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Butto della Neve, Tracciolino del Ninno, Il Ninno e Accellica Nord

A tartalmat készítette:
Little Fish Trek
  • Vista in fuori alla partenza dal parcheggio della Caserma Forestale in località Piani di Giffoni.
    Vista in fuori alla partenza dal parcheggio della Caserma Forestale in località Piani di Giffoni.
    Fénykép: Little Fish Trek

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    Monti Picentini: Butto della Neve, Tracciolino del Ninno, Bivacco Valsavin, Il Ninno e Accellica Nord da Piani di Giffoni, con rientro per il Sentiero del Paradiso e il Varco della Rena.

    nehéz
    Hossz 15,3 km
    9:30 óra
    1 460 m
    1 460 m
    1 660 m
    627 m
    Escursione che inizialmente percorre il Tracciolino del Ninno che sale dai pressi del Butto della Neve fin poco sotto il Bivacco Valsavin.

    Poi traversa dal Colle Sud al Colle Nord del Varco del Paradiso fino alla base della salita al Ninno.

    Questa traversata – a differenza dell’escursione di cui al link → Accellica Nord, Ninno, Accellica Sud da Caserma Forestale-Piani di Giffoni – avviene per il tracciato della vecchia via ferrata dismessa e non per il Sentiero del Ninno (CAI 103B).

    Poi seguendo il CAI 103B (e tralasciando la vecchia ferrata) si va in vetta all’Accellica Nord.

    Infine largo rientro inizialmente verso ovest con discesa al Varco della Rena e poi verso est per il Sentiero Italia con passaggio finale alla Grotta dello Scalandrone.

    È importante inquadrare nel territorio questa escursione con quella sopra citata per capire bene “l’alta viabilità selvaggia” dell’Accellica, con le possibili varianti tra ex via ferrata e CAI 103B Sentiero del Ninno.

    È chiaro che bisogna valutare bene se passare per il tracciato della ex via ferrata che è sicuramente più impegnativo e oggettivamente più pericoloso del “quasi comodo” Sentiero del Ninno.

    Se si va per l’ex via ferrata bisogna valutare se e come “servirsi delle attrezzature rimaste”, e bisogna considerare che in futuro – senza ulteriori manutenzioni – la sicurezza di queste attrezzature può peggiorare e che potrebbe proseguire la rimozione.

    A szerző tippje

    Il tratto della Via Ferrata (dismessa) Francesco Raso sopra citato è tutto smantellato, e dunque non l’ho inserito nella valutazione di difficoltà per vie ferrate che comprende solo i cavi finali per la vetta del Ninno.

    Di conseguenza questo tratto è compreso nelle valutazioni di difficoltà escursionistica generale e di grado di arrampicata, e vale solo per lo stato di fatto in questa uscita.

    Se si segue la variante del Sentiero del Ninno la valutazione di difficoltà escursionistica scende a «T4» e la difficoltà di arrampicata è di I° grado max.

    ******************************

    Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Picentini, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici sui Monti Picentini.

    Nehézség
    T5II+B nehéz
    Általános nehézség
    nehéz

    A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

    Élmény
    Táj
    Veszélyességi besorolás
    Legmagasabb pont
    Accellica Nord, 1 660 m
    Legalacsonyabb pont
    627 m
    Ajánlott időszak
    jan.
    febr.
    márc.
    ápr.
    máj.
    jún.
    júl.
    aug.
    szept.
    okt.
    nov.
    dec.
    Kitettség
    ÉKDNY

    Úttípusok

    Hossz
    15,3 km
    Szintprofil megjelenítése

    Biztonsági előírások

    Evitare con neve, ghiaccio e piogge recenti.

    Da fare solo con meteo sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.

    Portare tutta l’attrezzatura necessaria.

    Hasznos linkek és ötletek

    Ho indicato da Maggio a Ottobre come periodo consigliato per la percorrenza, ma bisogna considerare che nella prima metà di Maggio potrebbe esserci ancora qualche problema con la neve in brevi tratti del sentiero di discesa che scorrono sul lato nord della dorsale di discesa dall’Accellica Nord.

    Útleírás

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il giorno 14 agosto 2023, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    La guida di riferimento per il Tracciolino del Ninno è “APPENNINO MERIDIONALE” di Luigi Ferranti della collana «GUIDA DEI MONTI D’ITALIA» a cura del Club Alpino Italiano e Touring Club Italiano.

    Da questa guida ho “tratto ispirazione” anche per altri due itinerari che si possono combinare con questo creando diverse varianti – eventualmente vedi link:

    ↓

    Dalla Caserma Forestale in località Piani di Giffoni al Butto della Neve

    Dalla Caserma Forestale in località Piani di Giffoni si avanza oltrepassando il bivio (oggi di rientro) per la Grotta dello Scalandrone, e poco dopo c’è un altro bivio dove a destra si prosegue per l’Accellica Sud.

    Verso sinistra ci sono le indicazioni del CAI 106B per Passo della Giumenta, Tracciolino del Ninno e Butto della Neve.

    Dopo un po' di stradetta c’è uno slargo, oggi con altissime felci, dove i segnavia piegano a destra dentro il bosco.

    All’inizio qualche ramaglia a terra confondeva il camminamento, ma in breve è diventato tutto chiaro con buona assistenza dei segnavia CAI.

    Si sale fino al Passo della Giumenta segnalato con iscrizione tra due rocce e qui, nella guida sopra citata, c’è un “riferimento storico” che riguarda il Tracciolino del Ninno.

    Dopo il Passo della Giumenta c’è un po’ di saliscendi e infine si scende fino ai margini del canale che sta sotto il Butto della Neve.

    Arrivando al canale c’è un piccolo franamento non difficile da superare.

    Poi si sale sulla destra direzione salita (o sinistra idrografica) incontrando un franamento più breve del primo ma che richiede un minimo di concentrazione, e dopo un saltino si arriva al bivio di inizio del Tracciolino del Ninno.

    Proseguendo, dopo poche decine di metri c’è il Butto della Neve, ovvero il gran salto roccioso alla cui base – nelle stagioni normali – si accumulano grossi quantitativi di neve che possono rimanere anche tutto l’anno.

    Quest’anno – al 14 agosto – la neve non c’era dopo un inverno scarsissimo di precipitazioni, ma negli altri miei passaggi l’ho sempre trovata.

    Da qui si ritorna al bivio di inizio del Tracciolino del Ninno dove … le mie donne (2 + 4 zampe 😉) mi hanno abbandonato per una «escursione personalizzata».

    ↓

    Tracciolino del Ninno dai pressi del Butto della Neve a poco sotto il Bivacco Valsavin

    Dall’iscrizione su roccia di inizio, si sale una rampetta e ci si immette su un vero sentierino, esile ma “evidente nella categoria sentieri selvaggi”.

    Si sale con varie svolte e cambi di pendenza senza incertezze anche in questa stagione di massima ricrescita del verde.

    Dopo aver superato una spaccatura in una bassa fascia rocciosa ho trovato, su un traverso, un cordino oggi di nessuna utilità perché aveva il primo ancoraggio sugli alberi strappato, ma non è un passaggio difficile.

    Poi si arriva a un altro passaggio tra due rocce, dove c’è un salto di fronte e la traccia più evidente prosegue traversando verso destra quasi in piano nel bosco.

    Non è la traccia giusta.

    Qui si va a destra per pochi metri, e poi si sale quasi diretti su altra traccia, dal fondo più smosso, che aggira il salto rientrando a sinistra.

    A fine aggiramento ho trovato una iscrizione su roccetta “CAI TRACCIOLINO DEL NINNO”.

    Ora di fronte c’è un altro salto dove oggi c’era uno spezzone di cordino penzolante: non l’ho minimamente toccato perché a sinistra inizia una evidente traccia di aggiramento.

    La traccia che inizia verso sinistra poi gira a destra in decisa salita diagonale, e oggi si perdeva tra le alte erbe stagionali.

    Comunque è intuitivo – intuitivo … dopo aver letto la guida di Luigi Ferranti 😊 – perché (citazione) “si sale ora per pendii ripidi ma meno esposti tra alti faggi”.

    In effetti si entra in una faggeta spettacolare e si risale intuitivamente senza più una traccia univoca.

    Poi Ferranti segnala che a quota 1400 circa si dovrebbe incrociare un vecchio sentiero (non più praticabile per le troppe frane) che proviene dal Passo della Giumenta visto prima salendo al Butto della Neve.

    Secondo Ferranti, dopo aver incrociato il sentiero, si va a sinistra per circa 50 metri e poi su diretti nel ripido fino alla fine.

    Io mi sono spostato a sinistra nel largo pendio prima di incrociare il sentiero, che non essendo di fatto più percorso è ormai “quasi riassorbito dalla natura del bosco” e ben poco visibile.

    Poi sono andato su diretto nei pressi del bordo di caduta del pendio sul canale di sinistra, e sono arrivato sul Sentiero del Ninno CAI 103B proprio in corrispondenza di una freccia segnaletica per il Bivacco Valsavin.

    Da qui, con qualche tornantino e vari segnavia, si arriva in breve al bivacco.

    ↓

    Traversata dal Colle Sud al Colle Nord del Varco del Paradiso sul tracciato della ex via ferrata

    Oggi, come scritto nella scheda “Sintesi”, ho fatto una scelta diversa rispetto all’escursione di cui al link → Accellica Nord, Ninno, Accellica Sud da Caserma Forestale-Piani di Giffoni.

    Ci sono vari cartelli che segnalano la dismissione della via ferrata, ed altri su cui è scritto: “I CAVI D’ACCIAIO SUL SENTIERO 190 DELL’ACCELLICA SONO STATI RIMOSSI LASCIANDO SOLO FIX E FITTONI PER EVENTUALE PROGRESSIONE ALPINISTICA”.

    Dunque, si avanza a proprio rischio e pericolo.

    In questo breve tratto della ex ferrata SONO STATI RIMOSSI TUTTI I CAVI.

    Dal Colle Sud del Varco del Paradiso, che si trova subito dopo il Bivacco Valsavin, si inizia l’aggiramento del Ninno sulle ripide erbe del lato ovest.

    Dopo pochi metri la diagonale di discesa aumenta decisamente di pendenza, e qui ho visto 3 ancoraggi con anello sulla roccia di destra (non escludo che ce ne siano altri).

    Sono sceso su pendenza notevole nell’erba dopo aver calzato i ramponcini, e poi ho proseguito su cengia ghiaioso-erbosa in leggera discesa.

    Si arriva a un alberello che anticipa un salto gradinato in discesa sempre misto ghiaia dura e erba: è ben esposto e serve attenzione anche se i gradini sono bassi presi uno a uno.

    Poi ancora un breve tratto di cengia pianeggiante e si arriva al passaggio chiave finale.

    Si entra sotto una roccia aggettante dove c’è un primo ancoraggio con anello, seguita da uno spigoletto dopo il quale inizia una lista di roccia larga … come la larghezza di una scarpa o poco più.

    La parete sopra la listarella di roccia è più o meno verticale, e quindi bisogna appendersi (anche senza far forza, ma bisogna stare appesi) per non cadere all’indietro – tratto appeso lungo 3 metri o quasi credo (il salto di lato è ben più di 3 metri).

    Subito dietro lo spigoletto ci sono altri 2 ancoraggi con anello un po’ alti dove si può infilare un dito senza rimanere incastrati, e che aiutano per la progressione se non si vuole usare la corda.

    Poi ancora pochi metri lineari (4 o 5 ma non ho ben guardato) dove la parete rientra un po’ e si procede con massima cautela ma senza la necessità di stare aggrappati.

    Alla fine c’è un saltino di fronte con un ultimo ancoraggio con anello.

    Qui ho infilato una fettuccia (che tengo sempre appesa al cinturone dello zaino in questi casi) per aiutarmi nel tirarmi su, perché non tutti gli appigli mi sembravano solidissimi e … volevo uscire in fretta.

    Fatto il saltino, restano pochi metri di facili erbe per arrivare al Colle Nord del Varco del Paradiso.

    Considerazioni finali: a) senza corda è DIFFICILE E OGGETTIVAMENTE RISCHIOSO; b) con corda e opportuni accessori si attrezza il tutto in modo elementare; c) per un’escursione più “equilibrata” conviene traversare per la variante del Sentiero del Ninno CAI 103B; d) la prossima volta seguirò … il mio consiglio del punto c).

    ↓

    Salita al Ninno dal Colle Nord del Varco del Paradiso e prosecuzione fino all’Accellica Nord

    Dal Colle Nord del Varco del Paradiso si nota che a inizio salita sono stati rimossi i cavi lasciando gli anelli di fissaggio.

    Si inizia dunque senza cavi su strappo bello ripido ma con qualche utile arbusto.

    I cavi riprendono sull’unico breve saltino che, a mio giudizio, sarebbe assai delicato senza aiuti, e poi proseguono fino in vetta su più regolare (sempre molto ripido) pendio prativo.

    Dopo essere ritornato al Colle Nord del Varco del Paradiso, oggi non ho seguito la cresta sul tracciato dell’ex ferrata ma sono andato sul più tranquillo Sentiero del Ninno CAI 103B.

    Quindi, ho perso qualche metro per intercettare il sentiero con i suoi segnavia, e in breve sono uscito dal bosco dopo aver superato … una fascia di lamponi … molto lentamente! 😋

    Seguono i ripidi verdi finali dove, dopo un paletto segnavia iniziale, ci sono dei segnavia dipinti sulle roccette a terra, non sempre visibilissimi sulla media distanza, ma si può andar su anche a occhio.

    È chiaro che in una eventuale discesa bisogna stare più attenti ai segnavia per infilarsi nel bosco nel punto giusto.

    Si arriva sulla cresta-dorsale sud-est dell’Accellica Nord a meno di 100 metri lineari dalla Croce di vetta che si raggiunge facilmente: oggi nel punto di arrivo c’erano un cartello segnaletico e un’iscrizione su roccetta a terra che indicano il Sentiero del Ninno CAI 103B come “variante di cresta”.

    Dalla vetta dell'Accellica Nord grande vista ... sulle mie due donne (sempre 2 + 4 zampe) che mi aspettavano … sulla vetta dell'Accellica Sud: saluti a vista e baci per telefono! 😍

    ↓

    Discesa dall’Accellica Nord al Varco della Rena

    Si segue il ben noto CAI 104 fino al punto dove svolta in discesa più decisa nel bosco verso destra-nord, nell’area denominata «I Ninni dell’Accellica».

    Qui si va diritti per altro sentierino che, nella seconda parte bassa, presenta molti segnavia CAI ma di cui non conosco la storia e che attualmente non è indicato come CAI nelle mappe.

    Per le prime decine di metri la traccia è labilissima e confusa nella ramaglia a terra, ma proseguendo emerge il vero sentierino.

    Si esce dal bosco e si affronta la cresta in discesa su facili gradini-gradoni dove compaiono i primi segnavia.

    Poi c’è un lungo ripido erboso dove oggi le erbe alte stagionali nascondevano il camminamento.

    Comunque in basso ci si porta a sinistra per aggirare, dall’altro lato della cresta, un alto torrione.

    L’aggiramento si completa con un ripido in salita ben gradinato e si arriva al facile passaggio tra due rocce con iscrizione «PORTA DEL PARADISO».

    Poi un ripido tra fitti arbusti fa calare sopra un caratteristico passaggio con iscrizione «STRETTOIA DEL PARADISO».

    È un intaglio MOLTO STRETTO: io con lo zaino non ci stavo e ho disarrampicato (non è difficile) sopra le roccette.

    Poi ancora un ripido in discesa con meno erbe-arbusti del precedente e si arriva a un piccolo passo tra roccette con iscrizione «VARCO APICELLA».

    Da qui in poi è “impossibile relazionare”: definirei il sentiero «una frenesia di variazioni».

    Chi vuole le cose regolari non si troverà bene, chi ama i sentieri con variazioni negli spazi stretti lo apprezzerà molto.

    I segnavia ci sono, ma non si individuano tutti subito tra le varie false tracce – spesso vanno dove non ci si aspetta.

    Bisogna stare attenti per non finire fuori linea e faticare per recuperare.

    Piano-piano per non perdersi e godendosi l’ambiente si arriva al Varco della Rena.

    ↓

    Rientro a Piani di Giffoni dal Varco della Rena

    Il finale di questa escursione “finalmente” è standard e senza sorprese.

    Il Sentiero Italia CAI 106 è evidente e ben segnato, spesso molto largo, ed è pure «vario nella sua normalità».

    Oggi solo qualche passaggio in radure tra felci enormi o alte erbe, ma sempre con corridoi sfalciati dove si passava senza pericoli per il vestiario.

    Verso la fine, breve tappa alla Grotta dello Scalandrone, dove però servirebbe attrezzatura specifica per fare qualche foto: con la pila frontale si vede qualcosa (poco) ma più che altro è una scusa per stare al fresco qualche minuto dopo una giornata nella calura.

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    {x} további megjelenítése
    Fénykép
    Videó
    Monte Accellica

    Megközelítés

    Bisogna andare a Giffoni Valle Piana lato nord dove si trova la località Vassi di Giffoni; qui si svolta per un ponticello, sul piccolo Fiume Picentino, dove inizia la lunga e tortuosa strada che porta a Piani di Giffoni.

    Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Ex Caserma Forestale» (aggiornamento Dicembre 2025); il navigatore potrebbe far seguire una strada alternativa (rispetto a quella sopra indicata) che gira intorno a Giffoni Valle Piana senza attraversare il paese.

    Parkolás

    Parcheggio alla Caserma Forestale in località Piani di Giffoni.

    Koordináták

    DD
    40.759583, 14.988891
    DMS
    40°45'34.5"N 14°59'20.0"E
    UTM
    33T 499062 4512069
    w3w 
    ///retitled.mailers.publisher
    Navigáció Google Térképpel

    A szerző által ajánlott kiadványok:

    “APPENNINO MERIDIONALE”

    di Luigi Ferranti

    CLUB ALPINO ITALIANO – TOURING CLUB ITALIANO

    Collana GUIDA DEI MONTI D’ITALIA

    ******************************

    “Monti Picentini - Paradiso verde dell’Appennino Campano”

    di Andrea Perciato e Pino Del Prete

    ARCI POSTIGLIONE

    A szerző által javasolt térképek:

    CAI - Sezioni di Avellino e Salerno

    “Parco Regionale dei Monti Picentini” 1:25.000 (4 Tavole con Libro dei Sentieri)

    ******************************

    CAI Sezione di Salerno - Associazione Pro Loco Acerno - Provincia di Salerno - Provincia di Avellino

    “MONTI PICENTINI - COLLINE SALERNITANE” 1:30.000

    Felszerelés

    Normale dotazione escursionistica più ramponcini da prato forestali.

    Eventualmente corda, rinvii e quant’altro necessario per attrezzare e percorrere il tratto smantellato della Via Ferrata Francesco Raso.


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    Időtartam
    9:30 óra
    Szintemelkedés
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