Sentiero turistico
· Dolomiti Bellunesi
Sentiero 'Cave da Mole' - Sentiero dei Fortinini ( Completo )
Difficoltà
T2
media
Anello di facile percorrenza di basso impegno fisico di moderata difficoltà per orientamento . L'idea del giro è di unire il Sentiero "Cave da Mole" con il sentiero dei Fortini , questultimo percorso analiticamento , includendo tutti i fortini .
Ho notato che la maggiorparte dei giri proposti su Wikilock si riferiscono alla parte bassa dei fortini ( Fortini Bassi ) , quella sotto la strada tagliafuoco , peraltro ovvio per completare il giro per Soverzene. Tuttavia ci sono alcune splendide strutture anche sopra la strada ( Fortini Alti ).e quindi l'obiettivo di questo giro è di descrivere tutti i fortini Analiticamente .
Cronologicamente :
Si parcheggia davanti il monumento dei caduti , tabelle informative e 10 posti auto , si prende a sinistra e a poco a destra su una strada senza uscita ma con chiara tabella Sentiero "Cave da Mole" , si oltrepassa una casa sul ciglio e si prende subito a sinistra lungo un consueto e spettacolare muro a secco di una pietra molto particolare , si sale lievemente fino al Capitello di San Giorgio dove a sinistra si trovano le Cave . Tappa al Castello e poi a sinistra lungo prato per prendere il sentiero dei Fortini , segnavia bianco-azzurro.
Si procede ancora per labirintici muri a secco e si prende a sinistra per il Capitello.di Sant'Antonio, si scende leggermente e poi si prosegue in una bella cengia ampia , al capitello di prende a sinistra dietro lo stesso . Si può anche proseguire dritti per percorso equivalente fino a Casera de Fornez. Alla Casera si prende a Sinistra e subito dopo un cartello divelto indicherebbe la via per il Fortino Landre Scur , in realta si prosegue per 50 metri e ora si prende a sinistra, palo con pittura rossa e segno rosso su sasso , poco più avanti .
Si prosegue per segni rossi misti a bianco-Azzurri fino ala Fortino Landre Scur e poi si prende a destra per il Fortino de la Posta . Dopo il Fortino de la Posta si seguono ancora i segni rossi e all'uscita sulla sentiero principale si prende a destra , su carta Tabacco Passo del Fagher . Da qui si prosegue e dopo 50 m si prende a destra per il Fortino del Fagher , si ritorna al cartello e si proseguono altri 50 m fino all'indicazione del Fortino Pian Martin, ultimo della parte basse rispetto la strada Tagliafuoco .
Alla tagliafuoco brevemente a sinistra e poi subito a destra , con la coda dell'occhio si scorge il Fortino de le Poiate. Al Fortino si prende a sinistra per un sentiero poco visibile ma ben indicato da bollatura Bianco-Azzurra e paletti Bianco-Azzurri. Si Sale fino al Ovile degli Agheti e poi si prende a sinistra, qualche sfascio ma subito dopo una buona traccia che ci porta al Fortino sommitale , Fortino Pian de la Polsa . Ora si scende a destra per l'ultimo, Fortino Fosse Alte .
Ora si scende per ottima traccia passando per Casera de la Posta e il Capitello di Santa Orsola , in breve tempo si torno al Capitello di San Giorgio da cui si chiude l'anello per l'ultima parte del Sentiero "Cave da Mole". Si passa per la chiesa di Filippo e Giovanni e un paio di bellissime fontane in pietra. Da li a chiudere .
Passo Normale
No punti acqua
Copertura telefonica quasi totale
Moderato solo per orientamento in alcuni tratti
Cenni Storici:
La "Stonehenge di Soccher" e i Fortini l'area archeologica dei dolmen, risalente all'età del Bronzo, rappresenta una scoperta di notevole interesse, tanto da essere definita la "Stonehenge di Soccher". Questo sito, insieme ai resti dei fortini costruiti in epoca più recente per scopi difensivi, arricchisce il patrimonio storico del territorio. Sono in corso studi e collaborazioni, anche con l'Università di Padova, per approfondire la conoscenza di queste importanti testimonianze del passato.
Fortini di Soccher, postazioni militari costruite ai primi dell’800 in posizioni strategiche per sbarrare il passaggio alle truppe francesi verso il Cadore e il Tirolo.
Nuove scoperte arricchiscono il patrimonio archeologico del Monte Dolada, nella frazione di Soccher. Al sito di Casere, lungo il “Sentiero dei Fortini”, le recenti indagini condotte dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova, sotto la direzione del professor Massimo Vidale, hanno portato alla luce importanti indizi che raccontano di una frequentazione continua della montagna dalla preistoria al Medioevo.Al centro delle ricerche vi è l’imponente struttura di Casere: un enorme masso franato dalla falesia, racchiuso da un muro a secco di blocchi calcarei. Non si tratta di un semplice terrazzamento agricolo, ma di un monumento dalle origini ancora incerte, che continua a suscitare interrogativi su chi lo costruì e in quale epoca. Grazie alla mappatura accurata delle murature e alla raccolta di campioni di carbone, presto sarà possibile ottenere datazioni scientifiche tramite il radiocarbonio. Intanto, i manufatti rinvenuti e custoditi nei musei di Belluno e presso la Soprintendenza confermano una presenza stabile dell’uomo: dalla preistoria all’età del Bronzo, fino al periodo romano e medievale.
Il percorso che conduce al sito, attraverso un fitto bosco di carpini che in settembre si veste di ciclamini, mostra ancora i segni delle generazioni passate: i ruderi del castello di San Giorgio, le gradinate in pietra calcarea, i terrazzi agricoli, gli accumuli di massi e l’inghiottitoio artificiale per il trasporto dei tronchi. Testimonianze di un territorio vissuto e modellato con tenacia dalle comunità locali. Le indagini sono state possibili grazie alla collaborazione tra l’Università di Padova, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, le amministrazioni comunali e l’Ecomuseo dalle Dolomiti al Piave, che continua a valorizzare il legame tra natura, storia e comunità.