Troi da le Seate nella Forra del Rio Simon e Piccolo Belepeit da Roveredo
Little Fish Trek
- “I Sentieri dell’Acqua” di Ivo Pecile e Sandra Tubaro
- “Per Sentieri Selvaggi” di Roberto Mazzilis
L’unica differenza è che il primo indica di passare per la vetta del Piccolo Belepeit e l’altro no.
La variante è il Troi da le Seate che collega i lati ovest (CAI 424) e est (CAI 425) dell’anello attraversando il fondo della Forra del Rio Simon.
Poi ho fatto andata-ritorno alla vetta del Piccolo Belepeit e sono rientrato in senso antiorario, percorrendo così quasi tutto l’Anello del Rio Simon, e più o meno tutta la parte che costeggia dall’alto la forra.
Non è un’escursione panoramica ma è molto interessante per chi predilige l’esplorazione di valli solitarie – in questo caso valle solitaria a oggi ma con molti segni di “vita passata”.
A szerző tippje
******************************
Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nella Provincia di Udine, si può far riferimento al link → Escursioni e sentieri alpinistici dalla Provincia di Udine.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Biztonsági előírások
Da fare solo con meteo sicuro e «secco» perché anche poca umidità di base può aumentare significativamente il livello di difficoltà.
Hasznos linkek és ötletek
La guida «I Sentieri dell’Acqua» indica Aprile e Maggio, mentre la guida «PER SENTIERI SELVAGGI» indica da Giugno a Ottobre.
Útleírás
Questo itinerario è stato percorso il giorno 22 novembre 2023, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
↓
Premesso che si può partire da poco a ovest dell’abitato principale di Roveredo imboccando subito il CAI 424, ho scelto il parcheggio alla Chiesa della Beata Maria Vergine di Lourdes che si trova poco a est.
Dal parcheggio si imbocca la breve stradina cementata del Cimitero e poi inizia subito un largo sentiero marcato da grandi segnavia rossi.
All’arrivo in una radura con costruzione si abbandonano i segnavia rossi e si gira intorno alla costruzione continuando in salita decisa sempre su sentierino.
Con varie svolte-tornantini si arriva all’immissione nel CAI 424 e si continua a destra fino a una piccola Cappella Alpina seguita subito dopo dai ruderi di Stavoli Rauni – qui c’è un particolare segnavia di vernice che poi continuerà nel Troi da le Seate, ovvero un bollo blu all’interno di un rettangolo bianco.
Poi il sentiero svolta più o meno in direzione nord verso l’interno della valle, e scorre sempre abbastanza largo ma esposto in altezza rispetto alla forra sottostante.
Si arriva a una marcata rientranza del pendio verso sinistra che segue il profilo di un canale: appena prima dell’attraversamento del torrentello del canale c’è la deviazione di inizio in discesa del Troi da le Seate.
C’è un ometto poco all’interno della deviazione affiancato da un altro segnavia “bollo blu in rettangolo bianco”.
Bisogna aggirare un roccione per attraversare l’alveo e poi riprende un vero sentierino.
Anche in questo nuovo sentierino si appoggiano tranquillamente sempre tutti e due i piedi ma con esposizione rispetto alla forra del Rio Simon.
Si scende fino a una svolta che immette sotto una gran fascia di rocce aggettanti con vari gocciolatoi e si arriva fino all’alveo del Rio Simon.
Qui alcuni ometti guidano per una quarantina di metri a sinistra (destra idrografica) ai margini dell’alveo per poi attraversare.
Oggi c’erano un paio di punti buoni per l’attraversamento anche prima, ma nel periodo del disgelo immagino non ci siano così tante scelte e probabilmente bisogna “mettere in conto un pediluvio”.
Dall’altro lato est il Troi da le Seate non è più un percorso lineare ma riprende in ripida salita diretta con innumerevoli svolte-tornantini.
Il sentierino è più strettino ma non presenta vere discontinuità: nei punti meno evidenti c’è sempre qualche micro-ometto o ramo tagliato che aiutano.
Con un paio di diagonali più lunghe si arriva nella radura di Stavoli Conturate.
Da qui dovrebbe esserci un breve raccordo per salire al CAI 425, ma oggi le erbe alte nascondevano le tracce e ho seguito dei semplici calpestii (uomini o animali?) senza problemi.
Dall’immissione nel CAI 425 ho girato a destra per andare al Piccolo Belepeit e ho seguito il comodo sentiero fino al valico che sta a nord della vetta.
Qui si abbandona il CAI 425 che va a sinistra e si sale sulla dorsale di destra sulle tracce di quello che dovrebbe essere il CAI 425a.
Svoltando a destra il bosco è rado e alla base ho trovato erbe ricresciute, però anche senza camminamenti marcati continui si prosegue, con qualche saliscendi, in modo intuitivo.
La vetta del Piccolo Belepeit (con ometto e piccola Croce rudimentale infilata in mezzo) è in una radura con vista parzializzata dalla vegetazione, ma c’è una bella visuale in direzione Canin.
Per questa escursione si ritorna all’immissione nel CAI 425 del Troi da le Seate e si prosegue per l’Anello del Rio Simon in senso antiorario.
Subito dopo il bivio di immissione c’è una discesetta con tracce multiple che possono confondere, ma ci sono molti segnavia CAI ravvicinati e con un po’ di attenzione non si sbaglia.
Poi si riprende a traversare verso nord, si passa un primo canale anticipato da un breve franamento non difficile da superare e si attraversa anche l’alveo-canale del Rio Canalotto oggi in secca.
Poi sentiero comodissimo fino ai ruderi di Casera Tamaruc che stanno sotto un enorme faggio, quasi “monumentale”.
Si attraversa un altro gran canale che oggi aveva buona portata d’acqua e si arriva in un grande slargo boschivo dove il CAI 425 svolta verso destra seguendo la valle.
Qui c’è un super segnavia di vernice su una grande roccia che indica un bivio, e per questa escursione si va a sinistra per il secondo attraversamento dell’alveo del Rio Simon.
La discesetta finale all’alveo inizia con il passaggio – a mio giudizio – più difficile di tutta l’escursione, che richiede un «reset nel livello di attenzione».
È una rampetta (sempre segnata CAI) dove il camminamento non è piatto e si va a “mordere il pendio” con i bordi delle scarpe: probabilmente il sentiero originale è parzialmente franato.
Niente di strano se si sta in una cengia-viàz-bancatina, ma qui si arriva da un comodo sentiero e una scivolata può far male.
Tuttavia il passaggio è breve e poi si scende senza problemi all’alveo del Rio Simon nel punto più a nord dell’anello.
Arrivando più o meno all’ora di pranzo c’è il Sole 🌞 ed è un ottimo posto merenda. 😋
Si riprende dall’altro lato lungo il CAI 424 attraversando quasi subito un alveo secondario oggi con abbondante acqua e risalita su roccetta.
Su bel sentiero si arriva a un altro largo canale sotto una gran cascata che in periodo di disgelo dovrebbe essere spettacolare.
Poi ancora senza problemi fino a Stavolo Fondariis da cui si nota bene Stavoli Conturate dall’altro lato della valle già passati in precedenza alla fine del Troi da le Seate.
A seguire una bella fascia rocciosa che anticipa l’ennesimo bel canale del Rio Fondariis con buona portata d’acqua e poi un tratto di “vera cengia anche per gli occhi”.
Ho scritto “anche per gli occhi” perché manca la vegetazione protettiva sul ripidissimo fianco che dà sulla forra, ma in realtà i tratti di “cengia protetta o quasi” sono più di uno lungo tutto il percorso.
Dopo pochi minuti si ritorna al bivio di uscita in andata dal CAI 424 verso il Troi da le Seate e si continua in discesa fino al parcheggio di partenza.
Megközelítés
Parkolás
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
di Ivo Pecile e Sandra Tubaro
editrice CO.EL.
******************************
“PER SENTIERI SELVAGGI – 50 itinerari escursionistici alla scoperta degli angoli nascosti della montagna friulana”
di Roberto Mazzilis
editrice CO.EL.
A szerző által javasolt térképek:
A régióról szóló kiadványok:
Felszerelés
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

Felhasználói kérdések