Alta Via dei Monti del Sole da Le Rosse Alte a Forcella Franche
Little Fish Trek
Itinerario originale integrale in direzione sud→nord dell’Alta Via dei Monti del Sole.
Punti di passaggio:
- Le Rosse Alte
- Forzèla de le Canevùze o Forcella del Sass di Peralòra
- Forzelón de le Mughe
- Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande
- Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom
- Bivacco Umberto e Matilde Valdo
- Forcella Zana o Forzèla de Iéna o Forzèla de l'Òn
- Cima al Sass o Zima de le Masiére
- Piz de Mezodì o Piz de Mezzodì Ovest
- Piz de Mezodì o Piz de Mezzodì Nord, o Zima de la Crós
- Cresta della Mussàia
- Van o Busa del Contrón de Inte
- Forcella Franche
Questo è l’itinerario integrale dell’Alta Via dei Monti del Sole percorso e descritto tutto nella direzione da sud a nord.
Ho scelto la percorrenza integrale in un’unica direzione perché (se si vuol fare tutta l’alta via in un’unica soluzione e direzione) non è sempre facile seguire descrizioni (o parti di descrizioni) fatte in senso inverso, e fra le OTTIME e PREZIOSISSIME guide consultate non ci sono descrizioni complete in un solo senso (a parte una assai sintetica citata nei libri consigliati).
La scelta della direzione è puramente personale: si può fare in tutti e due i sensi.
Per avere una visione completa dell’ambiente, sono partito con un piano di 5 escursioni che coprissero tutta l’Alta Via dei Monti del Sole e gli accessi intermedi più sensati dal punto di vista escursionistico:
- Le Rosse-Forzèla de le Canevùze-Forzelón de le Mughe-Gena Bassa
- Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca
- Forzèla de la Caza Granda e Forzèla dei Pón
- Bivacco Valdo – Forzèla dei Pón – Forcella Zana
- Da Gena Bassa a Forcella Franche per le 3 cime del Piz de Mezodì
Nel complesso delle 5 escursioni di cui sopra (tutte impegnative), si trovano le descrizioni, sia in salita che in discesa, di tutti gli accessi intermedi.
Ne ho viste tante di alte vie, più lunghe, più alte, … più tutto, ma questa ha un carattere unico.
Solo per escursionisti esperti.
Nella registrazione GPS ho lasciato (vista la bellezza del percorso) le due deviazioni per le cime ovest e nord del Piz de Mezodì che non farebbero parte dell’Alta Via dei Monti del Sole (brevissima quella per la cima nord).
Consiglio dell'autore
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Come spezzare le tappe (due o tre) in una percorrenza completa dell’Alta Via dei Monti del Sole da sud a nord
I ricoveri strutturati sono due: Casera Nusieda Alta poco dopo l’inizio da Le Rosse Alte e il Bivacco Valdo.
Pernottando nel locale bivacco di Casera Nusieda Alta si risparmiano un po’ più di un’ora di tempo e circa 400 metri di salita (dipende da quale delle due varianti iniziali si passa: in quella normale c’è più dislivello per una discesetta con successiva controsalita).
Tutto sommato il risparmio è poco, ma il poco potrebbe valere tanto quando si è al limite.
Tenere presente che a Casera Nusieda Alta si sta comodi e c’è abbondanza di acqua: dunque non escluderei affatto una prima mini tappa pomeridiana per poi ripartire all’alba verso il Bivacco Valdo.
Se si vuol tenere il Bivacco Valdo come fulcro dell’alta via, si può fare anche in due diverse occasioni: una dal Bivacco Valdo verso nord in direzione Forcella Franche, e l’altra dal Bivacco Valdo verso sud in direzione Le Rosse Alte – le soluzioni con il Bivacco Valdo come fulcro, sono le più gettonate dai libri sul tema.
Nella descrizione percorso ho segnalato qualche grotta-covolo di emergenza ben indicati anche nelle guide.
Alla fine, controllando i tempi di tutte le uscite preparatorie, penso che per la lunga prima tappa sia meglio partire con la ferma intenzione di arrivare in fondo, tenendo le uscite anticipate di riserva per problemi di impraticabilità dell’alta via, perché come tempi potrebbe essere più opportuno andare avanti.
Se si arriva alla Forzèla de la Caza Granda da sud, probabilmente ci si mette di meno a proseguire fino al Bivacco Valdo che a scendere a valle.
Stesso discorso se si arriva da nord al Forzelón de le Mughe: non c’è quasi differenza di tempo nello scendere a Gena Bassa o finire l’alta via fino a Le Rosse Alte (ma verso Le Rosse Alte c’è la Casera Nusieda Alta che offre ottimo riparo sicuramente prima della discesa a Gena Bassa).
Le due tappe sono molto diverse, non solo per lunghezza e dislivelli.
L’ambiente e pure le difficoltà sono diversi.
Con una “definizione secca” direi che la prima tappa sud “estrania dalla realtà di tutti i giorni” e nella seconda nord “si respira a pieni polmoni”.
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Quanto bisogna conoscere l’Alta Via dei Monti del Sole prima di percorrerla per intero
Non è una buona idea provarci senza essere mai stati sui Monti del Sole.
Per avere un’idea non è sufficiente aver fatto il tratto che passa sul Gruppo del Piz de Mezodì (vale a dire più o meno la seconda tappa della direzione sud-nord): come scritto sopra, il resto è diverso e di altro livello.
Partendo da zero e volendo comprimere la parte esperienziale in un paio di uscite, penso sia molto utile provare un’andata e ritorno da Gena Bassa alla Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom (magari con notte al Bivacco Valdo): in caso di percorrenza sud-nord la discesa dalla forcella può diventare problematica a fine giornata; in caso di percorrenza nord-sud poi non si perderebbe tempo prezioso ad arrivare in quota.
Fatta questa, farei la traversata dalla Forzèla de la Caza Granda alla Forzèla dei Pón, così si conosce un tratto in quota, si fa l’occhio su una salita che potrebbe diventare una discesa di uscita dall’alta via in caso di impraticabilità, e si manda a memoria (percorrendola la seconda volta) la Val Ferùch dalla Forzèla dei Pón al Bivacco Valdo.
È ovvio che in un gruppo tecnicamente e fisicamente preparato, ne basta uno che abbia le conoscenze sufficienti da esperienze dirette sull’alta via.
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Come utilizzare il tracciato della registrazione GPS
È molto lungo ed è meglio controllare se, una volta caricato, risulta tutto visibile nel proprio terminale: non tutti i terminali supportano tracce così lunghe e ne troncano la visibilità.
Se non è tutto visibile bisogna “tagliarlo” e caricare segmenti separati.
Consiglio di caricare anche le tracce delle 5 escursioni preparatorie, da rendere visibili sullo schermo del terminale nell’ipotesi di voler uscire anticipatamente dal percorso dell’alta via.
Ho scritto “voler” e non “dover” perché, come già scritto sopra, sono uscite comunque molto lunghe, e in caso di emergenza forse conviene fermarsi in qualche riparo in quota.
Come sempre, e soprattutto in questo tipo di percorsi, il tracciato GPS è utile ma le osservazioni sul campo lo sono di più.
Sono molti i tratti sotto parete dove la registrazione (o la lettura di una traccia registrata) varia di precisione a seconda della posizione dei satelliti in quel momento, rispetto alla posizione del terminale fra il proprio corpo e la parete o meno, e rispetto ad altri fattori che variano di giorno in giorno ancora.
In alcuni punti, dove ho notato evidenti imprecisioni, ho modificato manualmente qualche linea, e le modifiche manuali sono tutt’altro che perfette.
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Panoramica degli itinerari sui Monti del Sole e Piz de Mezodì
Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Mostra il profilo altimetricoPunti di ristoro
Bivacco o Ricovero di Casèra Nusiéda Alta nei Monti del SoleBivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
Indicazioni sulla sicurezza
Da farsi solo con l’asciutto e previsioni di buona visibilità, anzi PREVISIONI DEL TEMPO OTTIME IN ASSOLUTO.
Attenzione alle uscite di inizio stagione: una residua macchia di neve nel posto sbagliato può complicare molto la giornata, e per questo motivo ho indicato luglio come mese d’inizio – tuttavia alcuni settori sono senz’altro percorribili prima o dopo i mesi che ho indicato.
Non risparmiare sulle attrezzature di sicurezza indispensabili per itinerari di questo tipo.
Attenzione al calcolo sui cibi e liquidi: è meglio prevedere una scorta di sicurezza per il caso di dover passare una notte imprevista in bivacco – e dunque è meglio non risparmiare neppure su batterie di ricambio o power bank per GPS e cellulari.
Consigli e raccomandazioni aggiuntive
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Segnavia presenti nell’Alta Via dei Monti del Sole
La “parte alta dell’alta via” – dalla Forzèla de le Canevùze fino all’incontro con la Cresta della Mussaia sul Piz de Mezodì – è tutta segnata con bolli rossi e le tipiche bande bianco azzurre.
Ci sono vari triangoli (o meglio “triangoloni” viste le dimensioni) bianco azzurri e anche qualche raro triangolo rosso con numerazione CAI a certificare che si sta percorrendo un’alta via.
Ci sono qualche segno CAI classico a bande bianco rosse e qualche freccetta, e si trovano per lo più nella zona del Piz de Mezodì.
Non mancano gli ometti, e in certi tratti sono quelli che aiutano di più.
È chiaro che non è una segnatura stile sentiero CAI turistico: bisogna avere occhio per individuare gli aiutini, ma ci sono.
Per fare un paragone, la discesa verso Forcella Franche è quella che considero una segnatura stile sentiero CAI turistico (anche se nella parte alta non è affatto un sentiero turistico per principianti assoluti).
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Reperibilità acqua lungo l’Alta Via dei Monti del Sole
Di fatto si può trovare acqua solo nei pressi dei due ricoveri strutturati di Casera Nusieda Alta e del Bivacco Valdo.
In tutto il resto dell’itinerario può esserci qualche minimo stillicidio, ma veramente minimo, discontinuo ed effimero.
Nelle guide c’è qualche indicazione con deviazioni dall’alta via, ma è meglio non tenerne conto.
Il tratto tra il Forzelón de le Mughe e la Forzèla de la Caza Granda è quello dove è più probabile trovare residui di neve con relativi gocciolamento o possibilità di “far scorta solida”.
A Casera Nusieda Alta l’acqua è ottima e abbondante!
Se si sale al Bivacco Valdo da Gena Bassa, ci sono almeno un paio di punti in cui si trova acqua in abbondanza dopo la fontanella di Gena Alta, ma sono ben lontani per chi vuol farsi l’Alta Via dei Monti del Sole in due tappe consecutive.
Se si arriva al bivacco da altra direzione con le scorte a zero o quasi, bisogna trovare l’acqua in loco.
Nella foto 26 di 36 qui pubblicata è evidenziata la possibile presa d’acqua:
- Bivacco Valdo cerchiato in rosso
- Nevaio in alto nell’impluvio del Circo della Borala
- Sorgente d’acqua nel cerchio azzurro
- Linee gialle per i sentieri: a sinistra per Forcella Zana, a destra per la Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom, e in basso una delle due varianti di arrivo da Gena Bassa
Se si arriva in discesa dalla Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom, appena si gira l’angolo per imboccare la cengia finale che scende al Circo della Borala (il tratto di linea gialla più a destra della foto), si ha una visione simile a quella della foto con l’unica differenza di un’angolazione un po’ diversa.
Se il programma è dormire al bivacco e serve acqua, conviene fermarsi per memorizzare bene dov’è la sorgente e dov’è il nevaio, e per capire se e quanta acqua c’è alla sorgente e “quanto in forma” è il nevaio.
Non è una sorgente che garantisce acqua in abbondanza per tutta la stagione escursionistica: dipende dalle temperature e dallo stato del nevaio, potrebbe essere anche un semplice stillicidio.
Si può scendere con ATTENZIONE dal sentiero soprastante della Forzèla dei Pón, e ci si può arrivare quasi in piano scendendo un breve tratto del sentiero di accesso da Gena.
Arrivando da Gena, nel boschetto della salitella finale per il bivacco, c’è un ometto nel punto in cui si devia diritti per la sorgente: impossibile spiegare quale ometto, però avendo in mente la situazione generale non dovrebbe essere difficile arrivarci.
In realtà, la prima volta che sono andato al Bivacco Valdo, a quell’ometto ho tirato diritto e sono arrivato alla sorgente perché non avevo visto i segnavia di salita a sinistra.
Dunque, se si scende a ritroso per il sentiero di Gena, bisogna girare a sinistra per andare alla sorgente.
È chiaro che, sia in caso di rifornimento alla sorgente che di “prelievo” dal nevaio, bisogna avere i materiali adeguati per purificare l’acqua.
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Dati per tappa dell’Alta Via dei Monti del Sole
Dalla registrazione GPS con file ripreso da Garmin BaseCamp:
- Prima tappa da Le Rosse Alte al Bivacco Valdo circa 2.017 metri di dislivello in salita, 1.025 in discesa e 12,9 km di percorrenza lineare
- Seconda tappa dal Bivacco Valdo a Forcella Franche (comprese deviazioni al Piz de Mezodì Ovest e Nord) circa 1.008 metri di dislivello in salita, 1.571 in discesa e 9,2 km di percorrenza lineare
Conoscendo cosa combina il GPS quando ci sono problemi di ricezione (e ce ne sono lungo l’alta via), probabilmente il dislivello reale è un po’ meno, forse 100/150 metri, ma non fa molta differenza sul totale.
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Tempi di percorrenza dell’Alta Via dei Monti del Sole
Non è semplice stimare un tempo di percorrenza equilibrato al di là dei tempi personali impiegati.
L’Alta Via dei Monti del Sole è riservata a escursionisti molto preparati tecnicamente e anche fisicamente, e non ci si può basare sui normali tempi per tutti come vengono di solito calcolati per i sentieri CAI.
Non si possono neanche considerare i tempi dei più bravi che potrebbero essere influenzati pure da qualche “scorciatoia di sicurezza”: un trail runner di livello agonistico può farsi tutta l’alta via in giornata senza problemi (non è il mio caso).
Tutte le guide indicano circa 9 ore per la percorrenza completa della prima tappa di questa registrazione GPS in senso contrario nord-sud a partire dal Bivacco Valdo: a mio giudizio vanno bene per persone che conoscono l’ambiente.
Nel senso sud-nord c’è più salita su terreno abbastanza facile, ma comunque ci si mette di più: direi tra le 11 e le 12 ore fino al Bivacco Valdo, inserendo qualche piccolo margine per incertezze durante il percorso (che mi sembra non siano considerate dagli ottimi autori delle guide consigliate) – qui entra in gioco la possibile prima mini tappa pomeridiana fino a Casera Nusieda Alta che fa risparmiare più di un’ora.
Per la seconda tappa non vedo grandi differenze di tempo nei due sensi anche se, in questo caso, è la direzione sud-nord quella con meno dislivello di salita: 6/7 ore dal Bivacco Valdo vanno bene – dipende da eventuali deviazioni per tutte e due le cime del Piz de Mezodì e se si fa questa tappa da sola o in sequenza il giorno dopo la prima.
Alla fine ho indicato 19 ore totali per tutta la percorrenza sud-nord: in ogni caso partire con margine.
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Fotografie inserite in questa relazione sull’Alta Via dei Monti del Sole
Le foto sicuramente sembreranno “scombinate” perché fatte (anche in punti vicini fra loro o nello stesso punto) in varie uscite e in stagioni e orari molto diversi, e perché scattate con due diverse fotocamere compatte e due diversi telefoni cellulari.
Direzioni da seguire
Premessa
Ho inserito “la mia visione” del percorso con descrizioni chiaramente copiate da (o molto simili a) quelle delle 5 uscite preparatorie citate nella prima scheda di questo itinerario.
Ho voluto inserire solo quello che ho visto e quello che “ho percepito”, senza “cercare allineamenti” con quanto scritto nei libri consultati e qui consigliati.
Di conseguenza quanto segue è una «fotografia istantanea all’anno 2019», e può valere in pieno solo fino a quel momento.
Quando uso il termine “guida” in questa lunga relazione mi riferisco a → “Monti del Sole e Piz de Mezodì” – Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi.
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Da Le Rosse Alte a Casera Nusieda Alta e alla Forzèla de le Canevùze (Forcella del Sass di Peralòra)
Fino a Casera Nusieda Alta è un sentiero sempre evidente.
Poco dopo la partenza si passa il bivio per la via normale al Piz de Vedana e, con passo più che tranquillo, in mezz’oretta si arriva a un bivio fra due varianti che conducono entrambe a Casera Nusieda Alta.
Al bivio dovrebbero esserci due cartelli che indicano “CASERA NUSIEDA NORMALE” e “CASERA NUSIEDA ATTREZZATO” (ho scritto dovrebbero perché ho notato nel tempo che questi cartelli spariscono e ricompaiono).
In questa registrazione GPS ho seguito la variante normale (sinistra direzione salita), ma quella attrezzata non è molto di più: un paio di brevi cavi su passaggi esposti e una scaletta su un saltino roccioso.
A Casera Nusieda Alta si prosegue attraversando il prato verso nord est sulla destra della casera (se si passa a sinistra verso nord ovest si va sul percorso della Cengia dei Contrabbandieri).
Al rientro nel bosco ricompare la traccia a terra, si va ad aggirare una dorsale e si entra nella Val Nusieda.
Qui il sentiero si mantiene evidente fino a una grande vecchia frana che ne ha cancellato qualche decina di metri; ora c’è una labile traccia (anche più di una) che passa il tratto franato poco sopra e si riporta sul percorso originale.
Prima della Forzèla de le Canevuze l’impronta a terra del sentiero diventa (in una zona prativa) poco visibile, ma senza grosse difficoltà si arriva in vista dal lato fotogenico del famoso fungo roccioso inclinato del Sass di Peralora: l’orario fotogenico, però, è nel primo pomeriggio, e in questa escursione da sud verso nord bisogna per forza passare prima.
Dalla casera alla forcella ci sono vari segni rossi molto sbiaditi (un paio anche bianco-rossi stile CAI) senza una frequenza regolare.
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Dalla Forzèla de le Canevùze (Forcella del Sass di Peralòra) al Forzelón de le Mughe
I primi metri dal Sass di Peralora sono su larga dorsale subito in buona pendenza; poi la dorsale si restringe e diventa cresta con qualche passo esposto dal lato sinistra ovest; si può fare qualche deviazione sul filo di cresta per trovare dei migliori punti per foto panoramiche.
In pochi minuti si arriva sotto lo spigolo sud del Zimón de Peralòra (utilizzo la toponomastica della guida, perché qui la cartina Tabacco inverte i nomi di alcune cime).
In questo punto si può dire che inizia “la parte alta” dell’Alta Via dei Monti del Sole, e da questo punto inizia la segnatura ufficiale di bolli rossi e bande bianco-azzurre che accompagna fino all’incontro con la Cresta della Mussaia fra le due cime del Piz de Mezodì (in mezzo … c’è tanta roba).
Per seguire l’alta via e traversare verso il Forzelón de le Mughe si aggira “el Zimón de Peralòra” verso destra est.
Si scende un 3/4 metri nel bosco con un paio di svolte e si continua per un bel tratto quasi in piano.
Qui la guida scrive «Attenzione a non smarrire la via!» con tanto di punto esclamativo.
La traccia a terra si nota e ci sono vari segni, ma non bisogna perdere la concentrazione perché si sta su una larga bancata sospesa molto in alto: tutto (relativamente) comodo, ma se si devia dalla linea ottimale è facile finire in posti da cui si faticherebbe a recuperare.
Dopo la prima parte nel bosco, il sentierino conduce su qualche ghiaia e poi fra tagli di mughi fino a un saltino in discesa (forse tre metri) di quasi primo grado.
Dopo il salto si raggiunge un bel circo da attraversare con semicerchio fino all’aggiramento di una costola: qui c’è qualche passo esposto non protetto a valle da mughi o altro.
Aggirata la costola, ancora qualche passo non protetto (ma sempre su discreta base, non si è mai appesi) e si arriva sotto il tratto chiave impegnativo: un canalino in parte attrezzato e molto variegato – dovrebbero essere una cinquantina o poco più metri di dislivello: misura indicativa perché qui il GPS va in crisi.
La guida indica difficoltà alpinistiche di II° grado e provo a descriverlo per “sezioni”:
- Taglio nei mughi ripido ma non troppo fino alle prime rocce con segni rossi
- Iniziali roccette tendenza I° grado con un paio di passi singoli di II° verso destra per infilarsi in uno stretto e “storto” intaglio
- Nell’intaglio UMIDISSIMO c’è un cavetto di aiuto sulla destra che toglie molti problemi vista la scivolosità generale dell’ambiente con dei non banali saltini; il cavo finisce su una piccola piazzola a fondo erboso
- Dalla piazzola si nota più in alto una catena su un ripido (molto ripido) erboso, e in mezzo ci sono altre roccette con qualche passo di II° grado, ma – a differenza del punto 2 – qui i passi sono consecutivi, e probabilmente sarà difficile trovare gli appoggi perfettamente asciutti
- Si arriva alla catena e ci si appende fino all’uscita
Dalla testata del canalino in pochissimi metri si arriva sotto una fascia rocciosa, si traversa verso destra su taglio di mughi e infine, sempre nei tagli di mughi, si sale con qualche svolta al Forzelón de le Mughe.
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Dal Forzelón de le Mughe alla Forzèla de la Caza Granda (Forcella della Caccia Grande)
Dal punto di arrivo al Forzelón de le Mughe si fanno pochi passi verso nord (destra) sul filo della gran forcella e, seguendo i primi segni rossi molto evidenti, si comincia a scendere in diagonale verso nord-ovest fino a sotto la parete rocciosa del Fornel – si trova ben presto un grande triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole e poi, alternate ai segni rossi, le tipiche bande bianco azzurre.
Si aggira lo spallone ovest e si inizia a camminare in “modalità cengia o bancata”, bisogna attraversare un largo canale roccioso e poi si sale sopra la cresta che traversa la direzione dell’alta via e che unisce il Mont Alt e il Col dei Séch – quest’ultimo tratto richiede attenzione di orientamento fra le varie svolte e cambi di terreno, nonostante i numerosi segni e la cresta di meta ben visibile.
Dall’intaglio di arrivo in cresta si trovano subito due punti chiave ben segnalati nelle guide.
Il primo è un ripido canale in discesa (forse 20 metri di dislivello o poco più) dove, a mio giudizio, il problema più grosso non è la pendenza ma il fondo sporco di sassi: attenzione a chi sta sotto.
Dalla base del canale, in meno di due minuti si arriva al secondo punto: una cornicetta veramente esile e irregolare, su lastrone inclinato ed espostissimo, con cavetto metallico allentato e ancorato su placchette un po’ ballerine.
Io non mi sono appeso al cavo, ho traversato normalmente appoggiando i piedi (o meglio parte dei piedi visti gli appoggi minimi) sui pezzi di cornice, e appoggiando le mani tenendo il cavo schiacciato sulla parete in modo da poterlo afferrare in emergenza se avessi sentito qualche “mancamento” sotto.
Qui in gruppo con corda propria si può passare più tranquilli.
Ora si traversa a lungo in tendenza salita, con un paio di balzi più alti di qualche decina di metri ciascuno su fondo roccioso, per finire sotto la super spettacolare prima parete bianco gialla della Croda Bianca: il guadagno totale di quota dovrebbe essere sui 90/100 metri fin sotto il centro della parete.
Poi si continua con un ultimo balzo di circa una trentina di metri di dislivello e si piega a sinistra fino a sotto la forcelletta che permette di oltrepassare lo spallone ovest della Croda Bianca: è il terzo punto chiave segnalato da tutte le guide.
L’attacco per il salto di roccia si trova poco dopo uno dei tanti segni bianco azzurri in un punto dove la traccia a terra continua fin sotto la verticale della forcelletta e anche un po’ oltre.
Io sono andato diritto per la traccia, e ho visto che per la verticale non si sale, ma – girandomi all’indietro da un po’ più avanti sempre rispetto alla verticale – ho ben notato la linea di salita, perché avanzando un po’ si vedono bene i segni guida sulla roccia.
Tornato indietro di qualche metro con le idee chiare, sono salito senza problemi.
Le guide indicano passi di II° o III° grado: a mio giudizio i due/tre movimenti centrali più difficili non arrivano al terzo e sono su appigli solidi, ma magari è meglio scrivere III° per chi la fa in discesa in senso contrario così può sentirsi più preparato e prudente.
Alla fine rimane una salita diagonale molto esposta probabilmente di una decina di metri dalla base, ma il dislivello veramente tecnico è minore.
Dall’altro lato della forcella si apre “un’altra Croda Bianca” con un’altra spettacolare parete “molto pallida”.
Si vedono la Forzèla de la Caza Granda e le facili cenge che portano al taglio di mughi finale.
Dalla forcella sullo spigolo ovest della Croda Granda appena raggiunta non si scende tuttavia in modo banale alle facili cenge: ci vuole buona attenzione su roccette ancora esposte e, da questo lato, sporche di sassi.
Ora si contorna alla base la “parete pallida”, si passa un gran triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole, e infine (seguendo sempre i segni) si abbandona la linea di cengia e, perdendo quota, si va a infilare la salitella finale in corridoio di mughi per la Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande.
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Dalla Forzèla de la Caza Granda (Forcella della Caccia Grande) alla Forzèla dei Pón (Forcella dei Pom)
Si inizia in un taglio di mughi e si passa subito sotto una grotta “adattata” a bivacco che è bene conoscere per emergenze nelle lunghe traversate da queste parti.
In 5 minuti dalla grotta si arriva alla testata di un lungo canalone – misto roccia compatta e pietre – da scendere: “a giudizio del mio GPS” sono circa 115 metri di dislivello in buona pendenza costante da fare con attenzione.
Si esce a sinistra (in corrispondenza di uno dei tanti segni bianco-azzurri dell’Alta Via dei Monti del Sole) per breve taglio di mughi che introduce a un’altra ripida discesa (sempre nei mughi) di circa 30 metri di dislivello.
Qui inizia tutto un sistema di belle cengette e tracce che si dirige verso la Forzèla dei Pón: seguire con attenzione i sempre presenti bolli rossi e segni bianco-azzurri; cercare con l’occhio quelli in avanti ma ricontrollare anche all’indietro.
Ci sono svariati passaggi strettini con, a mio giudizio, uno solo veramente delicato per esposizione, inclinazione e “poca pulizia della base di camminata o quasi arrampicata”.
A un certo punto, un deciso strappo dove bisogna usare un po’ le mani segna l’inizio della risalita verso Forzèla dei Pón: questa risalita non è in soluzione unica come la discesa dalla Forzèla de la Caza Granda, ma procede a balzi con strappetti RIPIDI (si usano anche le mani) di varie lunghezze alternati a tratti più comodi; “a giudizio del mio GPS” sono circa 160 metri totali di dislivello da risalire.
Pochi metri prima della Forzèla dei Pón si noterà sulla sinistra una grotta possibile bivacco di emergenza.
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Dalla Forzèla dei Pón (Forcella dei Pom) al Bivacco Umberto e Matilde Valdo
Rispetto alla salita, bisogna tener conto che in questa discesa i segnavia rossi o bianco azzurri sono un po’ meno individuabili: sempre sufficienti per non perdersi, ma ci vuole più attenzione, e come sempre guardare in avanti e ricontrollare con sguardi all’indietro.
Il senso generale del percorso è molto semplice: si sta sulla “gran bancata sopraelevata” in destra orografica sopra la Val Feruch.
In particolare, però, la traccia buona è abbastanza contorta in vari tratti, e siccome scorre ai limiti di pendii assai ripidi bisogna stare concentrati.
La discesa dalla Forzèla dei Pón inizia con un bel ripido fra roccette e liste erbose fino ad uscire dalla strettoia alta della Val Feruch.
Poi si gira verso destra e con lunga diagonale vicino a una fascia rocciosa si scende sopra la testata di una larga, lunga e ripida placconata.
Giù per la placconata con qualche passo finale dove sono utili le mani: un passaggio tecnico si può evitare calandosi attraverso un caratteristico buco nella roccia (c’è anche un altro piccolo buco nella roccia che forma una “clessidra” utile per una possibile assicurazione se qualcuno fosse in crisi di forze e/o lucidità).
Da qui è tutta una serie di diagonali più o meno ripide e con più o meno saltini: di evidente per tutti ci sarà un ripido e largo taglio fra i mughi su base rocciosa e un altro canale sempre a fondo roccioso (inizialmente su pietre e poi compatto).
Con altra diagonale si arriva su un gruppo di rocce compatte discendenti dove c’è da risalire un brevissimo passaggio molto esposto ma ben appigliato: in discesa si passa bene mentre in salita sarebbe di più difficile interpretazione per chi non lo conosce (per una volta si va meglio in discesa).
Da qui si continua finché ci si infila in un boschetto e si esce dall’altro lato con comoda salitella che porta sul tratto di cengia che collega al Circo della Borala e poi al Bivacco Valdo.
La cengia è sicuramente esposta ma non preoccupante tranne un breve passaggio instabile in corrispondenza di un piccolo franamento.
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Dal Bivacco Umberto e Matilde Valdo a Forcella Zana (Forzèla de Iéna o Forzèla de l'Òn)
Difficoltà media: direi che è perfetto come inizio della seconda tappa dell’Alta Via dei Monti del Sole affrontata in direzione sud-nord.
Si comincia in salitella nel bosco, poi bancata erbosa fino a uno strappo molto ripido su fondo erba-terra che costringe ad aggrapparsi con le mani: tuttavia questo ripido è ben contenuto fra un netto taglio di mughi che protegge bene.
Si arriva a una forcelletta dove “gira l’esposizione del tracciato” e si ha subito una bella vista sul gruppo del Piz de Mezodì.
Da qui si procede quasi sempre per saliscendi in tagli di mughi ben fatti fino alla discesa finale su Forcella Zana: c’è una catena in un breve passaggio esposto.
Poco prima dell’arrivo a Forcella Zana, si scorge anche il Bus de le Neole nell’alta Val Pegolèra e c’è una perfetta visuale sulla risalita che da Forcella Zana porta verso le cime del Piz de Mezodì.
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Da Forcella Zana (Forzèla de Iéna o Forzèla de l'Òn) a Forcella Franche con deviazioni per Piz de Mezodì Ovest e Piz de Mezodì Nord (anche Piz de Mezzodì in altre trascrizioni)
Arrivati a Forcella Zana si sale diretti per il pendio di fronte: da qui in poi si trovano parecchi bolli rossi, qualche freccetta, un paio di “875” numerazione CAI e un discreto numero di generosi (come dimensioni) segnavia bianco-azzurri tipici dell’Alta Via dei Monti del Sole (anche in forma di triangolo che indica proprio la percorrenza di un’alta via).
Svariati ometti anche, molto utili nella seconda parte di tutta questa gran crestone-dorsale che porta alle varie cime del Piz de Mezodì.
Attenzione però: sono tanti perché è lunga, ma non c’è un segno ogni 10 metri.
Bisogna avere sempre l’occhio sia sulla breve che sulla media distanza per valutare la traccia a terra e per individuare il prossimo segno che difficilmente sarà uguale al precedente: Segno rosso? Bianco azzurro? Freccetta? Ometto?
L’inizio da Forcella Zana è caratterizzato da un taglio di mughi (con varie svolte) di discreta lunghezza e non molto dopo si arriva a un canalino che nella guida è indicato di II° grado: qui la roccia è solida, pulita e con appigli di buone dimensioni.
Poi in generale è sempre impegnativo, ma molto bello e vario per buoni escursionisti, con lunga serie di canalini, traversi, piccole cengette di tutti i tipi, ancora brevi tagli di mughi, strappetti dal fondo più vario, ecc.
Si arriva a Cima al Sass o Zima de le Masiére che è un “piattone” (doppia cima) elevato di pochi metri rispetto alla cresta/dorsale di cui si sta seguendo la linea sotto il filo.
Da qui in poi aumentare l’attenzione perché c’è il tratto con “il terreno più sporco” e si potrebbe risentire un po’ della stanchezza: vari punti scivolosi per ghiaino/pietrisco che “casualmente” capitano dove c’è esposizione.
Con un ultimo canale a fondo erboso si arriva a una forcelletta erbosa sulla cresta sommitale che unisce le due cime ovest e nord del Piz de Mezodì.
Appena sotto la forcelletta si va a sinistra per la Cima Ovest del Piz de Mezodì e a destra per la Cima Nord o Zima de la Crós.
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Deviazione per la Cima Ovest del Piz de Mezodì – la deviazione non fa parte dell’Alta Via dei Monti del Sole e, pertanto, non ci sono bolli rossi o altri segni bianco azzurri in tutto il tratto.
Primi metri forse non molto intuitivi, ma bisogna seguire una lista erbosa che aggira, in salita esposta verso destra, il primo balzo di roccia con un paio di svolte – la prima breve diagonale di questa specie di “ZETA” è verso sinistra (la foto qui pubblicata 34 di 36 con linea sovraimpressa, dovrebbe chiarire questo primo passaggio).
Poi si seguono gli ometti per bella cresta (anche esile a tratti, con un passaggio più esposto a causa di una roccia sporgente) fino alle facili roccette finali interpretabili a piacere (e si nota dalle due differenti linee di salita e discesa della mia traccia GPS) → ometto sulla vetta.
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Dalla forcelletta punto di deviazione per la Cima Ovest, nell’opposta direzione si va per la Cima Nord seguendo la cresta (appena sotto nella prima parte) fino a oltrepassare il bivio di discesa a Forcella Franche, e si arriva finalmente alla gran Croce di Cima Nord del Piz de Mezodì o Zima de la Crós (breve e abbastanza semplice, rispetto a tutto il resto, questa seconda deviazione).
Ora si rientra al bivio di discesa a Forcella Franche (dove finiscono i segnavia bianco azzurri dell’Alta Via dei Monti del Sole) e giù per la Cresta della Mussaia.
Questa è una cresta di “stampo” diverso dalla precedente, non facile per un principiante ma facile per chi è arrivato fino a qui: è un vero percorso CAI ben segnato.
Si arriva a un’altra forcella dove si gira a sinistra (per la testata del Van de Fòra) e dove c’è il tratto più insidioso di tutta la discesa.
Girando a destra, con percorso complicato e diverso da come tracciato nella cartina Tabacco, si arriverebbe allo sbocco superiore del Bus de le Neole: molto bello, ma … è un’altra escursione.
Il nostro tratto di sinistra, invece, è un pendio ripido e molto sporco e scivoloso; ci sono evidenti segni CAI bianco rossi che guidano per la linea migliore, ma serve attenzione: anche una semplice “scivolatina” da fermo può provocare danni.
Subito una dolce risalita porta a un valico (Col dei Camòrz o Forzèla del Contrón) dove si entra nella Van o Busa del Contrón de Inte per cui si scende in ambiente dolomitico.
Poi il finale inizia con un lungo tratto in larghi tagli tra i mughi: base di camminamento sempre ben larga e segnata CAI, ma “disturbata” dalle radici di mughi – non difficile ma non si può andar veloci.
Infine bosco su terreno vario, dal facile-facile a qualche strappetto in trattenuta.
Bivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
Piz di Mezzodi - Cima Nord
Forcella Franche
Piz di Mezzodì
Col dei Camorz
Come arrivare
Inizio sud dell’Alta Via dei Monti del Sole a Le Rosse Alte
Si imbocca la Strada Provinciale 2 della Val del Mis, si raggiunge la località Mis nell’area comunale di Sospirolo e si passa il ponte sul Torrente Mis verso Regolanuova e la Certosa di Vedana; circa 1,5 km dopo il ponte c’è un evidente cartello stradale che indica “LE ROSSE” con svolta a sinistra; proseguire fino alla fine della strada asfaltata.
Per chi arriva dalla Val Cordevole, si attraversa il Torrente Cordevole al ponte di Ponte Mas e poi – svoltando immediatamente a destra – si va verso la Certosa di Vedana, poco dopo la quale c’è la svolta (in questo caso verso destra) per Le Rosse Alte.
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Fine nord dell’Alta Via dei Monti del Sole a Forcella Franche
Se si proviene da sud, semplicemente si continua per la Strada Provinciale 2, tralasciando la deviazione per il punto di partenza, e si arriva alla fine della Valle del Mis dove si sbuca a Forcella Franche.
Da nord-est, poco a sud di Agordo evidenti indicazioni anche per Valle del Mis.
Dove parcheggiare
Inizio sud dell’Alta Via dei Monti del Sole a Le Rosse Alte
Ampio parcheggio alla fine della strada asfaltata dopo le ultime case di Le Rosse Alte.
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Fine nord dell’Alta Via dei Monti del Sole a Forcella Franche
Ampio spiazzo a Forcella Franche.
Coordinate
Titoli consigliati
“Monti del Sole e Piz de Mezodì”
Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi
Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna
Come sempre in questa “Bibbia” dei Monti del Sole c’è la descrizione per segmenti di tutto il tracciato e delle possibili varianti – alcuni segmenti sono descritti nella direzione di sud-nord e altri nella direzione nord-sud.
A questo libro faccio riferimento quando scrivo “guida” nella descrizione del percorso.
Di seguito riporto il dettaglio dei segmenti di descrizione di tutta l’Alta Via dei Monti del Sole con direzione di percorrenza, numero segmento e pagina sulla guida.
Settore Monti del Sole:
- sud-nord – 1c pag. 57 – da Le Rosse Alte fino al bivio basso di quota 600 metri circa
- sud-nord – 7a pag. 65 – dal bivio basso di quota 600 metri circa fino alla Forzèla de Peralòra
- sud-nord – 8a pag. 69 – dalla Forzèla de Peralòra alla Forzèla de le Canevùze o del Sass de Peralòra
- sud-nord – 12b pag. 77 – dalla Forzèla de le Canevùze o del Sass de Peralòra al Forzelón de le Mughe
- sud-nord – 17g pag. 102 – dal Forzelón de le Mughe alla Forzèla de la Caza Granda
- nord-sud – 17d pag. 101 – dalla Forzèla dei Pón alla Forzèla de la Caza Granda
- nord-sud – 20a pag. 112 – dal Bivacco Valdo alla Forzèla dei Pón
- nord-sud – 28d pag. 146 – da Forcella Zana al Bivacco Valdo
Settore Piz de Mezodì:
- sud-nord – 2b pag. 219 – da Forcella Zana alla Zima delle Masiére
- nord-sud – 2a pag. 219 – dal Piz de Mezodì alla Zima delle Masiére
- nord-sud – 6a pag. 224 – da Forcella Franche al Piz de Mezodì
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“I sentieri del silenzio”
di Mario Minute – Elvio Damin
AGORÀ LIBRERIA EDITRICE
Qui c’è la descrizione in senso contrario della prima tappa di questa registrazione GPS con partenza da Gena Bassa e notte al Bivacco Valdo.
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“DOLOMITI Il grande libro dei sentieri selvaggi”
di Paolo Bonetti – Paolo Lazzarin
Zanichelli
Come per la guida “I Sentieri del Silenzio” di cui sopra con la variante di uscita anticipata dal Forzelón de le Mughe verso Gena Bassa (a mio giudizio non ci sono differenze di tempo apprezzabili fra le due soluzioni).
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“Il Parco delle Dolomiti Bellunesi”
di Giuliano dal Mas e Bruno Tolot
GHEDINA & TASSOTTI EDITORI
A pagina 76 inizia la descrizione del «sentiero 875 Alta Via dei Monti del Sole da Forcella Franche a Le Rosse di Vedana».
La Descrizione è così introdotta: «In questa sede descriviamo senza però scendere nei particolari più dettagliati il fantastico percorso alpinistico che attraversa in lungo (da nord verso sud est) tutti i Monti del Sole».
È l’unica descrizione che ho trovato completa in un solo senso (quello contrario a questa registrazione GPS), ed è effettivamente un po’ troppo sintetica; la guida è datata e i riferimenti alle attrezzature non sono più attuali; comunque utile per capire l’ambiente.
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“Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi”
di Giuliano dal Mas e Bruno Tolot
EDIZIONI GHEDINA CORTINA
È un’edizione leggermente ampliata del libro “Il Parco delle Dolomiti Bellunesi” di cui sopra, ma non cambia nulla per l’Alta Via dei Monti del Sole; in questo la descrizione inizia a pagina 83.
Mappe consigliate
Premessa
Dagli ultimi aggiornamenti di fine 2023, tutto l’itinerario dell’Alta Via dei Monti del Sole 🌞 è mappato su OpenStreetMap e derivati.
Come sempre una «mappatura elettronica» di buona precisione è utile se si posseggono buoni terminali GPS e, soprattutto, se ne conoscono i limiti di utilizzo.
Tuttavia, prima delle mappe cartacee ed elettroniche viene SEMPRE la capacità di osservazione e interpretazione del territorio nelle particolari condizioni di giornata
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Casa editrice TABACCO numero 022 "Pale di San Martino" 1:25.000
Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000
Il percorso è compreso a cavallo fra le due cartine consigliate: quasi tutto nella 024 e la discesa verso Forcella Franche nella 022.
Nelle vecchie versioni Tabacco, l’Alta Via dei Monti del Sole è indicata tutta in rosso come itinerario CAI con tratteggi, puntini ravvicinati o puntini distanziati a seconda della difficoltà crescente dei vari settori:
- da Le Rosse Alte a Forzèla dei Pón (o Forcella dei Pom) non sono indicati numeri CAI
- nel tratto tra Forzèla dei Pón (o Forcella dei Pom) e il Bivacco Valdo c’è stampato un 871
- tra il Bivacco Valdo e Forcella Zana non sono indicati numeri CAI
- da Forcella Zana a Forcella Franche è indicato il numero 875 (ma in realtà, qualche 875 su roccia compare anche ben prima di Forcella Zana provenendo da sud)
Nelle versioni più recenti (sicuramente dalla 2014 in poi), i puntini rossi fra Forcella Zana e il Piz de Mezodì sono stati sostituiti da puntini neri molto piccoli (il che è strano perché non è affatto il peggior settore dell’Alta Via dei Monti del Sole, e si trovano ancora svariati segni CAI ufficiali).
Tutti i tratteggi in cartina di cui sopra sono un po’ imprecisi rispetto alla realtà e alla sovrapposizione di una traccia GPS registrata sul campo, ma sono nella media e servono per avere un’idea della direzione generale.
Su percorsi di questo tipo non si può pretendere di più.
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LagirAlpina numero 5 “MONTI DEL SOLE” 1:25.000
In questa cartina l’Alta Via dei Monti del Sole è tutta indicata con tratteggio rosso (continuo o puntinato) e segnavia CAI 875.
In rosso o in nero, sono indicati anche i sentieri di accesso alle forcelle intermedie.
È un bel “colpo d’occhio”, ma rimane un “colpo d’occhio”: su un itinerario così complicato, per venirne fuori non si può far completo affidamento su una cartina escursionistica.
Anche questa deve essere sempre valutata assieme alle relazioni dei libri consigliati.
Guide consigliate in questa regione:
Attrezzatura
Normale dotazione escursionistica con bastoncini utili, ma da gestire con attenzione e da ripiegare per lunghi tratti dove si usano le mani.
Sicuramente corda e quant’altro sui passaggi più difficili segnalati nella descrizione del percorso.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

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