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ITINERARIO
L’anello si inizia salendo per l'antico Tríòl dei Cavai che porta a uscire dal bosco presso il piede dello spigolo occidentale del Pelmetto (da dove parte un sentierino che sale al masso con le orme dei dinosauri) e poi si distende sul versante meridionale del monte, raggiungendo, sotto la verticale della Fisura, l'ampia zona di pascolo de Le Mandre, panoramica e di solare bellezza, con i caratteri tipici dell'iconografia classica dolomitica. Si continua attraverso l'aperta zona de I Lach aggirando il crestone sud-orientale del Pelmo in corrispondenza di una singolare e nettissima architettura rocciosa a baldacchino (chiamata Dambra, zoccolo, per la sua caratteristica forma) e si raggiunge un'altra zona di pascolo, denominata Campi di Rutorto sul versante orientale del monte, dove si trova il rifugio De Luca.
DISCESADal rifugio, dove la vista si apre su Cadore e Ampezzo e i suoi colossi, Antelao e Sorapiss, inizia il tratto più faticoso dell'itinerar'io, la salita a Forcella di Vai d'Arcia, che permette di passare in versante nord. Il terreno è qui scosceso, ma la salita è facilitata da un sentiero parzialmente attrezzato, che permette di superare le difficoltà alla base del Torrione inferiore di Forca Rossa. E’ il cosiddetto sentiero Flaibani, che ricalca un percorso utilizzato fin dai tempi antichi dai cacciatori di camosci e che, dopo la nascita del rifugio Città di Fiume (1964) sul versante nord del Pelmo, si pensò di rendere accessibile agli escursionisti realizzando un facile collegamento con il rifugio Venezia.
Salendo alla forcella non si può fare a meno di notare la sofferta conformazione delle Cime di Val d'Arcia, a faglie ripiegate che a tratti si presentano come lisce lastronate di roccia. Ci si affaccia infine sul versante nord, poi l'itinerario abbandona il sentiero Flaibani, che scende direttamente al rifugio Fiume, per imboccare un sentiero non numerato che taglia diagonalmente l'enorme fiumana detritica al piede della parete nord del Pelmo. Nel settembre del 1994 una frana ha devastato il ghiaione nella zona sottostante il Pelmetto, mettendo a nudo, nella parte alta, il ghiacciaio sottostante. Per un certo tratto il sentiero è stato asportato, ma il passaggio della frana è rimasto agibile senza particolari difficoltà permettendo di giungere nella maniera più breve a Forcella Staulanza.
Route By: Raf N
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ITINERARIO
L’anello si inizia salendo per l'antico Tríòl dei Cavai che porta a uscire dal bosco presso il piede dello spigolo occidentale del Pelmetto (da dove parte un sentierino che sale al masso con le orme dei dinosauri) e poi si distende sul versante meridionale del monte, raggiungendo, sotto la verticale della Fisura, l'ampia zona di pascolo de Le Mandre, panoramica e di solare bellezza, con i caratteri tipici dell'iconografia classica dolomitica. Si continua attraverso l'aperta zona de I Lach aggirando il crestone sud-orientale del Pelmo in corrispondenza di una singolare e nettissima architettura rocciosa a baldacchino (chiamata Dambra, zoccolo, per la sua caratteristica forma) e si raggiunge un'altra zona di pascolo, denominata Campi di Rutorto sul versante orientale del monte, dove si trova il rifugio De Luca.
DISCESADal rifugio, dove la vista si apre su Cadore e Ampezzo e i suoi colossi, Antelao e Sorapiss, inizia il tratto più faticoso dell'itinerar'io, la salita a Forcella di Vai d'Arcia, che permette di passare in versante nord. Il terreno è qui scosceso, ma la salita è facilitata da un sentiero parzialmente attrezzato, che permette di superare le difficoltà alla base del Torrione inferiore di Forca Rossa. E’ il cosiddetto sentiero Flaibani, che ricalca un percorso utilizzato fin dai tempi antichi dai cacciatori di camosci e che, dopo la nascita del rifugio Città di Fiume (1964) sul versante nord del Pelmo, si pensò di rendere accessibile agli escursionisti realizzando un facile collegamento con il rifugio Venezia.
Salendo alla forcella non si può fare a meno di notare la sofferta conformazione delle Cime di Val d'Arcia, a faglie ripiegate che a tratti si presentano come lisce lastronate di roccia. Ci si affaccia infine sul versante nord, poi l'itinerario abbandona il sentiero Flaibani, che scende direttamente al rifugio Fiume, per imboccare un sentiero non numerato che taglia diagonalmente l'enorme fiumana detritica al piede della parete nord del Pelmo. Nel settembre del 1994 una frana ha devastato il ghiaione nella zona sottostante il Pelmetto, mettendo a nudo, nella parte alta, il ghiacciaio sottostante. Per un certo tratto il sentiero è stato asportato, ma il passaggio della frana è rimasto agibile senza particolari difficoltà permettendo di giungere nella maniera più breve a Forcella Staulanza.
Route By: Raf N
Abgeleitet aus der technischen Schwierigkeit und der Fitnessanforderung.
Wegearten
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Buchtipps für die Region
Kartentipps für die Region
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