Tevékenységek, Bobbio Pellice területén
Látnivalók, Bobbio Pellice területén
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Riserva naturale in Alta Val Pellice, sul Colle Barant, a 2.290 m di quota
Un bel giro ad anello che parte dalla piazza di Bobbio, per esplorare le borgate del versante sud e le foreste del lato nord, con suggestivi ...
Una pedalata ad anello nei luoghi dell’antico culto valdese, alla scoperta di alpeggi e rifugi storici.
Il tracciato si snoda quasi completamente sulla destra orografica del torrente Pellice, percorrendo tranquille stradine secondarie e piste forestali.
Percorso che si snoda su piste e sentieri dell'alta Val Pellice tra panorami mozzafiato, alpeggi in quota e resti di fortificazioni della seconda ...
Anello che percorre i due versanti dell'alta Val Pellice intorno al concentrico di Bobbio Pellice, tra boschi selvaggi, borgate panoramiche e ...
Tappa escursionistica con una lunga discesa fino all'abitato di Bobbio Pellice, dopo una salita iniziale fino ai Ricoveri Colletta e il Giardino ...
Bobbio Pellice: alla fine della Val Pellice
Riserva naturale in Alta Val Pellice, sul Colle Barant, a 2.290 m di quota
Fénykép: Heinrich Stürzl, CC BY-SA, Wikimedia Commons
Dal punto di vista culturale, come in tutta l’area, si percepisce il segno lasciato della chiesa valdese, che tra le vicine località di Torre Pellice e Angrogna ha avuto per secoli il suo centro italiano. Nel borgo di Bobbio, infatti, le due costruzioni più interessanti sono la Chiesa Valdese, dalle linee semplici ma eleganti, e la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, di origine settecentesca; gli edifici precedenti, attestati sullo stesso sito almeno fin dal 1300, furono demoliti proprio dai fedeli valdesi.
Poco fuori dall’abitato, in località Malpertus, c’è l’interessante Ponte di Napoleone. Come ci racconta la scritta incisa su una delle lastre, risale al 1640, costruito per collegare la stradina al torrente Pellice. Quasi nulla ha a che fare con il celebre condottiero: il nome, infatti, sarebbe quello di un abitante del luogo soprannominato Napoleone per aver servito nell’esercito dell’imperatore.
Ancora più verso il confine francese, in località Villanova, si trova la Cascata del Pis, che si può ammirare lungo il percorso che porta a Conca del Pra e al Rifugio Willy Jerwis.
Avventure outdoor nei dintorni di Bobbio Pellice
Partiamo da qualcosa di semplice: un'escursione nelle borgate e foreste attorno a Bobbio Pellice. Si tratta di un bel giro ad anello che parte dalla piazza del paese ed esplora questa parte della valle, tra i borghi del versante sud e i boschi del versante nord.
A Bobbio Pellice, poi, terminano due cammini affascinanti: le Strade dei Forti, la cui quattordicesima e ultima tappa, con un gran dislivello in discesa, porta proprio dalla Conca del Prà al paese, e il Glorioso Rimpatrio dei Valdesi, itinerario che ripercorre la strada fatta dai Valdesi e Ugonotti nel 1689 per tornare in Val Pellice, Val Germanasca e Val Chisone dopo essere stati mandati in esilio per tre anni. Rimanendo sempre in tema, anche chi percorre l’Anello delle Valli Valdesi passa da queste parti: la quinta tappa, infatti, collega Bergerie Giulian alla Conca del Prà, passando per la località Barricate, che ricorda i disordini del Seicento legati alla repressione valdese.
Il comune di Bobbio Pellice non dista molto da alcuni dei potenziali punti di partenza, situati nella Val Pellice, del Gran Tour del Monviso, uno straordinario itinerario ad alta quota di 5 giorni che offre viste mozzafiato sul Monviso, il cosiddetto "Re di Pietra".
Ma Bobbio Pellice dà grandi soddisfazioni anche agli appassionati di bicicletta. Se sei un amante della mountain bike, ad esempio, il tour dei rifugi della Val Pellice parte proprio da Bobbio per un anello che tocca la boscosa Comba dei Carbonieri, una valle stretta e lunga, il rifugio Barbara Lowrie e il Rifugio Barant, dal quale si può godere di un panorama meraviglioso, il Giardino Botanico Peyronel e infine il Rifugio Willy Jerwis, nella Conca del Prà, e la Cascata del Pis. Un'alternativa più tranquilla è la cosiddetta via dei pastori, composta da stradine secondarie e forestali, che, oltre a essere un ottimo itinerario ciclabile che si snoda lungo il torrente Pellice, funge anche da via di transumanza per greggi e mandrie.
Altro percorso ad anello dal fascino suggestivo è quello che dal fondovalle conduce all’Alpe Bancet e al Col Content, attraverso tranquilli alpeggi e resti di fortificazioni della Seconda Guerra Mondiale. Oppure, c’è l’anello Sarsenà - Serre Cruel - Punta Garin, che da Bobbio Pellice percorre i due versanti della valle, tra boschi, borghi e monumenti valdesi.
Infine, se sei appassionato di bici da corsa, ti consigliamo la salita al Rifugio Barbara Lowrie, che può essere annoverata tra le salite più dure d’Italia, con una pendenza media del 10% e molti punti oltre il 20%.
Infine, se sei appassionato di bici da corsa, ti consigliamo la salita al Rifugio Barbara Lowrie, che può essere annoverata tra le salite più dure d’Italia, con una pendenza media del 10% e molti punti oltre il 20%.
Questo percorso, di 9 km per 1.033 m di dislivello, con pendenza media > 10% e diversi punti oltre il 20%, può essere indubitabilmente inserito ...
I dintorni: l’influenza valdese
Nei dintorni di Bobbio Pellice si sente in modo ancora più marcato l’influenza della chiesa valdese. A Torre Pellice, ad esempio, c’è l’importante Museo Valdese, un museo etnografico che ricostruisce la storia della comunità protestante a lungo perseguitata, che solo tra queste valli ha trovato relativa pace. Il museo è all’interno di quello che viene chiamato Quartiere Valdese, che ospita anche la chiesa e altri edifici dalle linee essenziali ma austere. Sempre a questo proposito, la località di Angrogna è sede di diversi templi valdesi di grande interesse.
Nel vicino paese di Villar Pellice, invece, c’è un luogo davvero particolare: l’Ecomuseo Feltrificio Crumière, che permette di imparare molto sulla lavorazione del feltro; in questo edificio, che un tempo ospitava la fabbrica, fallita negli anni Ottanta, ora è possibile ammirare antichi telai e macchine per la filatura e per l’infeltrimento delle fibre. Il museo è gestito da volontari, quindi la visita va concordata. Inoltre, su prenotazione, è possibile effettuare anche coinvolgenti laboratori manuali per adulti e ragazzi.


