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Sentiero alpinistico Percorso consigliato Sentiero alpinistico  · Dolomiti Bellunesi

Da Stua a Forcella Franche per Cima Bassa, Col Bel e Piz de la Lasta

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Little Fish Trek
  • Inizio escursione ai ruderi dell'ex «Osteria alla Stua» in Valle del Mis.
    Inizio escursione ai ruderi dell'ex «Osteria alla Stua» in Valle del Mis.
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek

Abbiamo selezionato alcune alternative per te

    Gruppo del Piz de Mezodì o Mezzodì: da Stua in Valle del Mis a Forcella Franche per Col de Róre, Col de Pinón, Bósch de le Scàndole, Colentàss, Cima Bassa, Col Bel, Piz de la Lasta e La Mónt.

    media
    Distanza 10,7 km
    7:30 h
    1.670 m
    1.160 m
    2.065 m
    484 m

    Traversata incentrata sulla dorsale ovest del Piz de Mezodì, con l’obiettivo di toccare le tre elevazioni denominate in tutte le mappe avvicinandosi dal poco frequentato versante sud, dove esiste una serie di sentieri-camminamenti in parte dimenticati e in parte ancora agibili senza grosse difficoltà.

    La guida di riferimento (con relative scansioni stampate in tasca) per tutta l’escursione è «Monti del Sole e Piz de Mezodì» – antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi.

    Per chi rientra in bicicletta alla partenza (9 km circa di discesa), attenzione al passaggio delle cinque gallerie che si incontrano.

    Per chi rientra in auto alla partenza, attenzione … ai ciclisti al passaggio delle cinque gallerie che si incontrano. 😉

    Consiglio dell'autore

    Alcune foto sono in formato verticale o panoramico e non si visualizzano bene nelle anteprime: passare alla visualizzazione in formato intero per avere un’idea più completa dell’ambiente dell’escursione.

    ******************************

    Per avere una panoramica completa degli itinerari percorsi e descritti sui Monti del Sole e Piz de Mezodì si può far riferimento al link → Monti del Sole e Piz de Mezodì (o Piz de Mezzodì).

    Difficoltà
    T3 media
    Difficoltà totale
    media

    Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

    Emozione
    Paesaggio
    Livello di rischio
    Punto più alto
    Piz de la Lasta, 2.065 m
    Punto più basso
    484 m
    Periodo consigliato
    gen
    feb
    mar
    apr
    mag
    giu
    lug
    ago
    set
    ott
    nov
    dic
    Orientamento cardinale
    NESO

    Tipo di strada

    Mostra il profilo altimetrico

    Punti di ristoro

    Osteria alla Soffia

    Indicazioni sulla sicurezza

    Evitare con il bagnato, neve o gelo.

    Programmare solo con meteo sicuro e ottima visibilità.

    Consigli e raccomandazioni aggiuntive

    Forcella Franche è il punto di inizio-fine nord dell’Alta Via dei Monti del Sole.

    Chi vuol provare questa alta via può far riferimento all’itinerario → Alta Via dei Monti del Sole da Le Rosse Alte a Forcella Franche.

    Direzioni da seguire

    Premessa

    Questo itinerario è stato percorso il giorno 29 settembre 2024, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

    Nella relazione che segue con il termine «guida» mi riferisco a «Monti del Sole e Piz de Mezodì» – antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi.

    ↓

    Dal parcheggio presso i ruderi della vecchia «Osteria alla Stua» alla Cima Bassa

    Dal parcheggio ci si infila tra i ruderi e, senza arrivare in fondo alla traccia che continua in piano, si prende un sentierino che sale sulla sinistra.

    Su camminamento evidente si arriva sotto il gran rudere di Stua Alta in un tratto di traccia più labile: non bisogna continuare in piano ma ci si deve alzare qualche metro per passare a sinistra del rudere dopo il quale il sentiero torna evidente (c’è anche un bollo rosso all’angolo di arrivo al rudere).

    Con una diagonale si arriva al canale della Val Bussolói e si tralascia la traccia che lo attraversa per continuare sul fianco destro direzione salita o sinistra idrografica.

    Si continua con varie svolte senza problemi fino ad arrivare sotto una spettacolare altissima fascia rocciosa, con muretti di sassi che delimitano delle sporgenze (sotto una di queste c’è il Cógol de Stèfen).

    ******************************

    Qui tutti e due i miei terminali GPS sono andati in tilt e si sono resettati, tornando affidabili dopo circa 20 minuti di avanzamento: dunque, per il tratto successivo ho raddrizzato a mano le linee registrate che non possono essere molto affidabili.

    ******************************

    Dal punto di arrivo si segue la fascia rocciosa a sinistra per pochi metri, e poi si traversa il piatto canale sempre verso sinistra, e si continua per poco nella boscaglia su tracce quasi assenti per ritrovare il buon sentiero.

    Prima di andare verso il sentiero di prosecuzione, ho continuato per qualche decina di metri dentro l’impluvio del canale di valle (che è ancora la Val Bussolói sopra citata), per arrivare sotto gli spettacolari salti che la chiudono: non si vede dalla registrazione GPS, ma vale la pena perderci 5 minuti.

    Il sentiero prosegue facile fino a una cengetta che contorna uno spigolo, dopo la quale ho trovato degli isolati schianti non difficili da aggirare ma che – finendo fuori della traccia principale – hanno richiesto attenzione per individuare rami tagliati e ometti successivi.

    Ora si sale fino a una bassa fascia rocciosa e si traversa fino a un’area di bosco più rado oggi con erba ricresciuta che creava qualche difficoltà nell’individuare il camminamento giusto.

    Comunque la tendenza è una continua diagonale di salita e si arriva all’immissione in due più larghi sentieri: il primo arriva sempre dalla Valle del Mis circa 1,5 km più a monte della partenza di oggi, mentre l’altro è una delle varianti dalla località Bitti.

    Si continua a risalire su bel sentiero la larga bancata boschiva nell’area del Bósch de le Scàndole che fa uscire dal versante sud della dorsale ovest del Piz de Mezodì, e si raggiunge il filo del costone del Colentáss con un larghissimo tornantone verso destra.

    Qui ci si congiunge con un altro sentiero molto evidente … con qualche schianto che ne riduce l’evidenza, si attraversa un boschetto di faggi e si arriva sotto un pendio di mughi non troppo fitti che bisogna risalire.

    È una risalita breve dove si trovano le tracce tra i corridoi nei mughi, anche corridoi stretti ma i passaggi ci sono: ho solo dovuto inginocchiarmi un paio di volte per passare sotto qualche mugo di grossa taglia.

    Salendo più o meno sulla verticale si trova un nuovo sentiero-camminamento evidente, che in breve porta all’immissione nel sentiero normale che da Forcella Franche sale al Col Bel: frecce esplicative al punto di immissione.

    Ora si passano quattro tornanti e si inizia la lunga diagonale finale per il Col Bel, trovando ben presto la freccia che indica il punto migliore di attacco per la salita alla Cima Bassa.

    Per la Cima Bassa non c’è sentiero o traccia continua, ma si sale intuitivamente nel non difficile pendio.

    Salendo in diagonale bisogna tornare un po’ indietro come direzione per arrivare al promontorio di cresta-dorsale che è considerato il punto vetta.

    Il punto vetta è molto panoramico anche se è il più basso dei punti vetta di giornata, ed è quello con la miglior vista sulla Valle del Mis.

    ↓

    Dalla Cima Bassa al Col Bel

    A mio giudizio conviene semplicemente tornare alla freccia di uscita dal sentiero normale del Col Bel e proseguire da lì.

    Io ho provato a tagliare il pendio in fuoripista per minimizzare la perdita di dislivello, ma si perde più tempo e comunque il tratto finale di sentiero per il Col Bel è facile e qualche metro di dislivello in più non si sente.

    Prima di arrivare alla Croce di vetta del Col Bel si passa sotto un (troppo) vistoso pannello ripetitore.

    Gran bel panorama anche da questa vetta con “vista privilegiata” verso il Piz de Mezodì.

     ↓

    Dal Col Bel al Piz de la Lasta

    Il sentiero che collega il Col Bel al Piz de la Lasta è frutto sicuramente di un enorme lavoro.

    La discesetta alla sella che divide le due vette è in un mare di fittissimi mughi, e anche parte della successiva risalita è su terreno simile.

    Qui non ci sono semplicemente rami tagliati di segnalazione, ma c’è un vero taglio continuo strutturato che crea un comodo sentiero a tratti molto largo, indicato anche con molti segnavia rossi.

    Basta stare attenti a non inciampare nei monconi di mughi a terra.

    Poi i mughi si diradano e si seguono semplicemente i segnavia rossi.

    Dopo un tratto della salita finale i segnavia fanno scendere qualche metro verso destra-sud per entrare in un tratto di 5-6 passi molto esposti sul filo del salto: il posto per i piedi si può definire più che sufficiente, quasi comodo, ma serve un “reset mentale” perché finora era veramente tutto tranquillo.

    Si continua ancora abbastanza vicini al bordo del salto ma su traccia con buon margine, e poi si passa sul lato sinistro di dorsale direzione salita per arrivare al bivio con il sentierino di discesa: il bivio è segnalato con vernice rossa su una roccetta a terra (ma si vede anche la traccia).

    Dopo il bivio c’è un non difficile saltino di roccette dove si usano le mani senza arrivare al I° grado, e poi facilmente all’ometto di vetta del Piz de la Lasta: ultimo gran bel panorama con vista ravvicinata al Piz de Mezodì Ovest.

    ↓

    Discesa dal Piz de la Lasta a Forcella Franche

    Tornati al bivio finale si svolta a destra e si arriva subito in testata – a fianco di un basso covolo – del larghissimo vallone o piano inclinato di discesa detto La Mónt.

    Già da sopra si nota la traccia di discesa in lontananza sulle ghiaie in basso a destra, ma prima bisogna stare verso sinistra.

    Dunque si tiene la sinistra su ghiaione per qualche decina di metri fino ad aggirare la base delle roccette di quel lato, e si trova un piccolo ometto all’inizio di un sentierino diagonale.

    Il sentierino in diagonale sinistra termina contro un ometto in mezzo a delle pietre di medie dimensioni e si va verso un altro ometto a destra per poi scendere in un non difficile passaggio di pietraia tra due fasce di roccette.

    Ora si va verso destra per intercettare la traccia visibile già da sopra, e qui non ho visto subito ometti o rami tagliati tra i radi arbusti-mughi.

    Magari ci sono, ma vista la facile pendenza di questo tratto senza perdere tempo ho tagliato un po’ a occhio e sono risalito sulla traccia consolidata che scende la successiva lunga parte di ghiaione.

    Senza difficoltà si finisce la parte a ghiaione e, guidati dai rami tagliati, si entra in bosco di conifere.

    In questa prima parte di bosco il sentiero, pur con qualche contorsione, è ben evidente e segnalato dai rami tagliati.

    Poi il bosco da sole conifere diventa misto, con tratti non troppo coprenti e su fianchi larghi e ondulati dove non si creano dei passaggi obbligati.

    Pertanto il camminamento che segue è assai discontinuo e a tratti inerbato, e con ramaglia e piccoli arbusti ricresciuti sulla linea di discesa.

    La buona notizia è che la pendenza non è mai molto alta, e si può ragionare con calma senza pericolo di finire in qualche dirupo.

    In questa parte ho visto in tutto un segnavia rosso e 3 o 4 rametti tagliati (nelle guida sta scritto che i segni rossi di questo tratto sono di significato forestale e non escursionistico).

    A mio giudizio è sicuramente più facile da seguire in salita come orientamento.

    Comunque piano-piano si procede e si va ad intercettare il solito sentiero normale di salita da Forcella Franche al Col Bel.

    Osservando le mappe bisogna stare attenti per arrivare al punto di immissione in corrispondenza di una svolta di quota 1420 circa al culmine di un tratto di salita-discesa diretta.

    Se si manca questo punto di immissione, si intercetterà comunque il sentiero normale più in basso, ma diventa più complicato.

    Tuttavia il sentiero è mappato con buona precisione su OpenStreetMap e con un po’ di attenzione ci si trova.

    Entrati nel sentiero normale del Col Bel è tutto facile fino all’immissione nel CAI 875.

    Il finale per Forcella Franche sul CAI 875 è evidentissimo ma spesso «in trattenuta» per il tipo di fondo, cambi di pendenza e secche svolte.

    Punti di sosta e ristoro
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    Cascata della Soffia
    Osteria alla Soffia

    Come arrivare

    Partenza dell’escursione

    Lungo la Strada Provinciale 2 della Val del Mis imboccabile dall’area comunale di Sospirolo (da sud) e da Forcella Franche (da nord): percorrere la provinciale fino alla località Stua.

    La località Stua (che si trova esattamente al km 17-II della SP 2) è a monte del Ponte San Remedio che attraversa il lato nord finale del Lago del Mis, ed è riconoscibile come gruppetto di vecchi fabbricati diroccati – a poca distanza dai fabbricati diroccati c’è un’area pic-nic.

    Chi usa il navigatore Google Maps può impostare il punto di interesse «Area Picnic alla Stua» (aggiornamento Settembre 2024).

    ↓

    Arrivo dell’escursione

    Seguire le indicazioni stradali dai tre punti possibili di arrivo: la Valle del Mis (però la strada è chiusa nel periodo invernale), dalla zona di Gosaldo oppure da Rivamonte Agordino con indicazioni poco a sud di Agordo.

    Dove parcheggiare

    Partenza dell’escursione

    Nello spiazzo di fronte ai ruderi dell'ex «Osteria alla Stua».

    ↓

    Arrivo dell’escursione

    Parcheggio molto ampio a Forcella Franche.

    Coordinate

    DD
    46.202749, 12.025730
    DMS
    46°12'09.9"N 12°01'32.6"E
    UTM
    33T 270542 5120875
    w3w 
    ///seguiva.danzato.nobiltà
    Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

    Titoli consigliati

    “Monti del Sole e Piz de Mezodì”

    Antologia a cura di Pietro Sommavilla e Luca Celi

    Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna

    Mappe consigliate

    Casa editrice TABACCO numero 022 "Pale di San Martino" 1:25.000

    Casa editrice TABACCO numero 024 "Prealpi e Dolomiti Bellunesi" 1:25.000

    LagirAlpina numero 5 “MONTI DEL SOLE” 1:25.000

    Guide consigliate in questa regione:

    Visualizza di più

    Attrezzatura

    Normale dotazione escursionistica.


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    T3 media
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    media

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    Distanza
    10,7 km
    Durata
    7:30 h
    Salita
    1.670 m
    Discesa
    1.160 m
    Punto più alto
    2.065 m
    Punto più basso
    484 m
    Da punto a punto Panoramico Passaggio in vetta Passaggi esposti Passaggio in cresta

    Meteo al punto di partenza

    Meteo 10 giorni

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