Dolomiten Höhenweg 4
Consiglio dell'autore
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.
Tipo di strada
Mostra il profilo altimetricoIndicazioni sulla sicurezza
- Il percorso di alta quota è consigliato solo ad alpinisti resistenti con sufficiente esperienza alpina e capacità di arrampicata in terreno assicurato e libero (fino al grado di difficoltà II). Sono indispensabili assoluta sicurezza nei movimenti, assenza di vertigini e senso dell’orientamento!
- Su ripide pareti di montagna e sentieri assicurati c’è pericolo di caduta di sassi, perciò è indispensabile indossare un casco antipioggia.
- Attenzione dopo piogge prolungate, neve residua e ghiaccio a inizio estate, nonché in caso di nebbia e temporali!
- Si sconsiglia di percorrere il percorso da soli.
Direzioni da seguire
Tappa 1: San Candido – Rifugio Dreischuster
Dalla stazione di San Candido si cammina lungo il Torrente Sesto in direzione sud-est. Presso la locanda Zum Klaus il nostro percorso (n. 105) gira a destra nella Val Campo. Nel bosco si cammina a valle fino al parcheggio presso la pietra Antonin. Da lì si devia a destra dalla strada e il sentiero n. 7A ci conduce in salita. Raggiungiamo di nuovo la strada e subito dopo il Rifugio Dreischuster (1626 m).
Tappa 2: Rifugio Dreischuster – Rifugio Tre Cime
Si prosegue sul percorso n. 105 verso sud-ovest, poi a valle verso sud. Al bivio nel fondo valle il sentiero n. 9 sale ripido verso destra fino alla pianura di Schwarzboden (1895 m). Sul percorso n. 10 affrontiamo la faticosa salita attraverso lastroni ripidi fino al Grande Wildgrabenjoch (2289 m). Da lì si prosegue sul n. 11 verso sud-est. Attraverso un canale assicurato, tra detriti e roccette, si cammina alla base dello Schwabenalpenkopf. In una curva verso destra il percorso 11 procede a est, si ricongiunge al 105 e arriva al Gwengalpenjoch. Attraverso un canale roccioso si sale ripido a una cresta rocciosa fino alla bocchetta al segnalato Toblinger Knoten. Infine si scende l’ultimo tratto fino al Rifugio Tre Cime (2405 m).
Tappa 3: Rifugio Tre Cime – Rifugio Auronzo
Il giorno dopo si affronta il giro ovest delle Tre Cime. Si parte sul percorso n. 105 verso sud. All’incrocio si rimane su questo sentiero, che attraversa prati rocciosi a destra, alla successiva biforcazione a sinistra e poi scende a tornanti fino al pianoro di Rienzboden. Prima ripido, poi più dolce su un altopiano, si continua verso sud-ovest fino alla Malga Lunga. A sinistra sotto di noi appaiono i laghi delle Tre Cime. Dopo aver superato una spalla, si prosegue verso sud e si attraversa la Forcella del Col de Mezo. Attraverso pendii in parte verdi si procede verso sud-est fino all’asfalto e poco dopo si raggiunge il Rifugio Auronzo (2320 m).
Tappa 4: Rifugio Auronzo – Rifugio Fonda Savio
La quarta tappa attraversa i frastagliati Cadini di Misurina lungo il Sentiero Bonacossa. Dal Rifugio Auronzo il percorso n. 117 segue antiche mulattiere militari prima verso sud fino alla Forcella Longères e poi in salita fino alla cresta del Monte Campedelle. In terreno ripido e roccioso si scende lungo la sua fiancata sud-est. Attraverso un tunnel si raggiunge la bocchetta della Cima Cadin di Rinbianco. Su una cengia in parte assicurata si raggiunge la parete est, sotto una volta rocciosa. Sul sentiero successivo, che scende a sinistra su un pendio ripido, si devono prestare attenzione. A destra si arriva a una fessura da cui si scende prima su una scala, poi lungo una corda metallica su una cengia. Questa è parzialmente assicurata e porta infine alla cresta sud della Cima Cadin di Rinbianco. Sulla cresta si sale in parte aereo e poi si raggiunge la Forcella di Rinbianco. Si prosegue sul percorso n. 117, che conduce alla Vallon di Nevaio. La conca detritica che ora si risale è delimitata a destra dalla massiccia Torre Wundt. Al bivio si rimane sul percorso n. 117 per raggiungere il Rifugio Fonda Savio (2367 m). Dopo la salita su un pendio detritico, attraverso una rientranza di detriti e su strette cengie assicurate, il rifugio è alla vista.
Tappa 5: Rifugio Fonda Savio – Rifugio Città di Carpi
Il giorno dopo si segue il Sentiero Durissini sul versante est dei Cadini di Misurina centrali. Si scende brevemente lungo il percorso noto, poi si prosegue verso est sul sentiero 112 B a destra. A una targa commemorativa si attraversa prima un canale, poi un crinale e una conca. A tornanti si arriva alla Forcella della Torre. Da lì si scende nel Cadin Deserto; un canale e un sentiero esposto conducono poi alla Forcella Sabbiosa. Qui già si scorge il prossimo obiettivo intermedio, la Forcella Cadin Deserto. Da lì si continua verso la Forcella Cristina. Segue un’altra discesa intermedia attraverso una fenditura e a tornanti nella conca detritica Cadin de le Pere. Poco dopo si lascia il sentiero 112 B e si attraversa verso il percorso n. 116, che sale ripido alla bocchetta delle Cime di Maraia. Attraverso pascoli saliamo infine al Rifugio Città di Carpi (2110 m).
Tappa 6: Rifugio Città di Carpi – Rifugio Vandelli
Dal Rifugio la sesta tappa scende al bivio nella Forcella Maraia, da dove il sentiero 116/120 conduce a sud-ovest al Col del Viero. Si cammina leggermente in discesa verso ovest, al bivio successivo si procede a sinistra sul sentiero 116. A una curva a destra si va verso sud-ovest, si raggiunge una strada forestale. La seguiamo nel bosco a destra, sempre sul sentiero 116. Attraverso boschi e prati si raggiunge una strada carrabile e poco dopo si attraversa la SR 48 nella Val d’Ansiei. Da qui si segue il percorso n. 217, che conduce verso sud-ovest nella Val Bona, poi nella Val Sorapiss. Dalla stazione a valle della funivia per materiali si sale verso la cascata "Piss" e poi ripidamente verso sud, con fatica. Infine si raggiunge il Circo di Sorapiss e il Rifugio Vandelli.
Tappa 7: Rifugio Vandelli – Bivacco Comici
Questa tappa è una delle più impegnative e richiede capacità di arrampicata di grado II. I passaggi più difficili ed esposti sono comunque ben assicurati. Il sentiero n. 243 conduce inizialmente verso est, poi però a nord fino alla parete occidentale verticale della Croda del Fogo. Scale di ferro e corde metalliche assicurano il sentiero attraverso il sistema di cenge, un camino ripido, una gola, diverse rinnen e gradini di roccia da superare o arrampicare. Raggiungiamo la cresta nord della Croda del Fogo, scendiamo da lì lungo un pendio ripido in una conca e ancora su detriti. A una spalla il percorso si dirige verso il lato est della vetta. Verso sud, infine su un salto aereo, scendiamo al Bivacco Comici.
Tappa 8: Bivacco Comici – Rifugio San Marco
La ottava tappa è un percorso piuttosto lungo e estenuante attraverso le pareti est del gruppo centrale del Sorapiss. Dal bivacco il sentiero n. 243 conduce inizialmente in una conca sotto la Croda del Banco. Da lì si sale abbastanza ripidamente alla Forcella Bassa del Banco, da lì a sud-ovest fino alla segnaletica "Scorcitoia" e a sinistra si scende su una stretta e aerea cengia con passaggi di arrampicata assicurati e liberi. Dopo un breve tratto attraverso detriti segue la impegnativa cengia inferiore dei Colli Neri verso sud. Sul sentiero 247 si raggiunge la parte finale della Val di San Vito. Sul percorso n. 226 si prosegue verso sud in direzione Torre dei Sabbioni e Forcella Grande (2255 m). Da lì si prosegue la tappa ripidamente in discesa fino al Rifugio San Marco.
Tappa 9: Rifugio San Marco – Rifugio Galassi
Dal Rifugio San Marco si prosegue con una lunga traversata verso est. All’innesto del sentiero 229 si entra direttamente in una conca alpina, poi a tornanti ripidi fino a un bivio. Si sceglie la variante a sinistra e si raggiunge la Forcella Piccola, quindi in curva verso destra fino al Rifugio Galassi.
Tappa 10: Rifugio Galassi – Rifugio Antelao
In questa giornata ci attende l’attraversamento del massiccio dell’Antelao, la tappa più lunga ed una delle più impegnative del percorso alto. Dal Rifugio si segue il sentiero 250 verso sud in direzione del ghiacciaio dell’Antelao. Alla base del ghiacciaio inizia il difficile sentiero "Via ferrata del Cadorin" (II), che conduce alla Forcella del Ghiacciaio (2584 m). Da lì si prosegue verso est con alcuni tratti di arrampicata (I), quindi in discesa ripida verso sud nella Valle Antelao. Il percorso n. 250 poi ci conduce attraverso pendii erbosi verso sud-est, fino a incontrare il n. 230 e seguirlo fino alla Forcella Piria. Da lì si prosegue su terreno poco difficile verso est fino al Rifugio Antelao.
Tappa 11: Rifugio Antelao – Pieve di Cadore
L’ultimo tratto è una discesa piacevole nella Valle del Piave. Seguiamo il sentiero n. 250, che inizialmente conduce verso est fino alla Forcella Antracisa. Sul sentiero n. 252 si prosegue fino al Monte Trànego. Da lì si scende con numerosi tornanti prima a Pozzale e infine a Pieve di Cadore.
Torre di Toblin
Zinnenseen
Forcella Col di Mezzo
Rifugio Fonda Savio
Cima Eotvos
CITTA' DI CARPI
Rifugio Vandelli
COMICI EMILIO
Rifugio San Marco
ANTELAO
Piazza Tiziano
Mezzi pubblici
Raggiungibile con mezzi pubblici
In treno fino alla stazione di San Candido
Alla fine del percorso in autobus da Pieve di Cadore di nuovo a San Candido
Raggiungi la tua destinazione
Come arrivare
Autostrada del Brennero A22 fino all’uscita Bressanone/Varna (Val Pusteria), poi sulla strada statale (SS49-E66) fino a San CandidoCoordinate
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Attrezzatura
Scarponi da trekking robusti e ben roditi, abbigliamento comodo e funzionale (antivento, impermeabile, a più strati), set da ferrata, casco antipioggia, corda, piccozza, ramponi, zaino grande con coprizaino impermeabile, cartina e bussola, protezione solare, lampada, kit di primo soccorso, scorta di acqua e cibo, attrezzatura da campeggio con sacco a pelo/bivaccoLocalizzazione
Derivante dal livello di difficoltà tecnica e di preparazione fisica richiesti.

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