Sentiero turistico
· Sveio
Mølstrevågen – Faro di Ryvarden – Sørevika – Faro sulla costa rocciosa di Sletta
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Difficoltà
media
Il faro Ryvarden fyr guida le navi attraverso il temuto tratto di mare Sletta, alla foce del Bømlafjord. Un sentiero agevole conduce al faro, che in estate ospita una caffetteria e un museo dedicato al faro.▶ La deviazione del sentiero che porta al faro culturale si trova presso l’impianto di betonaggio nel piccolo paese di Mølstrevåg 01, nell’insenatura di un torrente che qui sfocia in una baia protetta del Mare del Nord; sulla baia si trova il porto turistico, mentre sulle rive sorgono case di vacanza. Dal torrente il sentiero sale sulle alture rocciose panoramiche, alte fino a 40 m, che sovrastano la baia naturale di Mølstrevågen e segue una linea elettrica fino al faro di guida Ryvarden fyr 02. Sulla lingua di terra di Ryvardneset, esso segnala il canale navigabile a nord del tratto marittimo Sletta, all’imboccatura del Bømlafjord. Il cumulo di pietre (varden) da cui prende il nome fu eretto nell’869 da un vichingo di nome Ramna-Floke e, con il nome di «Floke-varden», costituì per quasi 1000 anni uno dei segnali marittimi più famosi della costa occidentale, fino al 1849, quando fu costruito il faro quadrangolare in legno alto 6,9 metri con un'altezza del fuoco di 22 metri. Nel 1984 è stato automatizzato, nel 2005 è stato acquistato dal comune di Sveio e trasformato in un «faro culturale». Il «Ryvarden kulturfyr» ospita la «Galleri Ryvarden», una caffetteria e il «Flokemuseum», che prende il nome dal costruttore medievale del cumulo di pietre. Sebbene i dintorni del faro non si trovino nemmeno a 100 m sul livello del mare, si gode di una fantastica vista verso nord sull’isola di Bømlo con il monte Siggjo e sull’isola di Stord (alla sua destra), verso il ghiacciaio Folgefonna a nord-est, mentre nel Mare del Nord, a sud, si scorgono le isole Røvær e Utsita. Una targa commemorativa ricorda il disastro dello «Sleipner»: nel novembre 1999 il catamarano MS Sleipner, consegnato pochi mesi prima e dotato delle più moderne tecnologie, si incagliò sullo scoglio Store Bloksen a nord-ovest del faro; 69 persone furono salvate, 16 persero la vita. Il catamarano operava sulla linea veloce Bergen – Haugesund – Stavanger, che il 1° gennaio 2014 ha cessato l’attività dopo 53 anni. Da allora non esiste più alcun collegamento con aliscafi attraverso lo stretto di Sletta. Già i dintorni del faro costituiscono una meta escursionistica degna di nota: il sentiero costiero Nordsjøløypa (Nordseeloipe), che conduce verso nord, è segnalato con una «N» blu e offre ampie vedute sulla Sletta. Il nome significa letteralmente «area senza isole»; sebbene la Sletta si estenda per soli dodici chilometri dall’isola di Røvær fino alla foce del Bømlafjord e sia protetta da fari di segnalazione, nonostante tutta la moderna tecnologia è rimasta un tratto di mare soggetto a incidenti. Il sentiero costiero si snoda con lievi saliscendi attraverso un paesaggio aperto; le baie di Grautavika e Djupevika 03 rimangono alle spalle, mentre al largo si stagliano le piccole isole disabitate di Skagaholmen, Midtholmen e Glitsholmen. Poco dopo, all’altezza di una quarta isola, Flateholmen, è segnalata la baia di Sørevika 04; seguiamo questa indicazione a sinistra verso la costa: solitudine assoluta nel fruscio del mare, solo i resti di una vecchia capanna testimoniano che un tempo qualcuno si stabilì qui; un cartello indica che si trattava di un pescatore di nome Steffens. Di fronte alla baia si trovano altri piccoli isolotti. Il ritorno segue lo stesso percorso panoramico dell’andata verso il faro Ryvarden fyr 02 e il paese Mølstrevåg 01.