Sentiero turistico
· Huesca
Puerto de Somport – Jaca – Una discesa impegnativa ma suggestiva
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Difficoltà
difficile
A differenza della sua controparte che parte da Saint-Jean-Pied-de-Port, la prima tappa del Cammino Aragonese si snoda in costante discesa. Lungo il percorso, immerso in una natura rigogliosa, si incontrano anche alcuni luoghi di interesse. Poiché il tempo in montagna può cambiare rapidamente e non va sottovalutato, è consigliabile intraprendere questo viaggio solo in presenza di condizioni meteorologiche favorevoli; in alternativa, è possibile utilizzare la strada o attendere che il tempo migliori. Prima di partire è meglio informarsi presso l’ostello sulle previsioni meteorologiche e su cosa occorre tenere presente. Lungo il percorso ci sono ostelli dove fare sosta.> Con il nostro primo timbro in tasca, partiamo dal Passo del Somport 01 (1.620 m, punto più alto dell’intero Cammino) attraversiamo il confine di Stato e, all’ostello Aysa, svoltiamo a destra in direzione di Candanchú. Subito alla nostra destra, un pellegrino di metallo indica la strada e sopra di esso troviamo la Cruz Peregrino (croce del pellegrino). 20 m più avanti deviamo a sinistra dalla strada e seguiamo i gradini in discesa lungo un sentiero battuto o escursionistico. Molto presto scorgiamo le prime case di Gandanchú; poco prima passiamo accanto alle rovine dell’ospedale per pellegrini di Santa Cristina 02, risalente al XII secolo. Le frecce gialle ci guidano a sinistra del paese, scendendo brevemente verso la strada, costeggiandola sulla sinistra e, pochi metri più avanti, svoltando nuovamente a sinistra sul sentiero che corre sopra la strada. Passiamo rapidamente dall’altro lato della grande N-330a e continuiamo a camminare sopra l’asfalto; da questo punto in poi attraversiamo anche bellissimi boschi, dove ai bivi teniamo sempre la destra (conchiglia di San Giacomo e segnaletica bianca-rossa GR65.3).Lo stretto sentiero si trasforma per un breve tratto in un'ampia strada sterrata, finché non veniamo deviati a destra e scendiamo passando accanto a un rifugio. Poco dopo attraversiamo il Río Aragón sulla sinistra e poi scendiamo lungo la riva sinistra del fiume. In un alternarsi di prati e boschi raggiungiamo presto il bivio a destra che attraversa il fiume e procediamo a sinistra della N-330a, seguendola fino aCanfranc-Estación03. Attraversiamo il paese (si consiglia una visita allo splendido edificio storico della stazione ferroviaria) e, all’uscita del paese, passiamo attraverso il tunnel. Subito dopo svoltiamo a sinistra e attraversiamo il ponte; sulla sinistra, un muro argina il Río Aragón. Per un bel po’ camminiamo di nuovo su stretti sentieri boschivi ben segnalati, attraversiamo un affluente dell’Aragón e, poco dopo, il fiume principale stesso, dove ci ricongiungiamo alla strada. Attraversando la tranquilla Canfranc 04, alla fine del paese svoltiamo a sinistra dalla strada statale e attraversiamo nuovamente il Río Aragón, questa volta su un antico ponte romano in pietra. Durante la nostra lunga escursione verso Santiago incontreremo ancora molte testimonianze dei Romani.Su sentieri ora per lo più piacevoli, camminiamo ai margini del bosco, finché non attraversiamo sottotraccia la N-330, prima una volta e poi ancora. Lungo il percorso vediamo cartelli indicatori che segnalano bunker utilizzati durante la guerra. Proseguendo lungo il fiume, raggiungiamo Villanúa 05, ormai non più lontana. Proprio presso il parcheggio il sentiero si divide: tenendoci sulla sinistra dell’Aragón possiamo goderci di più la natura, mentre sulla destra il percorso originale (lungo la N-330), molto trafficato, scende verso il basso. Entrambe le varianti si ricongiungono nel paese successivo. Scegliamo la variante più tranquilla e teniamo la sinistra, proseguendo dritti attraverso il paese e, alla rotatoria, ancora dritti per uscire dal comune seguendo la seconda strada a zig-zag. Inizialmente costeggiando i campi, procediamo dritti sulla tranquilla strada di campagna attraverso il bosco, il cui fondo diventa presto ghiaioso. Proseguendo sempre dritto, dopo 1,5 km incontriamo i binari ferroviari, che attraversiamo verso sinistra; successivamente, svoltando a destra, dopo pochi minuti teniamo la sinistra e attraversiamo un tratto di terreno più aperto, a volte attraverso un tratto di bosco che aggira il pendio, finché non incontriamo una piccola strada di collegamento sulla destra (in alternativa, qualche metro più avanti e poi a destra) e proseguiamo sempre dritti, attraversando nuovamente un affluente dell’Aragón e ben presto il fiume stesso.Una volta raggiunta la rotatoria della strada statale, la costeggiamo per un breve tratto, per poi svoltare a destra sulla strada secondaria e seguirla fino a Castiello de Jaca 06, dove i due sentieri si ricongiungono. Proseguendo dritto attraverso il paese, attraversiamo nuovamente il Río Aragón. Dopo circa 650 m si trova un ponte sul Río Ijuez, un altro affluente che in origine si doveva attraversare sui sassi a sinistra. Proseguendo un po’ lungo il fiume, passiamo sotto la N-330 un’altra e ultima volta, per poi camminare da questo punto in poi proprio accanto ad essa. Poco prima della meta della tappa ci allontaniamo brevemente dal rumore camminando a destra lungo i campi, per poi arrivare direttamente alla periferia della città, fino a raggiungere, proseguendo dritto, la grande e imponente cittadella di Jaca. Superandola, si entra direttamente nel centro storico di Jaca 07, dove termina la nostra tappa.