Sentiero turistico
· Italia
Pedestribus -Sampierdarena -Belvedere - Tutti i Forti fino al Forte Diamante
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Difficoltà
media
Percorso PEDESTRIBUS (Bus+Sentiero) panoramico con percorso da Sampierdarena piazza Nicolo Montano per salita Belvedere (Un cartello avvisa esserci l’inizio del percorso storico-naturalistico "Sampierdarena-Forte Diamante”, con tempo di percorrenza di 3 ore e 20’ circa, segnato con un cerchio rosso dalla FIE Liguria che periodicamente ne cura la segnalazione e pulizia in collaborazione con i tecnici dell’Anas-sentieri, due primi tornanti visibili nella carta vinzoniana, ed ancor oggi fatti a mattoni e ciottoli e quindi solo pedonali, fanno superare la proprietà di don Daste, ora la salita è stata tutta asfaltata anche se sempre solo pedonale) (Belvedere (Bervei in ligure) è un quartiere del comune di Genova ed una delle unità urbanistiche che compongono la circoscrizione di Sampierdarena. Fa parte del Municipio II Centro Ovest. La collina su cui sorge (129 mt) si affaccia sul versante sinistro della Val Polcevera e sul sottostante abitato di Sampierdarena) si arriva poi al Forte Crocetta (Forte Crocetta (145 mt) è una struttura militare dismessa che fa parte delle fortificazioni difensive di Genova, il forte si trova poco a monte di Belvedere, è situato presso il borgo della Crocetta, sull'area già occupata dal seicentesco convento degli Agostiniani e dall'annessa chiesa del Santissimo Crocifisso, edificato dal religioso P. Gio. Batta Fabra, della Congregazione degli Eremitani Agostiniani) ora seguendo il sentiero a dx si giunge alla Torre Granara (La Torre Granara, situata lungo i trinceramenti che collegano il Forte Tenaglia al Forte Crocetta e posata su di un terrapieno a forma di bastione pentagonale che faceva parte in forma più ridotta de trinceramenti progettati e realizzati dal Sicre nel 1747, l’organismo molto semplice della torre Granara si deve ricollegare più alle forme primitive delle polveriere e delle ridotte che a quelle delle torri costruite lungo la cinta, le quali possedevano una propria struttura interna e un proprio involucro strettamente legati a una precisa funzione di difesa, qui ci troviamo di fronte a due volumi architettonici semplicemente compenetrati tra di loro, un muro di recinzione cilindrico alto intorno ai quattro metri, che racchiudeva il parallelepipedo, un tempo coperto a tetto, di un piccolo deposito di grano, secondo la denominazione della torre. Il volume interno, a pianta rettangolare e compenetrato sul lato settentrionale con la muratura cilindrica, era coperto da una volta a botte di cui si scorgono ancora le spalle, e aveva un ingresso perfettamente in asse con quello del recinto esterno, la strutturazione geometrica delle due parti della torre veniva a creare due ambienti distinti, quello interno e chiuso del deposito e quello esterno, suddivisi in due spazi laterali a settori circolari che potevano servire occasionalmente da riparo a due pattuglie di fucilieri, l’invaso esterno risulta così formato dalla essenziale muratura continua del cilindro, scandita da una sequenza di sottili feritoie). seguendo il sentiero lungo le mura si giunge al Forte Tenaglia (Forte Tenaglia (208 mt) è un'opera fortificata di Genova, risalente al 1633, originariamente inserita nell'andamento delle "Mura Nuove" a difesa della città, è situata sulle alture di Sampierdarena, in un crinale dominante sulla val Polcevera, deve il suo nome alla particolare conformazione architettonica che assomiglia a una tenaglia, opera che in architettura militare viene detta opera a corno) proseguendo si giunge alla Torre Monte Moro (Il loro scopo doveva essere la protezione delle parti più esposte delle mura e per questo ne fu iniziata la costruzione proprio al vertice di quei promontori che davano un accesso diretto alle stesse, i lavori iniziarono sotto la direzione del Colonnello De Andreis, su progetti che forse erano già stati presentati dal precedente governo Napoleonico, le torri o quello che alla fine se ne costruì, sul lato prospiciente il Polcevera, di fronte al bastione di Monte Moro), quindi più avanti troviamo la Torre di Granarolo, posta a difesa della Porta omonima, (Si parla della costruzione negli anni intorno al 1820, venne iniziata la costruzione di tali torri, gli stessi comandi militari, che dubitavano della loro funzionalità, non si prodigarono a lungo per portare il progetto a compimento). ora si attraversa la strada asfaltata e si sale a sx per la Porta di Granarolo (La Porta Granarolo, situata a settentrione del piccolo borgo che porta lo stesso nome, serviva a collegare direttamente l’interno delle mura con l’unico grosso villaggio di Begato, il portello non fu compreso nell’elenco proposto ai Collegi da Ansaldo De Mari e probabilmente fu costruito in un secondo tempo, verso la fine del XVII sec., in sostituzione di una sortita prevista come sempre su di un fianco del baluardo), ora si segue il sentiero che costeggia le Mura fino ad arrivare sotto al Forte Begato ( Il forte Begato (475 mt), fu compiuto tra il 1819 e il 1823 sfruttando l’area pianeggiante a ridosso della vecchia Batteria conservata e integrata nel nuovo complesso fortificato, il recinto esterno di chiusura del lato verso la città e il relativo ingresso con ponte levatoio vennero completati nel 1836. si entra nella grande piazza d’armi dal portale, superato un ponte levatoio oggi rifatto in muratura, su tutto il prato che precede la fortezza si notano spalti, rivellini, terrapieni e fossati testimonianti le posizioni e l’orientamento dei pezzi a cielo libero puntati verso il porto e la vallata del Polcevera), si prosegue seguendo i cartelli che indicano il Forte Sperone (Il Forte Sperone è il più settentrionali di quelli esistenti lungo le “Mura Nuove”, il sito dominante gli permetteva di controllare sia val Bisagno che val Polcevera ed il crinale verso i Due Fratelli. La nuova forma dello Sperone ci viene mostrata dai disegni di Michele Codeviola eseguiti nel 1788, era una costruzione su tre piani lunga circa 25 metri e profonda 8, altri tre piccoli edifici sono lungo i baluardi laterali su cui si aprono due sortite che danno sul cammino coperto, e da qui lungo la trincea avanzata che si snoda verso i Due Fratelli, l’armamento del forte era costituito da dodici bocche di vario calibro. In periodo napoleonico subì rimaneggiamenti, ma fu solo in epoca sabauda, tra il 1815 ed il 1827 che venne ad assumere quella forma imponente e minacciosa, nel 1815 fu elevato un muro verso la città in modo da chiudere la caserma in un triangolo bastionato, tra il 1821 e il 1826 il complesso subisce sostanziali aggiunte) andando sempre diritto si giunge al forte Puin (Secondo alcune fonti, la costruzione su Monte Moisè di una torre a pianta quadrata, costruita come caposaldo sulla contingente di forte Sperone, risale al periodo napoleonico, in realtà, la realizzazione di Forte Puìn fu ideata nel 1815 dagli ingegneri del Corpo Reale del Genio Sardo, con lo scopo, di riempire il vuoto nel crinale tra lo Sperone e il Forte Diamante, i lavori iniziarono nel 1815, con la costruzione della torre centrale, mentre tre anni dopo fu iniziata la cinta di protezione attorno completata nel 1828, lavori terminarono nel 1830, ed intorno a metà Ottocento l'opera disponeva di due cannoni campali da 8 cm, due obici lunghi, due petrieri e quattro cannoncini, la torre, a pianta rettangolare, poteva ospitare una guarnigione fissa di 28 soldati, a cui in caso di necessità se ne potevano aggiungere 45 da sistemare "paglia a terra"). più avanti si raggiungono il Forte Fratello Minore e Forte Fratello Maggiore (Nel 1806, durante la dominazione francese fu progettata la costruzione di fortilizi permanenti sui Due Fratelli, poi attuata dal Genio Militare Sardo dopo l'annessione della Repubblica Ligure napoleonica al Regno di Sardegna, decisa dal Congresso di Vienna nel 1814, il forte Fratello Maggiore fu costruito tra il 1815 ed il 1825, ritenuto non più strategico dalle autorità militari, fu abbandonato, intorno al 1930 la torre fu parzialmente demolita per installare una postazione contraerea, la demolizione fu poi completata nel 1937, nonostante il forte fosse inserito nell'elenco degli edifici monumentali, quando vi furono sistemate quattro piazzole per la contraerea, delle quali si vedono ancora i resti, oggi del forte rimangono solo la cisterna, piena di detriti, e i locali sotterranei, accessibili con difficoltà, mentre i resti visibili in superficie sono quelli delle postazioni contraeree e degli edifici di servizio, realizzati in buona parte con materiali recuperati dalla demolizione), spostandoci a sx raggiungiamo il Forte Fratello Minore ( Il forte Fratello Minore fu costruito a partire dal 1816 e inizialmente, come il Fratello Maggiore e il Puin, era costituito da una semplice torre quadrata, solo nel 1830 fu decisa l'aggiunta del recinto bastionato) ora si prosegue per il finale con la salita a zig e zag fino a raggiungere il Forte Diamante (Forte Diamante (667 mt), posizionato sulle alture tra la Val Polcevera e la Val Bisagno, prende il nome dal monte su cui è stato eretto tra il 1756 e il 1758 su proposta dell'ingegnere Jacques De Sicre, a presidio della posizione dominante terminale della dorsale che si sviluppa a nord dello Sperone, la sua funzione era, insieme ai forti Fratello Maggiore, Fratello Minore e Puin, quella di proteggere lo Sperone, come parte di un sistema di difesa avanzata a catena, secondo la logica del campo trincerato, a dimostrazione dell'impegno di Giacomo Durazzo la Repubblica appose all'ingresso del forte una targa oggi scomparsa con su scritto, Forte dedicato ai Divi Giacomo e Filippo, costruito l'anno 1758 a spese di Giacomo e Filippo Durazzo amantissimi della Patria), ora il nostro ritorno si effettua per il percorso dell'andata.