boschivo di destra idrografica.

    Poi si continua ancora tra roccette varie con il fianco boschivo di destra idrografica che da quasi verticale diventa ben più dolce, e si arriva all’altezza di una evidente traccia di uscita nel bosco circa 20 metri prima del primo “salto da corda doppia”.

    Se, come oggi, si vuol rimanere a livello escursionistico si segue questa traccia-camminamento di uscita che sale per pochi metri lineari e poi scende a lungo (oltre 500 metri lineari) alta sull’impluvio.

    Alla fine questa traccia rientra a fianco dell’impluvio in corrispondenza di una stradetta e alcune recinzioni sempre dentro il bosco.

    Per tornare a Ruscio di Vallivona, si segue la stradetta verso destra che esce ben presto dal bosco regalando qualche bella vista sul Golfo di Policastro e un paio di viste frontali dal basso verso Il Monte Faiatella e Cima di Mercori salite in mattinata.

    La stradetta, con largo giro, confluisce nel sentiero CAI 510 tra il corpo principale del Monte Cervati e la Serra degli Sprovieri.

    Anche qui si prosegue su stradetta in leggera salita fino al pianoro boschivo dove c’è la svolta di prosecuzione verso l’Abete Bianco Secolare.

    Al pianoro si abbandona il tracciato CAI e si va diritti.

    Tra saliscendi vari, in circa 1,8 km ci si ricollega alla strada carrozzabile del Monte Cervati a meno di 400 metri lineari dal parcheggio di partenza dell’area picnic in località Ruscio di Vallivona.

    Étel, ital
    tipp
    A környéken
    Legjobb partnerek
    Útpont
    Kezdőpont
    Végpont
    Legalacsonyabb pont
    Legmagasabb pont
    Előrejelzés
    Ma {low} -tól {high} -ig és {precipitation} {precipitation_type}
    {x} további megjelenítése
    Fénykép
    Videó
    Monte Cervati

    Megközelítés

    Da Sanza si imbocca la SP 18 in direzione ovest verso Rofrano, e si procede fino al bivio presso il tornante dove ci sono chiare indicazioni di svolta per il Monte Cervati.

    Si prosegue sulla strada carrozzabile del Monte Cervati per poco più di 11 km fino ad arrivare alla grande area picnic in località Ruscio di Vallivona.

    Parkolás

    Ampi spazi nella grande area picnic in località Ruscio di Vallivona.

    Koordináták

    DD
    40.285502, 15.454178
    DMS
    40°17'07.8"N 15°27'15.0"E
    UTM
    33T 538606 4459544
    w3w 
    ///spray.cheater.clinical
    Navigáció Google Térképpel

    A szerző által ajánlott kiadványok:

    “Le 100 meraviglie del Cilento e Vallo di Diano

    Dove Sono – Cosa Offrono – Come si raggiungono – con oltre 450 immagini inedite”

    di Roberto Pellecchia

    Officine Zephiro – collana «cart&guide»

    A szerző által javasolt térképek:

    Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano - Carta dei Sentieri 1:25000

    Tavola 7 → Monte Cervati - Faiatella - Cima Mercori

    L’itinerario di questa escursione è quasi tutto indicato nella Tavola 7 di cui sopra, ma con varie evidenze di tratteggi e alternanze di colore tra nero e rosso – manca solo il tratto di discesa per il Vallone Fornillo.

    Questa escursione non è un unico sentiero ben individuabile a colpo d’occhio, ma è una combinazione che bisogna pianificare bene prima della partenza.

    ******************************

    I.G.M. Istituto Geografico Militare SERIE 25 - Edizione 1

    CARTA TOPOGRAFICA D’ITALIA SCALA 1:25 000

    FOGLIO N° 504 SEZIONE III – ROFRANO

    Tutte le cartine I.G.M. di questa serie hanno una grafica “fine” molto leggibile con attenzione.

    Ovviamente «non sono da zaino», e non riportano colorazioni diverse o numerazioni per i vari sentieri ufficiali, ma sono molto utili come confronto con le altre cartine.

    ******************************

    Nella categoria mappe elettroniche, in OpenStreetMap e derivati si trova buona parte dell’itinerario: manca solo la parte di traversata di Cima di Mercori.

    Però OpenStreetMap è sempre in aggiornamento e in futuro potrebbe essere coperto tutto l’itinerario.

    A régióról szóló kiadványok:

    Mutass többet!

    Felszerelés

    Normale dotazione escursionistica in periodi senza neve, altrimenti da valutare a seconda della situazione.


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