Sentiero turistico
· Valli Mongia, Cevetta e Langa Cebana
Torresina - Sentiero Deserta Langarum
TopPercorso consigliato
Difficoltà
difficile
Il percorso del SENTIERO VERDE è il più lungo, della zona, si snoda tutto rivolto verso la valle del torrente CUSINA, passando sulle alture che la delimitano e scendendo fino al letto del corso d’acqua, con un alternarsi emozionante di spettacoli naturali davvero entusiasmanti, dallo sguardo d’insieme sulle Alpi maestose, agli anfratti più freschi e misteriosi del torrente e dei boschi circostanti.
Partiamo da Torresina che passati dal centro del paese per via Villa si scende tramite il sentiero che ci conduce alla fontana Canaretta, si segue il sentiero fino a raggiungere il pilone votivo adesso andiamo a SX, il percorso verde ci invita a salire a DX sulla cima chiamata Monterotondo (745 mt) e arrivare alla pietra dell'appuntamento, seguendo le indicazioni di colore verde in direzione Est, lungo un tratto quasi pianeggiante che costeggia un bel castagneto, si tratta della vecchia via che fino agli anni ’60 ha collegato Igliano con Torresina, la strada discende per un centinaio di metri fino a raggiungere la chiesa di San Sebastiano sec. XVI (690 mt.), ora si imbocca la SP 352 asfaltata attraversando l’abitato della frazione Langa, imbocchiamo la SP 115 Igliano – Castellino T. all’altezza del pilone votivo (650 mt) e la percorriamo per 400 m. circa, in vista di una piccola pineta, lasciamo l’asfalto e la aggiriamo sulla DX di fronte a noi, in alto si vede il colle del Ginepro, sormontato da un vecchio pilone, scendiamo invece, per addentrarci in un bosco ceduo che aggira il colle e dopo qualche centinaio di metri, sbuchiamo dall’altra parte, guardando un po’ a distanza in direzione Sud la chiesa della Madonna della Neve, prendiamo a DX sulla strada comunale delle Coste e scendiamo lungo essa lasciando a SX il bivio per Coste Soprane, in questo tratto si erge sulla collina alla nostra destra l’abitato del comune di Marsaglia, con il suo castello cinquecentesco, giunti in prossimità delle Coste Sottane (570 mt), prendiamo a Dx la stradina che porta dopo pochi metri alla fontana dei tredici Monti, dove è possibile dissetarsi alla piccola sorgente, teniamo il sentiero sulla Dx che attraversa in leggera salita un campo e poco dopo si addentra in un fitto bosco, il sentiero piega a SX e poi a DX, seguire sempre le frecce verdi, ora siamo vicino al torrente Cusina (440 mt) arriviamo finalmente all’agevole guado che attraversiamo portandoci sulla riva DX, appena guadato il “fiume” svoltiamo a Dx e risaliamo la carrareccia di fondovalle che costeggia il torrente, (per millenni questo rio è stato il luogo di approvvigionamento di materiale edile per la costruzione degli edifici di tutta la vallata), sulla nostra SX vi sono le formazioni di marna tipiche dell’Alta Langa ed alcuni imponenti calanchi, giunti nei pressi di Cusina al km 8 circa del nostro percorso , consiglio di fare una piccola deviazione dal percorso, oltrepassato un ponticello ricostruito, un sentiero a DX porta ai ruderi del vecchio mulino di Igliano, qui, fino agli anni ’50 del secolo scorso, gli abitanti di un’ampia zona circostante portavano a macinare il grano, non essendoci altri mulini nella vallata, è nascosto dalla fitta vegetazione, ma se riuscite ad individuarlo potrete ancora scorgere le antiche macine in pietra semi-sommerse dai muri crollati, tornati sul nostro sentiero tracciato, ci avviciniamo all’abitato della frazione Cusina e dopo averla oltrepassata, arriviamo ad un bivio, 50 mt. a Dx c’è l’antico ponte che la leggenda dice essere stato costruito in epoca romana, ora dopo l’abitato della frazione Cusina al bivio prendiamo a SX inerpicandoci lungo il tracciato della vecchia strada Igliano-Murazzano, attraversata la SP 115 continuiamo a salire nei solatii terrazzamenti, ammirando gli antichi archi in pietra a secco, splendide vestigia di un remoto passato in cui la coltivazione della vite trovava in questa collina il suo migliore compimento, arrivati al pilone votivo svoltiamo a SX lungo il sentiero pianeggiante, proseguendo sul sentiero si arriva alla frazione San Luigi (580 mt), quando incontriamo la strada asfaltata dobbiamo svoltare a Dx, ma vi consigliamo di dare un’occhiata alla bella chiesa di San Ludovico dei Francesi (XVI secolo), che si trova a 50 metri a SX, attraversata la SP 115, proseguiamo in salita su 150 mt. di asfalto, poi la strada diventa “creusa”, fino ad arrivare in alto presso l’abitato della frazione Cornati ora prendiamo a DX e percorriamo un breve tratto della SP 115 che lasciamo presto per imboccare una stradina sterrata sulla SX che passa attraverso le vecchie case del borgo, scendiamo nel bosco fino ad attraversare il piccolo Rio dei Boscazzi, prendiamo a SX e continuiamo a inerpicarci all’interno di un bosco selvaggio che prende il nome di Costalunga, la salita è dura, ma la quiete del castagneto ci ripaga della fatica, mano a mano che si risale la pendenza del sentiero diminuisce e giungiamo finalmente alla vetta, chiamata cima della Costalunga (790 mt), lo spettacolo delle Alpi torna ad emozionarci, il Monviso sembra così vicino da poterlo toccare, ora siamo ad un passo dalla Pedaggera, luogo dove le efferatezze della Guerra Civile 1943-1945 si manifestarono in tutta la loro violenza, a circa 50
metri dal sentiero, all’interno del bosco, si trova la croce che ricorda il luogo ove il 3/3/1944 fu trucidato il Tenente Biondo, (al secolo Giorgio Ghibaudo, personaggio ampiamente citato da Beppe Fenoglio ne Il partigiano Johnny),
scendiamo ora fino a raggiungere e costeggiare la SP 32, lungo un boschetto di conifere, imbocchiamo la SP 352 camminando sulla cima della collina fino alla Croce (750 mt) che ricorda la battaglia del 16 aprile 1796 tra le truppe Piemontesi e quelle Napoleoniche, svoltiamo a DX verso il sentiero in discesa e dopo un poco giungiamo alle Cinque Vie, oltrepassiamo il pilone votivo, siamo prossimi all’arrivo, per un ultimo riprendiamo il sentiero che ci conduce a Torresina.