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Sentiero alpinistico Percorso consigliato Sentiero alpinistico  · Dolomiti Bellunesi

Le Rosse-Forzèla de le Canevùze-Forzelón de le Mughe-Gena Bassa

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Little Fish Trek
  • Nel cerchio il Sass di Peralora che si trova alla Forzèla de le Canevuze.
    Nel cerchio il Sass di Peralora che si trova alla Forzèla de le Canevuze.
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek

Abbiamo selezionato alcune alternative per te
    Da Le Rosse Alte a Gena Bassa passando per la Forzèla de le Canevùze (o Forcella del Sass di Peralòra) e il Forzelón de le Mughe, con il primo tratto dell’Alta Via dei Monti del Sole.
    difficile
    Distanza 12,9 km
    8:00 h
    1.475 m
    1.585 m
    1.758 m
    437 m

    La “valenza territoriale” di questa escursione è la percorrenza del primo tratto del percorso originale dell’Alta Via dei Monti del Sole.

    C’è un primo assaggio dell’alta via con un solo tratto molto impegnativo, ed è bene conoscerlo per arrivare senza incertezze nel cuore del percorso se un giorno si intendesse farlo per intero.

    In questo itinerario, si esce dall’Alta Via dei Monti del Sole al Forzelón de le Mughe e si rientra a Gena Bassa con traversata dalla partenza di Le Rosse Alte.

    Oggi rientro all’automobile in bicicletta con circa 10,3 km di strada asfaltata e circa 100 metri di dislivello in discesa e 200 in salita – proprio cifre tonde (possibile una scorciatoia, ma si guadagna poco, tagliando per sentiero nei pressi della Chiesetta di San Michele all’uscita verso sud dalla Valle del Mis).

    La discesa dal Forzelón de le Mughe già da sola è un buon esercizio di ambientamento nei tipici scenari dei Monti del Sole.

    Consiglio dell'autore

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).
    Difficoltà
    T5III difficile
    Difficoltà totale
    difficile

    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Emozione
    Paesaggio
    Livello di rischio
    Punto più alto
    Forzelón de le Mughe, 1.758 m
    Punto più basso
    Géna Bassa, 437 m
    Periodo consigliato
    gen
    feb
    mar
    apr
    mag
    giu
    lug
    ago
    set
    ott
    nov
    dic
    Orientamento cardinale
    NESO

    Tipo di strada

    Mostra il profilo altimetrico

    Punti di ristoro

    Bivacco o Ricovero di Casèra Nusiéda Alta nei Monti del Sole
    Bar alla Soffia

    Indicazioni sulla sicurezza

    Evitare con bagnato, gelo e neve.

    Attenzione all’attraversamento in discesa dal Forzelón de le Mughe, poco sopra i 1.400 metri di quota, del canale che precede la cornice attrezzata: può essere tappato di neve anche a metà stagione pur con il resto del percorso perfettamente libero.

    Direzioni da seguire

    SALITA DA LE ROSSE ALTE A CASERA NUSIEDA ALTA E ALLA FORZELA DE LE CANEVUZE O FORCELLA DEL SASS DI PERALORA

    Fino a Casera Nusieda Alta è un sentiero sempre evidente.

    Poco dopo la partenza si passa il bivio per la via normale al Piz de Vedana e, con passo più che tranquillo, in mezz’oretta si arriva a un bivio fra due varianti che conducono entrambe a Casera Nusieda Alta.

    Al bivio dovrebbero esserci due cartelli che indicano “CASERA NUSIEDA NORMALE” e “CASERA NUSIEDA ATTREZZATO” (ho scritto dovrebbero perché ho notato nel tempo che questi cartelli spariscono e ricompaiono).

    Oggi ho seguito la variante normale (sinistra direzione salita), ma quella attrezzata non è molto di più: un paio di brevi cavi su passaggi esposti e una scaletta su un saltino roccioso.

    A Casera Nusieda Alta si prosegue attraversando il prato verso nord est sulla destra della casera (se si passa a sinistra verso nord ovest si andrebbe sul percorso della Cengia dei Contrabbandieri).

    Al rientro nel bosco ricompare la traccia a terra, si va ad aggirare una dorsale e si entra nella Val Nusieda.

    Qui il sentiero si mantiene evidente fino a una grande vecchia frana che ne ha cancellato qualche decina di metri; ora c’è una labile traccia (anche più di una) che passa il tratto franato poco sopra e si riporta sul percorso originale.

    Prima della Forzèla de le Canevuze l’impronta a terra del sentiero diventa (in una zona prativa) poco visibile, ma senza grosse difficoltà si arriva in vista dal lato fotogenico del famoso fungo roccioso inclinato del Sass di Peralora: l’orario fotogenico, però, è nel primo pomeriggio, e in questa escursione bisogna per forza passare prima.

    Dalla casera alla forcella ci sono vari segni rossi molto sbiaditi (un paio anche bianco-rossi stile CAI) senza una frequenza regolare.

    DALLA FORZELA DE LE CANEVUZE O FORCELLA DEL SASS DI PERALORA AL FORZELON DE LE MUGHE

    I primi metri dal Sass di Peralora sono su larga dorsale subito in buona pendenza; poi la dorsale si restringe e diventa cresta con qualche passo esposto dal lato sinistra ovest; si può fare qualche deviazione sul filo di cresta per trovare dei migliori punti per foto panoramiche.

    In pochi minuti si arriva sotto lo spigolo sud del Zimón de Peralòra (utilizzo la toponomastica della guida citata fra i libri consigliati, perché qui la cartina Tabacco inverte i nomi di alcune cime).

    In questo punto si può dire che inizia “la parte alta” dell’Alta Via dei Monti del Sole, e da questo punto inizia la segnatura ufficiale di bolli rossi e bande bianco-azzurre che accompagna fino alla forcella che divide cima ovest e cima nord del Piz de Mezodì e che immette nella discesa finale per la Cresta della Mussaia (in mezzo … c’è tanta roba).

    Per seguire l’alta via e traversare verso il Forzelón de le Mughe si aggira “el Zimón de Peralòra” verso destra est.

    Si scende un 3/4 metri nel bosco con un paio di svolte e si continua per un bel tratto quasi in piano.

    Qui la guida scrive «Attenzione a non smarrire la via!» con tanto di punto esclamativo.

    La traccia a terra si nota e ci sono vari segni, ma non bisogna perdere la concentrazione perché si sta su una larga bancata sospesa molto in alto: tutto (relativamente) comodo, ma se si devia dalla linea ottimale è facile finire in posti da cui si faticherebbe a recuperare.

    Dopo la prima parte nel bosco, il sentierino conduce su qualche ghiaia e poi fra tagli di mughi fino a un saltino in discesa (forse tre metri) di quasi primo grado.

    Dopo il salto si raggiunge un bel circo da attraversare con semicerchio fino all’aggiramento di una costola: qui c’è qualche passo esposto non protetto a valle da mughi o altro.

    Aggirata la costola, ancora qualche passo non protetto (ma sempre su discreta base, non si è mai appesi) e si arriva sotto il tratto chiave impegnativo: un canalino in parte attrezzato e molto variegato – dovrebbero essere una cinquantina o poco più metri di dislivello: misura indicativa perché qui il GPS va in crisi.

    La guida indica difficoltà alpinistiche di II° grado e provo a descriverlo per “sezioni”:

    1. Taglio nei mughi ripido ma non troppo fino alle prime rocce con segni rossi
    2. Iniziali roccette tendenza I° grado con un paio di passi singoli di II° verso destra per infilarsi in uno stretto e “storto” intaglio
    3. Nell’intaglio UMIDISSIMO c’è un cavetto di aiuto sulla destra che toglie molti problemi vista la scivolosità generale dell’ambiente con dei non banali saltini; il cavo finisce su una piccola piazzola a fondo erboso
    4. Dalla piazzola si nota più in alto una catena su un ripido (molto ripido) erboso, e in mezzo ci sono altre roccette con qualche passo di II° grado, ma – a differenza del punto 2 – qui i passi sono consecutivi, e probabilmente sarà difficile trovare gli appoggi perfettamente asciutti
    5. Si arriva alla catena e ci si appende fino all’uscita 

    Dalla testata del canalino in pochissimi metri si arriva sotto una fascia rocciosa, si traversa verso destra su taglio di mughi e infine, sempre nei tagli di mughi, si sale con qualche svolta al Forzelón de le Mughe.

    DISCESA DAL FORZELON DE LE MUGHE A GENA BASSA

    La prima parte è il larghissimo vallone di testata della Val del Forzelón; c’è una contorta traccia segnata (a vari “livelli di sbiaditezza”) che tende, pur con svolte anche in direzione opposta, a portarsi verso sinistra perché è a sinistra che bisogna uscire dal largo vallone prima del gran salto impraticabile.

    Un po’ si cammina su erba in mezzo ai radi mughi, un po’ su listarelle rocciose e c’è, se si seguono i segni, un canaletto quasi imboscato fra gli arbusti.

    In salita conviene sempre seguire i segni, in discesa – conoscendo e tenendo d’occhio il punto di uscita – può essere conveniente qualche deviazione sul morbido: la registrazione GPS di oggi è fedele ai segni nella prima parte alta e poi ho seguito il morbido fino al punto in cui bisogna spostarsi tutto a sinistra per uscire.

    Dopo l’uscita dal vallone alto, inizia il lungo sentiero che traversa fra tagli di mughi e contorsioni varie: ci vuole attenzione per seguirlo, sia nel senso di non perderlo che nel senso di non scivolare o inciampare fra buche, radici e pietre varie.

    Fra le tante particolarità:

    • Un canaletto di roccette, incassato nelle erbe del bosco, di 20 metri circa di dislivello con testata dove il sentiero sembra proseguire; alla base ci sono alcuni ometti in stretta successione che indicano l’uscita; se non si nota il canaletto e si prosegue diritti, si può scendere anche più avanti ma in modo più scomodo
    • Dopo la serie di ometti precedente, la traccia si perde in un largo semicerchio da fare che ha una sua logica ma che non si vede tanto per terra
    • Dopo il semicerchio ricompare la traccia che in breve porta al passaggio più difficile subito dopo l’attraversamento di un canale: una sottilissima cornice rocciosa sotto un gocciolatoio attrezzata con cavetto, che rimane assai difficile anche con il cavetto; qui siamo a poco più di 1.400 metri di quota e a metà giugno ho trovato il ripido canale tappato di neve con attraversamento non facile, e tutto il resto dell’itinerario era libero: attenzione a non andare troppo presto in questo posto
    • Lungo tratto quasi tutto evidente con ometti che guidano in una parte boschiva più confusa, e si arriva a una gran placca inclinata quasi verticale e sempre scivolosa ma ben attrezzata stile via ferrata: ci si appende bene ma rimane delicata
    • Altra continuazione dal fondo vario e si arriva a un canalino di circa 15 metri di dislivello e qualche passo forse di I° grado
    • Da qui si va fino all’insellatura boschiva di Col dei Viègoi con attenzione per seguire la traccia in un paio di brevi canali (in salita è decisamente più facile)

    Da Col dei Viègoi tutto facile fino a Casera Piscalor (si riesce finalmente a camminare diritti!) dove c’è una fontanella che apprezzo sempre molto.

    Da Casera Piscalor si scende il gran “terrazzone erboso” dov’è costruita e si va verso sud per infilarsi nel bel sentiero di discesa che riporta a Gena Bassa.

    Lungo il percorso si passa un bel ponticello sopra la forra della Val Soffia e si incontra un Capitello di Sant’Antonio dai colori vivaci.

    Poco prima della fine ci si immette nella stradetta asfaltata che unisce Gena Bassa a Gena Alta.

    A questo punto, o si sale in macchina o si sale in bici per tornare alla partenza di Le Rosse Alte.

    Punti di sosta e ristoro
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    Bivacco o Ricovero di Casèra Nusiéda Alta nei Monti del Sole
    Bar alla Soffia

    Come arrivare

    PARTENZA DELL'ESCURSIONE

    Si imbocca la Strada Provinciale 2 della Val del Mis, si raggiunge la località Mis nell’area comunale di Sospirolo e si passa il ponte sul Torrente Mis verso Regolanuova e la Certosa di Vedana; circa 1,5 km dopo il ponte c’è un evidente cartello stradale che indica “LE ROSSE” con svolta a sinistra; proseguire fino alla fine della strada asfaltata.

    Per chi arriva dalla Val Cordevole, si attraversa il Torrente Cordevole al ponte di Ponte Mas e poi – svoltando immediatamente a destra – si va verso la Certosa di Vedana, poco dopo la quale c’è la svolta (in questo caso verso destra) per Le Rosse Alte.

    ARRIVO DELL'ESCURSIONE

    Lungo la Strada Provinciale 2 della Val del Mis imboccabile dall’area comunale di Sospirolo (da sud) e da Forcella Franche (da nord): al ponte che attraversa a nord il Lago del Mis si devia brevemente fino al Bar alla Soffia.

    Il Bar alla Soffia è compreso nei punti di interesse di Google Maps per chi usa questo navigatore.

    Dove parcheggiare

    PARTENZA DELL’ESCURSIONE

    Ampio parcheggio alla fine della strada asfaltata dopo le ultime case di Le Rosse Alte.

    ARRIVO DELL’ESCURSIONE

    Nei pressi del Bar Ristorante alla Soffia.

    Coordinate

    DD
    46.162280, 12.089760
    DMS
    46°09'44.2"N 12°05'23.1"E
    UTM
    33T 275316 5116195
    w3w 
    ///padelle.fusilli.mandi
    Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

    Titoli consigliati

    “Monti del Sole e Piz de Mezodì”

    Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi

    Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna

    Questa guida è “La Guida” dei Monti del Sole e si trova la descrizione per segmenti di tutto l’itinerario di questa escursione.

    ***

    “Dolomiti insolite – Itinerari per amanti della piccola compagnia nel silenzio dei monti”

    di Giuliano dal Mas

    CASA EDITRICE PANORAMA

    In questo libro c’è una descrizione della salita al Forzelón de le Mughe.

    Mappe consigliate

    Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000

    Nella cartina Tabacco edizione Autunno 2014 è indicata con trattini o puntini rossi tutta la prima parte da Le Rosse Alte fino al Forzelòn de le Mughe.

    Attenzione ai toponimi perché rispetto alla guida citata nei libri consigliati (che ritengo la migliore come affidabilità in materia) ci sono alcune discrepanze:

    • la denominazione “ZIMON DE PARALORA” compare dove c’è il Tornón de Peralòra
    • al posto del Zimón de Peralòra c’è scritto “LA PERALORA” 

    Inoltre: 

    • è indicata correttamente, appena al di fuori del tratteggio rosso, la “Forcella de Peralora” con la denominazione “Forc. de Peralòra”, ma non è da confondere con la Forzèla de la Canevuze o Forcella del Sass di Peralòra di questa escursione che invece non è indicata
    • c’è una puntinatura molto piccola per il percorso di discesa dal Forzelón de le Mughe fino a poco prima di Casera Piscalòr
    • c’è un tratteggio nero per la discesa da Casera Piscalòr

    Guide consigliate in questa regione:

    Visualizza di più

    Attrezzatura

    Normale dotazione escursionistica più eventuale corda e quant’altro per assicurarsi in gruppo nel canalino finale del tratto di traversata fra La Forzèla de le Canevuze (o Forcella del Sass di Peralora) e il Forzelón de le Mughe.

    Domande degli utenti


    26.07.2023
    Mario Briotto  
    Il cavo è stato strappato dalla frana a metà Giugno 2019 e al mio ultimo passaggio il 2 Luglio 2022 non era stato ancora ripristinato. Da Luglio dell’anno scorso a oggi non so se sono stati fatti lavori. Tieni presente che a Giugno 2019 ho segnalato la rottura (inviando anche foto) al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e, tramite terza persona, a chi ha materialmente installato il cavo a suo tempo. Chi ha installato il cavo, ovviamente, è l’esecutore del lavoro ma non è il responsabile del suo ripristino: non mi è chiaro chi lo sia perché anche le sezioni CAI della zona non sono responsabili della manutenzione di quel sentiero. So che c’è una pagina Facebook “Amici dei Monti del Sole” e sicuramente, tra i numerosissimi seguaci, c’è chi è aggiornato sulla situazione. Prova a contattarli: io non posso aiutarti in questo senso perché non sono iscritto a Facebook. Spero che riuscirai a trovare le info che ti servono. Allego una foto del 3 Luglio 2022 con, cerchiati in rosso, i due chiodi rimasti che possono dare una mano a far sicura: MA RIMANE MOLTO DELICATO! Buon cammino. 😉
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek
    26.07.2023
    FELICE SCHENA
    Autore della domanda
    Grazie, gentilissimo! Difficile che il Parco, o il CAI, rimettano il cavo, non è un sentiero di loro competenza. Casomai provo a chiedere informazioni sulla pagina degli Amici dei Monti del Sole, anche se sei tu l'unica fonte attendibile per chi voglia avventurarsi in quel selvaggio mondo, grazie lo stesso
    26.07.2023
    Mario Briotto  
    In quella pagina Facebook ci sono come follower sicuramente quelli che hanno installato il cavo ma, senza consenso, non posso dire chi per ovvi motivi di privacy. Spero che qualcuno ti risponda.
    26.07.2023
    FELICE SCHENA
    Autore della domanda
    Tranquillo, la privacy è il mio pane quotidiano, non te l'avrei chiesto, anche perché, quand'anche lo sapessi, mica posso dirgli di andare a rimetterlo, è già da tanto che l'ha messo la prima volta, poi si sa che in montagna tutto è labile e transeunte. Grazie ancora e ciao
    26.07.2023
    Mario Briotto  
    👍😉

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    Difficoltà
    T5III difficile
    Difficoltà totale
    difficile

    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Distanza
    12,9 km
    Durata
    8:00 h
    Salita
    1.475 m
    Discesa
    1.585 m
    Punto più alto
    1.758 m
    Punto più basso
    437 m
    Panoramico Passaggi esposti Passaggi attrezzati Passaggi di arrampicata Passaggio in cresta

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