Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Mostra il profilo altimetricoIndicazioni sulla sicurezza
Nessuna difficoltà tecnica a parte alcune parti ripide. Il sentiero però non è facile da trovare ed è segnato veramente pochissimo in alcuni tratti, quindi è necessario avere occhio allenato.Direzioni da seguire
Avvicinamento: si percorre in auto la strada SR203 Agordina in direzione Agordo. Arrivati a La Muda possiamo parcheggiare in 2 punti:
- Subito a sinistra dopo il ristorante San Martin (che si trova sulla destra): la stradina è segnata da un cartellino P, scende per una decina di metri e si apre in un comodo parcheggio. Per arrivare ad Agre basta poi attraversare il Cordevole grazie al ponte pedonale.
- Si può proseguire più avanti e, subito prima di entrare in galleria, girare a sinistra verso la vecchia strada che portava ad Agordo. Subito attraversato il ponte, sulla sinistra si trova un ampio parcheggio. Da questo punto dobbiamo camminare un po’ di più per arrivare ad Agre, seguendo la strada bianca verso sud che si snoda sotto le pareti.
Percorso: superata l’azienda agricola di Agre, imbocchiamo la strada bianca verso la Val Pegolera. Dopo qualche decina di metri, però, la lasciamo per il sentiero che sale verso destra, ben evidente grazie alla grande targa illustrata del Bivacco Buzzatti.
Il sentiero inizialmente si porta verso la Val Pegolera in maniera pianeggiante, poi inizia a salire sotto i tralicci dell’alta tensione con comodi tornanti. Consiglio di effettuare questo tratto presto nella mattinata, in quanto il sole batte forte sul crinale sud e non ci sono alberi a proteggerci.
Dopo comodi 45-50 minuti di cammino, arriviamo al bivio con le Casere Fagarei: se prendiamo la destra, infatti, il sentiero ci conduce dopo pochi metri a dei ruderi di casere: da qui forse ci sono delle tracce che ritornano a La Muda (vedi Outdooractive). Continuando sul sentiero principale, invece, in 5-10 minuti arriviamo in vista del Bivacco Buzzatti, ex Villino Zanella (1000 m circa, 1 ora dal parcheggio).
La casetta arancio ben tenuta e ripristinata da poco, è una costruzione del primo Novecento destinata inizialmente al soggiorno estivo della famiglia Zanella. Ora questo casolare prende il nome di Casa Buzzatti ed è un ricovero per escursionisti.
Prima di raggiungerlo, però, seguiamo il cartello verso la cima e proseguiamo quindi verso Ovest. Dopo un nuovo tratto pianeggiante, ricominciamo a salire e raggiungiamo in una decina di minuti una piana ben larga: in questo punto bisogna stare ben attenti e non proseguire per il basso sentiero invitante verso sinistra (sbarrato con un ramo), bensì tenere la destra verso N-NE, come indicato da alcuni piccoli ometti di pietra. Attenzione: questa opzione non è visibileed è anche ostacolata da alberi schiantati.
La traccia a sinistra, invece, procede con un serie di cengie aeree molto interessanti verso quella che viene chiamato il Zengion (durante la nostra prima escursione ne abbiamo percorso un tratto per poi tornare sui nostri passi).
Quindi, dopo qualche decina di metri in piano difficili da individuare, il sentiero ritorna a salire chiaramente con dei tornanti. Superiamo un primo passaggio scomodo verso NE, portandoci su una goletta da risalire senza problemi. Incontriamo qui una traccia che sale verso sinistra: la ignoriamo (probabilmente si tratta di una scurta, ma non conoscendo il percorso originario non ci siamo fidati), camminando qualche metro in piano fino a raggiungere una zona di rododendri. Qui si sale verso sinistra tra le piante, facendo attenzione alla pendenza e ai rami sporgenti. In un attimo ci portiamo su un secondo altipiano popolato da faggi schiantati. Anche in questo punto occorre fare attenzione, in quanto i bolli rossi si fanno più radi. Noi, non ritrovandoli, abbiamo scelto di costeggiare il crinale a Sud, per poi salire dritto verso la cima tenendo sempre il crinale Sud come riferimento. Non ci sono baratri o salti, quindi più o meno, puntando la cima, si riesce a raggiungere la sommità piuttosto facilmente.
In cima ci aspetta una vista impedita dal bosco, con una comoda finestra sulla Val Pegolera e verso i Monti del Sole.
Coordinate
Guide consigliate in questa regione:
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

Domande degli utenti