Un luogo pieno di segreti e leggende. Geologicamente, la cresta di porfido levigata dai ghiacciai è una propaggine del Monte Mitter, separata oggi dal corso dell’Adige, botanicamente e zoologicamente è estremamente interessante per la vicinanza di habitat molto secchi e paludosi. Mentre sui pendii asciutti esposti al sole si incontrano berberis, more, biancospino, rosa canina, frassino mannaro e albero delle pelucce, varie specie di sempervivum, sedum e euforbie, nelle zone umide, dove si trovano anche piccolissimi occhialoni d’acqua, crescono carici, trifoglio d’acqua, ninfee e iris. Castelfeder è l’habitat di molti insetti, tra cui diverse specie di farfalle; nell’area ricca di cespugli si sente a casa la lucertola verde smeraldo e con un po’ di fortuna si può anche scorgere una mantide religiosa. La storia degli insediamenti di Castelfeder è davvero avvolta nel mistero: circa 160 fosse abitative preistoriche (età del bronzo), resti di costruzioni romane e altomedievali – ma nessuna notizia scritta. Non sorprende che la collina sia nota agli abitanti locali come Rabenkofel e che – almeno in passato – fosse associata a storie di fantasmi e fenomeni spettrali. Tuttavia, tali racconti difficilmente scoraggiano i visitatori moderni. Ma difficilmente si può sfuggire all’atmosfera di questo posto – dopotutto, nell’Homo sapiens »digitalis« rimane ancora un residuo dell’uomo primitivo…
Dal parcheggio attraversiamo la curva della strada (360 m), puntiamo verso l’estremità bassa della curva e seguiamo il sentiero segnalato che scende. A un incrocio di sentieri (345 m) vicino al quasi prosciugato lago Langer attraversiamo una strada e proseguiamo con una ampia curva a sinistra. Poco dopo superiamo la tabella informativa (358 m) presso il lago Nero. Al bivio successivo teniamo la sinistra. Dopo un breve tratto in salita abbiamo raggiunto le rovine del castello medievale superiore (400 m), il punto più alto della cresta. Seguiamo la cresta verso sud fino a un bivio, dove più tardi inizieremo la discesa. Prima però proseguiamo dritto fino alla cappella di Barbara (409 m) del VI secolo. A ovest, un po’ più in basso, si trovano – ben visibili – le famose »Kuchelen«, resti di una cinta muraria di 500 m; fu eretta intorno all’anno 500 d.C. come protezione contro i Longobardi. Si possono raggiungere senza sentiero gli archi di pietra fotografici, così come lo scivolo della
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