Spigolo sud Monte Cuar da Val Tochel, Cuel dai Poz e Monte Flajel (Flagjel)
Little Fish Trek
Io l’ho scoperto nel bel libro-guida «Oltre il sentiero» di Omar Gubeila, Ilario Morettin, Stefano Piussi e Daniele Puntel.
Mi sono ritrovato al 100% con le valutazioni tecniche degli autori.
Non ho trovato … la vipera del corno di cui è segnalata la presenza sul pendio di salita, ma non mi è dispiaciuto affatto❗😉
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La guida indica “da ottobre ad aprile” come periodo consigliato per evitare il gran caldo e … le zecche.
Nella scheda “Direzioni da seguire” ho inserito le mie impressioni di giornata.
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La valutazione «T5» di difficoltà escursionistica è dovuta a un paio di tratti molto brevi che non si possono evitare.
Si potrebbe anche considerare un itinerario «T4» visto che è breve e c’è molto tempo per ragionare ed affrontare i passaggi più tecnici.
A szerző tippje
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nella Provincia di Udine, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici dalla Provincia di Udine.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo super-sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.
Hasznos linkek és ötletek
Io ho indicato genericamente tutto l’anno perché, comunque, ci si può andare se non c’è stata qualche nevicata particolare con neve che non scioglie in fretta.
Tuttavia il periodo migliore rimane quello consigliato dalla guida.
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 10 novembre 2024, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
Nella relazione che segue con il termine “guida” mi riferisco a «Oltre il sentiero» di Omar Gubeila, Ilario Morettin, Stefano Piussi e Daniele Puntel.
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Salita al Monte Cuar da Val Tochel per lo spigolo sud
Dal parcheggio alla tabella «Val Tochel m. 894» si imbocca il sentiero CAI 817 dismesso, segnalato dismesso con apposita tabella sia a inizio salita che a inizio discesa.
Dopo un tornante verso sinistra, con poco meno di 200 metri di percorrenza si sale dolcemente fino al filo del crinale di salita da sud al Monte Cuar.
L’uscita dal CAI 817 dismesso è evidente perché si apre tra la vegetazione una vista complessiva della salita e oggi c’era pure un ometto un paio di metri dentro la direttrice di salita.
L’inizio non ha ancora l’aspetto di uno «spigolo» come da denominazione ufficiale: si sale nella boscaglia con tracce quasi inesistenti ma senza paura di sbagliare mantenendosi più o meno sulla larga gobba del crinale.
Dopo un tratto il filo del crinale (o spigolo in questo caso) diventa meno largo (ma sempre largo) ed inizia ad emergere un sentierino che un po’ alla volta da discontinuo diventa più regolare.
In uscita dalla boscaglia coprente ho trovato un ometto piazzato su un primo punto panoramico.
Ora si può dire di stare su uno spigolo e, tra radi alberi, si trova qualche facile saltino con roccette di cui uno con un paio di passi di I° grado o quasi.
All’uscita definitiva dal tratto con radi alberi ci si trova di fronte un salto roccioso che rappresenta l’inizio della parte più tecnica.
Dalla base della verticalità rocciosa, ci si sposta a destra di pochi metri e si entra sotto una gran nicchia dove è «appeso» il contenitore con il libro delle firme della via.
Sulla destra della gran nicchia c’è una paretina di circa 5 metri di II° grado pieno con cordino di aiuto.
Non lo ritengo un cordino da stare appesi in salita, ma può essere utile da seguire per equilibrarsi sui primi passi (qui ho visto anche un chiodo e la guida ne segnala due).
Sopra il punto di ancoraggio del cordino si continua per la paretina quasi verticale o a sinistra su passaggi di roccia o, con breve passo di spostamento a destra, su linea erbosa con scavetti.
La linea erbosa con scavetti, a mio giudizio, è tecnicamente meno difficile (un po’ meno di un II° grado equivalente) ma è molto più esposta.
Come sempre, a ognuno le sue scelte.
Finito questo II° grado che va a calare, si può piegare un paio di metri a sinistra su un bel cucuzzolo panoramico dove … sono arrivati i primi rapaci che si divertivano con le correnti termiche ascensionali.
Si continua su breve crestina quasi piatta ed erbosa fino a una placchetta inclinata con appigli piccoli ma ben solidi.
A seguire un po’ di crestina articolata non difficile fino all’ultimo più lungo tratto tecnico.
È un salto di roccette abbastanza alto, circa una ventina di metri secondo il mio GPS.
La guida lo indica con difficoltà I°+, e più o meno è tutto così.
È chiaro che 20 metri così diventano molto esposti, ma non ci sono sorprese di singoli passaggi più difficili del I°+.
In uscita sopra su una roccetta ho visto uno spit «tagliato alla base»: forse piazzato per agevolare un’eventuale assicurazione ma poi rimosso.
Fatto questo lo spigolo sud del Monte Cuar diventa una semplice camminata fuori pista fino alla vetta principale con Madonna in bronzo.
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Chiusura escursione con passaggio per Cuel dai Poz e Monte Flajel (o Flagjel)
Dalla Madonna in bronzo del Monte Cuar si avanza fino all’altro vicino punto vetta con campana, e poi si segue sempre il comodo, panoramico e molto frequentato CAI 815 fino al Monte Flajel (o Flagjel) passando per il Cuel dai Poz.
Nell’avvallamento prima della salitina al Cuel dai Poz si nota una tabella che indica il CAI 817 dismesso identica a quella già vista al parcheggio di partenza.
Qui bisogna ritornare dal Monte Flajel (o Flagjel) per iniziare la discesa finale.
Si inizia la discesa finale con 3/4 passi gradinati verso la pianura per poi imboccare una diagonale più o meno verso ovest: oggi traccia labile tra le erbe con qualche segnavia molto sbiadito.
Poi si imbocca un largo vallone erboso che va, con tratti ripidi, più o meno in direzione sud-est.
Anche qui oggi la traccia a terra di camminamento era labile (pure con brevi discontinuità) tra le erbe, ma ci si arrangia con osservazioni sulla media distanza per individuare le riprese di camminamento e i segnavia sbiaditi.
Si entra nella boscaglia ancora in buona pendenza e compare qualche piccolo ometto.
A un certo punto ho trovato un ometto più evidente sopra un passaggio più ripido con roccette.
Sotto questo passaggio inizia la lunga continua diagonale in direzione del punto di partenza, e sempre su sentiero continuo ben individuabile con vari ometti e segnavia stile CAI più visibili e più frequenti.
La guida segnala che «sono presenti alcuni schianti facilmente superabili».
In effetti è così: qualcosa si trova ma è tutto facile.
Solo nell’ultimo tratto c’è un grande albero abbattuto che si salta facilmente, ma le cui frasche molto ampie coprono proprio la diramazione di un bivio lasciando più evidente il lato destro che è quello sbagliato.
Però i segnavia continuano solo a sinistra e senza problemi si ritorna alla partenza.
Monte Flagel
Megközelítés
Chi usa il navigatore Google Maps può impostare il punto di interesse «Val Tochel» (aggiornamento Novembre 2025).
Parkolás
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
di Omar Gubeila, Ilario Morettin, Stefano Piussi e Daniele Puntel
editrice CO.EL.
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“ANDAR PER SENTIERI IN FRIULI VENEZIA GIULIA 50 itinerari”
di Roberto Mazzilis e Laura Dalla Marta
ISTITUTO GEOGRAFICO DE AGOSTINI
A szerző által javasolt térképek:
Felszerelés
Eventualmente uno spezzone di corda e quant’altro per assicurazioni nei tratti più difficili.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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