Sentiero turistico
· Málaga
Caminito del Rey - Uno spettacolo naturale unico nel suo genere
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Difficoltà
media
Tre fiumi provenienti dal nord della provincia di Málaga confluiscono così nel Rio Guadalhorce. Per sfruttare questa energia idroelettrica per la produzione di energia elettrica, tra il 1901 e il 1905 fu costruito un canale. Per il trasporto dei materiali da costruzione e la manutenzione dell’impianto, fu realizzata una passerella spettacolare e pericolosissima, il futuro Caminito del Rey, sulle pareti rocciose a strapiombo. Inizialmente, però, la centrale idroelettrica dipendeva dai livelli irregolari del Rio Guadalhorce. A seguito di gravi inondazioni, nel 1907 fu avviata la costruzione del bacino idrico del Guadalhorce, che, una volta completato nel 1921, garantì una portata d’acqua costante. Il Caminito del Rey (piccolo o stretto sentiero del re) prese il nome dal re Alfonso XIII, che lo inaugurò il 21 maggio 1921. Gli agenti atmosferici hanno progressivamente danneggiato il percorso, causando ripetuti incidenti mortali, tanto che nel 2001 è stato chiuso. Dopo un accurato restauro, è stato riaperto nel 2015 ed è ora accessibile anche al pubblico. In realtà non sono un fan del turismo di massa. E il sentiero escursionistico del Caminito del Rey rientra sicuramente in questa categoria! Ma è talmente spettacolare dall’inizio alla fine che non si può fare a meno di percorrerlo. Tra le attrazioni c’è l’esperienza unica di camminare su passerelle sospese a un’altezza che raggiunge i 105 m sopra il fondo della gola, tra pareti rocciose a strapiombo. I panorami sono indimenticabili. Nel corso dei millenni, il Rio Guadalhorce ha modellato un paesaggio fantastico attraverso faglie e fessure nel calcare, nonché fenomeni di dissoluzione legati al processo carsico. Il colore per lo più lattiginoso del fiume è in forte contrasto con le rocce calcaree e dolomitiche grigie e rosse.> Attraversiamo il tunnel che inizia a destra del ristorante 01 El Kiosko e, al bivio successivo, seguiamo il sentiero leggermente a destra in direzione del Caminito del Rey. Si attraversa un bosco rado di pini d’Aleppo e si passa accanto a una sottostazione elettrica. A sinistra, più in basso, scorre ancora il Rio Turón, che dopo pochi metri sfocia nell’Embalse del Gaitanejo, attraverso il quale scorre anche il Rio Guadalhorce. Sulla sponda opposta si intravede una particolare collina di arenaria. L’erosione ha dato origine a strutture a nido d’ape denominate «tafone». Dopo un’escursione finora piuttosto tranquilla, la folla si accalca soprattutto davanti alle biglietterie 02 Acceso Norte-Taquillas. Superata la biglietteria, con o senza guida, ma in ogni caso con il casco, si passa davanti all’edificio in arenaria della centrale idroelettrica del Gaitanejo per raggiungere un’altra diga, completata nel 1927 e anch’essa destinata alla regolazione della portata d’acqua. Dopo un breve tratto a piedi, entriamo nel 03 Canyon Gaitanejo, largo solo 10 m. Sulla targa commemorativa ivi apposta si legge che il restauro di El Caminito del Rey è iniziato il 26 marzo 2015. In realtà, a causa dei giorni di lutto in cui non si lavorava, i lavori sono iniziati due giorni dopo. Il motivo era stato il tragico incidente aereo di un velivolo della Germanwings, in cui persero la vita 150 persone. Poiché la targa commemorativa era già stata completata, è stata semplicemente lasciata così com’era. Sopra di essa si trova un’altra targa commemorativa risalente al 1921, che ricorda l’ingegnere Rafael Benjumea Burín, conte di Guadalhorce, promotore dello sviluppo delle centrali idroelettriche. Segue un piccolo tunnel, l’antico canale d’acqua.Passiamo anche davanti al cosiddetto Puente del Rey (Ponte del Re), che re Alfonso XIII attraversò in occasione della cerimonia di inaugurazione già menzionata. Il percorso attraverso El Valle del Hoyo è meno spettacolare e passa accanto alle rovine dell’antico insediamento di Cortijo del Hoyo. Segue il tratto più emozionante e spettacolare del percorso: l’attraversamento della gola del Gaitanes. Particolarmente suggestiva è la vista dal Bal cón de Cristal (una piattaforma panoramica con pavimento in vetro) sulla grotta del Peñón del Cristo, situata sul versante opposto, e sulla parete rocciosa molto apprezzata dagli scalatori. Un altro punto di interesse è un ponte sospeso che misura 35 m da una parete rocciosa all’altra e si libra a 105 m sopra il fiume Guadalhorce. Una volta superato il ponte, vale la pena voltarsi ancora una volta: si svela una vera chicca geologica: «calcari giurassici» piegati verticalmente, formatisi circa 160 milioni di anni fa da depositi sedimentari marini e successivamente piegati. Si prosegue su passerelle di legno fino all’uscita sud, passando davanti all’Ermita del Chorro e a numerosi chioschi, fino alla fermata di treno e autobus n . 05 Estación del Chorro. Con il bus navetta si torna alla fermata finale n. 01 El Kiosko.