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  • Vista dal Pizzo di Levico
    Vista dal Pizzo di Levico Foto: Federico Modica, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai
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    Tramonto in Valsugana Foto: Storytravelers, CC BY-ND, APT Valsugana e Lagorai
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    Mountainbike sopra il Lago di Caldonazzo Foto: Federico Modica, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai
  • Malga Casabolnga - Val Calamento Foto: Daniele Bolgia e Marta Micheli, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai
  • Ciclabile della Valsugana Foto: Federico Modica, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai
  • Autunno presso Malga Serot - Roncegno Foto: Alberto Libardoni, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai

Valsugana e Lagorai

Ti diamo il benvenuto in Valsugana!

Un verde angolo di Trentino a metà strada tra le Dolomiti e Venezia, stretto tra i versanti delle catene montuose del Lagorai e Cima XII-Ortigara, una terra di passaggio che nasconde angoli ancora autentici e una natura lussureggiante e selvaggia.

La Valsugana è diventata nel 2019 la prima destinazione italiana ad essere certificata sostenibile secondo i criteri del GSTC (Global Sustainable Tourism Council).

4,2  (584 Valutazioni e recensioni)

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La catena del Lagorai

Ad abbracciare la Valsugana lungo il suo intero versante settentrionale c’è la Catena del Lagorai: un massiccio montuoso lungo più di 70 chilometri (tra i più estesi del Trentino) che parte dal Monte Panarotta e termina a Passo Rolle, presso l’area dolomitica delle Pale di San Martino. Questa catena montuosa non presenta cime particolarmente alte – eccezion fatta per la zona di Cima d’Asta, un massiccio granitico dalla singolare storia geologica, la cui vetta si trova a 2.847 m) –, ma si distingue, ed è particolarmente apprezzata dagli escursionisti, per la sua natura estremamente selvaggia. L’intera catena è infatti ancora molto poco antropizzata e, anche nei mesi di alta stagione, è facile trovare percorsi lungo i quali camminare per ore senza incontrare nessuno.

È proprio la mancanza di presenza umana – i rifugi gestiti in quota sono pochi e la maggior parte apre solamente nei mesi estivi – che rende il Lagorai una meta amata da chi vuole concedersi una piccola avventura lontano dal trambusto del fondovalle o delle zone più turistiche.

L’esperienza migliore - anche se riservata solo ai più esperti e allenati - per vivere appieno la montagna è certamente quella di un’escursione di più giorni. La scelta può quindi ricadere sulla Lagorai Panorama, anello di tre giorni per un totale di 40 chilometri e oltre 2000 m di dislivello, l’Alta Via del Granito, poco meno di 30 chilometri per 2.300 m di dislivello, o addirittura la lunga e impegnativa Translagorai. Quest’ultima prevede quattro o cinque giorni di cammino (a seconda del punto di partenza scelto) da un estremo all’altro della catena, con pernottamento in rifugio o in bivacco. Una vera impresa!

Storia e montagna: la Prima guerra mondiale in alta quota

Camminando tra cime e pascoli è facile incappare in testimonianze di una storia passata non troppo lontana: l’intero Lagorai – ma anche la catena Cima XII-Ortigara, sul lato meridionale della Valsugana – sono stati teatro di sanguinose battaglie durante la Prima guerra mondiale, in quanto rappresentavano proprio la linea di confine tra l’Impero Austro-Ungarico e il Regno d’Italia. Quindi ci si ritrova facilmente a passeggiare lungo vecchie trincee e tra i rifugi scavati dai soldati nella roccia per proteggersi durante i rigidi inverni. Non è raro trovare addirittura bossoli, caschi e addirittura pezzi di armi da fuoco della guerra del 1915-1918.

Negli ultimi anni, alcuni luoghi particolarmente significativi sono stati valorizzati, come le fortificazioni militari Forte Colle delle Benne, Forte di Tenna e Forte Busa Granda. A Cima Socede, in Val Campelle, è stato recuperato un percorso - chiamato, non a caso, Sentiero della Memoria - che passa proprio per alcuni vecchi trinceramenti riqualificati, lungo i quali sono state ricostruite baracche e scene di vita al fronte. Molti reperti risalenti alla Grande Guerra sono ora conservati presso nella Mostra Permanente dedicata a Borgo Valsugana.


Tanta montagna... e tanti laghi in Valsugana!

Certamente uno dei principali motivi che spinge ogni estate turisti e visitatori, provenienti specialmente dal nord Europa, a viaggiare verso la Valsugana, sono le limpide acque dei laghi di Levico e Caldonazzo. Questi due laghi si trovano a poca distanza l’uno dall’altro e, se il primo è selvaggio, immerso nella vegetazione e dalla forma allungata a volte definita “a fiordo”, il secondo è invece più aperto ed è il più grande specchio d’acqua della regione dopo il lago di Garda. Durante i mesi estivi, le loro acque sono solcate da kayak, SUP e barche a vela, mentre sul lungolago è possibile passeggiare e rilassarsi prendendo il sole.
Barche a vela sul Lago di Caldonazzo
Foto: Federico Modica, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai

Particolarmente suggestivo è il Giro del Lago di Levico, un percorso pedonale di 10 chilometri che inizia con la Strada dei Pescatori e costeggia per intero lo smeraldino Lago di Levico. Mentre si cammina è possibile scoprire di più sulla variegata fauna lacustre, ma anche semplicemente godere dei giochi di luce sulla superficie dell’acqua.

La miglior vista panoramica su entrambi i laghi si ha invece dal Pizzo di Levico (o Cima Vezzena), montagna che domina la Valsugana occidentale e che offre quindi uno splendido colpo d’occhio anche sui due grandi laghi. A riprova del forte collegamento tra natura e storia, sul Pizzo di Levico è presente un vecchio forte austro-ungarico, utilizzato specialmente come punto di osservazione sulla vallata sottostante e sulla zona dell’Altopiano di Asiago. Oggi la fortificazione è stata ristrutturata ed è stata installata una spettacolare terrazza panoramica.

Tutto il Lagorai è in realtà punteggiato di laghetti di montagna, alcuni effimeri e presenti solamente alcuni mesi l’anno, altri invece permanenti e meta di piacevoli passeggiate. Tra questi sono particolarmente degni di nota il Laghetto delle Prese, il Lago di Erdemolo, con la sua peculiare forma a cuore, il Lago Grande e il Laghetto di Cima d’Asta.


Naturalmente... sostenibile

Naturalmente... sostenibile
Foto: APT Valsugana Lagorai

La Valsugana è zona da sempre attenta ai temi della sostenibilità e della responsabilità nei confronti del proprio territorio, tanto da voler formalizzare definitivamente questo impegno nel 2019, diventando la prima destinazione italiana certificata per il turismo sostenibile secondo i criteri del GSTC (Global Sustainable Tourism Council).

Il percorso che ha portato a ricevere questa certificazione ha implicato un’approfondita analisi del territorio e dei suoi bisogni, nonché delle misure pratiche già messe in atto dalle comunità locali per ridurre il più possibile l’impatto negativo dell’attività umana sul territorio. I criteri GSTC sono strettamente legati ai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda ONU 2030.

Passo Cinque Croci e Laghi dei Lasteati
Foto: Stefano Slompo, CC BY-SA, APT Valsugana Lagorai

Così come il resto del Trentino, anche la Valsugana si affida per la produzione della propria energia elettrica principalmente a centrali idroelettriche, sfruttando così la forza dell’acqua per creare energia rinnovabile.
Dall’acqua dei fiumi all’acqua dei laghi, i laghi di Levico e Caldonazzo possono entrambi vantare ormai da anni la “Bandiera Blu d’Europa”, un riconoscimento che certifica la qualità dell’acqua ma anche la buona gestione dei rifiuti e delle risorse che gravitano attorno a località balneari e lacustri. In termini di mobilità sostenibile, il treno della Valsugana gioca sicuramente un ruolo importante nel ridurre il traffico su gomma e favorire quindi gli spostamenti senz’auto di studenti, lavoratori e turisti.


Sfrecciando su due ruote

E se camminare tra i verdi boschi della Valsugana non è abbastanza, perché non inforcare la bicicletta? La prima scelta per gli appassionati delle due ruote, ma anche per famiglie che vogliono passare un pomeriggio facendo un po’ di movimento, è certamente la Ciclabile della Valsugana: 80 chilometri pressoché totalmente pianeggiati lungo il corso del fiume Brenta, dalla sua sorgente presso i laghi di Levico e Caldonazzo fino al centro della bella cittadina medievale di Bassano del Grappa.

Ciclismo turistico · Trentino
Ciclabile della Valsugana
Percorso consigliato Difficoltà media Aperto
Distanza 82 km
Durata 6:20 h
Salita 225 m
Discesa 603 m

La pista ciclopedonale della Valsugana, insieme a quella della Valle dell’Adige, è l’unica vera “ciclabile” del Trentino. Infatti si ...

4
Da APT Valsugana,   APT Valsugana e Lagorai

Certo, bella la ciclabile ma… un po’di adrenalina? Nessun problema: dall’Altopiano del Tesino, al circuito 3TBike alla zona di Passo Vezzena, l’offerta in termini di percorsi MTB è ampia e varia, con percorsi adatti a biker di tutti i livelli.

Infine, una piccola chicca per gli appassionati del Giro d’Italia: spesso negli anni la Carovana Rosa a pedalato in questa valle e quindi perché non cimentarsi sui percorsi dei campioni ed emulare le loro gesta su alcune delle salite da mito del Giro? Le salite al Passo Manghen,al Menador e al Vetriolo (Monte Panarotta) sono solo le più emozionanti.



''Guat kemmen in Bersntol!''

''Guat kemmen in Bersntol!''
Tramonto in Valle dei Mocheni
Foto: Sara Orsingher, Outdooractive Editors

Che la Valle dei Mocheni sia una vallata speciale lo si capisce appena la si imbocca e ci si trova davanti a un cartello che recita “Guat kemmen in Bersntol – Benvenuti in Val dei Mocheni”.

Questa piccola laterale della Valsugana è infatti una terra dove si respira un’aria diversa, un’aria forse più antica e, per un attimo, ci si trova fuori dal tempo.

In questa zona, infatti, le tradizioni sono ancora molto forti e la cultura locale viene vissuta in prima persona tutti i giorni dagli abitanti, anche grazie al mantenimento della lingua locale, il mochéno.

La Valle dei Mocheni è infatti un’isola linguistica dove si continua a parlare – seppur in forma minore rispetto al passato – un antico dialetto tedesco, portato dai lavoratori tedeschi chiamati qui a lavorare la terra attorno al 1200.

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Recensioni e valutazioni

  • 26.09.2026
    Mirko Ropelato
    16.08.2022
    Facile itinerario. Un po' monotono nella parte iniziale. Splendidi il panorama da Forcella Magna e il laghetto di Forcella Magna.
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    Foto: Mirko Ropelato, Community
    Foto: Mirko Ropelato, Community
    Foto: Mirko Ropelato, Community
    Foto: Mirko Ropelato, Community
    Scritto il 26.09.2026
  • 12.09.2026
    Andrea Castellan
    Fatto questo meraviglioso giro il 12/9/2026 e colgo l'occasione per ringraziare gli autori di questo itinerario
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    Foto: Andrea Castellan, Community
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    Panoramico Varietà di sentieri Impegnativo
    Scritto il 12.09.2026
  • 09.09.2026
    Fabian Hartung
    07.09.2026
    Schöne Wanderung mit einem teils aber nicht zu unterschätzenden Anstieg hoch in das Tal, sobald man nicht mehr neben dem Fluss/Bach läuft, sondern oberhalb daneben. Bis auf die Weidefläche oben im Tal waren es bei mir 386 hm auf 3,3 km Wegstrecke. Rechnet man die ebenen Flächen heraus, ist die Wegstrecke des tatsächlichen Aufstieges aber deutlich geringer. Dennoch ist das alles natürlich absolut machbar und für alpine Landschaft auch nicht außergewöhnlich steil. Bis zur Rifugio sind noch ein paar Höhenmeter zu absolvieren, ich bin dort nach ca. 1,5 Stunden bei 430 hm und 3,8 km angekommen (auf der Weidefläche war ich nach etwa 1,25 Stunden angekommen. Der Rückweg geht dann deutlich schneller, sodass ich am Ende bei etwa 2,5 bis 3 Stunden benötigte. Rechnet man die Zeit für Fotos heraus, dürfte man die Tour aber auch bis max. 2,5 Stunden schaffen - insbesondere, wenn man im Aufstieg schneller ist als ich. Am Ende waren es 7,6 km und 445 hm. Tipp für Fotografen: Mit der Tour starten, wenn die Sonne im Südwesten oder Westen steht. Die Ausblicke im Tal gehen gen Südosten und Norden. Startet man wie ich früh morgens, fotografiert man die Bergkulisse hinter der Rifugio stark gegen das Sonnenlicht Bilder folgen...
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    Impegnativo Panoramico Solitudine
    Scritto il 09.09.2026
  • 30.08.2026
    Fabian Hartung
    29.08.2026
    Grundsätzlich eine sehr schöne, aber natürlich anspruchsvolle Wanderung. Bis kurz vor dem Aufstieg zum Lago dei Aseni handelt es sich durchweg um Forstwege, die gut zu begehen sind - anfangs noch mäßig steil, später steiler. Der Aufstieg zum See ist dann im Vergleich deutlich steiler, aber immer noch gut zu gehen. Oben angekommen "trennt sich auch die Spreu vom Weizen" - sprich: Bis zum See ist die Route durchaus ganz gut begangen, danach trifft man keinen einzigen Wanderer mehr. Der Aufstieg über die "Felswand" beim See ist dann nochmal sehr intensiv aber eher kurz und machbar. Vereinzelt muss man den Weg mehr oder weniger suchen und es ist ab hier dann auch absolute Trittfestigkeit gefragt. Am höchsten Punkt erstmals angekommen, hat man traumhafte Ausblicke gen Nordosten mit imposanten Berggifpeln. Die Aussicht ist natürlich sehr wetterabhängig - heute waren einige Gipfel in Wolken gehüllt, aber nicht alle oder nicht vollständig. In der weiteren Wegstrecke kann man dann einen Abstecher zum Monte Tolvà und Cime Orena machen. Ich habe allerdings aus zeitlichen Gründen beide ausgelassen, zumal die Sicht gen Westen ohnehin voll gegen die Sonne ginge und gen Nordosten keine besseren Aussichten als zuvor zu erwarten sind. So spart man sich etwas Wegstrecke und irgendwas zwischen 100-150 hm. Die Abstiegsstrecke hat mir hingegen leider überhaupt gar nicht gefallen. Man läuft irgendwo quer über eine Wiese und später durch Wald permanent auf der Suche nach irgendetwas, was wie ein Weg aussieht oder Steinmännchen, die den Weg halbwegs leiten. Durch die entsprechend unebene Wegstrecke kommt man zudem überhaupt nicht vorwärts. Erst wenn man irgendwann endlich mal wieder auf einem Forstweg ist, kommt man wieder vorwärts und hat noch knappe 3 km Wegstrecke bis zum Parkplatz. Im Ergebnis würde ich die Tour so wohl nicht nochmal laufen. Ich würde eher nur bis zum höchsten Punkt wandern und dort die gleiche Wegstrecke wieder zurück. Könnte zwar etwas länger an Wegstrecke sein und die Steilwand beim See ist bergab vermutlich etwas schlecht zu gehen, aber sobald man beim See angekommen ist "kommt man auch wieder vorwärts"... Die Zeitangabe von nur etwas über 6 Stunden halte ich für einen durchschnittlichen Wanderer allerdings für viel zu niedrig angesetzt. Ich benötigte für 14,4 km und 1147 hm letztlich fast 8,5 Stunden. Gut, einige Zeit davon ist auf Fotos zurückzuführen, aber selbst ohne dürfte ich bei mind. 7,5 Stunden liegen und unter 7 Stunden halte ich für schwierig. Den ersten Gipfel erreichte ich hierbei innerhalb von etwas über 5 Stunden für 7,5 km und 1107 hm. Das bedeutet, dass ich für den von mir "gehassten" Abstieg also satte 3 Stunden benötigte. Bilder folgen...
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    Impegnativo Panoramico Meteo‑dipendente
    Scritto il 30.08.2026
  • 28.08.2026
    Fabian Hartung
    28.08.2026
    Eine schöne Rundwanderung, die gerade im westlichen Wegabschnitt durchweg traumhafte Blicke auf die Bergkulisse, das Tal und den Caldenazzo-See bietet. Die übrige Wegstrecke fällt dann wenig überraschend im Vergleich ab, ist aber abwechslungsreich und oben in Tenna angekommen hat man auch einen schönen Blick gen Levico Terme. Die Tour ist allerdings doch überraschend lang gewesen und innerhalb von den 3 Stunden schon eher schwer machbar. Bei mir waren es am Ende auch 12,6 km und 452 hm durch den Start etwas oberhalb vom Campingplatz und ich benötigte insgesamt 4,5 Stunden. Rechne ich die Zeit für die zusätzliche Wegstrecke und Fotos heraus, dürfte ich bei so ca. 3,5 Stunden gelegen haben. Insofern würde ich empfehlen, 4 Stunden einzuplanen. Tipps: Startet mit der Tour eher morgens bzw. spätestens vormittags, da ihr sonst fast durchweg gegen die Sonne fotografiert. Ich hatte das falsch eingeschätzt und zuvor die kürzere Tour zur Festung von Levico Terme absolviert. Außerdem würde ich auch von Levico nicht zum Startpunkt der Tour laufen, weil das einfache Strecke gute 30 Minuten zusätzlich und insbesondere fast 100 hm bis zum naheliegendsten Punkt der Tour bedeutet. Bilder folgen...
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    Panoramico Meteo‑dipendente Varietà di sentieri
    Scritto il 28.08.2026
  • 28.08.2026
    Fabian Hartung
    28.08.2026
    Ein schöner kurzer Spaziergang mit traumhaften Blicken auf Levico, Teile des Levico-Sees und die umliegende Tallandschaft sowie dessen Bergpanorama. Die Wegstrecke ist anspruchslos mit einem kürzeren mäßig steilen Anstieg, daher auch gut frequentiert - sicher auch wegen der Lage unmittelbar an der Stadt. Die Festung kann für aktuell 4 € Eintritt auch besichtigt werden. Bilder folgen...
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    Sentieri affollati Panoramico
    Scritto il 28.08.2026
    Sentiero turistico
    Passeggiata - Forte delle Benne
  • 27.08.2026
    Fabian Hartung
    27.08.2026
    Mini-Spaziergang zu einem traumhaften Aussichtspunkt über das Valsugana bei Borgo. Absolutes Pflichtprogramm der Region. Einzig die in der OpenStreet-Map hinterlegten vermeintlichen Pfade existieren teils anscheinend nicht mehr oder sind zumindest nicht mehr wirklich erkennbar (betrifft die Route hier nur an einer Stelle). Bilder folgen...
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    Panoramico
    Scritto il 27.08.2026
  • 27.08.2026
    Fabian Hartung
    27.08.2026
    Kurzwanderung zu einem imposanten Felsbogen. Die Wegstrecke ist kurz, dabei auch recht steil mit gut 200 hm auf 1 km Wegstrecke. Kurz vor dem Felsbogen ist außerdem Trittsicherheit gefragt, da der Boden aus etwas loser Erde und Geröll besteht und daher rutschig wird. Den Felsbogen selbst kann man betreten, bedarf aber Schwindelfreiheit, da der "Pfad" darauf schmal ist und es zu beiden Seiten ca. 50m abfällt. Bilder folgen...
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    Impegnativo Solitudine
    Scritto il 27.08.2026
  • 27.08.2026
    Fabian Hartung
    27.08.2026
    Eine sehr schöne Rundwanderung mit nur einem knackigen Anstieg kurz nach Beginn der Tour, aber einigen Aus- und Weitblicken. Insbesondere der Blick beim Greifen ist traumhaft - ehrlicherweise könnte man die weitere Tour hier auch ignorieren, wenn man keine Zeit und/oder Lust mehr hat, denn besser wird es nicht ;-)... Doch auch die Ferienwohnsiedlung (?) mit schönen Gebäuden und der "Almbereich" waren sehr schön. Insofern in Anbetracht der kurzen Wegedauer eine absolute Empfehlung. Bilder folgen...
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    Panoramico Solitudine
    Scritto il 27.08.2026
  • 27.08.2026
    Fabian Hartung
    27.08.2026
    Mehr ein Spaziergang als eine Wanderung, aber was für eine Aussicht in das Valsugana-Tal! Verbunden mit der Historie des 1. Weltkrieges in dem Gebiet und dem geringen Zeitaufwand ist die Tour ein absolutes Must in der Region. Interessanterweise war heute Morgen auch überhaupt nichts los und man konnte die gesamte Tour in Ruhe alleine genießen. Bilder folgen...
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    Panoramico Meteo‑dipendente Solitudine
    Scritto il 27.08.2026
  • 27.08.2026
    Fabian Hartung
    26.08.2026
    Eine sehr schöne, aber unglaublich lange Wanderung. Die ersten 4-5 km sind traumhaft, die weitere Wegstrecke zum Lago delle Stellune fällt im Vergleich dann etwas ab und zieht sich unendlich in die Länge. Bis zum vorderen See gleicht die Wanderung eher einer Völkerwanderung mit vielen Familien auf dem Weg. Danach leert sich der Weg aber massiv und man begegnet nur noch sehr vereinzelt weiteren Wanderern. Die Tour ist leider aber deutlich anspruchsvoller als das Datenblatt vermuten lässt (wurde fairerweise aber auch vom Autor "erwähnt"): Permanentes Auf und Ab mit Anstiegen und Gegenanstiegen emfpinde ich schlicht anstrengender als einmal hoch und wieder runter. Zudem ist insbesondere das Geröllfeld kurz vor Ende des Hinweges nochmal etwas "ätzend" zu gehen. Während die Kilometerangabe und Höhenmeter stimmig sind, passt die Zeitangabe allerdings überhaupt nicht. Niemals schafft man diese Tour hin- und zurück innerhalb von 4,5 Stunden. Ich benötigte nahezu 8 Stunden! Selbst wenn ich den Zeitaufwand für Fotos, ein paar Gespräche und die Mini-Pausen rausrechne, liege ich noch immer bei um die 7 Stunden. Einplanen sollte man meines Erachtens mind. 6 Stunden besser die 7 oder gleich 8 als Puffer. Bilder folgen...
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    Impegnativo Meteo‑dipendente Panoramico Solitudine Varietà di sentieri
    Scritto il 27.08.2026
    Sentiero turistico
    Trekking al Lago delle Stellune
  • 25.08.2026
    Fabian Hartung
    25.08.2026
    Netter kurzer Spaziergang mit einem kürzeren aber knackigen Aufstieg, den ich allerdings nur empfehlen würde, wenn ich ohnehin in der Nähe bin und noch eine gute Stunde entbehren kann. Der Flusslauf zu Beginn ist recht schön und am Ende bei der Kirche hat man einen sehr schönene Ausblick auf See und Berge. Bilder folgen...
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    Solitudine
    Scritto il 25.08.2026
    Sentiero turistico
    Passeggiata - 100 scalini
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