Tevékenységek, Angrogna területén
Látnivalók, Angrogna területén
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L’itinerario permette di scoprire la Val d’Angrogna, fulcro delle vicende del popolo Valdese, tra luoghi storici e torrenti impetuosi, pascoli ...
Percorso a cavallo tra la media Val Pellice e la Val d'Angrogna, tra splendidi scorci panoramici, rigogliosi boschi di latifoglie e freschi ...
L’anello si snoda sul filo dei crinali tra Val Pellice e Val Chisone, permettendo di ammirare splendidi panorami sia verso la pianura che verso le ...
Tappa "a cavallo" tra la Val d'Angrogna e la bassa Val Chisone, ideale per eslporare i luoghi della storia Valdese, monumenti della Resistenza e ...
Autentica balconata sul Pinerolese e non solo, il colle della Vaccera propone un itinerario per stradisti lungo ben 14 km, con quasi mille metri ...
Percorso di 3 giorni alla scoperta del Pinerolese, dove la storia si riconosce ancora nei muretti a secco, nei templi valdesi, nelle cave di pietra ...
Percorso completamente su pista sterrata, che permette di esplorare la parte più alta e selvaggia della Val d'Angrogna, ramo laterale della Val ...
Tre giorni in MTB tra le cave di pietra e la storia Valdese: un viaggio autentico tra foreste silenziose, single trail panoramici e scorci ...
Il percorso si svolge su strade sterrate, mulattiere e ampi sentieri, con poco dislivello, all'interno di un'ampia area boschiva tra i Comuni di ...
Percorso ad anello che insiste su sentieri e strade sterrate nell'area collinare dei Comuni di Prarostino, Bricherasio e Angrogna.
Angrogna e la Chiesa Valdese
Per scoprire questa valle e il territorio comunale di Angrogna, è essenziale conoscere almeno un po' della storia dei Valdesi. Per la sua posizione, la valle rimase a lungo isolata. I primi protestanti della Chiesa Valdese, che già dal medioevo venivano perseguitati, trovarono in questi luoghi rifugio ideale. Tanto che, nel 1532, qui si tenne il sinodo delle Chiese Valdesi d’Italia e di Francia, che decise l’adesione alla riforma protestante. Nel corso del Seicento, però, divenuto uno dei più popolosi comuni dell’area, Angrogna fu il bersaglio di brutali persecuzioni ad opera di Carlo Emanuele II e Vittorio Amedeo II; i pochi superstiti trovarono rifugio in Svizzera. Nel 1689, sotto la guida di Enrico Arnaud, compirono un'epica impresa nota come il "Glorioso Rimpatrio" e riuscirono a riconquistare queste terre, ottenendo il permesso di rimanervi, seppur confinati nella loro valle.
Fénykép: Flucco, CC BY-SA, Wikimedia Commons
Il territorio è segnato da questi eventi, infatti sono diversi i punti d’interesse legati alla Chiesa Valdese, ad esempio:
- la chiesa valdese della frazione San Lorenzo, edificato in origine nel 1555, ma più volte distrutto. La versione attuale risale al 1708;
- il tempio valdese del Ciabàs, del XVI secolo, che accoglie le spoglie di diversi protestanti celebri d’origine straniera;
- il tempio valdese del Serre, costruito intorno al 1875;
- il tempio valdese di Pradeltorno, edificato in stile neogotico nel 1877;
- il "Coulège d'i Barba" a Pradeltorno, dove venivano formati i predicatori valdesi, detti appunto "barba";
- il monumento di Chanforan, eretto nell’omonima località a ricordo del Sinodo del 1532;
- la Gheisa d’la tanaè, una grotta che fu il rifugio naturale dei valdesi durante le persecuzioni;
- il Museo scuola Odin-Bertot, interessante testimonianza del sistema scolastico valdese.
Due curiosità riguardo al nome Angrogna: il toponimo si rivela radicato in modo particolare, tanto che sia la valle in cui si trova il centro abitato che il torrente che vi scorre (affluente del fiume Pellice) portano lo stesso nome. Nonostante “grogn” in piemontese significhi bernoccolo (molti pensino che sia questa l’origine), il toponimo arriva dal gallico “agranio”, che significa prugno selvatico. Angrogna, infine, è anche il nome di un asteroide, scoperto da un astronomo i cui antenati vissero nel paese.
Tra storia e montagna: avventure nei dintorni di Angrogna
Anche gli itinerari che coinvolgono Angrogna e la sua valle sono intrisi della storia valdese. Si crea così un connubio unico tra storia e attività outdoor, di grande fascino.
Il percorso principale è l’anello delle Alpi Valdesi, un cammino in 8 tappe di notevole valenza naturalistica, che si snoda tra i comuni di Angrogna, Bobbio Pellice, Rorà, Torre Pellice e Villar Pellice. In particolare, il territorio di Angrogna è protagonista della seconda tappa, da Alpe Vandalino a Colle Vaccera, che tocca diversi luoghi teatro della storia valdese, e della terza tappa, che va da Colle Vaccera ad Alpe Caougis, con panorami molto suggestivi.
Un itinerario davvero denso di cultura è l’anello della Valle Angrogna, che da Pradeltorno tocca tutti i luoghi d’interesse della storia valdese, tra paesini, boschi e splendide vedute sulla valle.
C’è poi un percorso panoramico e accessibile a tutti, che si può svolgere in mezza giornata: è l’anello del Monte Servin, con partenza da Colle Vaccera.
Se sei appassionato di bici, puoi scegliere l’Anello della Val D’Angrogna, diverso da quello percorribile a piedi, che da Torre Pellice sale ad Angrogna, Colle Vaccera, Alpe Criuliro, per scendere da Pradeltorno. Se ti piacciono le sfide e ami la bici da corsa, puoi optare per la difficile salita al Colle Vaccera da Pralafera, con quasi 1.000 metri di dislivello. Con la mountain bike l'ideale è invece il percorso “Agostino Benedetto”, un anello che da Colletta di Parostino passa per i comuni di Angrogna e Bricherasio, realizzato dall’Associazione SportivaMente e dedicato a un componente scomparso.
Alla scoperta della Val d’Angrogna
Angrogna è molto vicina a due centri più grandi: si trova infatti a dieci minuti dal paese di Torre Pellice e a mezzora dalla cittadina di Pinerolo.
Torre Pellice è segnato anch’esso dalla storia della comunità valdese e per questo viene chiamata la Piccola Ginevra Italiana. Di grande interesse, infatti, ci sono:
- il Quartiere Valdese, con edifici dall’elegante sobrietà, come la chiesa, il museo, il centro culturale e la Casa Valdese;
- il Museo Valdese, un museo etnografico con un percorso che ricostruisce la storia di questa minoranza perseguitata;
- il monumento ad Enrico (Henri) Arnaud, nel centro del paese, eretto nel 1926 in memoria di questo pastore combattente che nel 1689 guidò i Valdesi nel “Glorioso Rimpatrio”.
Pinerolo, invece, ha un delizioso centro storico che si può girare a piedi sotto i portici, e nel quale si possono ammirare edifici antichi ben preservati e botteghe d’altri tempi, fermandosi a sostare in una delle tante pasticcerie artigianali con vetrine dal dolce e invitante aspetto. Due chiese meritano una visita: la Cattedrale di San Donato, con meravigliosi affreschi, edificata attorno all’anno 1000, ma rimaneggiata nel corso dei secoli; e la Basilica di San Maurizio, che sorge su una collina (ma facilmente raggiungibile con una passeggiata a piedi), dalla facciata austera che contrasta con gli interni decorati in modo sontuoso, tra affreschi e ornamenti in trompe l’oeil. Di grande interesse per gli appassionati, infine, è il Museo dell’Arma di Cavalleria, con esposizioni di armi, divise, cimeli e fotografie storiche.


