Creste Monte Piciat e Cuel Ribois-Cima Campanili-Cima Faroppa-Cima Sompalis
Little Fish Trek
È una traversata di cresta da ovest a est con salita e discesa in versante nord.
La cresta si può definire facile nella sua categoria, ma in una scala escursionistica generale, a mio giudizio, sta tra il medio e il difficile.
Non ci sono vere difficoltà alpinistiche, al massimo qualche I° grado isolato.
Tuttavia, a parte le stradette forestali iniziali e finali, serve sempre attenzione per rimanere sulle linee corrette e per vari punti esposti nella parte alta del percorso.
Vari tratti sono «allo stato selvaggio» e con segnavia molto variabili: si può dire che i segnavia ci sono sempre dove servono ma, appunto, sono molto variabili e «la mente deve essere sempre aperta riguardo al tipo di segnavia da individuare».
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La valutazione «T4» di difficoltà escursionistica presuppone l’attenzione necessaria per individuare sempre i migliori passaggi che non superano il I° grado di difficoltà.
La classificazione dell’itinerario come “Sentiero alpinistico” è in linea con l’inquadramento che la guida sopra citata dà agli itinerari che propone.
A szerző tippje
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nella Provincia di Udine, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici dalla Provincia di Udine.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo super-sicuro e ottima visibilità prevista per tutto il giorno e a tutte le quote.
Hasznos linkek és ötletek
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 4 novembre 2025, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
Nella relazione che segue con il termine “guida” mi riferisco a «Oltre il sentiero» di Omar Gubeila, Ilario Morettin, Stefano Piussi e Daniele Puntel.
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Dal parcheggio in località Pomolars all’inizio della traversata di cresta
Dal parcheggio in località Pomolars si imbocca la stradetta forestale e, dopo un primo breve tratto in cemento-asfalto, si prosegue fino al bivio di andata-ritorno a quota 600 circa.
Al bivio si svolta a destra e si prosegue sulla sterrata fin quasi alla piazzola di fine della stradetta poco sopra quota 700.
Circa 20 metri prima della fine della stradetta, al margine del dirupato Vallone Pleas, si stacca un sentierino che risale inizialmente una costa che delimita il vallone: oggi non c’era alcun segnavia all’imbocco del sentiero, ma dopo pochi metri … si trova di tutto e bisogna iniziare a farci l’occhio con alcuni distinguo.
Da qui fino all’uscita sulle creste sommitali si trovano: segnavia a bande giallo-rosso, a bande bianco-blu, a bande rosso-bianco (simili a quelli CAI), segni rossi di varie forme, segni in vernice color piombo che coprono/cancellano i precedenti, freccette e croci a “X” incise sulla corteccia degli alberi.
Quelli che «portano fino alla cresta per lo scopo di questa escursione» sono i rossi e le varie incisioni sulle cortecce.
All’inizio ci sono molti segni a bande giallo-rosso (sempre sui tronchi degli alberi) di confini forestali e molto poco di tutti gli altri, e conviene seguirli anche se non sono quelli giusti perché ben evidenti e di maggior aiuto su camminamenti labili e discontinui.
Poi, a quota 850 circa, i segni a bande giallo-rosso salgono diritti verso la massima pendenza quando invece bisogna continuare a traversare (in questo punto c’è un grande numero “24” rosso riquadrato di giallo dipinto su un tronco di faggio).
Da qui, seguendo la via corretta, «prendono il sopravvento visivo» i segni a bande bianco-blu (molti su roccette a terra ma pure sugli alberi), aumentano i rossi e iniziano le incisioni.
Dopo un po’ si intravedono le cancellazioni con vernice color piombo, e ho l’impressione che le incisioni siano state create proprio in contrasto con le cancellazioni di vernice.
Proseguendo con attenzione sulle labili tracce si arriva al basamento di un piccolo rudere con grande faggio ricresciuto in mezzo.
Sopra il rudere c’è un’area con vari schianti e arbusti ricresciuti che ho aggirato facilmente abbandonando per poco la linea con i segnavia.
Dopo un tratto terminano i segnavia a bande bianco-blu ma rimangono tutti gli altri rossi e bianco-rosso con le incisioni.
Più avanti emerge un buon sentiero che finisce dentro un’altra area confusa dagli schianti: qui il pendio è poco inclinato e ho aggirato l’area abbassandomi.
Dopo aver ritrovato il sentiero finalmente è tutto abbastanza evidente fino all’arrivo sulla cresta con ometto di segnalazione utile per chi dovesse avventurarsi in discesa su questo pendio.
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Salita al Monte Piciat dal punto di arrivo in cresta passando per Cuel Ribois (Ribous - Robois)
Si inizia in facile sottobosco fino alla dolce elevazione del Cuel Ribois secondo la denominazione della cartina Tabacco – ma ho visto scritto anche Ribous e Robois su altre carte.
Dal Cuel Ribois lo scenario è in campo aperto sul versante sud e boschivo sul versante nord.
Si sale quasi sempre sul filo della non difficile cresta con un tratto su traccia nel bosco in versante nord per evitare dei passaggi assai delicati.
Stando attenti non si arriva mai al I° grado pieno ma … bisogna ben guardare dove mettere i piedi in qualche passaggio.
Non ho visto segnavia in questa parte, ma è tutto obbligato e non ci sono problemi di orientamento.
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Dal Monte Piciat a Cima Campanili (o Cjanpanili) e Cima Faroppa (o Faropa)
Dopo un primo tratto tranquillo si arriva a una discesa molto ripida tra erbe e roccette sparse.
La guida indica passaggi di I°: forse non è proprio I° ma è ben esposto e serve attenzione.
Poi si continua in modo vario e con belle viste fino allo strappo finale di salita a Cima Campanili (o Cjanpanili) dove riprendono bolli e segni vari rossi che continueranno sempre fino alla fine.
I vari saliscendi da Cima Campanili (o Cjanpanili) a Cima Faroppa (o Faropa) sono un po’ più lenti e vari, senza vere difficoltà alpinistiche.
In un paio di occasioni i segnavia … e anche la logica … indirizzano brevemente poco sotto cresta nel bosco in versante nord per evitare difficoltà inutili.
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Da Cima Faroppa (o Faropa) a Cima Sompalis
Dopo un primo tratto tranquillo di discesa si arriva a un gruppo di rocce sparse dove si passa in mezzo seguendo i segnavia.
Si finisce sopra un salto verticale e qui bisogna abbandonare la cresta e piegare decisamente dentro il bosco in versante nord.
Nel bosco, sui tronchi degli alberi, ci sono dei grandi segni rossi (ben visibili anche se di un rosso spento) che guidano su labili e ripide tracce.
Poi si esce di nuovo in cresta sotto il salto dopo aver perso circa 30 metri di dislivello nel ripido fianco boschivo.
A seguire nessun problema fino alla collinetta di Cima Sompalis.
Oggi in questo tratto l’erba era un po’ ricresciuta e c’erano vari piccoli arbusti ma il camminamento non era comunque difficile da individuare.
A Cima Sompalis c’è una Croce metallica posta proprio quest’anno 2025, e la vecchia Croce rudimentale di legno era abbandonata a terra accanto all’ometto che la sosteneva.
Ho «rilavorato» velocemente l’ometto per infilarci dentro la vecchia Croce, e così ho potuto scattare una foto della vecchia e della nuova insieme.
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Discesa finale da Cima Sompalis
Da Cima Sompalis si torna indietro per circa 50/60 metri lineari fino a una selletta poco pronunciata dove c’è una freccia rossa dipinta sopra una roccetta a terra.
Di fronte alla freccia ci sono vari rami tagliati e l’inizio del sentiero di discesa nel bosco a nord.
Si perdono subito 40/50 metri di dislivello scendendo quasi diretti senza camminamento continuo, e orientandosi con i segnavia rossi sui tronchi degli alberi – oggi senza foglie si vedevano bene, ma in periodo di bosco rifoliato servirà più attenzione.
Dopo questo ripido si piega a destra sopra una costa e la si segue per poco fino a un tornante (oggi con ometto) che fa proseguire in discesa diagonale nel vallone che sta oltre.
Da qui c’è poco da dire, ci sono tanti segnavia rossi e basta seguirli per mantenere il camminamento a tratti esile.
Ci sono un paio di radure dove in mancanza di «alberi veri» non ci sono i segnavia di vernice ma qualche ramo-arbusto tagliato che spunta da terra.
Comunque abbassandosi di quota il sentiero diventa più marcato e si arriva a un bivio in località Grialez dove si svolta a sinistra.
A seguire si giunge ai grandi ruderi degli Stavoli Grialez subito dopo i quali si trova la stradetta forestale che riporta al parcheggio di partenza.
Megközelítés
Poco prima di arrivare alla trattoria si svolta a sinistra alla freccia che indica «CESCLANS» e si prosegue per poco meno di 1 km fino a uno slargo-parcheggio che sta sulla destra direzione arrivo all’inizio di una stradetta forestale.
Chi utilizza il navigatore Google Maps può impostare il punto d’interesse «Trattoria Al Pescatore» (aggiornamento Novembre 2025).
Parkolás
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
di Omar Gubeila, Ilario Morettin, Stefano Piussi e Daniele Puntel
editrice CO.EL.
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Felszerelés
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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