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Sentiero alpinistico Percorso consigliato Sentiero alpinistico  · Dolomiti Bellunesi

Cenge Occidentali del Mont Alt e della Croda Bianca

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Little Fish Trek
  • Le frecce indicano il cavo di sicurezza penzolante strappato dalla frana.
    Le frecce indicano il cavo di sicurezza penzolante strappato dalla frana.
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek

Abbiamo selezionato alcune alternative per te
    Monti del Sole: salita al Forzelón de le Mughe e traversata fino alla Forzèla de la Caza Granda (o Forcella della Caccia Grande) seguendo un tratto dell’Alta Via dei Monti del Sole.
    difficile
    Distanza 16,3 km
    11:00 h
    1.850 m
    1.850 m
    1.902 m
    437 m

    Escursione con lo scopo di percorrere il tratto dell’Alta Via dei Monti del Sole compreso fra il Forzelón de le Mughe e la Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande.

    Forse è il tratto dell’alta via più solitario come sensazione sul campo e più isolato come possibilità di uscirne in fretta; ci sono i tratti più lunghi di cengia e il passaggio sicuramente più esposto; ripidi e salti rocciosi simili si trovano anche in altri settori.

    Gli accessi alle due forcelle, che delimitano questo settore dell’alta via a sud e a nord, sono ambedue lunghi e tormentati: li sconsiglio tutti e due in discesa se già non si conoscono in salita – la via per la Forzèla de la Caza Granda è più ostica rispetto a quella del Forzelón de le Mughe.

    È uno SPETTACOLO PURO sfilare ai piedi delle pareti dolomitiche di questa zona dei Monti del Sole.

    Nulla da invidiare alle Dolomiti più celebrate, con la differenza che queste bisogna “veramente sudarsele”.

    Consiglio dell'autore

    ATTENZIONE: in questa uscita del 29 giugno 2019, salendo verso il Forzelón de le Mughe ho rilevato una complicazione di non poco conto rispetto alla mia precedente del 13 giugno in discesa sullo stesso sentiero.

    Il ben noto passaggio poco oltre i 1.400 metri di quota (su cornice molto esposta e sempre umida per la parete gocciolante) è risultato con i cavi di sicurezza strappati da una piccola frana di roccia: ora, senza corda propria per autoassicurarsi, è molto difficile e pericoloso – speriamo sia ripristinato il prima possibile.

    Tanto premesso, IL MIO CONSIGLIO È: portate la corda e quant’altro come bisogna sempre fare quando ci si infila in qualche settore dell’Alta Via dei Monti del Sole, perché in questo tipo di itinerari può sempre capitare qualcosa di non previsto e mai accaduto che si può risolvere SOLO con la necessaria attrezzatura.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).

    Difficoltà
    T5III difficile
    Difficoltà totale
    difficile

    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Emozione
    Paesaggio
    Livello di rischio
    Punto più alto
    Forcella allo Spigolo Ovest della Croda Bianca, 1.902 m
    Punto più basso
    437 m
    Periodo consigliato
    gen
    feb
    mar
    apr
    mag
    giu
    lug
    ago
    set
    ott
    nov
    dic
    Orientamento cardinale
    NESO

    Tipo di strada

    Mostra il profilo altimetrico

    Punti di ristoro

    Bar alla Soffia

    Indicazioni sulla sicurezza

    Da farsi solo con l’asciutto e previsioni di buona visibilità.

    Attenzione alle uscite di inizio stagione: una residua macchia di neve nel posto sbagliato può complicare molto la giornata.

    Nonostante qualche guida indichi giugno come periodo d’inizio buono per passare le cenge sotto il Mont Alt e la Croda Bianca, io direi di non andare prima di fine giugno, ma proprio verso la fine.

    Poco dopo la Forzèla de la Caza Granda (meno di 5 minuti), seguendo i segni per i tagli di mughi in direzione della Forzèla dei Pón (o Forcella dei Pom), si trova un ben noto covolo adattato a bivacco (chiaramente … un po’ “ruspante”) utilissimo come emergenza: tenerne conto piuttosto che tentare una discesa assai lunga e complicata in forte debito di tempo con pericolo di oscurità (o in caso di meteo avverso).

    Qualche ottimo (relativamente alla “sua categoria”) covolo per riparo si trova anche nella discesa di questa escursione lungo il tratto della cengia che cala a Pósta al Sass.

    Direzioni da seguire

    SALITA DA GENA BASSA AL FORZELON DE LE MUGHE

    Da Gena Bassa si prende la stradina asfaltata che porta a Gena Alta e si esce al tornante 9 prima del lungo rettilineo per Gena Media.

    Il sentiero è sempre abbastanza evidente fino a poco prima di Casera Piscalor: un paio di punti dove la traccia è nascosta da ramaglie varie ma poi si trova.

    Si sbuca su un fianco prativo quasi piano e si arriva sotto il rialzo della casera.

    Dopo la casera riemerge il sentiero fino alla sella boschiva di Col dei Viegoi.

    Dal colle ancora buon sentierino, si passa un bivio “ambiguo” piegando a sinistra (c’è un ometto) e poco dopo bisogna alzare il livello di attenzione per seguire l’impronta a terra che via via “si allinea allo standard” dei Monti del Sole.

    Dopo l’ingresso nella Valle del Bósch de la Lasta si trova un ripido canale di rocce e pietre da risalire (circa 15 metri di dislivello), e si riprende a traversare fino a quando si passa il fondo valle e si sale dall’altro lato superando un lastrone inclinato sempre umido ma ben attrezzato stile via ferrata.

    Ora si sale un fianco boschivo con qualche tornante (svariati ometti che guidano), si arriva sotto una fascia rocciosa, e piegando a sinistra si va a doppiare il costone che immette nella Val del Forzelón (quasi subito visibili il Fornel e parte del larghissimo Forzelón de le Mughe).

    Ancora sentiero di traverso sempre nello “standard Monti del Sole” e si arriva alla cornice molto esposta che ho citato fra i consigli dell’autore e che oggi ho trovato con il cavo di sicurezza strappato: senza attrezzatura propria per assicurarsi è un bel problema.

    Passato il canale successivo alla cornice, si doppia con largo giro un altro costone, e dopo un tratto piano e largo nel bosco c’è una serie ravvicinata di ometti che anticipa un canaletto incassato nelle erbe del bosco: circa 20 metri di dislivello da salire con ometto al punto di uscita per traccia superiore.

    Ancora pochi minuti di traversi vari e si entra nel larghissimo vallone finale per il Forzelón de le Mughe.

    Qui, per faticare meno, bisogna stare attenti agli ometti e agli sbiaditissimi bolli rossi.

    Tendenzialmente, dopo un primo tratto su diritti, ci si sposta verso sinistra per un canaletto a tratti imboscato (ma con i segni rosso sbiadito), e poi si finisce la salita fra corridoi di mughi con segni rossi più brillanti verso la fine.

    TRAVERSATA – LUNGO L’ALTA VIA DEI MONTI DEL SOLE – DAL FORZELON DE LE MUGHE ALLA FORZELA DE LA CAZA GRANDA (FORCELLA DELLA CACCIA GRANDE) LUNGO LE CENGE OCCIDENTALI DEL MONT ALT E DELLA CRODA BIANCA

    Dal punto di arrivo al Forzelón de le Mughe si fanno pochi passi verso nord sul filo della gran forcella e, seguendo i primi segni rossi molto evidenti, si comincia a scendere in diagonale verso nord-ovest fino a sotto la parete rocciosa del Fornel – si trova ben presto un grande triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole e poi, alternate ai segni rossi, le tipiche bande bianco azzurre.

    Si aggira lo spallone ovest e si inizia a camminare in “modalità cengia o bancata”, bisogna attraversare un largo canale roccioso e poi si sale sopra la cresta che traversa la direzione dell’alta via e che unisce il Mont Alt e il Col dei Séch – quest’ultimo tratto richiede attenzione di orientamento fra le varie svolte e cambi di terreno, nonostante i numerosi segni e la cresta di meta ben visibile.

    Dall’intaglio di arrivo in cresta si trovano subito due punti chiave ben segnalati nelle guide.

    Il primo è un ripido canale in discesa (forse 20 metri di dislivello o poco più) dove, a mio giudizio, il problema più grosso non è la pendenza ma il fondo sporco di sassi: attenzione a chi sta sotto.

    Dalla base del canale, in meno di due minuti si arriva al secondo punto: una cornicetta veramente esile e irregolare, su lastrone inclinato ed espostissimo, con cavetto metallico allentato e ancorato su placchette un po’ ballerine.

    Io non mi sono appeso al cavo, ho traversato normalmente appoggiando i piedi (o meglio parte dei piedi visti gli appoggi minimi) sui pezzi di cornice, e appoggiando le mani tenendo il cavo schiacciato sulla parete in modo da poterlo afferrare in emergenza se avessi sentito qualche “mancamento” sotto.

    Qui in gruppo con corda propria si può passare più tranquilli.

    Ora si traversa a lungo in tendenza salita, con un paio di balzi più alti di qualche decina di metri ciascuno su fondo roccioso, per finire sotto la super spettacolare prima parete bianco gialla della Croda Bianca: il guadagno totale di quota dovrebbe essere sui 90/100 metri fin sotto il centro della parete.

    Poi si continua con un ultimo balzo di circa una trentina di metri di dislivello e si piega a sinistra fino a sotto la forcelletta che permette di oltrepassare lo spallone ovest della Croda Bianca: è il terzo punto chiave segnalato da tutte le guide.

    L’attacco per il salto di roccia si trova poco dopo uno dei tanti segni bianco azzurri in un punto dove la traccia a terra continua fin sotto la verticale della forcelletta e anche un po’ oltre.

    Io sono andato diritto per la traccia, e ho visto che per la verticale non si sale, ma – girandomi all’indietro da un po’ più avanti sempre rispetto alla verticale – ho ben notato la linea di salita, perché avanzando un po’ si vedono bene i segni guida sulla roccia.

    Tornato indietro di qualche metro con le idee chiare, sono salito senza problemi.

    Le guide indicano passi di II° o III° grado: a mio giudizio i due/tre movimenti centrali più difficili non arrivano al terzo e sono su appigli solidi, ma magari è meglio scrivere III° per chi la fa in discesa in senso contrario così può sentirsi più preparato e prudente.

    Alla fine rimane una salita diagonale molto esposta probabilmente di una decina di metri dalla base, ma il dislivello veramente tecnico è minore.

    Dall’altro lato della forcella si apre “un’altra Croda Bianca” con un’altra spettacolare parete “molto pallida”.

    Si vedono la Forzèla de la Caza Granda e le facili cenge che portano al taglio di mughi finale.

    Dalla forcella sullo spigolo ovest della Croda Granda appena raggiunta non si scende tuttavia in modo banale alle facili cenge: ci vuole buona attenzione su roccette ancora esposte e, da questo lato, sporche di sassi.

    Ora si contorna alla base la “parete pallida”, si passa un gran triangolo bianco azzurro dell’Alta Via dei Monti del Sole, e infine (seguendo sempre i segni) si abbandona la linea di cengia e, perdendo quota, si va a infilare la salitella finale in corridoio di mughi per la Forzèla de la Caza Granda o Forcella della Caccia Grande.

    DISCESA DALLA FORZÈLA DE LA CAZA GRANDA O FORCELLA DELLA CACCIA GRANDE

    Per l’inizio discesa finale bisogna tornare indietro fino al gran triangolo bianco azzurro incontrato dopo la discesa dalla forcelletta sullo spigolo ovest della Croda Granda.

    Da qui si visualizza bene l’imbocco del canale subito prima della parte bassa dello spigolo dove sta la forcelletta, e da lì bisogna scendere.

    Senza via obbligata si comincia a scendere in diagonale, sfruttando le migliori listarelle rocciose, la larghissima bancata fino alla testata del canale, e poi giù fra roccette, saltini e qualche breve tratto più comodo sopra delle piccole dorsali che spezzano il canale.

    È ripidino ma non difficile rispetto allo standard di questa escursione.

    Quando si appoggiano le mani, quasi sempre è solo per equilibrio, e solo verso l’uscita bisogna studiare bene dove passare.

    L’uscita è dopo una piega naturale del canale verso sinistra, da cui si intuisce bene l’inizio del taglio di mughi sotto fascia rocciosa verso sinistra da imboccare prima di arrivare a un salto impraticabile.

    In totale, dal punto di abbandono sotto parete dell’Alta Via dei Monti del Sole, sono poco più di 100 metri di dislivello.

    Ora si segue il taglio per 40/50 metri con l’ultima parte “chiusa” dove bisogna farsi un po’ largo con le mani.

    Si arriva su un canalino sopra un gran salto, e si sale verso sinistra per una decina di facili metri lineari fino a incontrare una traccia sotto fascia rocciosa che si segue verso destra con semicerchio per pochi metri fino a una piccola forcelletta con qualche mugo e un ometto.

    Si passa la forcelletta e si scende in direzione contraria su cengetta dall’altro lato per qualche decina di metri (un paio di ometti sulla sinistra) fino a fare un tornantino, e si prende una listarella rocciosa che conduce su un’altra forcella fra i mughi un po’ più larga e che sta in pratica sotto la verticale della precedente (bollo rosso in forcella).

    Fino a qui non bisogna sbagliare nulla, altrimenti è difficile recuperare.

    In questa zona il GPS riceve male e disegna “cose strane” sul terminale: ho raddrizzato le linee manualmente per far capire il senso delle svolte, ma sarà quasi impossibile stare esattamente sopra le tracce a video.

    Ora circa 50 metri di dislivello su canale ripido ma non brutto (qualche bollo rosso), e svolta a destra su larga cengia (un paio di ometti e possibilità di riparo) sempre in discesa fino a Pósta al Sass: un gran e spettacolare circo.

    Dall’uscita della cengia ci si cala di alcuni metri a ritrovare gli ometti finali della traccia che risale l’alta Val dei Forti dal Boschét.

    Usciti da questa ramificazione della Val dei Forti, si scende ancora un po’ fra vari ometti dentro un facile canalino di pietre e infine si entra verso sinistra nel boschetto.

    Dal punto corretto di ingresso bisogna scendere nel bosco per circa 120/130 metri di dislivello secondo il GPS: ci sono una traccia intermittente di sentiero, qualche ometto e qualche bollo rosso quasi invisibile per chi scende.

    Poi si piega a destra per un ripido, e si arriva sopra un ometto e segno rosso dentro un canale roccioso, che anticipa un bel tratto di cengia verso sinistra sulla destra orografica del canale (la cengia dovrebbe essere poco più di 100 metri in linea d’aria come sviluppo).

    Qui è finita la parte complicata di orientamento, e la direzione per tornare a casa è logica, ma è ancora lunghissima e serve molta attenzione per non perdere il sentierino che inizia subito su strettissimi mughi per poi scendere un canale (30 metri di dislivello) “tappezzato di ometti” fino all’uscita.

    Ci vuole costanza e pazienza per questa discesa che scorre sopra la Val dei Forti prima e la Val Pissón poi.

    Tanti saliscendi, strappetti ripidi e corti in salita e più lunghi in discesa, pochi i tratti dove si cammina diritti e rilassati sul largo, molti i tratti contorti, anche molto contorti.

    Alla fine, con ultimo tratto di forestale, a Gena Alta si arriva e si può scendere al parcheggio per il solito tratto asfaltato chiuso al traffico dei non residenti.

    Punti di sosta e ristoro
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    Video
    Bar alla Soffia

    Come arrivare

    Lungo la Strada Provinciale 2 della Val del Mis imboccabile dall’area comunale di Sospirolo (da sud) e da Forcella Franche (da nord): al ponte che attraversa a nord il Lago del Mis si devia brevemente fino al Bar alla Soffia.

    Il Bar alla Soffia è compreso nei punti di interesse di Google Maps per chi usa questo navigatore.

    Dove parcheggiare

    Nei pressi del Bar alla Soffia.

    Coordinate

    DD
    46.186166, 12.045164
    DMS
    46°11'10.2"N 12°02'42.6"E
    UTM
    33T 271972 5118976
    w3w 
    ///grezzo.aiutalo.pietra
    Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

    Titoli consigliati

    “Monti del Sole e Piz de Mezodì”

    Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi

    Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna

    Come sempre in questa “Bibbia” dei Monti del Sole c’è la descrizione per segmenti di tutto il tracciato e delle possibili varianti.

    ***

    “IL LIBRO DELLE CENGE – 56 vie orizzontali nelle Dolomiti”

    di Vittorino Mason

    CASA EDITRICE PANORAMA

    In questa guida c’è esattamente l’itinerario di questa escursione fatto ad anello in senso contrario.

    ***

    “Dolomiti insolite – Itinerari per amanti della piccola compagnia nel silenzio dei monti”

    di Giuliano dal Mas

    CASA EDITRICE PANORAMA

    In questo bel libro c’è una descrizione della salita al Forzelón de le Mughe.

    Mappe consigliate

    Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000

    La salita al Forzelón de le Mughe è indicata con tratteggio nero fino a poco dopo Casera Piscalòr, e oltre con piccoli puntini neri.

    Il tratto in quota fra le due forcelle è indicato da punti rossi distanziati.

    Non c’è alcuna indicazione della prima parte di discesa dalla Forzèla de la Caza Granda fino all’attraversamento dell’impluvio della Val Covolèra; poi c’è un tratteggio nero fino a Gena Alta.

    Tutte le indicazioni in cartina di cui sopra sono un po’ imprecise rispetto alla realtà e alla sovrapposizione di una traccia GPS registrata sul campo, ma sono nella media e servono per avere un’idea della direzione generale.

    Su percorsi di questo tipo non si può pretendere di più.

    Guide consigliate in questa regione:

    Visualizza di più

    Attrezzatura

    Normale dotazione escursionistica.

    Bastoncini utili ma da gestire con attenzione e da ripiegare per lunghi tratti dove si usano le mani.

    Sicuramente corda e quant’altro sui passaggi più difficili segnalati nella descrizione del percorso.


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    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Distanza
    16,3 km
    Durata
    11:00 h
    Salita
    1.850 m
    Discesa
    1.850 m
    Punto più alto
    1.902 m
    Punto più basso
    437 m
    Percorso ad anello Panoramico Passaggi esposti Passaggi attrezzati Passaggi di arrampicata Passaggio in cresta

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