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Forzèla de le Coraie e Forzèla dei Pón da La Muda a Gena Bassa

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Little Fish Trek
  • Il bivio di uscita dalla Val Pegolèra verso la Forzèla de le Coraie o Forcella delle Coraie.
    Il bivio di uscita dalla Val Pegolèra verso la Forzèla de le Coraie o Forcella delle Coraie.
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek

Abbiamo selezionato alcune alternative per te
    Monti del Sole: dalla Val Cordevole alla Valle del Mis passando per un primo tratto della Val Pegolèra, la Val Chegadór (o Val del Cargadór), la Forzèla de le Coraie (o Forcella delle Coraie), la Forzèla dei Pón (o Forcella dei Pom), la Val Ferùch, il Bivacco Umberto e Matilde Valdo e la Val Soffia.
    difficile
    Distanza 15,4 km
    10:00 h
    1.760 m
    1.800 m
    1.965 m
    438 m

    Traversata dei Monti del Sole dalla Val Cordevole alla Valle del Mis, seguendo quella che nelle guide è definita come via normale, ma che pur essendo normale non è affatto semplice.

    È un itinerario sicuramente impegnativo sotto tutti i punti di vista: tecnico, fisico e di orientamento.

    In caso sia necessario un pernottamento non preventivato al Bivacco Umberto e Matilde Valdo, all’inizio della relazione dell’itinerario Bivacco Valdo – Forzèla dei Pón – Forcella Zana ho scritto alcune note su come trovare acqua nelle vicinanze.

    Il tratto che caratterizza l’escursione, ed è di grande importanza nell’economia dei collegamenti tra i vari versanti dei Monti del Sole, è la traversata tra la Forzèla de le Coraie e la Forzèla dei Pón.

    Dalla Forzèla dei Pón al Bivacco Umberto e Matilde Valdo si percorre una piccola parte dell’Alta Via dei Monti del Sole.

    Consiglio dell'autore

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).
    Difficoltà
    T6II+ difficile
    Difficoltà totale
    difficile

    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Emozione
    Paesaggio
    Livello di rischio
    Punto più alto
    1.965 m
    Punto più basso
    438 m
    Periodo consigliato
    gen
    feb
    mar
    apr
    mag
    giu
    lug
    ago
    set
    ott
    nov
    dic
    Orientamento cardinale
    NESO

    Tipo di strada

    Mostra il profilo altimetrico

    Punti di ristoro

    San Martin ristoro & bar
    Bivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
    Bar alla Soffia

    Indicazioni sulla sicurezza

    Evitare di accompagnare principianti.

    Evitare con neve, ghiaccio e piogge recenti: si troveranno comunque dei tratti umidi e non è il caso di aggiungere ulteriori complicazioni e pericoli.

    DA FARE SOLO CON METEO PERFETTO!

    Direzioni da seguire

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il 24 luglio 2019, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    In questa relazione dettagliata, con il termine «guida» mi riferisco a → “Monti del Sole e Piz de Mezodì”, antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi.

    ↓

    Da La Muda alla Forzèla de le Coraie o Forcella delle Coraie

    Da La Muda si passa il ponte sul Torrente Cordevole e si segue verso sud la stradetta sterrata fino a passare il ponte all’imbocco della Val Pegolera.

    Pochi metri dopo il ponte, segnalata da un ometto, c’è la deviazione sullo stretto sentierino che risale la destra orografica della valle.

    Il sentierino non è difficile da seguire, c’è qualche segno (anche tipo CAI visto che siamo sul numero 871) e i tratti inerbati sono brevi e ci si ritrova in fretta.

    L’unico problema rilevato oggi in questa parte iniziale è venuto da qualche albero schiantato da aggirare proprio in corrispondenza di tornantini della traccia: penso che in tutto avrò perso 10/15 minuti.

    Si arriva così con tracciato vario al bivio, segnalato da frecce, tra Forcella delle Coraie e Forcella Zana.

    Ora si sale la dorsale della Costa dei Faghèr in media pendenza fino a un ripiano boschivo dove i segnavia portano verso destra a scendere nel fondo della Val Chegadór o Val del Cargadór: qui c’è un tratto di cengia esposto con cavetto di aiuto.

    Dal circo finale di fondo valle, si risale un po’ in mezzo e poi verso destra a immettersi in una bancata che sale decisamente a destra; poi si lascia la bancata per un breve tratto di cengia verso sinistra che immette in qualche metro di canalino-fosso roccioso, e (dalla sinistra del canalino) in un ripido sentiero che fa uscire in un bosco dal pendio più che tranquillo.

    Si traversa tutto il bosco (Al Boscón) quasi senza tracce a terra, ma guidati dai molti segnavia CAI sui tronchi degli alberi e da qualche ometto.

    Finito il bosco si entra nella Busa de le Caze Alte su letto di torrentello che bisogna risalire.

    ******************************

    La Busa de le Caze Alte è il punto di sbocco delle Banche de le Caze Alte – vedi itinerario → Banche de le Caze Alte con traversata da Gena Bassa a La Muda.

    ******************************

    Dopo la Busa de le Caze Alte, si piega a sinistra prima della fascia rocciosa e si sale un facile canale che immette, dopo una sella, in un fianco montuoso tappezzato di mughi: per fortuna che il sentiero continua su buoni tagli.

    Si arriva così sul fondo del Van Grant che si risale fino a dove una grande scritta bianca su roccia “FOR. CORAIE”, con freccia rossa, indica di immettersi su una bancata verso sinistra.

    La bancata porta su una sella erbosa che immette nell’ultimo van, ovvero il Van Pìciol.

    Qui si traversa tutto il circo del van in leggera salita fin sotto il canale finale che porta alla Forzèla de le Coraie o Forcella delle Coraie.

    Pochi metri prima della forcella c’è un passaggio chiave: un grande masso incastrato.

    Si supera a destra con 3/4 movimenti di II° grado: buoni appigli per le mani, ma oggi ROCCIA UMIDISSIMA.

    Se fossi arrivato in discesa, oggi – con un bagnato simile – per scendere avrei cercato di assicurarmi da sopra.

    Io sono passato circa alle 11 di mattina, il canale ha un’esposizione nord pieno, e non credo che orari diversi possano dare condizioni molto diverse.

    (Per qualche altra foto dell’area della Forzèla de le Coraie con l’attacco della via per la Forzèla dei Pón, vedi itinerario → Forzèla de le Coraie per il Viàz Eleonora e il Valón de le Coraie).

    ↓

    Traversata dalla Forzèla de le Coraie o Forcella delle Coraie alla Forzela dei Pón o Forcella dei Pom

    Dalla Forcella delle Coraie, la guida di riferimento di oggi indica due possibilità: se si arriva in discesa c’è una calata in corda doppia di circa 20 metri da cordino su spuntone di roccia (direi un II° grado abbastanza costante); se si va in salita si può seguire un viàz verso nord-ovest con passaggi comunque di II° e oltre (qui dalla forcella le difficoltà massime non mi sembravano continue dal punto di svolta in cui il viàz sale decisamente: però è una valutazione da lontano).

    Alla fine sono salito diritto perché la roccia mi è sembrata pulita, sicuramente bella assolata e asciutta, e di appigli se ne vedevano.

    Dopo qualche metro ho incontrato uno spezzone di corda penzolante: ho seguito la linea della corda senza appendermi e sono arrivato allo spuntone di calata per chi scende.

    Oltre lo spuntone (segnavia anche da qui) si continua qualche metro ancora sul I° grado e infine diventa “solo molto ripido”.

    Da questo punto bisogna mirare all’evidente forcella verso sinistra che aggira lo spigolo della base di questo versante della Cima Est del Ferùch.

    Ho visto un altro segnavia, ma poi sono salito liberamente perché avevo il sole proprio negli occhi in quella direzione, e il pendio si può interpretare.

    Sono arrivato al punto di aggiramento dello spigolo proprio sopra un gran segnavia CAI, e il cambio di scenario è stato spettacolare con la vista della Cima del Bus del Diàol.

    Ora gran traverso verso sud-ovest tutto su cengia varia molto esposta, con un breve tratto di listarella su roccia compatta molto stretto (ho visto un vecchio chiodo subito prima).

    Subito dopo c’è un covolo (ben segnalato in tutte le guide) utile come riparo di emergenza, e dopo pochi metri ancora si arriva sotto lo spigolo sud della Cima Est del Ferùch dove è dipinto un gran 871 della numerazione CAI.

    Da qui in breve si scende alla Forzèla dei Pón con ultimi metri di camminamento assai stretto (ma c’è sempre posto per i piedi e per appoggiarsi con le mani come equilibrio).

    ↓

    Discesa dalla Forzèla dei Pón o Forcella dei Pom fino a Gena Bassa

    Ho già scritto “la mia visione di salita” di tutto questo tratto nell’escursione Bivacco Valdo – Forzèla dei Pón – Forcella Zana.

    Non credo sia prudente affrontare questa discesa nel tratto fino al Bivacco Valdo senza qualcuno in gruppo che l’abbia già fatta in salita.

    Rispetto alla salita, bisogna tener conto che in questa discesa i segnavia rossi o bianco-azzurri sono un po’ meno individuabili: sempre sufficienti per non perdersi, ma ci vuole più attenzione, e come sempre guardare in avanti e ricontrollare con sguardi all’indietro.

    Il senso generale del percorso è molto semplice: si sta sulla “gran bancata sopraelevata” in destra orografica sopra la Val Feruch.

    In particolare, però, la traccia buona è abbastanza contorta in vari tratti, e siccome scorre ai limiti di pendii assai ripidi bisogna stare concentrati.

    La discesa dalla Forzèla dei Pón inizia con un bel ripido fra roccette e liste erbose fino ad uscire dalla strettoia alta della Val Feruch.

    Poi si gira verso destra e con lunga diagonale vicino a una fascia rocciosa si scende sopra la testata di una larga, lunga e ripida placconata.

    Giù per la placconata con qualche passo finale dove sono utili le mani: un passaggio tecnico si può evitare calandosi attraverso un caratteristico buco nella roccia.

    Da qui è tutta una serie di diagonali più o meno ripide e con più o meno saltini: di evidente per tutti ci sarà un ripido e largo taglio fra i mughi su base rocciosa e un altro canale sempre a fondo roccioso (inizialmente su pietre e poi compatto).

    Con altra diagonale si arriva su un gruppo di rocce compatte discendenti dove c’è da risalire un brevissimo passaggio molto esposto ma ben appigliato: in discesa si passa bene mentre in salita sarebbe di più difficile interpretazione per chi non lo conosce.

    Da qui si continua finché ci si infila in un boschetto e si esce dall’altro lato con comoda salitella che porta sul tratto di cengia che collega al Circo della Borala e poi al Bivacco Valdo.

    La cengia è sicuramente esposta ma non preoccupante tranne un breve passaggio instabile in corrispondenza di un piccolo franamento.

    Dal Bivacco Valdo si seguono tracce e segnavia (un tratto non chiarissimo e con una variante poco dopo l’inizio) per sentierino anche esposto fino all’immissione nel sentiero che scende da Forcella Zana – dove mancano i segnavia in vernice ci si orienta con i rami tagliati.

    Poco dopo si attraversa il fondo della Val Soffia passando da sinistra a destra orografica, e per tracce via via un po’ più comode si ritorna a Gena Alta al bivio di fine asfalto dell’andata.

    Fra le tracce via via più comode ci sono comunque qualche passo esposto, un paio di “cavi corrimano” di sicurezza e un vero saltino roccioso attrezzato con scaletta e cavo.

    Punti di sosta e ristoro
    Consigliato
    Consigliato
    Top Partner
    Waypoint
    Punto di partenza
    Punto di arrivo
    Punto più basso
    Punto più alto
    Previsioni meteo
    Oggi da {low} a {high} e {precipitation} di {precipitation_type}
    Mostra altri {x}
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    Video
    San Martin ristoro & bar
    Bivacco Umberto e Matilde Valdo nei Monti del Sole
    Bar alla Soffia

    Come arrivare

    Partenza dell’escursione

    La località La Muda si trova sulla Strada Regionale 203 Agordina, e bisogna avanzare fino a metà tra il km 18-IV e 18-V dove si trova l’imbocco della stradina per il parcheggio.

    Chi utilizza il navigatore “Google Maps” può far riferimento al punto di interesse “Parcheggio La Muda”.

    ↓

    Arrivo dell’escursione

    Lungo la Strada Provinciale 2 della Val del Mis imboccabile dall’area comunale di Sospirolo (da sud) e da Forcella Franche (da nord): al ponte che attraversa a nord il Lago del Mis si devia brevemente fino al Bar alla Soffia.

    Il Bar alla Soffia è compreso nei punti di interesse di Google Maps per chi usa questo navigatore.

    Dove parcheggiare

    Partenza dell’escursione

    Ampio parcheggio al ponte pedonale sul Torrente Cordevole.

    Il parcheggio è un po’ sotto il piano stradale della SR 203 Agordina, e non si nota molto la stradina di imbocco.

    Bisogna far riferimento al Bar San Martin, e pochi metri più a sud si dovrebbe facilmente individuare la stradina.

    ↓

    Arrivo dell’escursione

    Nei pressi del Bar alla Soffia ci sono delle piazzole segnalate al di fuori dell’area di pertinenza del bar.

    Coordinate

    DD
    46.246963, 12.098306
    DMS
    46°14'49.1"N 12°05'53.9"E
    UTM
    33T 276320 5125580
    w3w 
    ///uguali.rimosse.istanti
    Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

    Titoli consigliati

    “Monti del Sole e Piz de Mezodì”

    Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi

    Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna

    In questa “Bibbia” dei Monti del Sole sono descritti tutti i segmenti di questa escursione, ed è quella che ho utilizzato sul campo con fotocopie nelle tasche sempre pronte per la consultazione.

    ******************************

    “Escursioni nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi”

    di Teddy Soppelsa

    CIERRE edizioni – Collana ITINERARI FUORIPORTA

    Qui è descritta la salita alla Forzèla de le Coraie (o Forcella delle Coraie) ed è molto ben contestualizzata nella natura e storia del territorio.

    È chiaro che – a dispetto del nome della collana nella quale è incluso il libro – anche la sola salita alla Forzèla de le Coraie è tutt’altro che un itinerario fuoriporta.

    ******************************

    “Dolomiti Insolite – Itinerari per amanti della piccola compagnia nel silenzio dei monti”

    di Giuliano Dal Mas

    CASA EDITRICE PANORAMA

    Qui è descritta solo la salita alla Forzèla de le Coraie (o Forcella delle Coraie) all’interno di un itinerario diverso da quello di questa escursione.

    ******************************

    “50 ESCURSIONI IN VAL DEL PIAVE DAL PERALBA A QUERO”

    di Italo Zandonella

    TAMARI EDITORI IN BOLOGNA – Collana ITINERARI ALPINI

    Qui è descritto tutto l’itinerario in senso inverso – è una guida datata 1977 e non può essere aggiornatissima alla data di questa escursione, ma è sempre piacevole da leggere per la «narrativa a 360°» dell’autore.

    Mappe consigliate

    Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000

    Nelle ultime edizioni tutto l’itinerario di questa escursione è indicato con tratteggi o puntini rossi e segnavia CAI 871.

    ******************************

    LagirAlpina numero 5 “MONTI DEL SOLE” 1:25.000

    Anche in questa cartina tutto l’itinerario dell’escursione è indicato in rosso, ma con segnavia 872 nella primissima parte in Val Pegolèra e poi 871.

    Guide consigliate in questa regione:

    Visualizza di più

    Attrezzatura

    Normale dotazione escursionistica più, eventualmente, corda e quant’altro per i passaggi più difficili.

    Molto consigliato il caschetto.


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    1.760 m
    Discesa
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    Punto più alto
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    Punto più basso
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    Da punto a punto Panoramico Rilevanza storico-culturale Passaggi esposti Passaggi attrezzati Passaggi di arrampicata Passaggio in cresta

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