Sentiero turistico
· Provincia di Como
Lago di Piano - Un piccolo lago con una grande biodiversità
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Difficoltà
media
Nella valle che collega Menaggio a Porlezza, sul Lago di Lugano, si trova il piccolo Lago di Piano. Lo specchio d’acqua e le sue rive sono protetti in quanto riserva naturale e costituiscono un’importante area di nidificazione per diverse specie di uccelli. Qui sono state censite oltre 130 specie di uccelli. Un percorso circolare intorno al lago attraversa zone costiere incontaminate e boschi selvaggi, ma anche aree caratterizzate dall’insediamento umano, come testimoniano i resti dei muri di alcune case coloniche e di un antico mulino. Con un po’ di fortuna è possibile avvistare il martin pescatore dai colori blu iridescenti, simbolo della riserva naturale. Nella «Casa della Riserva» è allestito un piccolo museo. Inoltre, lì è disponibile un opuscolo sul percorso circolare in italiano e in inglese e si possono noleggiare barche a remi.> Dalla “Casa della Riserva”01 si segue il percorso circolare, segnalato da un martin pescatore, in senso orario, camminando inizialmente lungo la riva ricoperta di canneti. Dopo 10 minuti si svolta a sinistra su una strada asfaltata che si allontana leggermente dal lago e, prima di raggiungere la strada Menaggio – Porlezza, si gira a destra. Poco dopo si segue sulla destra una strada sterrata e si aggira un campeggio che occupa la sponda nord-orientale.Il percorso ad anello devia a destra dopo il campeggio e si snoda a una certa distanza dalla riva orientale del lago attraverso prati con una radura di alberi. Si raggiunge il letto, per lo più prosciugato, del Canale Binadone02 e, in corrispondenza di un guado, si passa sull’altra sponda del torrente (vedi nota). Poco dopo, l’itinerario circolare svolta nuovamente a destra. Di nuovo nel bosco, si attraversa una zona umida con alcune sorgenti e, dopo una breve salita, si raggiunge l’edificio di un antico mulino03. Successivamente il sentiero vira a destra e costeggia le pendici del Monte Galbiga. Le case coloniche diroccate testimoniano che la zona lungo le rive un tempo era utilizzata a fini agricoli. Dopo aver superato un rudere sulla destra, si dirama sulla destra un sentiero che conduce alla punta del piccolo promontorio di Mirandola04, un magnifico punto di sosta con vista sul lago.Tornati sul sentiero principale, si prosegue ora su uno stretto sentiero che costeggia direttamente l’acqua. Un paesaggio incontaminato, con tronchi ricoperti di muschio, massi e la tipica vegetazione ripariale, fiancheggia il percorso. A nord, sopra la valle, si domina la catena montuosa che si estende dal Monte Grona a est fino al roccioso Monte dei Pizzoni, a picco sul Lago di Lugano. Infine ci si allontana nuovamente dalla riva e si segue un ampio sentiero sterrato verso destra; presso una postazione per l’osservazione della fauna, una passerella di legno consente una deviazione verso la riva del lago. Dei cartelli informano sulle particolarità botaniche. Il percorso prosegue sulla stradina sterrata e dopo 200 m svolta a destra su un sentiero che conduce al lago e attraversa i ghiaioni di un torrente. Si prosegue poi direttamente lungo l’acqua fino all’angolo sud-occidentale del lago, dove alcune panchine invitano a fare una sosta. Si incontra una strada asfaltata e si lascia la zona costiera del Lago di Piano. All’altezza di un garage, la strada svolta a destra, attraversa terreni agricoli e supera il Canale Lagadone05. Il canale, realizzato già nel XVIII secolo, collega il Lago di Piano con il Lago di Lugano.Infine, sulla destra si dirama una stradina accidentata verso Castel San Pietro06 (detto anche Castello di Carlazzo). L’insediamento dall’aspetto fortificato, situato su un’altura, risale al Medioevo e all’epoca fungeva effettivamente da fortezza. Dall’altra parte della collina, un sentiero che attraversa i prati conduce in discesa. Successivamente, con una controsalita, si attraversa il dorso boscoso del Brione, che si protende nel lago lungo la sponda occidentale, e si segue un sentiero attraverso una zona umida ricoperta di canneti. Il sentiero sfocia nella pista ciclabile che va da Porlezza a Menaggio. Sulla destra, dopo pochi minuti, si ritorna alla casetta della riserva naturale n. 01.