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Escursioni a Venaco

Corsica,Francia

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In questa pagina abbiamo raccolto i migliori percorsi escursionistici a Venaco consigliati da appassionati di outdoor come te e da enti locali. Che tu voglia fare una tranquilla passeggiata su sentieri facili o un’escursione più impegnativa, che tu sia principiante o esperto, a Venaco trovi sempre qualcosa di adatto a te! Filtra i risultati in base alle tue esigenze e al tuo livello di preparazione fisica. Ogni percorso contiene informazioni utili per pianificare e affrontare al meglio la tua escursione.

5  (3 Valutazioni e recensioni)

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Funzioni
Mappe e sentieri

Le 10 migliori escursioni a Venaco

Sentiero turistico · Corsica del Sud
GR 20, 7º giorno
Percorso consigliato Difficoltà T3 difficile
18,5 km
8:00 h
1.319 m
1.478 m
Dal Refuge de Manganu alla Bergerie de l'Onda (GR 20 Nord)
Sentiero turistico · Francia
Dalla stazione di Corte alla stazione di Vizzavona
Percorso consigliato Difficoltà media
56,3 km
20:55 h
3.514 m
3.000 m
Dalla stazione di Corte, si è sul percorso Mare a Mare, verso Porto, fino alla giunzione con il GR20. Seguire poi il GR20, verso sud, fino alla stazione di Vizzavona.
Bergeries de Tolla Dalle Bergeries de Tolla (stagionalmente formaggi, snack, bevande) godiamo una splendida vista sul Monte d’Oro. © Klaus Wolfsperger
Sentiero turistico · Alta Corsica
Valle del Manganello
Contenuto Premium Difficoltà T2 media
23,2 km
7:35 h
1.173 m
1.173 m
Tour a cascate in un paesaggio fiabescoIl sentiero escursionistico vario attraverso la valle del Manganello ha qualcosa da offrire per tutti: le famiglie si divertiranno con il vivace ruscello che ci accompagna, e gli escursionisti in buona forma non rinunceranno alla lunga salita fino al rifugio Petra-Piana ai piedi del Monte Rotondo, la seconda vetta più alta dell'isola.
Arrivo al porto di Bastia
Sentiero turistico · Corsica
GR20 - Da Calenzana a Conca
Percorso consigliato Difficoltà difficile
178,2 km
71:22 h
13.293 m
13.320 m
Il GR 20 attraversa una natura mozzafiato. Passando accanto a laghi di montagna, su creste con viste fino al mare e con splendide pozze naturali per nuotare lungo il percorso. In molte guide escursionistiche il percorso è suddiviso in 16 tappe. Questo tracciato descrive il GR20 in 12 tappe. Il piano delle tappe si trova sotto i media. Per percorrere il sentiero è necessaria un'ottima forma fisica e esperienza in montagna.
Ascesa al Monte Cardo L'ascesa al Monte Cardo (variante) avviene attraverso enormi lastroni. © Klaus Wolfsperger
Sentiero turistico · Alta Corsica
Chapelle Santo Eliseo, 1555 m
Contenuto Premium Difficoltà T2 media
10,1 km
5:00 h
912 m
912 m
Incantevole escursione ad anello ai piedi del Monte CardoOgni anno, il 29 agosto, la cappella Santo Eliseo è la meta di un pellegrinaggio. Si trova in una posizione panoramica incantevole ai piedi dell'imponente Monte Cardo alto 2453 m e può essere raggiunta attraverso un meraviglioso percorso ad anello che passa accanto a diverse bergerie selvagge e romantiche.
Sentiero turistico · Alta Corsica
Escursione circolare al rifugio Refuge de Petra Piana e ritorno
Percorso consigliato Difficoltà media
12,8 km
5:55 h
993 m
994 m
Escursione circolare impegnativa al rifugio Refuge de Petra Piana passando per il Bocca Tribali Sattel e ritorno.
Sentiero turistico · Alta Corsica
GR 20 _ Calenzana - Conca
Percorso consigliato Difficoltà difficile
553,4 km
209:40 h
35.840 m
34.907 m
GR20 Nord
Sentiero turistico · Alta Corsica
Da Vivario a Venaco - Escursione variegata ai margini del Parco Regionale
Contenuto Premium Difficoltà difficile
15,7 km
5:00 h
730 m
700 m
Un percorso escursionistico variegato si snoda attraverso un paesaggio sì verdeggiante, ma piegato come un drappo, sul versante orientale della catena montuosa centrale tra Corte e il valico presso Vizzavona. Il percorso segue una variante del sentiero escursionistico a lunga percorrenza «Mare a Mare Nord», motivo per cui in alcuni tratti siamo accompagnati da segnaletica arancione. Il grazioso paesino di Vivario, situato proprio lungo la N 193 e la linea ferroviaria Ponte Leccia–Ajaccio, si adagia nel paesaggio ondulato sul versante orientale della catena montuosa centrale e lascia che la torre della chiesa di Saint-Pierre spunti dalla fascia verde delle colline boscose. In primavera i pendii privi di alberi si tingono del giallo del ginestrone come di un manto dorato, mentre l’aria è pervasa dal profumo degli oli essenziali. Questa escursione è una delle poche in cui possiamo utilizzare la ferrovia come mezzo di trasporto, poiché il percorso inizia e termina presso una stazione della «Micheline». Oggi circolano moderni automotrici e, dopo la revisione generale dell’impianto ferroviario, la frequenza dei treni è stata notevolmente aumentata. In escursioni di questo tipo è sempre consigliabile effettuare prima il viaggio in treno e poi tornare a piedi alla propria auto: ciò riduce lo stress ed evita che l’orario diventi un fattore di pressione durante l’escursione. In questo modo si possono apprezzare meglio le bellezze dell’itinerario. Partiamo da Vivario dalla stazione 01, situata leggermente a nord del paese, e camminiamo inizialmente lungo la strada del paese in direzione sud, con vista sul campanile alle nostre spalle. Chi viaggia in auto non conoscerà il paese in sé, ma piuttosto l’ampio ponte stradale poco più a nord, che attraversa il Vecchiu, un torrente dal letto profondamente incassato, con il viadotto ferroviario sullo sfondo. Seguiamo il percorso tortuoso della strada attraverso il paese e, dopo una stretta curva a sinistra, svoltiamo a sinistra in una strada secondaria. Questa, dopo una curva a destra, ci porta fuori dal paese verso i verdi pendii, inizialmente ricoperti di macchia mediterranea. Segue presto l’attraversamento della linea ferroviaria, che segue il tracciato della valle del torrente Forcaticcio e compie una cosiddetta curva a gomito per superare il dislivello. Per questo motivo, dopo poche centinaia di metri, incontriamo nuovamente i binari, che ora scendono leggermente più in basso lungo il fondovalle. Di fronte, il nostro sentiero entra nel bosco ombroso di querce e faggi e si dirige verso il fondovalle 02 con i due rami del torrente Santa Maria. Dopo l’attraversamento seguiamo il sentiero incassato che, con numerose piccole curve a gomito, introduce il primo tratto in salita. Il percorso ci conduce alla cappella di Santa Maria d’Arca 03; poco dopo, a un bivio, svoltiamo bruscamente a sinistra e seguiamo il sentiero in direzione nord. Presto superiamo la frazione di Arca, abbandonata e in stato di degrado. Successivamente il sentiero si addentra in un terreno privo di alberi e si dirige verso il passo panoramico Bocca Murella 04 (824 m), che costituisce anche il punto più alto di questo itinerario. Da qui si apre la vista sulle montagne più alte dell’isola, che si ergono a ovest e fanno da sfondo al paesaggio più dolce delle Prealpi. Sui versanti orientali della Pointe d’Occhio Vario si scende vivacemente attraverso la macchia mediterranea in direzione di Noceta. Dopo aver attraversato una striscia di bosco, proseguiamo attraverso l’antico paesaggio coltivato sempre in direzione nord. Dopo circa 45 minuti, a un bivio, prendiamo il sentiero di sinistra, che taglia una curva della strada. Al bivio successivo, svoltiamo a destra sulla strada carrozzabile che porta a Noceta 05 (520 m). In questo paese isolato vivono poco più di 60 corsi; l’unica attrazione è la fontana con lo stemma corso, realizzata con ciottoli rotondi.Attraversiamo il paese parallelamente alla strada principale. Incrociamo la D 43 e, dopo alcune centinaia di metri, ai margini occidentali del paese, incontriamo una casa con una cassetta postale. In corrispondenza di questa, un sentiero stretto e in parte ricoperto dalla vegetazione si dirama verso destra e scende nella valle del Cardiglione. Camminando parallelamente al fiume, ai piedi di una catena montuosa, proseguiamo in direzione nord attraverso un bosco di faggi verso il Pont de Noceta. Prima di arrivare lì, la strada sterrata sbocca presso un cancello di legno sulla D 43, che seguiamo verso destra e attraversiamo il Vecchiu passando per il Pont de Noceta 06. Il fiume, che scava profondamente nella roccia granitica, ha formato qui delle splendide pozze rocciose, molto frequentate anche dalla gente del posto per fare il bagno. Seguendo ancora per un breve tratto la D 43, raggiungiamo l’incrocio sul versante nord della valle fluviale, dove imbocchiamo la D 143 che prosegue verso sinistra. Poco dopo, il percorso segnalato in arancione si allontana dalla strada verso sinistra per attraversare, sopra il Vecchiu, prima un bosco e poi antichi terreni coltivati. Dopo una curva a destra, appare per la prima volta Venaco, la nostra meta, situata sui pendii ai piedi del Monte Cardo. Mancano ancora poco più di 2 chilometri, lungo i quali il sentiero, ora in parte ombreggiato, scende verso il torrente Piobico 07. Dopo averlo attraversato, segue l’ultima salita verso Venaco. All’altezza di un cartello di legno con la scritta «Pont de Noceta» raggiungiamo la D 43 ai margini inferiori del paese. Dopo pochi metri svoltiamo a destra in un vicolo in salita che, passando accanto a vecchie case in pietra, ci porta su nel paese. Non ci accorgiamo che la linea ferroviaria attraversa il paese passando sotto di esso attraverso un tunnel. La strada in cemento conduce a destra verso l’accesso alla stazione di Venaco 08 (650 m), che raggiungiamo svoltando nuovamente a destra dopo aver superato una curva a S.
Sentiero turistico · Alta Corsica
Nella valle del Manganello - Itinerari di collegamento tra il Monte d’Oro e il rifugio Pietra-Pana
Contenuto Premium Difficoltà media
9,9 km
5:30 h
175 m
1.060 m
 Questa escursione collega i due itinerari che portano al rifugio Petra-Piana (itinerario 30) e al Monte d’Oro (itinerario 28) e offre la possibilità di intraprendere escursioni di due o tre giorni nelle montagne di Vizzavona. La prima parte del percorso è identica a quella dell’escursione al rifugio Petra-Piana. Circa 10 minuti dopo la Cascade de Meli raggiungiamo, per così dire, il punto di partenza, il Pont de Tolla 01. Mentre il percorso verso il rifugio Petra-Piana si dirige a destra attraversando il fiume, noi imbocchiamo il sentiero di montagna che sale a sinistra. Lasciamo la valle del Manganello e seguiamo ora la valle del Ruisseau de Grottaccia. Si tratta di un tratto del GR 20 che, provenendo dalla parte più interna della valle del Manganello, torna verso le montagne seguendo questo percorso. Dopo pochi minuti attraversiamo una strada forestale e seguiamo il sentiero che si avvicina al torrente. Con una pendenza moderata saliamo attraverso la splendida pineta. A 1190 metri di altitudine, superiamo una sorgente situata sulla sinistra del sentiero. Continuiamo a guadagnare quota tra imponenti esemplari di pino laricio, mentre il sentiero si allontana dal corso del torrente. Dopo alcune curve a zigzag e l’attraversamento 02 di due corsi d’acqua, circa 20 minuti prima della nostra meta attraversiamo un boschetto di faggi e arriviamo alle Bergeries de l’Onda, poco sotto il rifugio. Dopo altri 5 minuti raggiungiamo il piccolo Rifugio dell’Onda 03 (1430 m), che offre 16 posti letto e in estate noleggia anche piccole tende. A questo punto occorre decidere quale percorso intraprendere per proseguire l’escursione. Chi desidera intraprendere un’escursione giornaliera più lunga può salire dal rifugio in direzione sud lungo un ripido sentiero fino alla Punta de Muratello (2064 m), seguendo così il percorso normale del GR 20. Il sentiero si trasforma ben presto in un terreno roccioso e si dirige verso la forcella, dove si trova anche il bivio del sentiero di salita verso il Monte d’Oro. La discesa dalla forcella è identica alla seconda metà del percorso di salita al Monte d’Oro, descritto nell’itinerario n. 28. La lunga discesa si snoda attraverso una valle bizzarra, costellata di massi e aspre creste granitiche lasciate dai ghiacciai del Würm. Superando numerose pozze, cascate e le Cascades des Anglais, alte 30 m, il sentiero si addentra infine nella Forêt de Vizzavona.D’altra parte, il Rifugio dell’Onda offre anche la possibilità di seguire la variante alpina del GR 20 in direzione nord e di raggiungere a piedi il Rifugio di Pietra Pana. Il percorso più breve, ma più faticoso, che si snoda lungo le creste, offre sì splendidi panorami sulle montagne a sud del Monte Rotondo, ma possono esserci nevai fino a estate inoltrata. Con il cielo sereno, il punto più alto del percorso, chiamato in francese «Pointe de Pinzi Corbini», permette addirittura di scorgere il mare. Inoltre, non ci sono né sorgenti né zone d’ombra, pertanto si consiglia di partire di buon’ora. La variante più breve ma più impegnativa prevede due salite e due discese e non dovrebbe essere scelta in caso di maltempo. Partendo dal rifugio, seguiamo il sentiero segnalato in arancione in direzione nord e saliamo ripidamente fino alla Bocca d’Oreccia (1427 m). Da lì il percorso si snoda lungo la cresta passando per la Crête de Murata 04 (1928 m), la Bocca a Meta 05 (1890 m) e la Punta de Pinzi Corbini 06 finoalla Punta Murace (1921 m) e poi alla Bocca Manganello, che si trova già all’altezza del rifugio Pietra Pana. Dopo pochi minuti, attraversando alcuni massi e superando piccoli ruscelli, raggiungiamo il rifugio Pietra Pana 07, situato in una posizione incantevole a 1842 m s.l.m.Dopo un pernottamento, è possibile scalare il Monte Rotondo dal versante sud (4–5 ore andata e ritorno, sentiero alpino con passaggi leggermente esposti) oppure intraprendere il ritorno verso Canaglia seguendo il percorso dell’itinerario 30. In ogni caso, vale la pena godersi questo posto d’eccezione nel cuore delle montagne corse o addirittura soffermarsi qui per uno o due giorni.
Sentiero turistico · Alta Corsica
Rifugio di Petra Piana - Ai piedi del Monte Rotondo
Contenuto Premium Difficoltà difficile
20,2 km
7:00 h
1.150 m
1.150 m
Due tratti di sentieri escursionistici a lunga percorrenza consentono di addentrarsi nel cuore delle montagne della Corsica centrale senza dover percorrere il GR 20 nella sua interezza. L’itinerario, lungo ma di facile percorrenza, può anche essere in parte trasformato in un giro ad anello se si segue la variante alpina del GR 20 e si prevedono due giorni con pernottamento al Rifugio di Petra Piana. Non lontano dal Col de Vizzavona, all’altezza di Tattore, una stretta strada secondaria devia verso Canaglia, un piccolo borgo nella valle dell’Agnone. Poco dopo si immette il Manganello, che seguiamo attraverso la splendida vallata fino alla sorgente. La strada pubblica termina a Canaglia 01, dove sono disponibili alcuni parcheggi, ma prosegue come strada forestale che costeggia il versante sud della valle del Manganello. Subito dopo il paese, la strada forestale inizia con un cartello di divieto di transito e cartelli indicatori per il GR 20 e per una variante del sentiero escursionistico a lunga percorrenza Mare a Mare Nord, che seguiamo per un tratto. Dopo un chilometro sulla strada forestale e dopo aver superato un cancello di ferro, il percorso escursionistico devia a destra in una curva a sinistra e prosegue inizialmente come un ampio sentiero che scende verso il corso del torrente. Camminiamo sempre attraverso un bosco di pini rado e abbiamo davanti agli occhi il magnifico letto del torrente con numerose pozze rocciose e cascate. Di tanto in tanto alcuni tratti del sentiero sono ricoperti da detriti del torrente, ma per lo più seguiamo sempre la riva destra del Manganello. Il percorso prosegue poi per alcuni metri sulla roccia nuda, prima che, in una valle laterale, il Ruisseau de Meli scenda da una parete rocciosa con una cascata a velo, formando diverse cascate. Poco dopo raggiungiamo il bivio dove incontriamo il percorso del GR 20. Il sentiero escursionistico a lunga percorrenza proviene dalla valle del Manganello e ora risale lungo il Ruisseau de Grottaccia fino al Rifugio de L’Onda. Seguiamo il GR 20 verso destra e attraversiamo il Ruisseau de Grottaccia poco prima della sua confluenza nel torrente Manganello sul ponte di Tolla 02. A valle del ponte si sono formate delle splendide pozze rocciose di colore turchese. Attraversando un terreno boscoso, dopo 1 ora e 15 minuti di cammino raggiungiamo l’ingresso della parte alta della valle del Manganello e arriviamo alle Bergeries de Tolla 03(1011 m), un’ex malga trasformata in rifugio. L’area un tempo ricoperta di prati è ora fitta di felci aquiline, ma qui pascolano comunque alcuni cavalli e un asino. Successivamente, l’ampio sentiero costeggia la riva sinistra del Manganello addentrandosi nella splendida pineta. Il comodo percorso sale per un bel po’ in modo impercettibile, costeggiando ripetutamente pozze e cascate. Dopo poco più di un’ora dalla Bergerie, sulla destra del sentiero sgorga una piccola sorgente 04, raccolta in una piccola vasca di pietra. Da qui la salita inizia a farsi più ripida e il percorso, seguendo l’andamento della valle, vira verso nord-ovest. Il bosco si dirada, il terreno diventa più roccioso ed è costellato di massi. Si supera una piccola capanna in pietra, dopodiché occorre attraversare alcuni torrenti laterali poco profondi. Ci si trova nel fondovalle 05 della valle del Manganello, popolata da imponenti pini isolati e circondata da rocce di granito a vista. Il sentiero sale a destra per attraversare un torrente laterale e poi inizia la salita lungo un ripido gradino di terreno fino alla Bergerie de Gialgo 06 (1609 m). Il percorso è attrezzato con gradini in pietra e numerosi tornanti; infine, bisogna attraversare un torrente in mezzo a una fitta boscaglia di pino mugo. La malga di Gialgo funge da alloggio alternativo in estate, quando il Rifugio di Petra Piana è troppo affollato. Ora resta da affrontare l’ultima salita verso il rifugio, che conduce ripidamente in alto attraverso un terreno roccioso e supera quasi 250 metri di dislivello. Fino all’ultimo, il rifugio, situato su una terrazza rocciosa a picco sulla valle del Manganello e ai piedi del Monte Rotondo, non è visibile. Una volta raggiunta la terrazza, un sentiero trasversale attraverso la boscaglia di ontani verdi conduce al Rifugio di Petra Piana 07 (1842 m). Questo rifugio è costituito da un edificio principale con il dormitorio, un edificio di servizio simile a una malga in cui vengono preparati i pasti e un edificio con docce e servizi igienici, naturalmente solo con acqua fredda. Il rifugio è una meta molto apprezzata dagli escursionisti che percorrono il GR 20, ma anche da chi intende scalare il Monte Rotondo. Il ritorno avviene lungo lo stesso percorso. Chi pernotta al rifugio può seguire la variante alpina del GR 20, che si snoda lungo la cresta a ovest della valle del Manganello. In questo percorso si devono superare due salite verso cime come la Punta Murace (1921 m) o il Pinzi Corbini (2027 m). Il percorso si ricongiunge al percorso principale del GR 20 presso il Rifugio de L’Onda, che si segue in discesa attraverso la valle del Grottacci fino al ponte di Tollà, per poi tornare a Canaglia attraverso la variante Mare a Mare Nord.
escursioni a Venaco
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  1. Escursionismo

Meteo per Venaco

Meteo 10 giorni

Si vous êtes un amateur de randonnée à la recherche d'aventure et de paysages magnifiques, Venaco est l'endroit idéal pour vos prochaines vacances en Corse. Niché au cœur des montagnes corses, ce charmant village offre une multitude d'options pour explorer ses environs lors de diverses randonnées.

Randonnées Accessibles à Tous

Pour ceux qui débutent dans le monde de la randonnée ou préfèrent des parcours plus faciles, plusieurs sentiers balisés sont disponibles autour de Venaco. Par exemple, la boucle du Lac di Corte offre une promenade tranquille avec vue sur le lac et ses alentours verdoyants. Vous pouvez également opter pour la Balade des Bergers qui vous emmène à travers les pâturages et les forêts environnants.

Randonnées Plus Exigeantes

Pour les amateurs confirmés en quête de défis plus ardus, il existe également des itinéraires exigeants au départ de Venaco. La montée vers le Monte Rotondo est l'une des options populaires offrant une ascension difficile mais gratifiante jusqu'à l'un des sommets emblématiques de la région. De là-haut, vous serez récompensés par une vue panoramique imprenable sur toute la vallée.

Sentiers Pittoresques

En explorant les environs pittoresques de Venaco, ne manquez pas le Sentier du Facteur qui traverse villages authentiques et ponts anciens tout en offrant un aperçu unique du patrimoine local. Les Gorges du Tavignano constituent également un incontournable avec leurs falaises abruptes et leur rivière tumultueuse creusant son chemin à travers le paysage sauvage.

Hébergements Sur Le Chemin

Lorsque vous partez en randonnée depuis Venaco, certains itinéraires mèneront directement à des hébergements tels que gîtes ruraux ou refuges perchés dans les montagnes. Ces endroits chaleureux offrent non seulement un repos bien mérité après une journée active mais aussi l'occasion d'échanger avec d'autres passionnés comme vous autour d'un bon repas corse traditionnel.

Conclusion

Ainsi, que vous soyez novice ou expert en matière de marche en pleine nature, Venaco propose une variété infinie d'options pour satisfaire votre soif d'aventure et découvrir la beauté préservée de cette région corse. Alors n'hésitez pas à enfiler vos chaussures confortables et partir explorer ces sentiers magiques qui n'attendent que vous ! Bonne randonnée !

Recensioni

  • 14.09.2025
    Silke 🥾 
    Abwechslungsreicher Rundweg, teilweise gut markiert. Man geht einmal durch ein Weidegatter - das sollte einen nicht abhalten - und muss an einer seichten Stelle den Fluss kreuzen, bei der Gelegenheit lohnt sich gleich ein erfrischendes Bad. Wir sind am Camping Perendellu gestartet.
    ...Visualizza di più
    Foto: Silke 🥾, Community
    Foto: Silke 🥾, Community
    Foto: Silke 🥾, Community
    Scritto il 14.09.2025

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