Sentiero turistico
· Alta Corsica
Lago di Melo e Capitello - Nel cuore della valle del Restonica, alla scoperta dei laghi di montagna più belli della Corsica
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Una meta escursionistica molto apprezzata, facilmente raggiungibile da Corte, è la gola della Restonica, dal fascino selvaggio e romantico, che a ovest del paese conduce nel cuore delle montagne. La strada, lunga 17 chilometri, si snoda in parte a corsia unica attraverso la valle simile a una gola fino alle malghe di Grotelle, dove si trova un parcheggio a pagamento. In estate l’affluenza è tale che durante il giorno la strada viene chiusa al traffico tre chilometri dopo Corte e l’accesso è possibile solo con autobus navetta. All’estremità della valle ci attendono paesaggi alpini con vette, laghi glaciali, magnifiche pinete di Laricio e una vegetazione alpina dai colori vivaci. La valle è protetta dal 1966 e fa parte del nucleo centrale del Parc Naturel Régional de la Corse. Dalle malghe di Grotelle parte un sentiero escursionistico molto frequentato che conduce al Lac de Melo, situato in una conca glaciale del gradino superiore del circo glaciale. È possibile salire ancora più in alto fino al Lago di Capitello e, seguendo un tratto del GR 20, compiere un piccolo giro ad anello attraverso il paesaggio montano che sovrasta i due laghi. Già nel 1852 Ferdinand Gregorovius rimase affascinato dalla bellezza della valle, quando scrisse: «Nei pressi di Cortes la valle si allarga notevolmente, e lungo le rive crescono castagni e noci. Più in alto la valle si restringe sempre di più, le pareti delle sponde si ergono nere e gigantesche su entrambi i lati e foreste primordiali di un verde intenso, composte da vecchi pini e larici, le ombreggiano.» All’epoca, l’incavo simile a una gola tra la catena montuosa del Venachese e la Forêt de Tavignano era riservato esclusivamente agli escursionisti. Grazie alla costruzione della strada carrozzabile, la gola è oggi, insieme al paesaggio delle Calanche, una delle attrazioni naturali più visitate dell’isola. Iniziamo il nostro viaggio nella valle lunga 17 chilometri a Corte, che con la collina del castello e la cittadella è una delle città più antiche e interessanti della Corsica. La valle, che ben presto si restringe, fa sì che anche la strada si restringa; a partire dal piccolo chiosco informativo sopra il campeggio, essa inizia a salire ripidamente come strada di montagna a corsia unica. Ben presto raggiungiamo i 700 metri di dislivello e ci addentriamo in un paesaggio sempre più bizzarro. Imponenti pini marittimi ricoprono le rocce scoscese, mentre sotto la strada il fragoroso torrente di montagna scorre impetuoso attraverso il fondovalle simile a una gola. Presso il Pont de Frasseta (900 m) si trova il punto di partenza dei sentieri escursionistici per l’altopiano di Alzo, che consente il passaggio verso la valle del Tavignano, adiacente a nord. Attraverso il Pont de Tragone (943 m) raggiungiamo il versante meridionale della valle e, dopo la gola del Timozzo, arriviamo a un lungo tratto di strada che, con una pendenza moderata, conduce al Pont de Grotelle. Presso il ponte (1260 m) iniziano i sentieri di montagna verso il Monte Rotondo (2622 m, vedi itinerario 33), che per lungo tempo è stato considerato la vetta più alta della Corsica. Poco dopo raggiungiamo, sulla sponda orograficamente sinistra, la malga di Grotelle (1370 m), costituita da diverse capanne in pietra sparse tra i prati di montagna. Iniziamo l’escursione all’estremità sud del parcheggio 01, superiamo il bar «U Stazzu» ed entriamo direttamente nella valle a forma di trogolo, selvaggia e romantica. Il sentiero, molto battuto, conduce subito su cumuli di massi granitici e attraversa canaloni e conche di detriti. Ben presto anche gli ultimi imponenti pini laricio si diradano, poiché a 1500 metri sul livello del mare si raggiunge il limite della vegetazione arborea. Ora il sentiero si snoda ripetutamente tra cespugli di ontano verde e, dopo mezz’ora di cammino, raggiunge la Bergerie de Melo 02. La malga, ormai abbandonata, in estate rifornisce gli escursionisti di ricotta, latte e alcune bevande. Poco dopo, a un bivio, possiamo scegliere tra la salita facile e quella difficile verso il lago di Melo. Per la salita seguiamo la variante più difficile, che conduce a destra su un terreno sempre più ripido ed è segnalata con la scritta «Accès difficile». Subito dopo dobbiamo aiutarci con le mani su lastre di roccia lisce, messe in sicurezza con delle corde. Ci facciamo strada sul terreno ripido fino alla soglia glaciale che argina il lago Melosee e si erge quasi verticalmente davanti a noi. Sono state installate delle scale per poter superare questa barriera senza grossi problemi. In questo modo, dopo solo un’ora di cammino, riusciamo a trovarci davanti alla conca del lago Melosee 03 e a goderci il magnifico panorama montano. Sopra lo specchio d’acqua svetta la vetta del Pic Lombarduccio (2261 m). Alla sua sinistra, il Monte Rotondo conclude la catena montuosa del Capu a Chiostru. In piena estate, la piacevole temperatura dell’acqua permette persino un bagno rinfrescante, motivo per cui il lago è spesso scelto come meta di questa breve escursione. Da qui non è lontano il lago di montagna situato leggermente più in alto, il Lac de Capitello. Il sentiero di montagna, che ora si snoda su terreno roccioso, prosegue a destra del lago e passa davanti a un rifugio gestito dall’amministrazione del parco. Teniamo la sinistra per non imboccare il canalone detritico Bréche de Goria, che scende dal Lombarduccio. Dopo due brevi e semplici passaggi di arrampicata, superiamo nuovamente un ripido gradino di terreno e, dopo due ore, raggiungiamo il bacino glaciale superiore sul margine nord del lago di Capitello 04 (1930 m). Dal bordo esterno della barriera rocciosa che argina il lago sul lato orientale, si scorge il lago di Melos. Qui possiamo soffermarci un po’ sulla formazione dei laghi di montagna corsi: la Corsica ha alle spalle un’intensa glaciazione che, durante l’ultima era glaciale, aveva ricoperto gran parte del centro dell’isola. In quel periodo si formarono più di 40 laghi glaciali, tra cui il lago di Melo (1711 m, 15,5 m di profondità) e il lago di Capitello (1930 m, 42 m di profondità). I bacini sovrapposti furono scavati da un ghiacciaio di notevoli dimensioni, che dalle montagne centrali si spinse per chilometri a valle, formando così anche la gola della Restonica. Quando, alla fine delle ere glaciali, i ghiacciai iniziarono a sciogliersi, i bacini ormai liberi si riempirono. Il granito è quasi impermeabile all’acqua, il che ha permesso ai laghi di conservarsi fino ad oggi. Come ovunque in Corsica, il lago Capitello, situato più in alto, presenta una profondità maggiore rispetto al lago Melos, che si trova più in basso. Questi limpidi laghi di montagna ospitano un’unica specie ittica autoctona, ovvero il salmerino di fiume, che appartiene alla famiglia dei salmonidi. Grazie alla sua resistenza al freddo, questo pesce può popolare questi laghi di montagna, che risultano troppo freddi persino per le trote, pur essendo esse stesse abituate al freddo. Gli escursionisti esperti di ambiente alpino possono percorrere un itinerario ad anello che include un tratto del GR 20 e che in seguito riconduce al Lac de Melo. Seguiamo il sentiero segnalato in giallo nel ripido canalone ghiaioso ai piedi della Punta alle Porta e saliamo quasi lungo la linea di caduta. È necessaria cautela nei pressi dei campi di neve, che qui possono persistere tutto l’anno. Dopo tre quarti d’ora raggiungiamo la forcella della Punta alle Porta 05 a 2313 metri e ci troviamo così sul percorso del GR 20. Lo seguiamo verso sinistra e camminiamo lungo una cresta in direzione sud-est. Il punto panoramico più bello sui due laghi di montagna si trova tuttavia leggermente a destra del bivio in direzione nord-ovest. Dalla cresta vediamo i due laghi disposti uno dietro l’altro nei loro bacini glaciali. Camminiamo quindi per mezz’ora lungo la cresta fino alla sella Bocca a Soglia 06 a 2052 metri e seguiamo la strada carrozzabile verso sinistra, segnalata da un paletto giallo. Il sentiero, relativamente agevole e moderatamente ripido, attraversa boschetti di ontani e distese di prato alpino e in circa un’ora scende al Lago di Mel. Lungo il percorso dobbiamo superare un altro gradino del terreno, nel quale però, a causa della conca poco profonda, non si è potuto formare alcun lago. Parallelamente a un tratto di cascata simile a una gola, raggiungiamo nuovamente il lago di Melo, che aggiriamo lungo la sponda meridionale. All’estremità del pendio scegliamo ora il semplice sentiero di salita che scende a destra, segnalato con «Accés facile», e che si snoda sul versante destro della valle fino alla Bergerie de Melo. Prima dobbiamo attraversare lo sbocco del lago e seguire il sentiero ben tracciato che si snoda tra detriti e cespugli di ontano verde, il quale attraversa la valle poco prima della Bergerie de Melo e si ricongiunge al percorso di salita già percorso all’andata. Lo seguiamo verso destra e dopo circa 20 minuti raggiungiamo il parcheggio 01 presso il punto di partenza.