Percorso dolomitico 3
Consiglio dell'autore
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Mostra il profilo altimetricoIndicazioni sulla sicurezza
- Il percorso di alta montagna è consigliato solo ad alpinisti esperti con sufficiente esperienza alpina e capacità di arrampicata in terreni attrezzati e liberi (fino al grado di difficoltà II). È richiesta assoluta sicurezza nei passi, assenza di vertigini e senso dell’orientamento!
- Sui ripidi pendii montani e sentieri attrezzati è presente pericolo di caduta sassi.
- Attenzione dopo piogge prolungate, presenza di neve residua e ghiaccio all’inizio dell’estate, nonché in caso di nebbia e temporali!
- Si sconsiglia l’escursione in solitaria.
Consigli e raccomandazioni aggiuntive
Prima di iniziare informarsi sulle condizioni attuali del sentiero dei pionieri (Monte Piana) (a volte chiuso per pericolo di caduta sassi)!Direzioni da seguire
Tappa 1: Niederdorf – Prati di Croda Rossa
Il sentiero n. 15 conduce da Niederdorf subito all’inizio con una notevole pendenza verso sud o sudest fino al Putzalm. Da lì si prosegue a sinistra sui sentieri n. 16 o 33 fino a un bivio. Qui si prosegue a destra sul sentiero 33 e si attraversano detriti e scoscesi pendii fino alla spalla occidentale del Sarlkofel. Attraverso il Sarlsattel, il Sarlriedel e il versante est del Sarlköfele si continua fino al Flodigsattel. Il sentiero n. 40A circonda il massiccio Dürrenstein, fino al raggiungimento dei Prati di Croda Rossa.
Tappa 2: Prati di Croda Rossa – Rifugio Bosi
La seconda tappa richiede molta resistenza e attenzione. Il percorso 37 conduce prima al rifugio Dürrenstein, da lì su sentiero non segnalato in salita ripida verso est, poi verso nord fino al Passo Strudelkopf. Il sentiero 34 quindi scende nella Valle di Helltal con resti di guerra, passando così attorno agli Strudelköpfe. Dopo la discesa nella Valle di Höhlenstein, sul sentiero n. 6 si affronta la ripida salita (sentiero dei pionieri, pericolo caduta sassi!) sul Monte Piano (cima nord) e Monte Piana (cima sud). Poco dopo, attraverso il sentiero n. 122 si raggiunge il Rifugio Bosi.
Tappa 3: Rifugio Bosi – Rifugio Vandelli
Sulla strada asfaltata verso Misurina o sul sentiero più breve si scende a tornanti fino alla Forcella Alta. Un sentiero si stacca poi a destra e scende verso sud-ovest fino alla strada dolomitica nella Val Popena Bassa. Si segue la strada a sinistra fino a una curva a sinistra, dove il sentiero 222 conduce nella Val Popena Alta. Si procede verso la Sella di Popena e lungo le pareti del Corno d’Angolo fino a raggiungere la strada dolomitica al Passo Tre Croci. Sul sentiero n. 215 segue poi la salita (parzialmente esposta, scale, cavi) sopra la Val Sorapiss fino al Rifugio Vandelli.
Tappa 4: Rifugio Vandelli – Bivacco Slataper
Questa tappa è la più tecnica dell’intera escursione. I sentieri 215 e 242 conducono verso ovest al Lago di Sorapiss e attraverso ripidi canaloni di detriti al Hochkar „Tonde de Sorapiss“. La parete sud-ovest e sud della Fopa di Mattia e della Croda Marcora è attraversata attraverso la impegnativa (pericolo di caduta sassi!) Cengia del Banco con spettacolari panorami. Subito dopo segue la sfida del camino attrezzato Via Attrezzata Francesco Berti (fino a C, passaggi liberi fino a II, set da ferrata). Attraverso il sentiero 246 si raggiunge poi il Bivacco Slataper.
Tappa 5: Bivacco Slataper – Rifugio San Marco
Questo tratto è una piacevole escursione con viste imponenti sulla Torre dei Sabbioni, Croda Marcora e Monte Pelmo. Il sentiero 246 conduce alla Forcella Grande, prima di scendere sul sentiero n. 226 verso il Rifugio San Marco.
Tappa 6: Rifugio San Marco – San Vito di Cadore
Il sentiero n. 226 scende a serpentine verso sud fino a un grande pendio detritico dove un sentiero si stacca verso sud-est fino al Rifugio Scotter-Palatini. Il numero 226 indica la discesa verso San Vito di Cadore.
Tappa 7: San Vito di Cadore – Rifugio Venezia
Da San Vito di Cadore si sale prima a Sèrdes, poi si prosegue nel bosco sul sentiero n. 470. Il sentiero si restringe e si fa più ripido prima di raggiungere una strada forestale. Qui a destra e in una curva a sinistra fino al parcheggio Tiera, dove si fa nuovamente attenzione al n. 470. Per lo più nel bosco, più tardi attraverso mughi e larici si sale al Rifugio Venezia.
Tappa 8: Rifugio Venezia – Rifugio Dolomites
Dal rifugio si procede prima brevemente verso sud al Passo di Rutorto, poi a sinistra sul sentiero n. 475, che va verso nord-est. Dopo circa mezz’ora si raggiunge un bivio, dove si tiene la destra (sentieri 456 e 493). Si entra nella Val delle Fontanelle, poi su prati e attraverso bosco fino alla sella “Ciampestrin”. Da lì verso est o sud-est fino a un bivacco e al successivo bivio a destra verso sud fino a un piccolo stagno. Poco dopo si incontra un sentiero naturale (456), che si segue a sinistra. Si raggiunge così il Rifugio Talamini. Poi segue la salita piuttosto faticosa e ripida fino al Rifugio Dolomites sulla cima del Monte Rite (sentieri 494, 478).
Tappa 9: Rifugio Dolomites – Rifugio Bosconero
Dal rifugio si scende nuovamente nella Forcella Deona, poi si segue a serpentina il sentiero n. 479 ripidamente verso sud, poi in discesa verso sud-est. Dopo circa un’ora e mezza di discesa si raggiunge il Passo Cibiana con il Rifugio Remauro. Da lì il sentiero ben segnalato procede nel bosco verso sud, fino al versante est della Punta de Copada e a un importante bivio. Si prende il sentiero centrale (482 e 485) e si sale alla Forcella de le Ciavazole. La discesa successiva attraverso un canalone di detriti è molto impegnativa e richiede la massima attenzione (pericolo di caduta, eventualmente piccozza e ramponi). Al bivio seguente si prende il sentiero n. 485 verso il Rifugio Bosconero.
Tappa 10: Rifugio Bosconero – Bivacco Tovanella
La tappa richiede ancora elevate prestazioni in termini di resistenza e tecnica – viene attraversato l’intero gruppo meridionale del Bosconero. All’inizio dell’estate sono consigliati piccozza e ramponi. Il sentiero n. 490 sale verso est fino al canalone tra il Sasso di Bosconero e Rocchetta Alta. Qui si attraversa il sentiero 482, seguendolo tenendo la sinistra per raggiungere faticosamente la Forcella de la Toanella. Seguono la traversata molto impegnativa sotto le pareti del Dito di Toanella (pericolo di scivolata!) e sul lato est della Cima di Busa fino alla Forcella del Viaz de le Ponte. Si prosegue sul lato ovest delle Rocchette de la Serra (strapiombo, cavo d’acciaio, camino). Poi segue uno dei tratti più impegnativi, la traversata sul sentiero sotto le pareti delle Rocchette. Da Porta de la Serra la traversata diventa meno impegnativa. Il sentiero n. 482 conduce infine, in parte in discesa ripida, fino al Bivacco Tovanella.
Tappa 11: Bivacco Tovanella – Longarone
Nell’ultima tappa si segue la discesa panoramica, a tratti ripida, verso Longarone. Il sentiero n. 482 conduce prima alla spalla Costa del Dou, poi su prati e attraverso bosco in discesa verso il Col Torondol. Da lì si procede in direzione sud-est fino alla spalla Col la Luni. Un altro punto di riferimento è il Col la Lol (croce), prima di scendere attraverso Podenzoi fino a Longarone.
Rifugio Prato Piazza
Dürrensteinhütte (Rif. Vallandro)
Soldatenfriedhof
Rifugio Vandelli
Rifugio San Marco
Rifugio Venezia
Mezzi pubblici
Collegamenti ferroviari internazionali fino a Franzensfeste, proseguendo con la linea ferroviaria locale fino a NiederdorfRaggiungi la tua destinazione
Come arrivare
Attraverso l’autostrada del Brennero A22 (a pedaggio) fino all’uscita Bressanone/Varna (val Pusteria), quindi sulla strada statale (SS49-E66) proseguire nella Alta PusteriaCoordinate
Guide consigliate in questa regione:
Attrezzatura
Zaino da trekking (circa 50 litri) con copertura antipioggia, calzature robuste e comode, eventualmente scarpe di ricambio, abbigliamento resistente e adatto alle condizioni atmosferiche a strati, cambio di vestiti, bastoncini telescopici, set da ferrata, casco anti-caduta sassi, corda, piccozza, ramponi, protezione solare e antipioggia, provviste e acqua potabile, kit di primo soccorso, coltellino multiuso, cellulare, frontale, materiale cartografico, documenti di viaggio, beauty case e asciugamano da viaggio, detergente per il bucato a mano e corda per stendere, eventualmente attrezzatura da campeggio (tenda, materassino, sacco a pelo, utensili da cucina), eventualmente equipaggiamento per il rifugioLocalizzazione
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

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