Cascata della Pisota-Val dei Serai-Monte Garda-Col Moscher-Valle della Stua
Little Fish Trek
Valbelluna Sinistra Piave - Gruppo del Monte Cesén: da Scarlir di Cordellòn anello per Cascata della Pisota, Val dei Serai, Monte Garda, Col dei Piatti, Col Moscher e Valle della Stua.
Escursione che – dopo la visita alla Cascata della Pisota – si sviluppa su tre diverse «logiche di camminata»: sentiero “dimenticato” ma ancora ben riconoscibile, sentiero CAI comodissimo e fuoripista finale.
Dicembre, come in questo caso, non è il mese migliore per visitare la Cascata della Pisota se interessa solamente la “cartolina della gran cascata”.
Però passando da quelle parti è sempre interessante darci un’occhiata per capire come cambia l’ambiente nelle varie stagioni, ed è facile ritornarci vista la vicinanza al parcheggio.
Il sentiero della Val dei Serai ad oggi è ancora in buono stato tranne un franamento che ha cancellato un tornante, ma che si può aggirare senza vere difficoltà.
Il fuoripista finale per la Valle della Stua è su pendenze costanti tra il medio e “quasi alto”, con pochi brevissimi passaggi dove bisogna appoggiare le mani.
Basta andare piano per valutare le linee migliori sui tratti di fondo un po’ smosso.
In quest’ultima discesa fuoripista si intersecano molte stradette-mulattiere di servizio, ed eventualmente si può abbandonare in più punti la linea diretta che ho seguito nell’alveo-impluvio di valle.
A szerző tippje
Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.
Úttípusok
Szintprofil megjelenítéseBiztonsági előírások
Evitare con bagnato, neve o gelo diffuso nei tratti della Val dei Serai e Valle della Stua.
Una quantità moderata di neve non è un problema se limitata alla dorsale di collegamento tra le due valli sopra citate.
Hasznos linkek és ötletek
Útleírás
Premessa
Questo itinerario è stato percorso il giorno 5 dicembre 2024, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.
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Cascata della Pisota
Secondo la guida «VALBELLUNA SINISTRA PIAVE» di Ennio Poletti, la Cascata della Pisota è alta 40 metri.
Dal parcheggio in località Scarlir (circa 2,5 km dopo Cordellon) si prosegue a destra seguendo le indicazioni per la Val Pissador.
Dopo aver superato l’ex Casera Scarlir ora «AGESCI BASE SCOUT» si continua sulla stradetta carrozzabile per poco più di 200 metri lineari fino ad individuare un sentiero che scende a destra con iniziale breve staccionata in legno.
Oggi 5 Dicembre 2024 non erano presenti segnalazioni a questo bivio.
Il sentiero scende con diagonale costante, e qualche cavetto corrimano di aiuto, fino a un piccolo belvedere che si affaccia sulla cascata da poco sopra metà altezza del salto.
Da qui in poi si scende alla base della cascata su camminamento più ripido con secche svolte.
Gli ultimi passi per arrivare alla pozza d’acqua di base sono su terreno non del tutto consolidato, e c’è un ultimo breve cavetto di aiuto.
Non si può definire difficile per escursionisti di media esperienza che scendono con prudenza, ma un principiante assoluto – invogliato dalla vicinanza al parcheggio – potrebbe trovarsi in difficoltà.
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Risalita della Val dei Serai
PREMESSA: la prima parte della Val dei Serai si risale per sentiero che evita dei salti di fondo e sta alto a destra direzione salita o sinistra idrografica; poi c’è il più lungo finale dentro l’alveo sempre facile della parte alta.
Dalla diramazione per la Cascata della Pissota si prosegue sulla sterrata per poco più di 300 metri fino a un bivio.
Qui si continua a destra per altri 600 metri circa fino a un vecchio rudere che sta sulla destra all’inizio di un grande slargo prativo: si notano in avanti l’imbocco della Val Pissador a sinistra e quello della Val dei Serai a destra.
Pochi metri dopo il vecchio rudere si stacca a destra un buon sentiero che prosegue in leggera discesa.
Si segue questo sentiero e in quasi 400 metri si arriva ad attraversare il greto di fondo della Val Pissador.
Si continua dall’altro lato con un semicerchio di un centinaio di metri e il sentiero arriva sul greto di fondo della Val dei Serai, che a questo punto è la continuazione della Val del Cordellon.
Si inizia a risalire dentro il facile greto torrentizio (senz’acqua in questo punto) aggirando un paio di schianti isolati, e si arriva ad un allargamento dove c’è una vera barriera di alberi schiantati.
Però stando attaccati al fianco verticale di destra direzione salita si passa senza dover saltare sopra i grossi tronchi abbattuti.
Subito dopo la stretta valle si allarga con il greto torrentizio che va tutto a sinistra direzione salita e il lato centrale e destro occupato da un vero prato dove più o meno in mezzo emerge un sentiero.
Qui, tutto a destra del prato, ho trovato una piccola «calchèra» più o meno alla base di una valle affluente secondaria che sulle cartine è denominata Val Brutta.
Alla «calchèra» non ci sono cartelli e dunque non so se è censita con qualche nome.
Si prosegue sul sentiero che taglia longitudinalmente il prato fino a un tornante a destra dove inizia la parte di risalita al di fuori dell’alveo di fondo.
Tuttavia è possibile, e l’ho fatto, continuare un tratto nell’alveo tra alte pareti fino ad arrivare ai primi salti non superabili in assetto da escursionismo.
Misurati con il GPS (però poco affidabile qui) sono circa 400 metri di zig-zag tra facili massi e liste rocciose.
Il salto contro cui ci si ferma è completamente muschiato con pozza d’acqua alla base che «inghiotte» l’acqua che arriva da sopra.
Rientrato al tornante di uscita dal prato ho continuato sul largo sentiero passando una sorgente ed arrivando a un franamento poco prima del tornante sinistro di inversione di marcia che dà la direzione definitiva di risalita per il resto della Val dei Serai.
Al punto di franamento si nota poco sopra la traccia del sentiero che continua dopo l’ormai ex-tornante, e con 4-5 metri di «mini-ravanata» non difficile si raggiunge la continuazione senza scendere nella frana.
Il sentiero inizialmente è molto largo tipo mulattiera, entra in un breve tratto strettino, ritorna molto largo tipo mulattiera e infine rimane sentiero ben individuabile anche con le molte foglie di base come oggi.
Basta seguirlo nelle sue diagonali e qualche breve zig-zag per prendere quota.
All’inizio di un ultimo tratto pianeggiante ho trovato i resti di una «carbonaia» e poco dopo l’unico ometto di tutta la valle.
A seguire c’è una diagonale in discesa che riporta dentro l’alveo di fondo proprio sotto un grosso cavo di teleferica boschiva.
Da qui in poi è tutto molto facile.
Si inizia senza una traccia precisa e bisogna spostarsi sulla sinistra direzione salita dopo poco più di 100 metri per trovare un vero sentiero.
Continuando si notano vari tagli di vecchi lavori boschivi e si arriva a una diramazione con a sinistra l’imbocco della Val del Castelletto.
Naturalmente per questa escursione si va a destra, il sentiero diventa stradetta forestale di servizio e con altri 1,5 km circa si arriva alla testata della Val dei Serai con immissione nella rete di larghe strade forestali della lunga dorsale che porta al Monte Garda, Col dei Piatti e Col Moscher.
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Dalla testata della Val dei Serai all’inizio discesa per la Valle della Stua
Questo è tutto un tratto CAI su conosciutissime e frequentatissime stradette.
Sono intuitive le brevi deviazioni per la «collinetta di vetta» del Monte Garda, per Casere Garda di Sopra su Col dei Piatti e l’altra «collinetta di vetta» di Col Moscher.
Un po’ di relax, anche panoramico, prima del fuoripista finale.
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Discesa diretta di rientro per la Valle della Stua
La Valle della Stua è orientata quasi perfettamente a est rispetto a Col Moscher.
Dopo aver attraversato la stradetta che sta poche decine di metri sotto Col Moscher c’è un’area prativa (solcata da varie tracce trasversali di mucche) che anticipa un fittissimo boschetto di conifere che di fatto nasconde la vista sulla via più breve per arrivare all’alveo di valle.
Si passa il fittissimo boschetto (oggi quasi buio alle ore 13:30❗) che si dirada dopo l’attraversamento di una prima stradetta di servizio.
Dopo il boschetto di conifere la parte centrale di valle che contorna l’alveo è completamente libera, e naturalmente ci sono molte erbacce e anche vari rovi.
Oggi ho trovato una buona traccia di calpestio (probabilmente di quadrupedi vari) e ho potuto camminarci sopra senza fastidi.
Però nella stagione di ricrescita del verde immagino che possa essere un tratto MOLTO FASTIDIOSO anche se non difficile, e bisogna valutare di aggirarlo stando dentro il bosco che continua a qualche decina di metri di distanza dal centro dell’alveo (l’ho fatto anch’io oggi per passare un’unica breve fascia di rovi non pre-calpestati).
Comunque si attraversa un’altra stradetta di servizio e riprende un bosco misto ai margini dell’alveo chiudendo così il discorso erbacce e rovi.
Ora non sto a enumerare tutte le stradine-mulattiere che si attraversano in discesa diretta.
È da tener presente quella un po’ più larga di quota 840 circa dove oggi, al punto di attraversamento, era accatastata una lunga barriera di tronchi.
Poco dopo questo attraversamento si arriva a un doppio salto verticale di qualche metro.
È l’unico salto dell’alveo di fondo valle, e si aggira uscendo a destra sul fianco boschivo un 15-20 metri prima.
Tornati nell’alveo circa 30-40 metri sotto i salti si continua trovando ora vari gradini di roccette che possono arrivare a un metro: tutti appoggiati e ben appigliati.
Si arriva a un’altra larga stradetta che è quella che nelle cartine porterebbe, svoltando a destra, verso Case Ceccati.
Si attraversa anche questa e in breve si arriva sull’ultima stradina che è quella che porta in fondo valle al punto più conveniente di attraversamento del Torrente Rimonta in Val del Cordellon.
Dunque, bisogna seguire questa stradina e si attraversa il Torrente Rimonta in un punto perfettamente piatto che in qualche modo si passa anche con più acqua di oggi.
Dall’altro lato c’è una marcata traccia che risale la sponda del torrente e immette su una stradina che porta, sempre in salita, al bivio già visto a inizio giornata circa 300 metri dopo la deviazione per la Cascata della Pisota.
In questo tratto di chiusura anello la stradina che sale dal Torrente Rimonta presenta una diramazione e io ho seguito la svolta di sinistra arrivando sulla strada principale in corrispondenza di un segnale di divieto di accesso su proprietà privata.
Però non c’era alcun segnale di divieto di accesso dal lato di arrivo dal Torrente Rimonta, e comunque ci sono altre vie alternative.
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Note finali sulla discesa fuoripista per la Valle della Stua
Chi vuole iniziare la discesa diretta per la Valle della Stua, avendo presenti tutte le possibilità di deviazione per le varie stradette che si attraversano, deve munirsi di copia di tutte le mappe-cartine possibili.
Non c’è una sola mappa-cartina di mia conoscenza che evidenzia tutte le varianti, e ognuna ha qualcosa che manca sulle altre.
Sicuramente arrivare all’attraversamento del Torrente Rimonta deviando per le stradette intermedie allunga di un bel po' la percorrenza in km.
Però, probabilmente, i tempi non cambiano molto se non si fanno errori ai punti di collegamento nel vero «stradario forestale» che sta sui larghi fianchi della Valle della Stua.
Resta da capire quanto può impattare sulla «fluidità di discesa» la ricrescita del verde al suo massimo stagionale.
Forse – viste anche le quote – i migliori periodi sono inizio primavera e tardo autunno.
Megközelítés
Bisogna andare in località Cordellòn di Mel (Borgo Valbelluna).
Da Cordellòn si seguono le indicazioni per Val Fontane proseguendo per circa 2,5 km sterrati fino al parcheggio in località Scarlir.
Parkolás
Parcheggio in località Scarlir circa 2,5 km dopo Cordellòn.
Koordináták
A szerző által ajánlott kiadványok:
“VALBELLUNA SINISTRA PIAVE – Quattordici escursioni anche per nordic walking nelle montagne di Lentiai, Mel, Trichiana e Limana”
di Ennio Poletti
Edizioni DBS Zanetti
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“Itinerari selvaggi tra Grappa e Cesèn”
di Giorgio Grandin
CIERRE Edizioni
A szerző által javasolt térképek:
Casa editrice TABACCO numero 068 "Prealpi Trevigiane e Bellunesi M. Cesen – Col Visentin" 1:25.000
LagirAlpina numero 4 “COLLINE E PREALPI TREVIGIANE” 1:25.000
A régióról szóló kiadványok:
Felszerelés
Normale dotazione escursionistica.
A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

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