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Monte Palmàr – Monte Cimone o Cimón – Monte Tre Pietre

A tartalmat készítette:
Little Fish Trek
  • Nel cerchio rosso la Croce dell'anticima del Monte Cimone.
    Nel cerchio rosso la Croce dell'anticima del Monte Cimone.
    Fénykép: Mario Briotto, Little Fish Trek

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    Alpi Feltrine: traversata da est a ovest delle creste del “Gruppo Tre Pietre – Cimón” toccando le cime del Monte Palmàr, Monte Cimone e Monte Tre Pietre

    nehéz
    Hossz 11,9 km
    8:00 óra
    1 600 m
    1 600 m
    1 965 m
    588 m
    Traversata delle creste del “Gruppo Tre Pietre – Cimón” da fare obbligatoriamente con il bel tempo, sia per il panorama che per l’orientamento.

    È sicuramente un’escursione molto varia e mai noiosa.

    È impegnativa e bisogna mettere in campo un po’ tutte le proprie capacità escursionistiche.

    È fotogenica sia per la parte in quota che – per gli appassionati di genere – per la parte boschiva.

    È originale: il “Gruppo Tre Pietre – Cimón” è un po’ misterioso se osservato nelle cartine escursionistiche che sono molto avare di tratteggi rossi e neri in tutta la zona.

    Va molto bene anche per piccoli gruppi affiatati perché:

    • Ci si può aiutare nell’orientamento
    • Sono pochissimi e ben gestibili i punti dove ci si può scaricare addosso qualche pietra

    Per escursionisti di buona esperienza è, in queste zone, uno dei migliori itinerari “in faccia” alla Pianura Padana.

    Se affrontato con la giusta calma nei punti più difficili di orientamento, sarà di gran soddisfazione finale.

    A szerző tippje

    Fattibile anche in senso inverso, e le prime due guide che ho citato nei “Libri consigliati” in effetti lo propongono in senso inverso pur con due avvicinamenti differenti.

    Però conosco persone che lo hanno fatto in questo senso e, dopo averlo fatto io stesso, credo sia il migliore in quanto:

    • Si arriva sulla prima “cima vera” (il Monte Cimone) con zero problemi di orientamento e con terreno, seppur nel finale assai ripido, molto o abbastanza regolare come camminata
    • Il tratto fra il Monte Cimone e il Monte Tre Pietre è equivalente nei due sensi
    • In generale, la discesa dal Monte Tre Pietre fino al pendio del Bosc dei Boi ha molti più segni visibili che la percorrenza inversa (però non sono molti in assoluto); ad ogni bollo (più spesso quadratino) rosso incontrato mi son sempre girato per controllare se in senso contrario fosse visibile o ce ne fosse un altro: in meno della metà delle volte i segni rossi sono visibili anche nell’altro senso
    • Per la conformazione del terreno (e tenendo conto di erba, mughi e altro) i vari piccoli ometti e le tracce a terra sono MOLTO più individuabili dall’alto: anche qui mi son sempre girato per controllare
    • Nell’ultima parte in cui i tagli di mughi sono “quasi chiusi” si trova qualche piccolo ometto in mezzo all’erba nei punti di svolta dove sembrano esserci più tagli divergenti: arrivando da sopra si riesce a scorgere questi ometti 5/10 metri prima, da sotto - con l’erba appena cresciuta - non li vedi
    • È quest’ultima parte più bassa delle creste ovest che fa la differenza nei due sensi, perché sopra si è in campo più aperto e – anche con meno indicazioni visibili – la direzione è abbastanza intuitiva; se si va in salita in mezzo a questa selva di mughi senza “indovinare sempre il taglio giusto”, c’è il rischio di perdere tanto tempo e sprecare un sacco di energie molto utili per chiudere il giro in tranquillità
    • Infine se si affronta per primo il lato ovest si arriverà a metà mattina totalmente contro sole, e anche questo limita la visuale per l’orientamento

    ******************************

    Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti nell’area del Gruppo del Cimónega, Destra Mis, Monte Pizzocco e Monte Tre Pietre si può far riferimento al link → Gruppo del Cimonega – Destra Mis – Monte Pizzocco e Tre Pietre.

    Nehézség
    T5II nehéz
    Általános nehézség
    nehéz

    A technikai nehézségből és az állóképességi követelményekből ered.

    Élmény
    Táj
    Veszélyességi besorolás
    Legmagasabb pont
    Monte Tre Pietre, 1 965 m
    Legalacsonyabb pont
    588 m
    Ajánlott időszak
    jan.
    febr.
    márc.
    ápr.
    máj.
    jún.
    júl.
    aug.
    szept.
    okt.
    nov.
    dec.
    Kitettség
    ÉKDNY

    Úttípusok

    Szintprofil megjelenítése

    Pihenőpontok

    Bivacco Casera Bosc dei Boi sul Monte Tre Pietre

    Biztonsági előírások

    Evitare con il bagnato, neve o gelo.

    La scarsa visibilità può creare UNA MONTAGNA di problemi.

    Fare molta attenzione se si accompagnano persone con modesta esperienza.

    Útleírás

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il giorno 5 ottobre 2018, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    ↓

    Avvicinamento alle cime

    Dal parcheggio si ritorna indietro per la stradina asfaltata per circa 250 metri e si svolta a sinistra da dove, per stradette e sentierini vari, si arriva a Case Marianne.

    Ci sono altre combinazioni di sentierini per arrivare a Case Marianne.

    Inoltre Case Marianne si può raggiungere in auto e fissarlo come punto di partenza dell’escursione (cambiando poi il rientro dal Rifugio Casera Bosc dei Boi).

    Da Case Marianne si va al Rifugio Palmar per comodi sentieri con frecce che indicano la via ad ogni bivio.

    Dal Rifugio Palmar al Bivacco Casagrande e al Monte Palmar sempre buon sentiero con frecce in legno e scritta “CIMA” ad ogni punto dubbio.

    Dalla Croce del Monte Palmar si segue una traccia nel bosco, a tratti incerta ma di logica direzione, che in saliscendi porta all’inizio di una lunga dorsale prativa che finisce sotto il ripido canale da salire verso il Monte Cimone.

    Io, per faticare meno, ho calzato i ramponcini da prato o “Fer da Tac” già a inizio dorsale anche se sarebbero veramente di aiuto solo più avanti.

    Il canale è bello ripido e si trova anche qualche ometto che indica le linee migliori.

    Ho provato, con il sistema dei due bastoncini (ovviamente … quelli con cui stavo camminando), a valutarne la pendenza nei tratti più impegnativi e direi che sta sui 40 gradi.

    Se si va con i ramponcini e un ritmo regolare si arriva alla Croce dell’anticima del Monte Cimone senza grandi sprechi di energia: subito panorama da urlo!

    Dall’anticima si scende brevemente e si risale un evidente e regolare intaglio erboso nel lato sud della cresta che porta alla doppia cima del Monte Cimone (nella prima punta c’è un piccolo ometto): altro giro di foto.

    ↓

    Segmenti di cresta

    Le definizioni “facile”, “abbastanza facile”, “niente di speciale” e altro, sono sempre riferite alla media di questa parte e non sono da intendersi in assoluto: la media non è facile.

    Ora dal Monte Cimone è ben evidente il percorso da fare per raggiungere la vetta del Monte Tre Pietre.

    Si punta una larga forcella in basso a destra che si sfila stando più bassi e, abbassandosi ancora per poco, si sfila anche una fascia rocciosa: terreno ripidino e un po’ scivoloso ma niente di speciale come difficoltà.

    Ora si sale un canale le cui tracce di percorrenza erano ben visibili già dal Monte Cimone.

    Non si raggiunge la forcella di fine canale perché si svolta a sinistra poco prima per seguire la cresta, stando sempre sotto dal lato sud fino a un ometto che segnala di scavalcare a nord.

    Brevissima discesa e poi salita ripida su un netto taglio di mughi che riporta a sud della cresta, e in breve sulla cima del Monte Tre Pietre con gli ultimissimi metri proprio sul filo di cresta.

    Dalla cima del Monte Tre Pietre si inizia con un abbastanza facile “esercizio di tagli di mughi”: tagli stretti ma marcati che quasi sempre tengono ben a contatto con le rocce appena sotto cresta.

    Si arriva a un ometto più grande della media in un punto chiave.

    Appena sotto nella stessa direzione si nota una sosta agganciata a una pietra dove è collegata una corda che permette di scendere una paretina di buon II° grado con un breve tratto anche di III° a mio giudizio.

    Si potrebbe aggirare questa paretina per una linea meno difficile ma MOLTO esposta e senza alcuna assicurazione.

    La corda è annodata e non è utilizzabile per calarsi con qualche sistema frenante: se si vuole fare una doppia tranquilla bisogna portarsi la propria corda e quant’altro.

    Dalla base della paretina si scende un canale erboso non difficile e poi si punta a una forcella sulla destra sempre su terreno erboso: per proseguire non è indispensabile raggiungere la forcella, ma c’è una bella vista dall’altro lato; in tutto questo tratto iniziano i segni rossi.

    Dalla forcella si punta una bassa e diagonale fascia rocciosa in lontananza: lungo tratto per lo più erboso con un paio di ometti e tracce ben visibili da lontano.

    Sotto la fascia rocciosa si passa un intaglio con ometto sopra.

    Fino a qui è tutto semplice come orientamento: è da qui in poi che, come scritto all’inizio, c’è differenza fra un senso e l’altro di percorrenza.

    Da sopra la bassa fascia rocciosa si riprende per costanti tagli di mughi che peggiorano velocemente di qualità.

    Molti punti dubbi da valutare con calma.

    Ho incontrato qualche piccolo ometto, e ognuno era su un punto di svolta poco intuitivo a un primo colpo d’occhio: non è stato facilissimo destreggiarsi, ma alla fine non ho mai dovuto “camminare sopra i mughi”.

    Poco prima di arrivare al pendio sopra il Bosc dei Boi (che segna la fine della traversata di cresta) ho incontrato un segno rosso su roccia e due sui tronchi dei primi alberi che si trovano dopo i mughi (sicuramente non ne avrò visti degli altri).

    Tutte le varie svolte nei punti più intricati sono “quasi millimetriche” – la traccia della registrazione GPS non può avere quel livello di precisione necessario per capire tutto osservando solo le linee sul monitor del proprio terminale: bisogna fare affidamento sull’osservazione del terreno.

    ↓

    Chiusura dell’itinerario

    Dalla testata del pendio del Bosc dei Boi si scende in modo libero e facile al Rifugio Casera Bosc dei Boi, da dove ho seguito, in senso antiorario, il Sentiero Corrado de Bastiani fino alla Chiesa di Sant’Agapito; poi facile sentiero e stradetta fino al parcheggio per chiudere un perfetto anello senza neanche un metro di percorrenza in sovrapposizione.

    La parte percorsa del Sentiero Corrado De Bastiani è molto carina e alterna tratti tranquilli a tratti un po’ ripidi e con passi esposti (niente a che vedere, però, con la traversata di cresta).

    Si trovano un paio di cavi di sicurezza e un paio di passerelle su salti rocciosi.

    ↓

    Nota finale sulla discesa

    In questa uscita non ho seguito del tutto in discesa il sentiero ufficiale lato ovest del Monte Tre Pietre, ma una variante che comunque è segnata con rami tagliati e qualche ometto.

    Il sentiero ufficiale ovest è tutto segnato anche con bolli rossi ed è senz’altro preferibile in salita e tutto sommato è più comodo anche in discesa.

    Per il sentiero ufficiale ovest completo eventualmente vedi link all’itinerario → Monte Tre Pietre salendo da nord per il Viàz de la Forzèla Bianca.

    Étel, ital
    tipp
    A környéken
    Legjobb partnerek
    Útpont
    Kezdőpont
    Végpont
    Legalacsonyabb pont
    Legmagasabb pont
    Előrejelzés
    Ma {low} -tól {high} -ig és {precipitation} {precipitation_type}
    {x} további megjelenítése
    Fénykép
    Videó
    Bivacco Casera Bosc dei Boi sul Monte Tre Pietre

    Megközelítés

    Andare a Cesiomaggiore seguendo le varie indicazioni che si trovano lungo la SS50 fra Busche e Santa Giustina.

    Dall’abitato di Cesiomaggiore seguire le frecce per Sant’Agapito o Valle o (quelle in legno) per il Sentiero C. De Bastiani.

    Parkolás

    In Via Sant’Agapito circa 250 metri dopo il bivio fra Via Sant’Agapito e Via Ronchi.

    Parcheggio per 8/10 auto se … messe bene.

    Koordináták

    DD
    46.096248, 11.982495
    DMS
    46°05'46.5"N 11°58'57.0"E
    UTM
    32T 730537 5109066
    w3w 
    ///philosopher.downloaded.skulk
    Navigáció Google Térképpel

    A szerző által ajánlott kiadványok:

    “Dolomiti Bellunesi Cinquanta itinerari nel Parco Nazionale”

    di Paolo Bonetti

    CASA EDITRICE PANORAMA

    ******************************

    “Sentieri e Viaz riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis”

    di Aldo De Zordi – Paolo Lovat – Ivan De Zordi – Renato Sperandio

    EDIZIONI DBS ZANETTI

    ******************************

     “SULLE TRACCE DI PIONIERI E CAMOSCI – Vie normali nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi”

    di Vittorino Mason

    EDIZIONI VERSANTE SUD

    ******************************

    “Wild Dolomiti – I PERCORSI PIÙ SELVAGGI – Dolomiti Orientali”

    di Francesco Bonin, Alberto Losso e Michele Tomè

    EDIZIONI VIVIDOLOMITI – COLLANA MOUNTAIN GEOGRAPHIC

    ******************************

    “ALPINISMO FACILE in TRENTINO - ALTO ADIGE — VIE NORMALI E CRESTE VOL. 2 - Valli Orientali”

    di Diego Filippi e Fabrizio Rattin

    EDIZIONI VERSANTE SUD

    ******************************

    “LE ALPI FELTRINE Vette - Cimonega - Pizzocco”

    di Enrico Bertoldin, Giulio De Bortoli e Sergio Claut

    TIPOGRAFIA EDITRICE PANFILO CASTALDI - FELTRE

    ******************************

    “Escursioni tra rifugi, malghe e bivacchi - 30 itinerari tra Veneto e Trentino”

    di Fabio Donetto

    Editoriale Programma

    ******************************

    “ANTICHI SENTIERI DELLA VAL DI SANT’AGAPITO”

    a cura di Teddy Soppelsa

    CIERRE edizioni

    A szerző által javasolt térképek:

    Casa editrice TABACCO numero 023 "Alpi Feltrine Le Vette - Cimònega" 1:25.000

    Il Tracciato dell’escursione non è indicato sulla cartina che può servire solo per avere un colpo d’occhio generale sulla zona.

    A régióról szóló kiadványok:

    Mutass többet!

    Felszerelés

    Normale dotazione escursionistica.

    Bastoncini molto-molto utili in vari tratti.

    Ramponcini da prato o forestali o “Fèr da tàc” per la salita verso l’anticima del Monte Cimone; potrebbero essere utili per qualche altro breve tratto erboso se si incontrassero condizioni di umidità con conseguente diminuzione della tenuta delle scarpe.

    Corda e quant’altro se si vuol scendere la paretina verticale sotto il Monte Tre Pietre senza fare affidamento sulla corda fissa o solo sulla propria tecnica.


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