Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi (Molare-Canino-Caldara) da Resicco di Pimonte
Little Fish Trek
Monti Lattari e Penisola Sorrentina: Resicco di Pimonte, Punta Mezzogiorno e Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi con le sue vette Monte Catiello (Catello) o Caldara, Monte di Mezzo o Canino, e Monte San Michele o Molare – rientro ad anello per Sorgente Acqua Santa, Bivio La Quiete, «o' pass é Catiello», «o' cuoll é Maria» e Agriturismo La Quiete.
Anello da Resicco di Pimonte alle tre vette del Monte Sant'Angelo a Tre Pizzi, nell’ordine: Monte Catiello o Caldara, Monte di Mezzo o Canino, e Monte San Michele o Molare.
Premesso che ci sono più possibilità di pianificazione, per questa escursione abbiamo scelto come punto di riferimento la stradina che si stacca dalla SR 366 verso l’Agriturismo La Quiete: qui si scende con sentiero diretto dal CAI 300 dell’Alta Via dei Monti Lattari.
Avanzando su asfalto (in direzione Agerola) per circa 500 metri oltre la stradina dell’Agriturismo La Quiete si trova un’altra stradina che poco dopo diventa sentiero ed è quella utilizzata per la salita in quota fin sotto il finale per il Monte Catiello o Caldara.
Altre soluzioni per la salita ai Tre Pizzi possono essere quelle degli itinerari:
A szerző tippje
Alcune foto sono in formato verticale e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.
Anche le numerose foto panoramiche devono essere viste dalla visualizzazione in formato intero con la funzione automatica di scorrimento di Outdooractive.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Szintprofil megjelenítéseBiztonsági előírások
Nella versione completa è un itinerario da evitare con copiose piogge recenti o in periodi di possibile gelo e neve.
Hasznos linkek és ötletek
Ho indicato da aprile a ottobre come periodo consigliato per la percorrenza, tenendo conto di un sufficiente numero di ore di luce per la percorrenza completa CON MOLTA CALMA.
È chiaro che si può andare più o meno tutto l’anno sui vari segmenti del percorso non esposti a nord.
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti Lattari, si può far riferimento al link → Monti Lattari - Penisola Sorrentina - Costiera Amalfitana.
Útleírás
Premessa
Questo itinerario è stato percorso il giorno 8 agosto 2023, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
Tutto l’itinerario è inserito in OpenStreetMap e derivati.
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Salita da Resicco di Pimonte al Monte Catiello o Caldara
Da … dove si riesce a parcheggiare 😁 si va, in direzione Agerola, circa 500 metri dopo l’imbocco della stradina dell’Agriturismo La Quiete, fino a una curva a gomito verso sinistra dove si stacca un’altra stradina con, inizialmente, piano di cemento un po’ scassato.
Si sale per questa stradina fino allo “scheletro” di un gran fabbricato non completato.
Si aggira a sinistra e si passa sopra lo “scheletro” con gran curvone a destra, e prima di una successiva curva a sinistra si stacca verso monte il sentiero vero e proprio che conduce in quota.
Si nota poco e non c’è segnaletica alcuna, ma come riferimento è subito dopo un valloncello con impluvio in secca (almeno oggi).
Il sentiero sale evidente fin poco sotto Punta Mezzogiorno (che è completamente chiusa dalla vegetazione), dove c’è un bivio (oggi segnalato con nastrino da cantiere) che fa svoltare a sinistra sopra la dorsale e poco prima di un bel punto panoramico.
Osservando le mappe, se al bivio si prosegue diritti ci si ritrova comunque sulla continuazione giusta, ma si perde l’unico punto panoramico di questa prima parte.
Continuando la salita senza difficoltà ci si immette, per la prima volta in questa escursione, sul CAI 300 dell’Alta Via dei Monti Lattari con grande vista sui Tre Pizzi e tutto il versante della traversata che li unisce.
Qui si svolta a destra passando sotto Colle Garofalo e si prosegue per poco più di 500 metri lineari fino a un altro bivio: si abbandona l’Alta Via e si va a sinistra per sentiero comunque segnato con bolli e bande rossi.
Ora si avanza fino a un bivio con una traccia poco evidente che sale diretta a destra: c’è solo un “piccolo numerino 329 nero” dipinto su una pietra a terra: se si manca la svolta a questo bivio si va a Capo Muro allungando il giro.
Da qui in poi la traccia è più strettina e inizialmente contorta, ma ci sono degli sbiaditi segnavia che aiutano, e si arriva ad immettersi sul tratto di salita che collega Capo Muro al Monte Catiello o Caldara.
Il punto di immissione è circa 30/35 metri di dislivello più in basso della deviazione di continuazione per la traversata verso le altre vette dei Tre Pizzi, che a sua volta sta circa 35/40 metri di dislivello sotto la vetta.
La via di salita al Monte Catiello o Caldara “rivela subito un gran panorama” e si segue senza dubbi a fianco dei numerosi segnavia di vernice.
Il terreno di salita è quasi costante: ripidino con qualche roccetta dove si appoggiano le mani ma solo per equilibrio.
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Dal Monte Catiello o Caldara al Monte di Mezzo o Canino
Si scende per circa 35/40 metri di dislivello e si svolta a sinistra per traccia inizialmente molto labile che non sarebbe facile intuire senza i seppur piccoli segni rossi.
Però poco dopo compare un vero sentierino abbondantemente segnato che, con qualche passo esposto, conduce alla sella-forcella che divide il Monte Catiello o Caldara dal Monte di Mezzo o Canino.
Qui la salita è ben più ripida della precedente, e bisogna cercare le giuste linee per addolcirla se si vogliono evitare passi di arrampicata.
Nella prima parte c’è ancora qualche segno di vernice rossa che aiuta, e poi si va a occhio seguendo le liste diagonali più dolci fino ai vari punti in cui si può salire più facilmente alla lista superiore: con un “buon occhio sulla media distanza” si trovano le linee giuste.
Noi abbiamo seguito due parti del pendio un po’ diverse tra salita e discesa, stando più in cresta al rientro.
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Dalla forcella alla base della salita finale al Monte di Mezzo o Canino fino all’immissione nel CAI 350 dove inizia il finale per il Monte San Michele o Molare
Questo – a mio giudizio – è il tratto più difficile dell’escursione perché può riservare seri problemi se affrontato con bagnato, gelo o neve: e non sempre prima di partire si può stimare con precisione, in caso di maltempo recente, quello che si troverà: oggi era tutto perfetto e “quasi facile”.
Dalla forcella alla base della salita finale al Monte di Mezzo o Canino si traversa in leggera discesa per una trentina di metri lineari, e poi si scende diretti nel vallone seguendo gli stretti tornantini del sentiero per una quarantina di metri di dislivello.
Tenendo d’occhio la fascia rocciosa che sta a sinistra, ci si avvicina sempre per traccia di sentierino e si inizia a seguirla con tratti di camminamento stile cengia.
Uscendo dal vallone, la direzione iniziale è nord, ma cambia spesso all’aggiramento di varie coste rocciose e attraversamento di altri valloni-canali: la direzione cambia, ma l’esposizione generale è sempre in “direzione nord molto ombreggiata”, e per questo motivo bagnato e gelo qui possono essere un problema anche quando non lo sono nel resto dell’itinerario.
Se c’è buona visibilità l’orientamento non è difficile perché la traccia con attenzione si vede sempre.
Tuttavia, in questa direzione di percorrenza, c’è un “bivio apparente” che può ingannare.
Si arriva in un punto dove la fascia rocciosa laterale è interrotta da una rientranza con un saltino di non difficili roccette che introduce pochi metri più in alto su un altro camminamento-sentiero con tratti di base rocciosa.
Il camminamento-sentiero che si sta percorrendo fino a qui è più evidente nella continuazione in piano e poi in leggera discesa – ma non bisogna continuare in piano, bisogna salire.
Alla base di questa salitella ci sono un paio di evidenti segni rossi, mentre se si continua in piano non ci sono più segnavia.
Fatta la salitella di pochi metri, seguendo i segnavia ci sono una prima diagonale e poi due tornantini con tratto più ripido, e si arriva sul facile finale dove si incontrano un paio di tabelle in legno (meglio orientate per chi arriva dall’altra direzione) fissate su tronchi d’albero con l’indicazione (a oggi assai sbiadita) di sentiero pericoloso in italiano, inglese, francese e tedesco.
La seconda tabella si trova pochissimi metri prima dell’immissione nel CAI 350.
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Salita alla vetta del Monte San Michele o Molare dall’immissione nel CAI 350
Il sentiero è larghissimo fino al bivio per la Croce della Conocchia e poco dopo scavalca nell’altro versante per un tratto di collegamento fino al vallone-canale finale.
Questo vallone-canale porta alla piccola depressione tra le due cime che rende l’aspetto di questa montagna veramente caratteristico, proprio come un “molare”.
È un vallone ripidino ma c’è una traccia a terra non difficile da seguire per qualsiasi escursionista non occasionale.
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Rientro a Resicco di Pimonte dalla vetta del Monte San Michele o Molare
La prima parte è molto conosciuta e frequentata: basta seguire le indicazioni per il Santuario di San Michele Arcangelo e per la Funivia del Faito, sempre lungo il CAI 350.
Prima di arrivare al Santuario di San Michele Arcangelo e poco dopo la deviazione segnalata per la Grotta di San Catello, c’è un bivio con una larga traccia che scende con tornante verso destra, ed è segnalata da cartello-freccia del CAI 300 dell’Alta Via dei Monti Lattari.
Si imbocca l’Alta Via con qualche rampetta ripida dove si appoggiano le mani, e su sentiero variegato si arriva a un bivio dove oggi era evidente la scritta “LA QUIETE” dipinta in vernice rossa su roccia a terra.
Da qui in poi bisogna alzare il livello di attenzione per l’orientamento.
Questo sentiero finale di chiusura anello è segnalato con bande di vernice rossa, nastrini vari da cantiere e rami tagliati.
Tuttavia il camminamento nella prima parte in qualche punto è smosso e non sempre “stacca con chiarezza” dal fondo del resto del bosco, e poi – nella stagione di ricrescita del verde come oggi – molti tratti sono coperti da alte felci e anche ginestre: per fortuna non ci sono rovi.
Noi siamo andati molto piano e non abbiamo mai perso la traccia, ma serve attenzione: qui un recupero da un errore potrebbe essere faticoso e fastidioso.
Nella parte iniziale c’è anche un ripido con corda di aiuto accanto a un cavo teso di acciaio che, probabilmente, serviva per lavori boschivi.
Si arriva sotto un’area che sulle mappe è denominata «o' pass é Catiello» con sorgente poco fuori dal sentiero.
Da qui si trova un tubo metallico per l’acqua che segue, parzialmente interrato, il sentiero.
Poco dopo sulle mappe è indicata la località «o' cuoll é Maria» e si continua fino a quota 740/750 circa dove il sentiero diventa larga mulattiera e non ci si preoccupa più del verde troppo ricresciuto.
Dopo la mulattiera, come sempre verso valle, si entra in una vera strada sterrata che arriva nell’area dell’Agriturismo La Quiete, e da qui in breve si ritorna al punto di partenza.
Tömegközlekedéssel
Tömegközlekedéssel elérhető
Pimonte, con le varie fermate lungo la SR 366, è ben collegato con i pullman tra Amalfi e Napoli/Castellammare di Stabia.
Megközelítés
Bisogna andare a Resicco di Pimonte sulla SR 366 “Agerolina”.
Parkolás
Non ci sono veri parcheggi nei pressi dell’inizio dell’escursione, e bisogna piazzare l’auto con attenzione lungo la SR 366 “osservando” come fanno gli abitanti del luogo.
Koordináták
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Carta dei Sentieri – Hiking Map → Scala 1:25.000 2^ edizione
www.caimontilattari.it – edizioni «il Lupo»
Ottima cartina escursionistica, molto precisa, con sentieri disegnati dopo averli rilevati con GPS.
Sul sito del CAI Monti Lattari sono disponibili per il download tutti i tracciati GPS dei sentieri, con molte interessanti notizie storiche e di ambiente, nonché informazioni su percorribilità ed eventuali chiusure.
L’interfaccia di consultazione è intuitiva ed è molto facile programmare qualsiasi escursione.
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COSTIERA AMALFITANA
mappa dei sentieri 3 venti passeggiate da Conca dei Marini a Positano – in scala 1:10.000
Officine Zephiro – collana «cart&guide»
Ci sono varie edizioni di questa serie di cartine con diversi numeri di passeggiate proposte, che sono dettagliate nel retro della facciata riservata alla mappa.
Sul fronte delle cartine è dichiarata la disponibilità online delle tracce GPS, ma alla data di questa escursione non sono ancora disponibili.
Della stessa casa editrice, molto utili le altre mappe dettagliate (di solito in scala 1:5.000) per girare dentro gli abitati delle località più famose.
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Nella categoria mappe elettroniche, in OpenStreetMap e derivati si trova tutto l’itinerario di questa escursione.
A régióról szóló kiadványok:
Javasolt térképek erre a régióra:
Felszerelés
Normale dotazione escursionistica.
Se si vuol provare senza la certezza di terreno non ghiacciato o innevato nel lato nord del collegamento tra le tre vette del Monte Sant’Angelo a Tre Pizzi, bisogna infilare nello zaino almeno un paio di ramponcini a catenella.
Tuttavia questi ramponcini possono risolvere situazioni comunque abbastanza semplici, e in caso di complicazioni la miglior opzione è sempre rinunciare a proseguire.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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