Percorso ad anello "Kápolnás"
Oltre a conoscere la storia di due monumenti semplici ma bellissimi, durante il percorso entreremo per qualche chilometro nella selvaggia foresta di Szalacska, dove seguiremo i nostri segnali lungo tracce di animali. Dalla Cappella di Sant'Antonio faremo una deviazione avventurosa verso la sorgente Várkút che scorre nella valle laterale di uno dei pendii del monte viticolo di Szalacska. Vicino alla Cappella di San Giovanni sopra Mosdós, troveremo un punto panoramico da cui ammirare le dolci colline ondulate del Zselic.
La descrizione dettagliata del percorso è leggibile sotto la voce Itinerario.
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Direzioni da seguire
Itinerario
- Dalla fermata ferroviaria di Nagyberki partiamo verso sud-est sul segnale P+ in direzione Kisberki.
- Dopo aver passato la Cappella di Sant'Antonio, al termine meridionale del monte viticolo di Szalacska, cambiamo segnale e proseguiamo verso ovest sul P.
- Nel vallone del Lago Sárkánytói si unisce di nuovo il segnale Z che ci accompagna fino alla Cappella di San Giovanni.
- Dopo la cappella camminiamo seguendo solo il segnale P fino a Mosdós e poi fino a Nagyberki.
Descrizione dettagliata del percorso
Vicino a Nagyberki
Partiamo dalla chiesa di Nagyberki per il nostro percorso ad anello seguendo il segnale P+ in direzione sud-est. Prima attraversiamo i binari ferroviari, poi poco dopo attraversiamo il ponte sul fiume Kapos lungo una pista ciclabile parallela all’asfalto, arrivando così a Kisberki. Passiamo vicino al campanile, lasciamo il villaggio alle spalle e dopo 300 metri svoltiamo a destra verso sud, abbandonando la strada principale.
Lasciato il cimitero, percorriamo i due chilometri successivi su strada a tratti asfaltata e a tratti sterrata. In questo tratto facciamo attenzione a seguire sempre i cartelli rivolti verso Szalacska! Saliamo tra vigneti e prati lungo canaloni, fino a raggiungere la Cappella di Sant'Antonio in cima a una salita molto ripida, dove possiamo riposarci.
"Sulla cima più alta del monte viticolo di Szalacska si trova una piccola cappella antica. Dietro di essa c'era una volta una cantina risalente al 1769, decorata con belle intagli, costruita con grosse travi di quercia. L'area era precedentemente una proprietà del Conte Nicky. Su una delle travi della cantina era inciso N.K. anno 1769. La cantina è stata demolita e i suoi pezzi sono stati messi in mostra nel museo del villaggio di Szenna. Si ritiene che la cappella sia stata costruita nel 1773 ed è rimasta chiusa per un periodo non meglio precisato; a causa di un atto immorale non fu utilizzata per scopi di culto, ma soltanto come stalla o fienile. Nei primi anni del 1900 la cappella apparteneva a Conte Ferenc Vigyázó, il quale con testamento la donò insieme a tutti i suoi beni mobili e immobili all'Accademia Ungherese delle Scienze. Il 14 maggio 1929 l’Accademia accettò di mantenere la cappella, dichiarando che non sarebbe stata utilizzata per altri scopi. Il 13 giugno 1930, nel giorno della festa di Sant'Antonio da Padova, si impegnò a pagare la messa e a organizzare il trasporto. In quell’occasione la cappella fu restaurata completamente, dentro e fuori. Fu consacrata nuovamente..." - si legge sul pannello informativo.
Nelle zone collinari
Il nostro segnale procede in un ambiente piacevole tra vigneti; gli escursionisti desiderosi di avventure possono anche deviare lungo il segnale P● verso la sorgente Várkút che scorre nella valle. Dalla sorgente nascosta nel fitto della foresta di Szalacska, torniamo indietro oltre un crocifisso vicino alla strada e lasciamo dietro di noi anche le cantine. Dopo una sbarra camminiamo 100 metri su strada sterrata, poi svoltiamo a destra verso ovest per prendere i segnali P e Z. In una bella foresta scendiamo ripidamente tra i canaloni e arriviamo a un incrocio, dove seguiamo a sinistra il segnale P - troviamo i segnali su un vecchio tiglio. Il segnale Z scende nella valle dove poi lo incontreremo di nuovo.
Qui inizia uno dei tratti più belli e selvaggi del nostro percorso ad anello. Lungo una piacevole strada forestale nella foresta di Sárkánytói procediamo leggermente in discesa, passando vicino a una torretta di osservazione; dopo 800 metri i segnali ci indicano bruscamente di girare a destra verso nord, prendendo un sentiero più stretto. Facciamo attenzione perché il sentiero quasi scompare e si segue a fatica; i segnali ben dipinti ci aiutano. Quando arriviamo a valle giriamo a sinistra e attraversiamo con avventure un ponte di legno malandato sul ruscello Tüskés. In una pineta svoltiamo a destra, attraversiamo di nuovo un ponte di legno e poi teniamo la destra vicino a un edificio agricolo abbandonato, camminando ora nella valle di Sárkánytói.
Presto incontriamo di nuovo il segnale Z, con cui proseguiamo fino al monte Vigadó. Lungo la strada nella valle vediamo tombe celtiche, poi le superiamo e poco distante iniziamo la salita sul pendio della collina. In questo tratto facciamo attenzione perché il sentiero cambia continuamente direzione, serpeggiando fino al punto panoramico sul monte Vigadó, dove una targa recita:
"Figlio della nostra terra, figlia e tu, stimato straniero, portato qui dalla buona sorte – prima di assaggiare il vino del nostro vecchio monte viticolo – sali su questo punto panoramico! Da qui puoi vedere il nostro amato territorio ristretto, questa cara zona Somogy-Kapos-Tolna – assieme al nostro caro villaggio –, una sua bella parte." Mosdós, monte Vigadó, 1991. E davvero: il mare di colline di Somogy, un mosaico di foreste e campi coltivati, e la regione delle piccole comunità circondate da valli si estende tutt’intorno.
Terra dei Szekler
Dopo aver accolto gentilmente l’invito e ammirato il paesaggio, riposiamoci vicino al cancello dei Szekler, dove troviamo panche e targhe commemorative. (Nell’area di Transdanubio fu insediato un numero significativo di Szekler della Bucovina durante la deportazione tedesca. I nuovi arrivati ricevettero le fattorie e le terre degli abitanti originari.) A 400 metri dal punto panoramico si trova la Cappella di San Giovanni, dove scendendo si trova un posto di riposo altrettanto gradevole. Dalla cappella, con una breve deviazione, possiamo scoprire la sorgente Méhész costruita con mattoni.
Alla cappella abbandoniamo il segnale Z che va verso Gödre e scendiamo dal monte viticolo lungo una strada con cartelli in cemento. Passiamo vicino a un complesso agricolo e sul tratto asfaltato attraversiamo il fiume Kapos, poi i binari ferroviari. Arrivati tra le case di Mosdós svoltiamo a destra e camminiamo quasi due chilometri lungo la strada principale, arrivando così alla chiesa di Nagyberki e alla vicina fermata ferroviaria.
Mezzi pubblici
- Alla fermata ferroviaria di Nagyberki è possibile arrivare sia con l'autobus che con il treno provenienti da Kaposvár e Dombóvár.
Raggiungi la tua destinazione
Come arrivare
- Nella via accanto alla stazione – via Dózsa György – parte il segnale P+ verso Kisberki in direzione sud-est.
Dove parcheggiare
- Chi arriva in auto può parcheggiare a Nagyberki vicino alla chiesa o nella zona della stazione ferroviaria.
Coordinate
Titoli consigliati
- Müller Nándor: Escursioni nel Zselic – libro sui percorsi
- Müller Nándor: Quattro stagioni nel Zselic – album fotografico
Mappe consigliate
- Mappa turistica del Zselic
Attrezzatura
Equipaggiamento essenziale per il percorso: abbigliamento adeguato alla stagione, acqua potabile, cibo. Per la navigazione l'app Természetjáró.
Localizzazione
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

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