Sentiero turistico
· Finistère
Huelgoat - Sulle tracce delle leggende di Huelgoat e delle sue rocce gigantesche
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media
Come si sono formate queste enormi rocce a Huelgoat? Il magma proveniente dall’interno della Terra è risalito fino a sotto la crosta terrestre e, raffreddandosi, si è solidificato trasformandosi in roccia. L’erosione ha infine portato alla luce queste rocce. Alcune di esse sono rimaste al loro posto, mentre altre sono rotolate giù dai pendii, accumulandosi in enormi cumuli e formando configurazioni bizzarre. Durante questo tour scopriremo tutte le principali attrazioni di una delle regioni più belle della Bretagna centrale e potremo ammirare uno spettacolo naturale mozzafiato. Ma ascolteremo anche misteriose saghe e leggende secolari.> Dal parcheggio, punto di partenza e di arrivo dell’escursione, situato dietro la chiesa di Saint-Yves De Huelgoat risalente al 1591, ci dirigiamo verso Place Aristide Briand e da lì giriamo a destra lungo la strada fino al lago. Dietro il ponte si trova l’antico mulino Moulin du Chaos, costruito nel 1339 e l’edificio più antico di Huelgoat. All’altezza della creperia svoltiamo a destra sul sentiero tra le enormi rocce ricoperte di muschio e raggiungiamo la Grotta del Diavolo (La Grotte du Diable), alla quale si può scendere nel mondo sotterraneo tramite una scala di ferro scivolosa. Proseguendo lungo il sentiero, si costeggiano imponenti blocchi di granito levigati. Al primo bivio prendiamo la direzione leggermente a sinistra, attraversiamo il torrente che ora scorre sottoterra e saliamo la prima scalinata che passa accanto a una piccola grotta. Attraverso una roccia levigata e gradini scavati nella roccia scendiamo fino a La Roche Tremblante01 (164 m). La cosiddetta «Roccia Tremolante» si trova su una cresta stretta. Se si trova il punto di pressione giusto, in combinazione con la giusta frequenza, il masso granitico del peso di 100 t viene fatto oscillare di 2‒3 cm! Ma dov’è il punto giusto? Torniamo indietro lungo il percorso di andata fino alla roccia levigata, ma poi proseguiamo dritti, superando una panchina di pietra, percorrendo un breve tratto parallelo a una strada, passando tra le case, fino a raggiungere una strada principale. Su questa percorriamo 60 m verso destra, superando il supermercato che si trova sulla sinistra. Superato il sentiero che devia a destra, raggiungiamo il blocco di granito Le Champignon02 (177 m), del peso di 200 t. Non solo si trovano così tante tonnellate di granito in un unico punto, ma il masso assomiglia addirittura a un fungo gigante. Torniamo indietro fino alla strada principale e la attraversiamo per proseguire sulla strada asfaltata per altri 200 m. Ben prima di un parcheggio e poco prima di una panchina da picnic, svoltiamo a sinistra imboccando il sentiero poco evidente. Questo costeggia un ruscello. Al primo bivio prendiamo a sinistra per imboccare, dopo una breve discesa, un altro sentiero. Ancora una volta il sentiero sbocca in un altro sentiero; a sinistra, attraverso il bosco rado, si intravedono delle case. Camminiamo per un tratto lungo una recinzione e, dove il sentiero è ormai difficilmente individuabile, lungo un muro di pietra ricoperto di muschio. Un tratto avventuroso: bisogna aggirare agrifogli e alberi caduti. Il sentiero termina; saliamo a destra, all’incrocio successivo giriamo a sinistra e seguiamo le indicazioni per Camp d’Artus. All’altezza della panchina da picnic svoltiamo bruscamente a destra e raggiungiamo un cartello informativo. Lì prendiamo la direzione leggermente a sinistra e non leggermente a destra. Dietro una radura ignoriamo i bivi a destra e a sinistra. In un’altra radura e bivio raggiungiamo il Camp d’Artu virtuale03 (220 m). Che cos’è? Nel 1938 l’archeologo britannico Wheeler portò alla luce tracce di un insediamento fortificato romano. Si dice inoltre che in questo luogo il famoso personaggio leggendario Re Artù abbia stabilito il proprio accampamento. Proseguiamo leggermente a sinistra, seguendo le indicazioni per L’Arquellen. All’altezza di una panchina, un sentiero sulla sinistra conduce a un meraviglioso belvedere. Dopo aver superato una curva a 180°, raggiungiamo la grotta rocciosa La Grotte d’Artu 04 (159 m). Si dice che un tempo abbia ospitato i cavalieri della Tavola Rotonda durante il loro viaggio verso la Britannia. Poco dopo la grotta svoltiamo a destra e raggiungiamo La Mare aux Sangliers. Beh, pazienza! Seguiamo le indicazioni per L’Arquellen, attraversiamo la D769A all’altezza dell’area picnic, 90 m dopo un parcheggio attraversiamo la strada a destra e scendiamo le scale verso la prossima attrazione, il Gouffre de la Rivière d’Argent – dove il torrente precipita da un’altezza di 8-10 metri. Proseguiamo ancora a valle lungo il torrente. Già dopo pochi metri non si sente più il rombo del torrente, che è scomparso nel sottosuolo per riapparire dopo 150 metri. Lì si trova anche lo stagno delle fate, La Marre aux Fées05 (128 m). Torniamo indietro fino alle scale, poi attraversiamo il ponte verso sinistra – indicato anche come direzione Le Belverde. Si sale lungo ripidi tornanti, passando davanti al monumento commemorativo dedicato all’archeologo La Stèle de Victor Segalen. Nel maggio 1919 morì in circostanze misteriose durante una passeggiata lungo il Fiume d’Argento, nei pressi del Gouffre de la Rivière d’Argent. Segue una ripida discesa, per poi aggirare, con un tornante a 180°, la collina con la lapide commemorativa, rimanendo alla stessa quota. Raggiungiamo una piccola gola, da cui si esce attraverso una piccola valle laterale. Non appena il sentiero su cui camminiamo sfocia in un altro, è segnalato in direzione di Huelgoat per 1,5 km. Proseguendo, attraversiamo due volte il piccolo canale su dei ponti e poi camminiamo parallelamente ad esso. Dopo 80 m lasciamo la strada svoltando a destra su un sentiero, ora di nuovo parallelo al canale. Al secondo ponte di legno attraversiamo il canale e, dopo pochi metri di salita, raggiungiamo il parcheggio.