Sentiero turistico
· Provincia di Treviso
San Bartolomeo – Jesolo - Proseguendo lungo il Piave verso la laguna di Venezia
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Difficoltà
difficile
Ci separano dal mare solo circa 30 km in linea d’aria, cosa che si avverte chiaramente quando la corrente è verso sud. C’è un po’ di salsedine nell’aria che ci fa sognare l’azzurro paradisiaco dell’Adriatico. Anche dalla vegetazione si nota la vicinanza del mare: i tipici pini crescono ora più fitti e si stagliano maestosi nel cielo estivo. Seguiamo il Piave ancora per un breve tratto a valle, prima di raggiungere la grande laguna, dove si trova anche la nostra meta, Venezia. Con i suoi innumerevoli isolotti e laghetti, la laguna è l’habitat di innumerevoli uccelli ed è per questo motivo in gran parte protetta. Ci attende quindi una tappa lunga e probabilmente calda, durante la quale la nostalgia del mare cresce passo dopo passo.> Dopo una notte tranquilla a San Bartolomeo01, passiamo davanti alla chiesa e proseguiamo verso est lungo la Via XXIV Maggio, per poi svoltare a destra alla prima occasione in Via XII Ottobre. Questa strada ci conduce fuori dal paese e termina in Via Indipendenza, che seguiamo verso sinistra. Attraversando piccoli borghi a carattere agricolo, arriviamo a un bivio dove proseguiamo a destra lungo la Via Cal Bassa. Dopo circa 1 km questa strada sbocca sulla strada principale, la Via Argine Piave, sulla quale, dopo altri 1,5 km, raggiungiamo la località di Bocca Callalta.All’altezza di un’insignificante edicola mariana arriviamo a un incrocio a T con la SR53. Svoltiamo a sinistra sulla strada principale e la seguiamo ancora per 500 m, dopodiché il tratto purtroppo trafficato è finito. Poco dopo aver superato il distributore di benzina e l’Hotel Callalta, svoltiamo a destra in Via Alessandro Manzoni e, dopo pochi metri, saliamo a sinistra sull’argine, verso Via Enrico Toti, sulla quale proseguiamo quindi verso est.L’argine piega presto verso sud, diventando prima Via Argine XXIV Maggio e poi Via dell’Ansa. Dopo poco meno di 4 km dall’inizio, deviamo a destra scendendo in Via Isola per aggirare un’ansa del fiume. Percorrendola, dopo alcune lunghe curve, arriviamo direttamente nel centro di Zenson di Piave02, con la chiesa e alcuni bar affollati.Alla rotatoria proseguiamo dritti, camminando verso sud lungo la Via Gustavo Badini. Dove ci ricongiungiamo nuovamente all’argine, saliamo su di esso lungo uno stretto sentiero battuto e percorriamo ancora una volta un tratto pittoresco lungo il Piave. Circa 1,5 km più avanti vediamo proprio davanti a noi una strada che attraversa l’autostrada. La raggiungiamo lasciando l’argine poco prima, svoltando bruscamente a destra sulla strada sterrata. Sulla Via Argine San Marco attraversiamo la A4 e poi scendiamo di nuovo verso l’argine. Poco prima di Fossalta, con le prime case già visibili davanti a noi, arriviamo alla Pizzeria Alle Ronche. Di fronte a questa, un sentiero stretto ci conduce nuovamente su per l’argine, che qui porta il nome di Giuseppe Garibaldi. Seguiamo l’argine nella direzione di marcia e, poco dopo, in corrispondenza della strada, teniamo leggermente a destra e poi subito a sinistra per rimanere sull’argine (Via Gonfo). Il sentiero sterrato si trasforma presto in un sentiero argilloso e infine in un sentiero erboso e, dopo circa 3,7 km, ci conduce a una linea ferroviaria. Qui teniamo la sinistra e camminiamo proprio lungo il Piave passando sotto la ferrovia, per poi risalire sulla nostra diga tenendoci di nuovo a destra. Circa 2,5 km più avanti, dove l’argine in questo tratto è a tratti ricoperto dalla vegetazione, il nostro percorso termina poco prima di un monumento. Qui percorriamo un breve tratto svoltando bruscamente a destra lungo la Via XXIV Maggio e poco dopo svoltiamo a sinistra in Via Giacomo Matteotti. Da qui raggiungiamo Via Roma, sulla quale svoltiamo a destra per entrare nel vivace centro di Musile di Piave03. Il paese si trova a ovest del Piave e quindi proprio di fronte alla più grande San Donà di Piave. Insieme, i due centri costituiscono una delle località principali della regione. Di conseguenza, l’atmosfera nei due centri è molto vivace. I numerosi bar, negozi e altre strutture, tipici dei centri abitati più grandi, a volte sembrano un po’ strani all’escursionista che percorre il percorso Monaco-Venezia, dato che per settimane li abbiamo proprio scambiati con la tranquilla solitudine delle montagne.Il nostro percorso prosegue dritto lungo la Via Martiri, fuori dalla città, verso una rotatoria. Qui teniamo la sinistra e proseguiamo lungo la Via Caposile SP44, prestando attenzione al traffico, fino a raggiungere una seconda rotatoria, di dimensioni ben maggiori. Prima di raggiungerla, superiamo il guardrail sulla destra in un punto adatto e arriviamo così alla fine di Via Pietra. Su questa strada giriamo a destra all’angolo e scendiamo leggermente, per poi, dopo circa 100 m, svoltare a sinistra e attraversare il sottopassaggio sotto la SS14var. Via Pietra sfocia presto in Via Caposile, sulla quale rimaniamo ancora per 500 m.In una curva a sinistra, subito dopo il cartello di Castaldia, svoltiamo a sinistra in Via Castaldia, sulla quale raggiungiamo rapidamente il corso del Vecchio Piave. Lo seguiamo verso destra e proseguiamo lungo la bella pista ciclabile-pedonale. Poco dopo un sottopassaggio, il sentiero svolta a destra e, imboccando il sentiero battuto, raggiungiamo a sinistra il ponte di traghetto a Salsi04. Attraversiamo il Taglio del Sile e, sul versante sud, svoltiamo subito a sinistra in Via Salsi. Inizialmente costeggia direttamente il pittoresco Sile, per poi tagliare le sue anse proseguendo dritto tra il braccio del fiume a sinistra e la Laguna di Venezia a destra. Dopo 5,8 km attraversiamo un piccolo ponte su un canale, dopodiché la strada prosegue come Via Drago. Percorrendola, passiamo sotto la superstrada e, sempre costeggiando il Sile, proseguiamo per altri 5 km fino a Jesolo. Al primo ponte proseguiamo dritti, per poi cambiare sponda al ponte pedonale e raggiungere la meta della tappa, il centro di Jesolo05.