Sentiero turistico
· Alta Corsica
Escursione tra i villaggi della Balagne - Da Algajola a Sant’Antonino e Corbara
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La Balagne, situata sulla costa nord-occidentale della Corsica, è uno dei paesaggi più tranquilli dell’isola. Con i suoi pittoreschi villaggi, è considerata una meta escursionistica che vale davvero la pena visitare. Il paesaggio è circondato da dolci colline e in primavera, con la macchia mediterranea dai colori vivaci e i fertili terreni coltivati, appare estremamente verdeggiante. Lungo questo percorso ad anello raggiungiamo diversi villaggi, in particolare Sant’Antonino, che, come un nido d’aquila, troneggia su una rupe a 500 m di altezza sopra la Balagne.  La nostra escursione ad anello inizia proprio ad Algajola 01, sulla spiaggia. Seguiamo la costa fino ai grandi campeggi «Camping de la Plage» e «A Marino». Tra i due campeggi, un sentiero pubblico conduce verso nord fino alla strada principale. La seguiamo verso sinistra per circa 200 m, per poi imboccare la strada di accesso al campeggio «Canteratu City». Percorriamo circa 1 km sulla strada sterrata e polverosa per poi, all’incrocio a T 02 dopo il campeggio, svoltare a destra seguendo il cartello indicatore. Subito dopo, sulla sinistra, si dirama il sentiero escursionistico che conduce verso Pigna. Dopo un tratto in salita, all’altezza della fattoria Campu Vallina attraversiamo una strada sterrata e continuiamo a seguire il cartello indicatore sul sentiero escursionistico. Dopo un’altra salita incontriamo un bivio, dove a sinistra si dirama il sentiero per Pigna. Svoltiamo a destra su questo ampio sentiero per raggiungere Praoli. Attraversiamo vigneti e uliveti prima di arrivare a un altro bivio. A questo punto svoltiamo a sinistra sulla strada campestre che si snoda tra muri a secco e che, con un tracciato ripido, sale verso la frazione di Praoli. Raggiungiamo Praoli 03 sulla strada D 151, che dobbiamo seguire per alcuni metri verso destra (240 m). Subito dopo, il nostro percorso prosegue su una strada carrozzabile lungo il margine sud della strada, in corrispondenza del cartello indicatore per Sant’Antonino. Questa ci conduce nuovamente tra gli uliveti, dove imbocchiamo il sentiero mulattiero per Sant’Antonino. Dobbiamo ora superare un dislivello di oltre 250 metri, affrontando in alcuni tratti bordi di pendio sassosi e ricoperti di affodillo. Inoltre, il sentiero si snoda quasi senza ombra attraverso la macchia mediterranea, offrendo tuttavia splendidi panorami sulla Balagne. Poco sotto Sant’Antonino, sulla destra, si dirama il sentiero che porta al santuario di Aregno, l’Église de la Trinité, uno dei luoghi di culto più importanti della Balagne, di origine pisana. Per questa deviazione occorre prevedere circa 40 minuti e tornare al bivio seguendo lo stesso percorso. Subito dopo passiamo davanti al “pagliaghiu” di Gozola, prima di raggiungere, dopo circa 2 ore e 30 minuti (senza la deviazione verso Aregno), il punto più alto della nostra escursione, il borgo fortificato di Sant’Antonino 04, che troneggia pittorescamente su una cima rocciosa a 500 m di altezza sopra la Balagne. Ancora oggi Sant’Antonino può essere attraversato solo a piedi. Una scalinata conduce al centro del paese e alla chiesa della Nunziata, dove ci imbattiamo in una piccola piazza con negozi di souvenir. Piccole taverne scavate nella roccia, con verande accoglienti, ci offrono un rinfresco. Dal belvedere «A Cima» ammiriamo alternativamente, da un lato il mare e il bacino di Algajola e, dall’altro, il Monte Grosso e il Monte Padro, che chiudono il bacino della Balagne sul versante meridionale. Dopo aver visitato il paese, scendiamo sul versante nord lungo una scalinata in pietra fino al parcheggio, sul lato opposto del quale inizia una strada sterrata in direzione del Couvent de Corbara (cartello indicatore). Al bivio successivo teniamo la sinistra, superiamo una cappella con tombe di famiglia, un «pagliaghiu» con annessa aia e, più avanti, una sorgente fresca e gorgogliante. Attraversando la macchia mediterranea e radi boschi di lecci, scendiamo verso il convento, riconoscibile già da lontano grazie al campanile. Il sentiero panoramico offre anche splendide vedute su Pigna e sulla baia di Algajola. Dopo 45 minuti da Sant’Antonino arriviamo al Couvent de Corbara 05 (298 m), visitabile solo nell’ambito di visite guidate prenotate in anticipo. L’edificio originario, risalente al XV secolo, fu distrutto durante la Rivoluzione francese; oggi questo monastero appartiene ai Domenicani.Poco prima del parcheggio del monastero, un sentiero sterrato si dirama a sinistra, scende verso la D 151, la attraversa e, passando davanti al santuario di Notre Dame de Lafio o de Lazio, prosegue come sentiero mulattiero in direzione di Pigna. Camminiamo tranquillamente attraverso uliveti e lungo muri a secco e raggiungiamo il caratteristico paesino di Pigna 06, ancora oggi chiuso al traffico automobilistico, presso il parcheggio inferiore. Pigna è uno di quei villaggi a forma di nido di rondine, situati in posizione strategica sul bordo di un pendio a picco sul paesaggio, da cui si godono panorami da sogno. Questo borgo pittoresco e molto autentico, con vicoli stretti e in parte ripidi, ci accoglie con alcuni negozi di artisti e di souvenir, oltre che con bar invitanti. Per visitarlo, dal parcheggio dobbiamo proseguire dritto in salita fino all’inizio dei vicoli stretti.Verso Corbara: tornando al parcheggio, sul sentiero che porta al santuario si dirama a sinistra l’itinerario che in circa 45 minuti ci conduce a Corbara. Scendiamo inizialmente lungo una strada sterrata a tornanti, finché sulla destra non si dirama il sentiero mulattiero segnalato in rosso in direzione di Corbara. Accompagnati da terrazzamenti, ulivi e muretti a secco, camminiamo quasi in piano attraverso le alture della Balagne, godendo di splendidi panorami su Algajola. In alcuni tratti il sentiero segue il tracciato di una conduttura. Infine ci attende una leggera salita su un sentiero lastricato che conduce a Corbara 07 (225 m). Questo incantevole borgo, situato su una collina tra i 225 e i 316 m s.l.m., era un tempo il capoluogo della Balagne ed era già abitato nel IX secolo. Nel centro del paese, la chiesa dell’Annunciazione (Église l’Annonciation), risalente al XVIII secolo, ospita un altare maggiore barocco e una balaustra del coro in marmo policromo proveniente dalla Liguria. Nella chiesa conventuale del monastero di Corbara meritano una visita un magnifico pulpito, un altare in marmo e le lapidi della famiglia Savelli.Dopo la visita del paese, torniamo sul sentiero lastricato e scendiamo verso il lavatoio con la fontana coperta e la sorgente «Fontaine di a Leccia» del 1559. Poco prima, il sentiero mulattiero segnalato devia verso il basso in direzione di Algajola. Questo antico e classico sentiero che collegava i villaggi scende, in parte su terreno un po’ sassoso, attraverso terrazzamenti agricoli e oliveti fino al fondovalle dietro Algajola. Dopo circa 30 minuti, giunti già sul fondovalle, incontriamo un bivio dove teniamo la sinistra e seguiamo il sentiero mulattiero che passa a destra dell’accesso a un campeggio. Il sentiero sfocia in una strada sterrata e, in corrispondenza di una piazzola ghiaiosa, incontra l’incrocio a T 02 e la strada di accesso al campeggio Canteratu City, che conosciamo dall’inizio dell’escursione ad anello. Proseguiamo verso nord, raggiungiamo la N 197 e torniamo ad Algajola 01 lungo la spiaggia sabbiosa, come all’andata.