Bivacco Valdo – Forzèla dei Pón – Forcella Zana
Little Fish Trek
Escursione a due forcelle fondamentali per “l’alta viabilità” dei Monti del Sole, e non solo perché il tratto dalla Forzèla dei Pón a Forcella Zana è compreso nell’Alta Via dei Monti del Sole.
Con buona visibilità non ci sono grossi problemi di orientamento e ci si può concentrare sulla bellezza del tracciato.
Il giudizio sull’orientamento è “tarato sulla media dei Monti del Sole” e non sui più famosi e battuti sentieri CAI.
Non ci sono ampi panorami di lontananza, ma le viste belle e sorprendenti non mancano.
Itinerario sicuramente tecnico e impegnativo per i tratti esposti e quelli – magari non lunghissimi – dove “bisogna far lavorare” anche le mani.
Impegnativo fisicamente nella versione completa.
Di solito (escludendo traversate e salite alle cime) si programma l’andata-ritorno per la Forzèla dei Pón o semplicemente per il Bivacco Valdo, oppure il triangolo Gena – Bivacco Valdo – Forcella Zana (quest’ultimo, a mio giudizio, di pari difficoltà tecnica nei due sensi).
Chi volesse fare la seconda tappa completa (direzione sud-nord) dell’Alta Via dei Monti del Sole dal Bivacco Valdo a Forcella Franche, può andare a pernottare al Bivacco Valdo e seguire questa registrazione GPS dal Bivacco Valdo fino a Forcella Zana, per poi continuare sulla registrazione GPS di → Da Gena Bassa a Forcella Franche per le 3 cime del Piz de Mezodì.
Consiglio dell'autore
Reperimento acqua al Bivacco Umberto e Matilde Valdo
Ho inserito una foto – la 3 di 15 – da altra escursione, scattata dall’altro lato della Val Ferùch e che dà una visione particolare del Circo della Borala per evidenziare dove trovare l’acqua al bivacco.
Se si sale al bivacco da Gena Bassa, ci sono almeno un paio di punti in cui si trova acqua in abbondanza oltre alla fontanella di Gena Alta.
Però se si arriva al bivacco da altra direzione con le scorte a zero o quasi, bisogna trovare l’acqua in loco.
Nella foto si notano:
- Bivacco Valdo cerchiato in rosso
- Nevaio in alto nell’impluvio del Circo della Borala
- Sorgente d’acqua nel cerchio azzurro
- Linee gialle per i sentieri: a sinistra per Forcella Zana, a destra per la Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom, e in basso una delle due varianti di arrivo da Gena Bassa
Se si arriva in discesa dalla Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom, appena si gira l’angolo per imboccare la cengia finale che scende al Circo della Borala (il tratto di linea gialla più a destra della foto), si ha una visione simile a quella della foto con l’unica differenza di un’angolazione un po’ diversa.
Se il programma è dormire al bivacco e serve acqua, conviene fermarsi per memorizzare bene dov’è la sorgente e dov’è il nevaio, e per capire se e quanta acqua c’è alla sorgente e “quanto in forma” è il nevaio.
Non è una sorgente che garantisce acqua in abbondanza per tutta la stagione escursionistica: dipende dalle temperature e dallo stato del nevaio, potrebbe essere anche un semplice stillicidio.
Si può scendere con ATTENZIONE dal sentiero soprastante della Forzèla dei Pón, e ci si può arrivare quasi in piano dal sentiero di accesso da Gena.
Arrivando da Gena, nel boschetto della salitella finale per il bivacco, c’è un ometto nel punto in cui si devia diritti per la sorgente: impossibile spiegare quale ometto, però avendo in mente la situazione generale non dovrebbe essere difficile arrivarci.
In realtà, la prima volta che sono andato al Bivacco Valdo, a quell’ometto ho tirato diritto e sono arrivato alla sorgente perché non avevo visto i segnavia di salita a sinistra.
Dunque, se si scende a ritroso per il sentiero di Gena, bisogna girare a sinistra per andare alla sorgente.
È chiaro che, sia in caso di rifornimento alla sorgente che di “prelievo” dal nevaio, bisogna avere i materiali adeguati per purificare l’acqua.
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Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Mostra il profilo altimetricoPunti di ristoro
Bar alla SoffiaBivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
Indicazioni sulla sicurezza
Da farsi solo con l’asciutto e previsioni di buona visibilità.Direzioni da seguire
DAL PARCHEGGIO AL BIVACCO UMBERTO E MATILDE VALDO
Dopo la solita “mezz’oretta di riscaldamento su asfalto” per salire a Gena Alta, si imbocca il sentiero accanto alla fontanella nella direzione indicata dalla freccia Bivacco Valdo.
Il sentiero è a lungo ben marcato a terra, prima in salita tranquilla e poi falsopiano.
Poco prima di arrivare a un salto di roccia con scaletta e cavo di sicurezza, l’impronta del sentiero si restringe e comincia qualche passaggio un po’ esposto e scivoloso.
Dopo la scala c’è un tratto piano con, a seguire, una breve discesa ripida nell’alveo di un torrentello ottimo per il rifornimento di acqua al ritorno.
Quindi si continua sempre con attenzione fino a quando il percorso cala nel fondo della Val Soffia e traversa dall’altro lato (ci sono un altro paio di passaggi con cavo di sicurezza in tutta questa parte).
Rimanendo sempre un po’ più alti rispetto al fondo valle si arriva al bivio per il Bivacco Valdo segnalato da due freccette rosse su roccia.
Dal bivio al Bivacco Valdo il sentiero è sempre visibile e segnalato con qualche bollo rosso e ometti (pochi segni biancorossi stile CAI).
A tratti è esposto e c’è qualche breve cambio di pendenza abbastanza ripido.
Nella seconda parte è costantemente nel bosco su diagonali inclinate lateralmente, ma ben gestibili con terreno asciutto.
In ultimo ci sono due varianti marcate con ometti per raggiungere il Bivacco Valdo: da quella inizialmente più bassa si può andare direttamente verso la Forzèla dei Pón senza passare per il bivacco che sta pochi metri più sopra.
DAL BIVACCO VALDO ALLA FORZÈLA DEI PÓN
Per andare alla Forzèla dei Pón, dal bivacco si scende leggermente incontrando subito un gran segno bianco-azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole e vari bolli rossi.
Appena fuori del bosco è evidente la cengia iniziale da percorrere che sta dall’altro lato del circo roccioso de “La Borala”.
La cengia è esposta ma non difficile, tranne un singolo passaggio in un piccolo franamento: qui bisogna stare attenti.
Dopo aver aggirato uno spallone, la cengia cala e finisce dentro un comodo tratto che attraversa un boschetto.
Si arriva a una sporgenza rocciosa assai esposta che costringe a un contorsionismo se non si vuole sfruttare gli appoggi esterni (al rientro è più facile vedere questi appoggi e utilizzarli con fiducia).
Poi si vede come sarà fino alla fine: tutta una serie di diagonali di varie pendenze, su tratti alternati di roccia e erba, collegati da brevi canali che alzano di livello.
In successione, tra una diagonale e l’altra, si trova: un primo canale roccioso, un ripido taglio di mughi ben fatto sempre su base rocciosa, una più lunga e tecnica placconata di roccia dove c’è anche un caratteristico buco che può evitare (ai più magri e con zaini piccoli) un passaggio dove si dovrebbero usare bene le mani.
Quindi lungo traverso verso destra e finale più ripido con “segnature intelligenti” che aiutano a faticare meno.
Le segnature (sempre un misto di rosso, bianco-azzurro e ometti) sono molto ben visibili in salita, ma non tutte molto visibili in discesa.
Oggi il tempo era perfetto e il fondo asciuttissimo: non ci sono stati problemi, ma credo che con scarsa visibilità e/o umidità-bagnato il tratto dal Bivacco Valdo alla Forzèla dei Pón possa diventare molto difficile e pericoloso.
Per vedere bene la grande caverna del Bus del Diàol e la pazzesca cengia che l’attraversa, bisogna salire qualche metro dalla Forzèla dei Pón verso la Forcella delle Coraie (freccia e scritta su roccia).
DAL BIVACCO VALDO A FORCELLA ZANA
Difficoltà media: direi che è perfetto come inizio della seconda tappa dell’Alta Via dei Monti del Sole affrontata in direzione sud-nord.
Si comincia in salitella nel bosco, poi bancata erbosa fino a uno strappo molto ripido su fondo erba-terra che costringe ad aggrapparsi un po’ con le mani: tuttavia questo ripido è ben contenuto fra un netto taglio di mughi che protegge bene.
Si arriva a una forcelletta dove “gira l’esposizione del tracciato” e si ha subito una bella vista sul gruppo del Piz de Mezodì.
Da qui si procede quasi sempre per saliscendi in tagli di mughi ben fatti fino alla discesa finale su Forcella Zana: c’è una catena in un breve passaggio esposto.
Poco prima dell’arrivo a Forcella Zana, si scorge anche il Bus de le Neole nell’alta Val Pegolèra e c’è una perfetta visuale su tutta la risalita che da Forcella Zana porta verso le cime del Piz de Mezodì.
DISCESA DA FORCELLA ZANA
È ben segnata in rosso ma, come per la Forzèla dei Pón, i segni sono molto visibili in salita e meno in discesa.
Si può dividere in due: parte alta nell’impluvio della Val Soffia fra saltini vari di roccia, e parte media su sentiero in sinistra orografica fuori dall’impluvio che riporta al bivio per il Bivacco Valdo.
Nella parte alta bisogna spesso aiutarsi con le mani: non è difficilissimo, ma non si può pensare di camminare e basta; il salto più complicato è attrezzato con una scaletta a grappe metalliche.
Le rocce della parte alta verso Forcella Zana presentano tratti molto lisci: con asciutto e “caldino” come oggi si va tranquilli, con un po’ di umidità e/o freddo … tripla attenzione.
Se devo fare un paragone con la Forzèla dei Pón, non ci sono differenze dal punto di vista della tecnica pura sul singolo passaggio di salita/discesa: però verso la Forzèla dei Pón bisogna fare i conti con ben maggiore esposizione, ben maggiore lunghezza dei tratti impegnativi, fondo meno stabile ed evidenti punti dove non ci si ferma se si dovesse scivolare.
Bivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
Osteria alla Soffia
Come arrivare
Lungo la Strada Provinciale 2 della Val del Mis imboccabile dall’area comunale di Sospirolo (da sud) e da Forcella Franche (da nord): al ponte che attraversa a nord il Lago del Mis si devia brevemente fino al Bar alla Soffia.
Il Bar alla Soffia è compreso nei punti di interesse di Google Maps per chi usa questo navigatore.
Dove parcheggiare
Nei pressi del Bar alla Soffia ci sono delle piazzole segnalate al di fuori dell’area di pertinenza del bar.
Coordinate
Titoli consigliati
“Monti del Sole e Piz de Mezodì”
Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi
Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna
Moltissimi altri libri descrivono i vari segmenti di questa escursione all’interno di altri itinerari, ma quello citato è il migliore come dettaglio e precisione.
Mappe consigliate
Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000
Di fatto tutto l’itinerario è indicato nella cartina Tabacco con tratteggio o puntinatura rossa (fitta o distanziata).
Ci sono anche le tipiche crocette più o meno nel punto attrezzato in Val Soffia.
La numerazione CAI stampata in cartina (edizione 2014) è 871 e 872, tuttavia ho trovato solo due grandi “875” dipinti sulle rocce: poco importa, ci si orienta lo stesso.
Guide consigliate in questa regione:
Attrezzatura
Normale dotazione escursionistica.
Bastoncini quasi sempre molto utili ma da gestire con attenzione nei tratti dove si usano un po’ le mani.
Non è un percorso per principianti; ma, se si accompagna qualcuno di media esperienza che sale per la prima volta su terreni simili, prevedere corda e quant’altro per delle brevi assicurazioni.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

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